Cina, 2000 cattolici senza parrocchia. “Grazie” alla politica di Bergoglio

L’importante agenzia di notizie AsiaNews ci informa che il governo comunista cinese ha fatto demolire la parrocchia di Qianyang (situata in una zona molto povera dello dello Shaanxi), composta da circa 2000 fedeli, tutti contandini. Questa parrocchia, oltre ad essere famosa per avvenimenti miracolosi avvenuti in passato, fa parte dell’unica diocesi che non fa parte dell’Associazione patriottica, cioè non è riconosciuta dal governo cinese. Perché vi riportiamo questa notizia?

Perché si tratta del primo “frutto” degli accordi presi della Santa Sede con il Partito Comunista cinese lo scorso anno. I cattolici, chierici e laici, che si rifiuteranno di sottostare alla dittatura maiosta, saranno ancora di più perseguitati. E ciò accadrà col silenzio del Vaticano, poiché a papa Francesco non interessa la sorte dei cattolici che vogliono rimanere fedeli al Vangelo, ma solo il suo progetto politico.

Un progetto politico — oltre che ignobile e meschino — inutile, giacché nulla di squisitamente ideologico può portare a qualche cosa di buono anche dal punto di vista terreno e temporale.

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