Chiunque alla Hans Küng attacca i Tre Amori bianchi non è Cattolico

Hans Küng (Sursee, 19 marzo 1928 – Tubinga, 6 aprile 2021) fu compagno di cordata, con i Progressisti modernisti, per tutte le pretese ascese verso il “progresso”, facendo sempre sentire le loro chiassate contro Roma, contro Pio IX e il Sillabo, contro Pio X, contro il Concilio di Trento e il Vaticano I. Non per nulla, la “Realites” del settembre 1963 mostrava, sulla copertina, Hans Küng come “le Theologien qui incarne l’aile avancèe de la pensèe catholique”, uno sproloquio che ha ancora vita soprattutto oggi, nel sentire l’aberrante elogio funebre fatto da un dicastero della Santa Sede, la Pontificia Accademia per la Vita, con il quale si elogia il teologo scomparso attraverso questo tweet: «scompare davvero una grande figura nella teologia dell’ultimo secolo, le cui idee e analisi devono fare sempre riflettere la Chiesa, le Chiese, la società, la cultura». Certo che ci vuole un bel coraggio per affermare ciò che Küng non è stato: “un grande…” e soprattutto per “la cultura” dal momento che era per l’eutanasia… essendo stato assai critico (come Papa Francesco del resto) sui “principi non negoziabili” affermati e ribaditi magistralmente da Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Se la Chiesa dovesse davvero riflettere su Küng quale “grande”, perché allora non cominciare dalle sue dichiarazioni di rottura sull’eutanasia? I suoi ammiratori ed epigoni, infatti, si sono sempre appoggiati a lui per avallare anche le loro più o meno ambigue proposizioni e tesi, non certo immuni dai pericoli per la Fede!

Hans Küng, non se ne fa segreto o mistero, anche se è stato definito un nemico degli ultimi Papi, da lui per altro conosciuti personalmente (da Pio XII a Francesco), si è definito (o che gli sia stato attribuito poco importa) “esegeta” del magistero papale di papa Francesco:

“Esatto: esegeta di Papa Francesco. Uno che è riuscito ad adombrare – leggere Repubblica per credere – che Papa Francesco non solo avrebbe già superato quell’inutile ammennicolo dottrinario che è il sacramento del matrimonio indissolubile, ma sarebbe già arrivato a giustificare finalmente l’aborto e il sacerdozio femminile, se solo non subisse come un povero vecchio citrullo (parola di Kung) «le pressioni della congregazione della dottrina della fede e del suo prefetto, l’arcivescovo Gerhard Ludwig Müller».” (come riporta Repubblica nel 2014)

Dunque “sì a papa Francesco”, l’unico sul quale aveva riversato tutte le sue speranze “deluse” dagli ultimi Pontefici prima di lui, specialmente deluso da Benedetto XVI (che del rapporto tra i due per ora non ce ne occuperemo), fino ad affermare che – l’eutanasia – è un diritto del quale: “Io, teologo cattolico, voglio decidere da solo quando e come morire…“. Hans Kung (il prete in giacca e cravatta) è morto dopo una lunga malattia del morbo di Parkinson… ma sembra che non abbia deciso lui il giorno e l’ora della propria morte, buon per lui!! A torto o a ragione, Hans Küng è definito semmai il più grande teologo RIVOLUZIONARIO del nostro tempo… il suo pallino fisso è stato sempre quello di una “riforma RADICALE” nella Chiesa” non alla luce dei Vangeli, come ha sempre vantato di voler fare, ma di una interpretazione dei Vangeli alla luce della modernità e delle problematiche del nostro tempo. Un “dio” che si piega sull’umanità ferita e che deve fare, per mezzo della sua Chiesa, solo ciò di cui l’uomo ha bisogno.

In sostanza una sfacciata affermazione di ribaltamento del ruolo della Chiesa del quale, il vero ostacolo, non era per lui la modernità ma… ROMA… Roma nella Santa Sede e nei Pontefici. Da qui l’elogio alla figura di Papa Francesco, “finalmente” il Papa giusto ma che lo deluse profondamente… se solo non subisse come un povero vecchio citrullo (parola di Kung) «le pressioni della congregazione della dottrina della fede e del suo prefetto, l’arcivescovo Gerhard Ludwig Müller».” (come riporta Repubblica nel 2014). Papa Francesco, però, sostituì il Prefetto della CdF con il suo compagno gesuita Ladaria… ed è giunto ad approvare – con lui – il Responsum contro le benedizioni alle coppie dello stesso sesso, vedi qui. Non aggiungiamo altro su questo!

Premesso ciò, vogliamo ora entrare nel cuore di un problema che è per noi di grande attualità e che è espresso nel titolo… Nel suo ultimo libro sul suo rapporto con i Pontefici da lui conosciuti (del 2015), Hans Küng racconta (spesso in tono ironico e sprezzante nei confronti dei Papi) come lentamente, ma inesorabilmente, egli giunse a prendere le distanze da Roma, cioè dall’autorità papale e che non era solo un problema riguardante l’infallibilità del Papa – dogma da lui sempre respinto, come una sorta di INFERIORITA’ che lo porterà, appunto, a dissociarsi dall’obbedienza al Papa – ma ACCANIMENTO (per non dire odio, ma questo potrà giudicarlo solo Dio) contro tutto ciò che i Papi facevano, o avrebbero fatto, contro il Modernismo!

Insomma, detto in soldoni, per Hans Küng il Papa “buono e santo” sarebbe stato solo colui che avrebbe sostenuto LA RIVOLUZIONE DELLA RIFORMA RADICALE interna alla Chiesa… la famosa “nuova Chiesa” che avrebbe dovuto includere TUTTE le altre comunità cristiane oggi separate “A CAUSA DELLA DOTTRINA IMPOSTA DA ROMA”… Il progetto è sempre il medesimo, quello che espresse il sacerdote ridotto allo stato laicale Ernesto Buonaiuti, leggi qui: “Bisogna riformare Roma con Roma”: quel Modernismo che governa oggi la Chiesa..

Ora vi condividiamo alcuni passaggi dal libro di Küng sui Papi e Vescovi, per farvi comprendere come – queste sue affermazioni – possano applicarsi tranquillamente all’oggi. Egli afferma usando il domenicano Congar:

  • “La cosa peggiore in questa concezione autoritaria e quasi fascista della Chiesa è che essa è in larga misura supportata dai vescovi (…) E Congar prosegue nel suo Journal in data 9 febbraio 1954: «I vescovi sono piegati nella passività e nel servilismo; per Roma hanno una sincera e infantile venerazione. Sì, addirittura infantile. Per loro questa è “la Chiesa”… Roma in concreto, è il papa, è l’intero sistema delle congregazioni che si comportano come se fossero loro la Chiesa che Gesù ha costruito sulla roccia. Ed è il “Sant’Uffizio”. Il “Sant’Uffizio” governa in concreto la Chiesa e sottomette tutti o con la paura o con i suoi interventi. E questa suprema Gestapo, inflessibile, le cui decisioni non possono essere discusse… Il motivo di dibattito è dunque una nuova concezione della Chiesa che ci vogliono imporre e la cui base è in primo luogo una riduzione di tutto all’obbedienza e alla relazione autorità-sudditi; in secondo luogo una nuova concezione dell’obbedienza, contraddistinta da uno style super jesuitique».”

Lo “style super jesuitique …” va spiegato. Per Congar ed anche il Küng, i Papi, specialmente Pio XII erano “PRIGIONIERI” DEI GESUITI, erano diventati loro “succubi”, ma poiché parliamo di Gesuiti ancora FORTEMENTE IGNAZIANI e dottrinali, da qui l’accusa che tale influenza era negativa e becera… era IL MALE nella Chiesa, l’ostacolo alle vere riforme. Non a caso Congar scrisse un Dossier – mai pubblicato ma del quale Küng se ne farà promotore – sulla «papolatria», da Pio IX fino a Pio XII, dovuta a causa del dogma dell’infallibilità papale e del supporto dei gesuiti fedeli al Papa in quel “servilismo infantile”… fino a DENIGRARE i famosi tre “AMORI bianchi” di san Giovanni Bosco, dal Congar descritti «tre cose bianche» presenti nella Chiesa cattolica: l’ostia, Maria e il papa….

Hans Küng, con tanto di stola, celebra un incontro ecumenico a Monaco, 1984. Fotografia: Getty Images

Per Congar ed anche per il Küng, come per tutto il mondo modernista del nostro tempo – per giungere ad una autentica e radicale TRASFORMAZIONE della Chiesa adatta al nostro tempo – occorre cominciare da qui:

  1. bisogna cioè SRADICARE il “monopolio” dell’Eucaristia dalla centralità Romana (condanna anche dell’Enciclica Ecclesia de Eucharistia di Giovanni Paolo II che vieta l’intercomunione) per poter giungere a nuovi accordi ecumenici che possano concludersi con una MENSA EUCARISTICA COMUNE CON I PROTESTANTI;
  2. bisogna TOGLIERE A MARIA tutti quei privilegi non riscontrabili nella Sacra Scrittura (Küng afferma di aver obbedito al Papa ma di non essere d’accordo sugli ultimi due dogmi mariani), comprese le “Apparizioni” e che sono di ostacolo al dialogo ecumenico voluto dal Concilio Vaticano II;
  3. Se non è possibile cancellare il dogma sull’infallibilità papale, occorre privarlo della “autorità fascistoide” (???) la cui “vera” infallibilità sarebbe data “solo” se – ad un ordine papale – vi corrispondesse il consenso di tutta la Chiesa nei suoi Vescovi, dopo ampio dibattito sinodale… Inoltre, Hans Küng ritornò su questo tema nel 2016 quando scrisse a Papa Francesco supplicandolo di rivedere il dogma dell’infallibilità e rimuoverlo quanto prima… ma non ottenne alcuna risposta.

In questi tre punti sono chiarissimi – e ben riepilogati – anche i problemi che viviamo e subiamo da ben oltre gli ultimi cinquant’anni, ma giunti oggi al triste epilogo.

  1. Nel primo caso – l’Eucaristia – sappiamo dalle parole stesse di Papa Paolo VI il vero motivo per cui fu fatto il “Nuovo Messale” con la “nuova Messa”… Il motivo fondamentale fu “venire incontro ai fedeli del nostro tempo” che non capivano più i Misteri della Fede e che – questi cambiamenti – auspicavano un riavvicinamento del mondo protestante. Ma così non è stato! E non solo non c’è stato alcun riavvicinamento, ma sia Paolo VI quanto i suoi Successori, tutti hanno messo dei paletti ferrei contro l’intercomunione e presunti compromessi, un aspetto questo certamente mantenuto ancora in piedi da papa Francesco ma… con sfumature diverse che, senza avvalersi di tali paletti, tende a promuovere attraverso la PRASSI, a seconda delle decisioni dei vescovi del luogo;
  2. Sulla vicenda di una “nuova mariologia minimalista” c’è poco da aggiungere, dopo le recenti affermazioni di papa Francesco contro il termine “Corredentrice”… e contro una atavica allergia alle Apparizioni mariane, soprattutto nei contenuti dei Messaggi… vedi qui;
  3. Sulla questione dell’infallibilità papale che Hans Küng definiva “fascistoide”… nulla vi sarebbe da opporsi se oggi, quella adoperata da papa Francesco, potrebbe essere definita “sovietica-comunista”, o no??!! Comunque la si pensi ci pensò Paolo VI con il potere conferito alle Conferenze Episcopali e la limitazione con il pensionamento degli emeriti a tentare di equilibrare gli animi… A nulla servì la Nota che Paolo VI fece porre in difesa dell’autorità petrina al di sopra dei Vescovi – ribadita poi nel documento Communionis notio, leggi qui… – ma, diremo oggi, non sarà forse utile meditare e discutere sul POTERE assunto dai teologi e dai CARDINALI contro le scelte DOTTRINALI dei Pontefici? Le uniche scelte che poi definiscono la vera ed autentica “infallibilità” espressa dal dogma, vedi qui. Ad ogni modo come non vedere un tentativo di risposta a Küng da parte di papa Francesco con la mania della sinodalità?

Perciò… e a ben vedere, i Papi non ignorarono mai le pretese dei teologi modernisti, ma tutti vi risposero con delle aperture limitate, ovviamente, alla ragionevolezza di quanto si poteva fare a fronte del “non possumus”… di certe pretese moderniste.

Resta palese la simpatia di Hans Küng nei confronti di Papa Francesco… e lo comprendiamo ma, al tempo stesso, è lui stesso a non vedere in lui alcuna via d’uscita. Sembra ritorcersi contro lui stesso, quell’elenco impietoso che attribuì al Venerabile Pio XII. Di lui affermò che, grazie al Concilio Vaticano II, quel magistero estremista e “fascistoide” “dovette essere corretto in quasi tutti i punti fondamentali (riforma liturgica, ecumenismo, anticomunismo, libertà religiosa, questione ebraica, «mondo moderno») dal successore e dal suo Concilio…”, a fronte di chi afferma che al Concilio non vi fu rottura, se questa non è una prova che cosa è?

Parole molto gravi!! Con le quali si liquida, ingiustamente, il pontificato di Pio XII… ma che al tempo stesso potrebbe già intravvedersi una corretta analisi dell’attuale pontificato regnante. Sempre dalle espressioni di Hans Küng, ma contro Pio XII, scorgiamo i problemi attualissimi di Papa Francesco, in corsivo le frasi di Küng tra le parentesi il comparativo all’oggi :

  1. “ha parlato pubblicamente più di ogni altro predecessore, ma ha taciuto sul maggiore crimine del suo tempo”; (Küng si riferisce al silenzio di Pio XII sull’Olocausto ma ciò è stato dimostrato falso, mentre lo vediamo vero come papa Francesco non si impegni maggiormente contro i crimini del nostro tempo e che sono le leggi inique sul matrimonio omosessuale, sull’aborto; silenzio sul peccato, silenzio sull’urgenza della conversione…)
  2. “ha operato instancabilmente per la propria Chiesa, ma è rimasto passivo di fronte alla più grande catastrofe del suo pontificato”; (per Hans Küng Pio XII sarebbe stato passivo davanti l’Olocausto, la vera catastrofe del “suo” pontificato…. e ciò si è dimostrato storicamente falso, ma cosa dire sulla passività di Papa Francesco a fronte di quanto sta accadendo, oggi, nella Chiesa in Germania e che è una vera catastrofe interna alla Chiesa?)
  3. “ha vincolato paternalisticamente i cattolici a un’obbedienza infantile verso di sé, soltanto per salvare «la Chiesa», il suo «diritto», il suo apparato e le sue istituzioni”; (incredibile come Hans Küng definisca il rapporto tra Pio XII e l’obbedienza dei fedeli… INFANTILE… facendo suo il pensiero di Congar. Ma come descrivere l’obbedienza oggi imposta da Papa Francesco con le ritorsioni, l’isolamento, le sospensioni “per salvare «la sua Chiesa», il suo «diritto», il suo apparato e le sue istituzioni” ??)
  4. ha stretto patti con i veri nemici del cristianesimo, ma, nella propria Chiesa, ha condotto una lotta spietata contro tutti i «dissidenti» e gli «innovatori». Questo pontificato, nonostante tutto il suo splendore esterno, in realtà è stato «una tragedia cristiana»; (quest’ultimo punto è da incorniciare. Definire, poi, Pio XII una sorta di tiranno contro gli innovatori o che abbia stretto patti con i nemici della Chiesa, fa solo ridere per chi conosce davvero la storia di quel tempo, ma affermare noi oggi che Papa Francesco “stringe patti con i veri nemici del cristianesimo”, non sarebbe forse la realtà dei fatti che stiamo vivendo?).

Una cosa giusta l’ha detta, Hans Küng, che parafrasiamo dal suo: Questo pontificato, nonostante tutto il suo misericordismo esteriore, in realtà sarà per la Chiesa e il mondo «una tragedia cristiana»;….. Ma noi abbiamo la speranza: il trionfo del Cuore Immacolato di Maria al quale Küng non credeva… e abbiamo la Divina Presenza reale nell’Eucaristia che non permetterà la morte dei Sacramenti; ed abbiamo il Papato nella Chiesa “una e santa” sulla quale le “porte degli inferi non prevarranno”. Noi crediamo nei Tre Amori Bianchi di san Giovanni Bosco e per questo, la nostra Resistenza fatta di persecuzioni ed umiliazioni, ne uscirà vittoriosa!

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