Francesco ai vescovi italiani: perché non sono venuto a Firenze

Dal sito Silere non possum apprendiamo che papa Francesco, rispondendo ad una domanda, ha spiegato ai vescovi italiani, ricevuti in udienza lo scorso 23 maggio, perché non ha partecipato all’incontro dei vescovi e dei sindaci del Mediterraneo del 27 febbraio. Scopriamo così che, come del resto era presumibile, che il motivo ufficiale — problemi di salute, per quanto reali, — era solamente una scusa. Francesco ha ammesso di non aver voluto essere presente perché non voleva incontrare alcune personalità — facendo nomi e cognomi — che, secondo lui, sono «implicate nell’industria delle armi». Sappiamo che il papa regnante vuole che i suoi incontri — soprattutto quelli con i vescovi — non vengano resi pubblici e che le sue parole rimangano private, perciò quando trapela qualcosa di così grave, significa che egli lascia che vengano mandati messaggi a chi deve capire…

Non a caso, lo stesso sito, riporta che il Papa ha di nuovo rimproverato severamente i vescovi italiani (istituendo nientemeno che una Commissione di controllo sui Vescovi per verificare la “piena applicazione” della riforma da lui pretesa) perché non hanno applicato pienamente la riforma dei processi di nullità matrimoniale — definita, non a torto, da qualcuno “divorzio cattolico mascherato” — che egli stesso volle nel 2015. Questa notizia, non nuova in verità, prosegue da anni come una sorta di “braccio di ferro” tra il Papa che si dimostra, così, sprezzante del Diritto Canonico stesso e i Vescovi, la maggioranza dei quali, non vuole affatto abusare del proprio potere per delegittimare, annullare dei matrimoni cattolici, diversamente ancora validi. Si legga anche qui: L’Eucaristia è un dono non un diritto! Anche qui sul: un matrimonio al volo!


Il Papa alla CEI: ecco perché non sono venuto a Firenze

Papa Francesco ha spiegato ai vescovi italiani perchè non si è recato a Firenze. Ha parlato di Marco Minniti, ex ministro dell’Interno e si è intrattenuto con i vescovi per ben due ore.

di L. M. (31-05-2022)

Nell’Aula Paolo VI, il 23 maggio 2022, i vescovi italiani hanno incontrato il Santo Padre Francesco in occasione dell’apertura della settantaseiesima Assemblea Plenaria, che si è svolta a Roma, presso l’Hilton Rome Airport, dal 23 al 27 maggio 2022 sul tema: “In ascolto delle narrazioni del Popolo di Dio. Il primo discernimento: quali priorità stanno emergendo per il Cammino sinodale?”. I vescovi sono stati circa due ore con il Papa e il colloquio non è stato sempre rilassato.

Francesco, sin dai primi momenti del suo Pontificato non ha dimostrato di apprezzare molto i presuli italiani. Addirittura al Corriere della Sera ha detto: Spesso ho trovato una mentalità preconciliare che si travestiva da conciliare. […] In Italia forse è più difficile. Ma ci sono bravi preti, bravi parroci, brave suore, bravi laici”. Beh sì, qualche prete buono lo abbiamo anche noi Santità! Negli altri Paesi sicuramente sono più santi, abbiamo visto eh, però anche noi ci diamo da fare. Addirittura Bergoglio ha aggiunto: “Per esempio una delle cose che tento di fare per rinnovare la Chiesa italiana è non cambiare troppo i vescovi”. Se il Papa dice questo, i fatti riferiscono altro. Francesco in questi anni ha rivoluzionato la Chiesa italiana e di vescovi nuovi ce ne sono stati veramente molti. Chissà se il Papa se ne è accorto.

Durante l’incontro del 23 maggio, Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Derio Olivero, vescovo di Pinerolo, ha domandato al Santo Padre come mai non si è recato a Firenze per l’incontro dei sindaci e dei vescovi del Mediterraneo al quale Francesco aveva in programma di partecipare il 27 febbraio 2022.

Marco Minniti, parlamentare del PD ed ex ministro dell’Interno

Il Papa ha risposto dicendo che innanzitutto gli era stato consigliato dal medico di rinunciare alla celebrazione del mercoledì delle ceneri, 22 febbraio 2022, ed anche a quel breve viaggio perchè il ginocchio “gli dava problemi” ed “era il momento più acuto del dolore”Poi ha aggiunto che gli è stato fatto presente che all’incontro erano presenti delle persone, fra cui Marco Minniti, che erano implicati nell’industria delle armi e pertanto “era meglio che il Papa non partecipasse”. A questo punto è intervenuto l’Arcivescovo di Firenze, Sua Eminenza Rev.ma il Sig. Cardinale Giuseppe Betori, il quale ha detto al Papa: “Padre Santo Lei è stato informato male perchè c’erano due convegno. C’era il convegno dei vescovi e quello dei sindaci che lo ha organizzato il sindaco Nardella. Ci siamo uniti solo successivamente, l’ultimo giorno”. Francesco ha quindi ribattuto: “No, no, tu puoi continuare a dire quello che vuoi, a me hanno detto che c’erano questi signori e ho visto i video di questi invitati, c’era anche Minniti”. Il Cardinale Betori ha continuato a dire al Papa che non era il medesimo convegno ma il Papa ha concluso dicendo: “No, no, io ho visto. Poi mi hanno fatto vedere quando erano al ministero quali leggi hanno fatto, sono dei criminali di guerra e ho visto anche i campi di concentramento in Libia dove tenevano questa gente che loro hanno respinto!”

Fra i vescovi è calato il gelo. Papa Francesco non solo non si presentò quella Domenica a Firenze ma non inviò neppure il Cardinale Pietro Parolin, come era stato anticipato e non saluto i vescovi italiani neanche durante l’Angelus.

Il disprezzo del diritto

Nel colloquio, Francesco è tornato anche sulla riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio. Il Papa nel 2021 ha anche emanato un Motu Proprio con il quale ha istituito una commissione per verificare la “piena applicazione” della riforma del processo matrimoniale in Italia. Alcuni vescovi coraggiosi hanno eccepito perplessità e/ difficoltà in merito ad alcuni casi e così Francesco ha raccontato un aneddoto. Ha parlato di un ordinario che gli aveva parlato di alcune obiezioni sollevate dal tribunale ecclesiastico della sua diocesi in merito allo scioglimento di un matrimonio. Il Papa ha raccontato di aver risposto al vescovo domandandogli: “Lei ha una penna sulla scrivania?”. Francesco ha spiegato che il Vescovo può esercitare la propria potestà senza porsi troppi scrupoli in merito alle questioni di diritto.

Questo disprezzo del diritto da parte di Francesco preoccupa molto, non solo i canonisti, ma dovrebbe far spaventare qualunque fedele. Anche nello Stato della Città del Vaticano, dove lui è sovrano assoluto, Bergoglio ha dimostrato di fare ciò che crede senza troppo preoccuparsi delle norme e dei diritti fondamentali dell’essere umano. Questo modus agendi collide molto con la missione che il Papa ha e con i principi cardine del diritto canonico.

Il diritto non può essere visto come una zavorra ma piuttosto come tutela, e della vittima, e dell’imputato. Lo ha ricordato anche al termine della Plenaria il Cardinale Matteo Maria Zuppi in merito agli abusi sui minori e la funzione del diritto canonico.

FONTE: silerenonpossum.it

2 pensieri riguardo “Francesco ai vescovi italiani: perché non sono venuto a Firenze

  1. Premesso che, se fosse per me, le industrie delle armi chiuderebbero oggi stesso, ma questo ragionamento del Papa è ideologico, non cattolico. Dovrebbe evitare d’incontrare anche i propagatori e i finanziatori dell’aborto, capi di stato e di governo compresi, soprattutto se si professano “cattolici devoti”. Aborto che, come diceva Madre Teresa di Calcutta, è la vera causa delle guerre nel mondo.

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    1. Capisco quello che vuoi dire, Mino, ma dobbiamo ricordare che quello che papa Francesco dice va saputo leggere tra le righe. Persolmente ritengo che, come del resto non ha nascosto recentemente, non sia affatto contento dei vescovi italiani, molto suppini di fronte al potere politico. La presenza di uomini politici ad una conferenza di vescovi non l’ha proprio digerita. Politici italiani che sono tornati alla carica col ddl Zan, un disegno di legge ideologico, perverso e pervertitore, che solo Francesco è riuscito a far affossare in parlamento grazie al suo intervento tramite la Segreteria di Stato, mentre la CEI stava alla finestra. Il parlamentatre Vittorio Sgarbi infatti disse che senza l’intervento della Santa Sede quel ddl sarebbe stato sicuramente approvato, rimanendone sbarlordito.

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