Il Vaticano e l’ONU insieme per promuovere la sostenibilità e l’uguaglianza di genere

L’ex segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, l’economista Jeffrey Sachs e il direttore generale dell’UNESCO sono tra i relatori del poco pubblicizzato lancio di una collaborazione tra il Vaticano e le Nazioni Unite volta a educare il mondo a stili di vita sostenibili, all’uguaglianza di genere e alla cultura della pace e della non-violenza.

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Papa Francesco ha indetto l’Anno dedicato a san Giuseppe

«Alzati, prendi con te il bambino e sua madre» (Mt 2,13), dice Dio a San Giuseppe.

Lo scopo di questa Lettera Apostolica è quello di accrescere l’amore verso questo grande Santo, per essere spinti a implorare la sua intercessione e per imitare le sue virtù e il suo slancio.

Infatti, la specifica missione dei Santi è non solo quella di concedere miracoli e grazie, ma di intercedere per noi davanti a Dio, come fecero Abramo[26] e Mosè,[27] come fa Gesù, «unico mediatore» (1 Tm 2,5), che presso Dio Padre è il nostro «avvocato» (1 Gv 2,1), «sempre vivo per intercedere in [nostro] favore» (Eb 7,25; cfr Rm 8,34).

I Santi aiutano tutti i fedeli «a perseguire la santità e la perfezione del proprio stato».[28] La loro vita è una prova concreta che è possibile vivere il Vangelo.

Gesù ha detto: «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore» (Mt 11,29), ed essi a loro volta sono esempi di vita da imitare. San Paolo ha esplicitamente esortato: «Diventate miei imitatori!» (1 Cor 4,16).[29] San Giuseppe lo dice attraverso il suo eloquente silenzio.

Davanti all’esempio di tanti Santi e di tante Sante, Sant’Agostino si chiese: «Ciò che questi e queste hanno potuto fare, tu non lo potrai?». E così approdò alla conversione definitiva esclamando: «Tardi ti ho amato, o Bellezza tanto antica e tanto nuova!».[30]

Non resta che implorare da San Giuseppe la grazia delle grazie: la nostra conversione.

A lui rivolgiamo la nostra preghiera:

Salve, custode del Redentore,
e sposo della Vergine Maria.
A te Dio affidò il suo Figlio;
in te Maria ripose la sua fiducia;
con te Cristo diventò uomo.

O Beato Giuseppe, mostrati padre anche per noi,
e guidaci nel cammino della vita.
Ottienici grazia, misericordia e coraggio,
e difendici da ogni male. Amen.

Roma, presso San Giovanni in Laterano, 8 dicembre, Solennità dell’Immacolata Concezione della B.V. Maria, dell’anno 2020, ottavo del mio pontificato.

Francesco


Lettera Apostolica Patris corde nel 150° anniversario della dichiarazione di San Giuseppe quale Patrono della Chiesa universale (8 dicembre 2020)

Arabo  – Francese  – Inglese  – Italiano  – Latino  – Polacco  – Portoghese  – Spagnolo  – Tedesco ]

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Caro “Pietro”: “senza offendere l’Apostolo, non tacerò la parola del Signore.” (sant’Agostino)

A quanto sta accadendo con le “nuove” traduzioni e dunque con il “nuovo” Messale (che nuovo non è, ma è solo un aggiornamento linguistico per mettere l’inclusione, e poi chissene frega se l’escluso è proprio Dio in Cristo Gesù), vogliamo rispondere con una meditazione tratta da un celebre Discorso di sant’Agostino che troverete qui integralmente, anche per le recenti novità del “Pietro regnante”… quali il dio di Abu-Dhabi o la Pachamama… o l’Amoris Laetitia, o la Fratelli tutti… o altra diavoleria… per confermare che noi non cambieremo il Pater Noster, non adoreremo il dio di Abu-Dhabi, non adoreremo la Madre Terra con la sua Pachamama, non abbracceremo “un Vangelo diverso” da quello che ci è stato annunciato (cfr.Gal.1,1-10)

E non accusateci di antipapismo, o scismi vari privando voi stessi della ragione, perché noi siamo papisti ma non bergogliosi… e come insegnava il grande sant’Ambrogio, grazie al quale resisteremo in questa Chiesa unica e Santa, ma con un Pastore anomalo:

dite al Papa che noi la testa non l’abbiamo solo per portarci il cappello…!

Buon Tempo di Avvento a tutti.

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Zuppi sarà pure un pastore mite, ma gli zupponi teologici che cucina sono davvero indigesti, anche alla Beata Emmerich

Il cardinale Zuppi ha rilasciato una intervista (oramai sembra la moda del momento mentre, certo silenzio male non farebbe) alla quale non risponderemo noi, ma lasceremo rispondere al Padre Domenicano Giovanni Cavalcoli giacchè, avendo notato anche noi certi strafalcioni nelle risposte dell’alto prelato, è bene che sia stato un teologo, molto conosciuto, a dare le giuste risposte…

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Papa Francesco non vuole il Clero sposato: “Io penso lo stesso di S. Paolo VI” – e cosa diceva Paolo VI?

Ne avevamo parlato qui: Salvo per ora il celibato sacerdotale ma… e non possiamo far altro che rimarcare e sottolineare che – quando vuole – il Cielo stesso sa mantenere fermo e saldo quanto di buono la Chiesa ha fatto a riguardo della dottrina del celibato per il clero di rito latino. Esso infatti non è un dogma, lo abbiamo ripetuto molte volte e in molti editoriale, ma una legge ecclesiastica che nessun Pontefice si è mai sognato di abrogare… al contrario, essa è sempre stata difesa quale “VOLONTA’ DIVINA” … un desiderio e un “consiglio” che viene dal Cristo stesso.

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Ma la CEI capisce quello che dice, oppure è incapace d’intendere e di volere?

La CEI fa gli auguri all’induismo, nulla di male, diciamolo subito!! Il problema non è l’invio di un biglietto di Auguri, ma è il contenuto a diventare ridicolo – per non dire di peggio – quando a scriverlo deve essere per forza una Segreteria che non conosce affatto le “altre religioni”, finendo per attribuirgli una sorta di credo cattolicizzato…. e poichè quel “cattolicizzare ciò che non è cattolico” è un pallino almeno centenario del gesuitismo modernista, non è che lo fanno di proposito per far cambiare al proprio gregge la mentalità cattolica?

A pensare male si fa peccato… ma qualche volta ci si azzecca!!

Non sappiamo quali induisti alla matriciana frequentano questi della CEI, ma l’ignoranza è enorme… Per l’induismo (vero) non esiste una dottrina nella quale ci sarebbe una luce ad infrangere le tenebre, ossia non è quella LUCE Divina portata dall’unico VERO DIO… e per l’induismo, per tutte queste CULTURE orientali, dopo la morte non c’è la vita eterna dell’individuo e non c’è la risurrezione della carne, ma il Karma….

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Il rapporto vaticano su MacCarrick: Excusatio non petita, accusatio manifesta

La Sala Stampa della Santa Sede replicò alla Testimonianza di mons. Carlo Maria Viganò sullo scandalo MacCarrick affermando che nel rapporto finale non se sarebbe parlato, perché si trattava della presa di posizione di un uomo livoroso che volle vendicarsi di Papa Francesco per non avergli dato la berretta cardinalizia. Eppure nel rapporto pubblicato ieri, il Vaticano, più che attestare la colpevolezza evidente dell’ex porporato americano, si affanna a cercare di dimostrare che il comportamento di Papa Francesco fu impeccabile, addossando la colpe delle continue malefatte di MacCarrick niente mento che a mons. Viganò! Excusatio non petita, accusatio manifesta (scuse non richieste, accuse manifeste): diceva gli antichi latini. Il fatto che la Testimonianza di mons. Viganò non sia stata ignorata e che addirittura alla Santa Sede stanno cercando di far ricadere le colpe su di lui, è la prova della veridicità di tale Testimonianza. Pertanto pubblichiamo la prima replica di mons. Viganò a queste ignobili accuse, inoltre la ricostruzione e l’editoriale de La Nuova BQ, affinché ci possa rendere conto ancora di più della situazione disastrosa della Gerarchia che attualmente governa la Santa Madre Chiesa.

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La lettera mai spedita di mons. Viganò a papa Francesco

È uscito in questi giorni il libro Nell’ora della prova. “Volete andarvene anche voi?” (Chorabooks, 36,39€, ebook 9,99€) che raccoglie tutti gli scritti di mons. Carlo Maria Viganò dallo scandalo McCarrick agli ultimi mesi. Il quotidiano La Verità e l’ex vaticanista Aldo Maria Valli (curatore del libro) hanno pubblicato una lettera inedita del marzo del 2019 che mons. Viganò scrisse a Papa Francesco ma che poi decise di non inviare. Ecco il testo.

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Bergoglio, la guerra sociale e quel legame con i movimenti popolari marxisti

L’ex vaticanista Aldo Maria Valli pubblica un testo (in italiano e in spagnolo) scritto da un professore argentino, Antonio Caponnetto, in cui viene spiegato il rapporto tra Bergoglio e i movimenti popolari marxisti.

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Da quando i papi ricorrono alle interviste per sensibilizzare l’opinione pubblica?

Francesco usa i mass-media per sondare il popolo cristiano sui cambiamenti che vuole imporre con la prassi.

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