Cattolici in politica e… gli eredi di Simon Mago

Si fa un gran discutere, oggi ma non solo da oggi, sul comportamento etico e morale dei Cattolici in politica ma, soprattutto, la grande confusione sui vari temi che Giovanni Paolo II e Benedetto XVI definirono “principi non negoziabili”, che hanno spaccato letteralmente la comunione cattolica tra molti Vescovi e nelle varie Conferenze Episcopali. E’ di questi giorni l’ennesima “Nota” inviata dal Prefetto della CdF Ladaria ai Vescovi statunitensi, con l’intento di sollecitarli ad una comunione fondata sulla Dottrina cattolica messa in risalto dalla famosa “Nota Dottrinale” del 2002, vedi qui, voluta da Giovanni Paolo II e firmata dall’allora Prefetto della CdF Ratzinger, a riguardo proprio di come – i cattolici in politica, ma anche i Vescovi – avrebbero dovuto comportarsi, tenendo come fondamento indiscutibile proprio la corretta Dottrina etica e morale.

Ma Ladaria, ovviamente, per quanto il suo discorso ben letto senza fraintendimenti sia lineare con la sana Dottrina, avendo egli in alcuni passaggi lasciato intendere altro, con il solito linguaggio di aperture, volemose bene e d’incontro, i Media ci sono andati a nozze e subito hanno intitolato i loro giornali di un cambiamento di rotta della Chiesa a riguardo del divieto – ai cattolici impegnati nella politica – di ricevere la Comunione a quanti di loro sostengano l’aborto ed altre aberrazioni immorali… Ma è davvero così? Non proprio! Come al solito i Media giocano sporco approfittando però del fatto che oramai, nella Chiesa, è completamente sparito il monito del Cristo: “il vostro parlare sia sì, sì e il no, no, perchè il di più viene dal maligno”!

Postiamo alcuni passaggi interessanti dal Blog di Sabino Paciolla:

Il Cardinale Ladaria ha esortato affinché il dialogo episcopale aiuti i vescovi “a concordare come Conferenza che il sostegno alla legislazione pro-choice non è compatibile con l’insegnamento cattolico”.

“I vescovi dovrebbero quindi discutere e concordare con l’insegnamento contenuto nella summenzionata Nota dottrinale che afferma all’articolo 3 che “i cristiani sono chiamati a rifiutare, in quanto pregiudizievole per la vita democratica, una concezione del pluralismo che riflette il relativismo morale e accettare che la democrazia deve essere basata sul vero e solido fondamento di principi etici non negoziabili, che sono il fondamento della vita in società”. I vescovi dovrebbero affermare come Conferenza che ‘coloro che sono direttamente coinvolti negli organi legislativi hanno il grave e chiaro obbligo di opporsi a qualsiasi legge che attacchi la vita umana’”, ha scritto il prefetto della CDF.

Fatto questo, gli ordinari locali “dovrebbero raggiungere e impegnarsi in un dialogo con i politici cattolici all’interno delle loro giurisdizioni che adottano una posizione pro-choice riguardo alla legislazione sull’aborto, l’eutanasia o altri mali morali, come mezzo per capire la natura delle loro posizioni e la loro comprensione dell’insegnamento cattolico”, ha dichiarato il Cardinale Ladaria.

Dopo queste “due fasi di ampio e sereno dialogo”, allora l’USCCB “affronterebbe il difficile compito di discernere il modo migliore per la Chiesa negli Stati Uniti di testimoniare la grave responsabilità morale dei funzionari pubblici cattolici di proteggere la vita umana in tutte le fasi”.

“Se poi decidesse di formulare una politica nazionale sull’idoneità alla comunione, una tale dichiarazione dovrebbe esprimere un vero consenso dei vescovi sulla questione, pur osservando il prerequisito che qualsiasi disposizione della Conferenza in questo campo rispetti i diritti dei singoli Ordinari nelle loro diocesi e le prerogative della Santa Sede”.

Il cardinale ha aggiunto che “qualsiasi dichiarazione della Conferenza riguardo ai leader politici cattolici sarebbe meglio inquadrata nell’ampio contesto della dignità per la ricezione della Santa Comunione da parte di tutti i fedeli, piuttosto che di una sola categoria di cattolici, riflettendo il loro obbligo di conformare la loro vita all’intero Vangelo di Gesù Cristo mentre si preparano a ricevere il sacramento.”

Ha detto che “sarebbe fuorviante se una tale dichiarazione desse l’impressione che l’aborto e l’eutanasia da soli costituiscano le uniche questioni gravi dell’insegnamento morale e sociale cattolico che richiedono il massimo livello di responsabilità da parte dei cattolici”.

Il Cardinale Ladaria ha esortato a fare “ogni sforzo” per “dialogare con le altre conferenze episcopali” in modo da “preservare l’unità” nella Chiesa universale.

L’arcivescovo Gomez ha trasmesso la lettera del cardinale Ladaria a ciascuno dei vescovi degli Stati Uniti l’8 maggio, come richiesto. Egli ha notato che il prefetto “ci ha fornito un importante background e una visione che dovrebbe dimostrarsi utile per noi nella nostra continua preghiera e discernimento di questa questione”.

La nota del Cardinale Ratzinger del 2004 diceva ai vescovi statunitensi che un politico cattolico “che fa costantemente campagna e vota per leggi permissive sull’aborto e l’eutanasia” è impegnato in una “manifesta” e “formale cooperazione” nel peccato grave.

In tal caso, il “parroco del politico dovrebbe incontrarlo, istruendolo sull’insegnamento della Chiesa, informandolo che non deve presentarsi alla Santa Comunione finché non pone fine alla situazione oggettiva di peccato, e avvertendolo che altrimenti gli sarà negata l’Eucaristia”, scrisse il Cardinale Ratzinger, aggiungendo che se il cattolico persevera nel peccato grave e si presenta ancora alla Santa Comunione, “il ministro della Santa Comunione deve rifiutare di distribuirla”.

Quella nota del 2004 era un’applicazione del canone 915 del Codice di Diritto Canonico, che dice che i cattolici “ostinatamente perseveranti in peccato grave manifesto non devono essere ammessi alla santa comunione”.

Gli ordinari locali hanno insegnato negli ultimi mesi sull’ammissione alla comunione.


Or bene! cosa c’entra con Simon Mago?

Proponiamo la breve riflessione di “Berlicche”, molto interessante…. da qui il titolo che abbiamo voluto dare a queste riflessioni di cronache….

I nipoti di Simon Mago

La Chiesa Cattolica degli Stati Uniti sta facendo tutto il possibile per far sì che la gente lasci la Chiesa. Interessante strategia di marketing.”

Un poco di contesto: si riferisce all’intenzione che avrebbero la maggioranza dei vescovi statunitensi di proibire esplicitamente ai politici che sostengono pubblicamente l’aborto, nel particolare il Presidente Biden, di ricevere la Santa Comunione fino a quando persevereranno nel loro comportamento. E’ noto che Biden fa sfoggio di andare a messa tutte le domeniche pur portando avanti la peggiore politica pro aborto di tutti i suoi predecessori.

Trovo la frase del tweet interessantissima. La persona che la scrive ha evidentemente un’idea della Chiesa come Impresa d’Affari. Un’Impresa d’Affari, una firma commerciale, deve guardarsi dal buttare via quote di mercato, ovvero possibili clienti. Sarebbe cattivo marketing.
Ma che cosa vende la Chiesa?

La risposta corretta è che non vende niente. Offre la salvezza eterna portando nel mondo la Parola, ma soprattutto la Presenza di Dio, nella persona di Gesù Cristo. Almeno, questo è descrizione del brand che è andata per la maggiore per secoli. Vendere, o tentare di vendere, questa salvezza è un peccato noto come simonia; dal nome di quel tal Simon Mago che tentò di comprare dagli apostoli il segreto del loro successo e dei miracoli, finendo malissimo.

Se vogliamo dirla tutta, lo stesso Gesù fu un disastro del marketing. Appena aveva un pubblico decente diceva qualcosa per cui se ne andavano via tutti, a parte quei discepoli che davvero credevano in lui. Come quella volta che istituì quella stessa Eucarestia che si vorrebbe fosse distribuita a cani e porci. Un autentico disastro, o forse lo fece apposta per distinguere i simpatizzanti da quelli che lo amavano sul serio. L’impressione è che dei simpatizzanti non sapesse che farsene.

Nel mondo d’oggi assistiamo ad un fenomeno strano: le Imprese d’Affari cercano di diventare Chiese. Non si accontentano più di vendere i loro prodotti; tentano anche di convincervi che lo fanno per il vostro bene, e che se acquisterete da loro sarete salvi e beati. O meglio, se non acquisterete sarete dannati.
E’ per questo che le grandi imprese stanno spendendo tanto in inclusione, diversità, adesione alle tematiche gender, lotta al cambiamento climatico, sostenibilità… è il vangelo di questa nuova religione, e chi non si conforma è eretico e va espulso. Insomma: compra i miei prodotti non perché sono fatti bene, ma perché “sono” il bene. Anche se magari a realizzarli sono stati bambini sottopagati in qualche periferia dell’Est, o peggio.

Se le industrie si mettono a fare le chiese, perché meravigliarsi che ci sia chi confonde la Chiesa con un’industria? Purtroppo non solo tra quelli che di tale Chiesa non fanno parte e magari non sanno neanche bene di cosa parlano, ma tra i suoi stessi membri. Gli eredi di quel discepolo che vendette con ottimo profitto il suo stesso Maestro.

Un pensiero riguardo “Cattolici in politica e… gli eredi di Simon Mago

  1. Quanti condizionali!
    3 dovrebbero/dovrebbe
    2 sarebbe
    1 affronterebbe…
    Dove la certezza? dove il linguaggio chiaro: sì sì, no no?
    Eppure le parole di Cristo non lasciamo spazio a dubbi, alla…trattativa, al…discernimento, tanto in voga per aggirare i comandamenti di Dio, e rendersi comunque colpevoli di “mangiare la propria condanna” !? Con tanti condizionali e discernimento ora Biden (e tanti altri nella sua situazione) potranno accostarsi alla Comunione “sacrilega” pur essendo fautori dell’aborto da governanti, e contrari in via personale!!!??? Ma chi vogliono ingannare? Dio non si inganna. Qualcuno saprà dirglielo ore rotondo?

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