Le parole “volanti” di papa Francesco

Il nostro editoriale sulle tristi e contradditorie dichiarazioni rilasciate da papa Francesco nella conferenza stampa sul volo di ritorno dalla Slovacchia.

Come sappiamo da ormai da più di otto anni, i viaggi, soprattutto quelli all’estero, non sono salutari (teologicamente parlando) per papa Francesco, in particolare durate le conferenze stampa sui voli di ritorno egli fa “uscire” il peggio di sé. Anche quella di ritorno dalla Slovacchia (testo e video) ha tristemente confermato ciò. Analizziamola insieme.

Ignobile frecciatina

Un giornalista, Bohumil Petrik, ha fatto al Papa una domanda sui vaccini anti-Covid19. Noi non ci occuperemo di questo, ma di un’ignobile frecciatina che, nella risposta, papa Francesco ha lanciato al card. Burke, senza nominarlo.

«Anche nel Collegio cardinalizio ci sono alcuni “negazionisti” e uno di questi, poveretto, è ricoverato con il virus. Mah, ironia della vita…».

Non entriamo nel merito delle posizioni del card. Burke sulla pandemia e sui vaccini, ma è squallido che un papa – Jorge Mario Bergoglio è uomo livoroso, che non ha mai perdonato al card. Burke di essere stato l’unico cardinale americano a non aver mai votato per lui al conclave del 2013, mentre tutti gli altri elettori degli States si sono lasciati convincere dal card. O’Malley[1] – faccia affermazioni di compiacimento e di rivalsa personale sulla malattia di uno dei suoi cardinali che ha rischiato di morire ed è ancora in convalescenza.

“Poveretto” è soprattutto colui che cade in una tale bassezza morale! Questa “vita” avrà anche una sua “ironia”, ma noi cristiani sappiamo che di questa vita tutto dovremmo rendere conto a Dio, anche le parole dette fuori posto[2].

Peccato e premio

Le affermazioni più contradditorie papa Francesco le ha dette in una lunga risposta data ad una domanda del giornalista americano Gerard O’Connell, stipendiato dai gesuiti, essendo il corrispondente della rivista America Magazine. Costui ha domandato se fosse giusto negare la Comunione ai politici che «hanno sostenuto leggi a favore dell’aborto e del diritto della donna a scegliere», facendo anche il nome dell’attuale presidente americano, il “devoto cattolico” Biden.

«No, io mai ho rifiutato l’Eucaristia a nessuno, a nessuno. Non so se sia venuto qualcuno che era in questa condizioni, ma io mai, mai ho rifiutato l’Eucaristia», si è vantato il Pontefice.

Addirittura ha raccontato di aver dato, quand’era prete, la Comunione ad una donna ebrea, spiegando che «anche quello che ti ho dato è ebreo…». Mah… Chissà magari questa storia l’avrà inventata – i gesuiti usano molto le storie come metodo didattico –, forse per cercare di ricucire i rapporti con le comunità ebraiche che hanno protestato riguardo le sue catechesi del mercoledì sulla Torah[3]. E poi che modo così rozzo di riferirsi al Signore da parte del suo attuale Vicario: “Quello”…

Poi naturalmente è tornato sul solito slogan dell’Eucarestia.

«La Comunione non è un premio per i perfetti. Pensiamo … al giansenismo: i perfetti possono comunicarsi. La Comunione è un dono, un regalo; la presenza di Gesù nella sua Chiesa e nella comunità. Questa è la teologia».

Se anche fosse questa la teologia, è comunque una teologia incompleta, non dogmatica, ma di parole suggestive. Ovviamente i giansenisti avevano torto, ma il Corpo e il Sangue del Signore può essere dato solamente ai peccatori pentiti, riconciliati col sacramento della Penitenza, e impegnati a non cadere più in quel peccato, facendo ammenda dello scandalo pubblico; altrimenti mangerebbero la loro condanna, come dice, non un teologo da bar, ma l’Apostolo San Paolo. Questo vale soprattutto per un battezzato con incarichi politici, come insegna la Dottrina sociale della Chiesa.

Il Papa ha dichiarato senza ambiguità che «l’aborto è un omicidio. L’aborto… senza mezze parole: chi fa un aborto, uccide», ma come sempre egli è abilissimo a condannare l’aborto in sé, ma senza compromettersi contro coloro che lo propagano e lo commettono. Grandiosità della doppiezza gesuitica! Condannare il peccato, senza correggere il peccatore è approvare il suo peccato e mancare di carità verso di lui e verso le vittime di quel peccato.

Infatti papa Francesco, rifiuta il linguaggio evangelico del “sì sia sì e il no sia no” (cfr. Mt 5, 17), e rispondendo sul caso specifico di Biden, dice che dargli la Comunione sarebbe, parole sue, «un’ipotesi». Al di là di Biden… un’ipotesi di cosa? La Chiesa ha la missione di amministrare i sacramenti, non di lasciarli all’arbitrio di qualcuno, chierico o laico che sia.

Del resto, Francesco è il primo vero papa interamente formato allo “spirito del Concilio”, per cui, parole sue, «i principi sono della teologia. La pastorale è la teologia e lo Spirito Santo che ti va conducendo a farlo con lo stile di Dio». Eppure la Seconda Persona della SS.ma Trinità – dopo aver rivelato tutto ciò che ha udito dalla Prima Persona della SS.ma Trinità (cfr. Gv 15, 15) – ha solennemente decretato che la Terza Persona della SS.ma non avrebbe fatto altro che annunziare, lungo i secoli, ciò che è eterno ed è stato rivelato (cfr. Gv 16, 12-15). Non esiste uno Spirito Santo che non proceda dal Padre e dal Figlio.

La pastorale, quella vera, non è mai staccata dalla Dottrina, poiché è l’insegnamento dell’applicazione della Dottrina stessa.

Francesco, comunque, ritiene la discussione sull’ammissione alla Comunione dei battezzati pro-aborto simile a quella sui divorziati-risposati civilmente.

«Si ricorda Lei – ha detto al giornalista – la tempesta che si è armata con Amoris laetitia, quando è uscito quel capitolo di accompagnamento agli sposi separati, divorziati: “Eresia, eresia!”. Grazie a Dio che c’era il cardinale Schönborn lì che è un grande teologo e ha chiarito le cose».

Effettivamente il ragionamento è lo stesso. Non esistono, per questo Papa, atti intrinsecamente malvagi al di là delle intenzioni con cui vengono commessi. Almeno non quelli secondo la dottrina cattolica di sempre, perché quelli che ritiene lui stesso sono indiscutibili.

Per quanto riguarda i gravissimi errori teologi e morali dell’Amoris Laetitia, rimandiamo ad alcuni nostri articoli precedenti, oltre che a veri e grandi teologi[4], pur non essendo stati insigniti, come Schonborn, della porpora cardinalizia.

«Basta con la scomunica, per favore non mettiamo più scomunica. Povera gente, sono figli di Dio, stanno fuori temporaneamente, ma sono figli di Dio e vogliono e hanno bisogno della nostra vicinanza pastorale».

Povera gente… poveri figli di Dio, che vengono ingannati e illusi da questi pastori che lasciano loro credere di potersi salvare continuando a vivere in stato di peccato!

A proposito, è stato il Signore a volere la scomunica per il reprobo (cfr. Mt 18, 15-19).

Libero peccato in libero Stato

In questa conferenza stampa, papa Francesco ha confermato di aver un concetto tutto suo di Dottrina sociale. Dopo aver giustamente affermato, in una risposta a Stefano Maria Paci di SkyTg24, che «il matrimonio è un sacramento», dunque «la Chiesa non ha il potere di cambiare i sacramenti così come il Signore li ha istituiti», perciò «il matrimonio come sacramento è uomo-donna». Ma ha purtroppo aggiunto che «se loro vogliono portare la vita insieme, una coppia omosessuale, gli Stati hanno possibilità civilmente di sostenerli». Tanti saluti alla regalità sociale di Cristo!

Conclusioni finale

Con quale pensiero possiamo concludere quest’editoriale? Preghiamo, imploriamo il Signore affinché papa Francesco si ravveda e confermi nella fede tutti noi battezzati (cfr. Lc 22, 32).


[1] Il cardinale Sean Patrick O’Malley, arcivescovo di Boston, pur non facendo parte della “mafia di San Gallo”, né del “team Bergoglio”, è stato uno dei grandi elettori di Jorge Mario Bergoglio al conclave del 2013. I due si conoscevano e si stimavano da anni, in particolare O’Malley ammirava in Bergoglio la sua indipendenza. Come “ringraziamento” Bergoglio ha voluto il cardinale americano come membro del Consiglio dei Cardinali per le riforme della curia vaticana. Ma i rapporti tra i due si sono irreversibilmente distrutti – Bergoglio non perdona! – quando O’Malley prese le distanze dal Papa sulla difesa del vescovo Barros, il prelato accusato di aver coperto diversi preti-pedofili.

[2] «Io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio; poiché in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato» (Mt 12, 36-37).

[3] Frasi sulla Torah, protesta ebraica col Papa. La lettera del rabbino: siamo preoccupati (La Stampa, 26-08-2021)

[4] L’Amoris laetitia mette a rischio la dottrina sull’indissolubilità del matrimonio (Mons. Antonio Livi, 16-04-2015).

Non si può “integrare” il peccato! (Dom Giulio Meiattini, 25-03-2018)

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