Riavute le Messe “con popolo” ma… a quale prezzo? Lorefice non si smentisce

Stiamo seguendo da mesi, specialmente in queste ultime settimane, gli effetti dei nuovi “slogan” del tipo “RIVOGLIAMO AL MESSA A TUTTI I COSTI“, ma a quale prezzo!!! Le profanazioni e i sacrilegi al Santissimo Sacramento sono centuplicati a cominciare dal fatto che ci si preoccupa delle file per la Comunione alla Messa, ma poco e nulla di ciò che dovremo fare prima: LA CONFESSIONE!!! Dove stanno le file ai confessionali? A scanso di equivoci non ci stracciamo le vesti, ma il cuore e questo concedetecelo.

Sull’evolversi della situazione sarete, certamente, più aggiornati di noi – leggete qui – che abbiamo preferito attendere, documentarci, ascoltare un poco tutte le campane ma… la situazione è davvero allarmante e preoccupante, guardate questa foto, la potete ingrandire:

___ERROR 2è uscita su un forum inglese-americano… un sacerdote in una chiesa di Roma mette l’Ostia Consacrata in delle bustine, disinfetta la bustina ed è pronta così per .. l’asporto (sic!!)

Sempre a scanso di equivoci, per quanto sosteniamo da anni la buona battaglia in difesa della Norma della Chiesa per la Comunione alla bocca, non riteniamo che quella alla mano sia di per se un “peccato mortale”, come alcuni gruppi asseriscono, tuttavia è evidente che quell’indulto concesso da Giovanni Paolo II e per come gli stessi ultimi Papi hanno dato lo stesso l’Eucaristia alla mano, non ha prodotto nulla di buono. Ci piace ricordare cosa disse in proposito Benedetto XVI:

  • – Da Papa, Lei ha iniziato ad amministrare la Comunione ai fedeli in bocca, quando essi si inginocchiano. Crede che sia questa la posizione più appropriata?
  • – Risponde Benedetto XVI:
  • “Non sono contro la Comunione in mano per principio, io stesso l’ho amministrata così ed in quel modo l’ho anche ricevuta. Facendo sì che la Comunione si riceva in ginocchio e che la si amministri in bocca, ho voluto dare un segno di timore e mettere un punto esclamativo circa la Presenza reale.
  • Non da ultimo perché proprio nelle celebrazioni di massa, come quelle nella Basilica di San Pietro o sulla Piazza, il pericolo dell’appiattimento è grande. Ho sentito di persone che si mettono la Comunione in borsa, portandosela via quasi fosse un souvenir qualsiasi. In un contestò simile, nel quale si pensa che è ovvio ricevere la Comunione – della serie: tutti vanno in avanti, allora lo faccio anch’io – volevo dare un segnale forte, deve essere chiaro questo: È qualcosa di particolare! Qui c’è Lui, è di fronte a Lui che cadiamo in ginocchio. Fate attenzione! Non si tratta di un rito sociale qualsiasi al quale si può partecipare o meno“… (Benedetto XVI – Luce del mondo – Una conversazione con Peter Seewald, 2010)

Noi invece riteniamo che  proprio il principio della Norma alla bocca deve essere salvaguardato!! E’ inconcepibile, infatti, che pur riconoscendo come la Comunione alla mano porta alle profanazioni ed ai sacrilegi, si preferisca continuare a sostenere che darla alla mano va bene lo stesso… A tale proposito consigliamo il libro di Don Federico Bortoli: “La distribuzione della Comunione alla mano”, un profilo storico, un bellissimo excursus che ci aiuta a capire perché nell’Anno 404 papa Innocenzo decise per la Norma alla Comunione alla bocca a causa dei continui sacrilegi e profanazioni… Inoltre è anche interessante scoprire come i più grandi difensori della pratica alla mano, ma anche di ogni innovazione creativa liturgica ed eucaristica, proviene sempre da coloro che sono diventati poi eresiarchi….

  • Intanto continuano nel mondo i Miracoli Eucaristici, forse molti presunti, ma così tanti che i Vescovi non riescono a star loro dietro… guardate in Messico,  a Guadalajara, il miracolo eucaristico  di quella Ostia Consacrata che diventò, il 24 luglio del 2013, visibilmente sangue, ed ancora visibile oggi a distanza di 7 anni, vedi qui il video.

E dunque… si difende, per principio… la Comunione alla mano che porta inesorabilmente al sacrilegio ed alle profanazioni, come si difende il principio DELL’OBBEDIENZA CADAVERICA, quando torna comodo!!! Si deve obbedire alla CEI, anche se qualche vescovo dovesse essere contrario perché oramai vince la maggioranza, ma NON si deve obbedire alla ragione stessa, alla Fede, alla sana dottrina perché, chi solo osasse opporsi viene escluso dalla Chiesa, messo da parte. Ne sa qualcosa anche il povero Don Leonardo Ricotta di cui ha parlato qui Marco Tosatti.

Del Comunicato pubblicato dalla Diocesi palermitana ha colpito subito lo strafalcione fatto per giustificare la presa di posizione… anzi due strafalcioni. Il primo afferma:

  • A far data dal 21 maggio 2020 il Rev. Don Leonardo Ricotta, Presbitero della Chiesa di Palermo, non è più il Parroco della Parrocchia S. Agata V.M. in Villabate avendo egli stesso rinunciato a tale ufficio. È pertanto inesatta o pretestuosa la notizia diffusa da alcuni canali social secondo la quale Don Leonardo Ricotta sarebbe stato rimosso dall’ufficio di Parroco dall’Arcivescovo di Palermo.

Capito bene??? NON è stato “rimosso”, ma si è ritirato perché disobbedente al Vescovo che imponeva la Comunione alla mano. Ma questi vescovi, la dignità, la conoscono? E per motivare ciò ecco il secondo strafalcione. Il Vescovo cita niente meno che la  Redemptionis Sacramentum, del 2004, e citando il n.92 vogliono giustificare la presa di posizione della diocesi poiché ivi è ammesso e concesso il famoso indulto della Sacra Particola alla mano, ecco le loro parole:

  •  La Congregazione per il Culto Divino, nell’ Istruzione Redemptionis Sacramentum, del 2004, n.92, afferma che «Se un comunicando, nelle regioni in cui la conferenza dei vescovi, con la conferma da parte della Sede Apostolica, lo abbia permesso, vuole ricevere il sacramento sulla mano, gli sia distribuita la sacra ostia».
  • La Conferenza Episcopale Italiana nell’Istruzione sulla comunione eucaristica. Fate questo in memoria di me, nn.1415, già  dal 1989 ammette la comunione nelle mani.

Bene! Ma c’è un piccolo problema, o peggio, una grave omissione perché – questo Documento – se lo si vuole portare come prova in difesa della Comunione alla mano, perché si omette la disciplina della Comunione alla bocca altrettanto difesa dallo stesso? Infatti si legge:

  • [91.] Nella distribuzione della santa Comunione è da ricordare che«i ministri sacri non possono negare i sacramenti a coloro che li chiedano opportunamente, siano disposti nel debito modo e non abbiano dal diritto la proibizione di riceverli». Pertanto, ogni cattolico battezzato, che non sia impedito dal diritto, deve essere ammesso alla sacra comunione. Non è lecito, quindi, negare a un fedele la santa Comunione, per la semplice ragione, ad esempio, che egli vuole ricevere l’Eucaristia in ginocchio oppure in piedi.
  • [92.] Benché ogni fedele abbia sempre il diritto di ricevere, a sua scelta, la santa Comunione in bocca, se un comunicando, nelle regioni in cui la Conferenza dei Vescovi, con la conferma da parte della Sede Apostolica, lo abbia permesso, vuole ricevere il Sacramento sulla mano, gli sia distribuita la sacra ostia. Si badi, tuttavia, con particolare attenzione che il comunicando assuma subito l’ostia davanti al ministro, di modo che nessuno si allontani portando in mano le specie eucaristiche. Se c’è pericolo di profanazione, non sia distribuita la santa Comunione sulla mano dei fedeli.
  • [93.] È necessario che si mantenga l’uso del piattino per la Comunione dei fedeli, per evitare che la sacra ostia o qualche suo frammento cada.

Che fine ha fatto tutto il resto del paragrafo 92? Se va difesa la Comunione alla mano, deve essere difesa di pari passo anche la Comunione in ginocchio e alla bocca, non si scappa! Ma la diocesi di Palermo capovolge il n.92 e censura IL DIRITTO del fedele di poterla ricevere alla bocca e toglie al sacerdote IL DOVERE di non darla alla mano laddove vi fosse pericolo di profanazione. E che fine ha fatto il paragrafo n.91 laddove afferma:

  • Non è lecito, quindi, negare a un fedele la santa Comunione, per la semplice ragione, ad esempio, che egli vuole ricevere l’Eucaristia in ginocchio oppure in piedi.

Il vero diritto afferma che il fedele può riceverla SEMPRE ALLA BOCCA E IN GINOCCHIO, se così la vuole e poi, solo POI con quel “benchè”… alla mano… Dunque alla mano è una concessione, un indulto, mentre alla bocca e in ginocchio è SEMPRE UN DIRITTO del fedele… E visto che qui siamo in un sito che parla di questo Pontificato, che cosa dice in merito Papa Francesco? Ecco le sue parole dall’Udienza generale del 21 marzo 2018, leggete bene:

  • La Chiesa desidera vivamente che anche i fedeli ricevano il Corpo del Signore con ostie consacrate nella stessa Messa; e il segno del banchetto eucaristico si esprime con maggior pienezza se la santa Comunione viene fatta sotto le due specie, pur sapendo che la dottrina cattolica insegna che sotto una sola specie si riceve il Cristo tutto intero (cfr Ordinamento Generale del Messale Romano, 85; 281-282). Secondo la prassi ecclesiale, il fedele si accosta normalmente all’Eucaristia in forma processionale, come abbiamo detto, e si comunica in piedi con devozione, oppure in ginocchio, come stabilito dalla Conferenza Episcopale, ricevendo il sacramento in bocca o, dove è permesso, sulla mano, come preferisce (cfr OGMR, 160-161).

Dunque la prassi è di riceverla in ginocchio o in piedi ” ricevendo il sacramento in bocca o, dove è permesso, sulla mano, come preferisce….” Non c’è un “e” ma un “o” dove è permesso, la ricezione è perciò diversa, sono due, ed entrambe ammesse…  ma mentre per la Comunione alla bocca è DIRITTO DEL FEDELE, SEMPRE, quella alla mano è e resta una concessione FACOLTATIVA…. VIETARE che la si riceva alla bocca o il sospendere un sacerdote perché lo fa, è inammissibile!

Ma in tutto ciò ci chiediamo, e lo chiediamo al Papa stesso, ai Vescovi, in particolare a Lorefice, il vescovo che si permette di correggere la Vergine di Fatima eliminando l’inferno dalle sue parole, Gesù che fine ha fatto e che fine fa?? Ci chiediamo se questi Vescovi credano davvero nella Transustanziazione, alla Presenza reale, una risposta giunge negativa dal momento che appare evidente come Gesù venga da loro trattato COME OGGETTO E NON IL SOGGETTO di tutta la questione…

Da molte parti ci è giunto anche il sollecito per poter scrivere al grande e deludente cardinale Robert Sarah, ma essendo egli il Prefetto per il Culto divino, abbiamo il dovere di interpellarlo, con la speranza che risponda con modi ufficiali e non tramite interviste o cenacoli fra amici… Potete scrivere qui, noi l’abbiamo fatto:

COSA FARE SE IL PARROCO VUOLE OBBLIGARCI A RICEVERE LA S. COMUNIONE IN MANO?

Lasciando alla coscienza di ognuno decidere se accettare la barbara e sacrilega imposizione, SUGGERIAMO CALDAMENTE DI SCRIVERE AL CARD. SARAH, una lettera col seguente canovaccio:

A S. Em.za Rev.ma Card. Robert Sarah Congregazione per il Culto Divino e Disciplina dei Sacramenti

Piazza Papa Pio XII, 10, 00193 Roma RM  – e p.c Al [Vescovo della propria Diocesi, via etc]

Eminenza, mi chiamo xxxx, e risiedo nella diocesi di xxx, parrocchia xxx, il cui parroco è don xxx. Ho chiesto al mio parroco di ricevere la S. Comunione inginocchiata, e in bocca, in alternativa su un purificatoio verso il quale avrei inchinato il capo e assunto l’Ostia.

La sua risposta è stata no su tutta la linea, e mi vuole imporre di ricevere la S Comunione solo in piedi e sulla mano. Se ho ben capito le norme vigenti, quanto compiuto dal sacerdote è un grave illecito, che aggiunge dolore a dolore; dopo tanti giorni di forzato digiuno eucaristico, sono costretto/a a subire un atto di violenza morale, proprio in ciò che ci dovrebbe più unire, nella libertà dei figli di Dio.

Mentre offro questa sofferenza per il Santo Padre e per la Chiesa, chiedo la Sua Paterna Benedizione e il Suo intervento perché coloro che hanno la cura delle nostre anime possano dire con San Paolo: “Noi non intendiamo far da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia” (2Cor. 1,24)

Suo/a nel Signore nome cognome (firma originale e stampata)

indirizzo proprio

NB SPEDIRE PER CARTACEO, e ANCHE PER FAX ED EMAIL Fax 06.69883499

Posta Elettronica: cultdiv@ccdds.va

 

 

3 pensieri riguardo “Riavute le Messe “con popolo” ma… a quale prezzo? Lorefice non si smentisce

  1. nell’articolo manca una difesa e sostegno al comportamento di don Ricotta a onore della sua coerenza e fede

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    RISPONDIAMO QUI

    Gentile Ida la difesa c’è eccome, ma nella verità, non nelle tifoserie…
    Saluti dallo Staff

    "Mi piace"

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