Bergoglio come Giuda? “Tu l’hai detto”: l’atto di accusa di mons. Viganò.

Le profanazioni eucaristiche, i sacrilegi sacramentali, l’apostasia di Abu Dhabi, l’adorazione della Pachamama, la denigrazione della SS. Vergine, il propagare delle eresie, ecc., sono crimini che il Cielo non poteva lasciare impuniti: la pandemia del coronavirus è il giusto castigo (come hanno spiegato i vescovi mons. Carlo Maria Viganò e mons. Athanasius Schneider). Ma papa Jorge Mario Bergoglio non vuole capirlo e continua dritto per la sua strada: il 3 aprile si è scagliato ancora una volta contro il massimalismo mariano, arrivando addirittura ad affermare che la SS. Vergine non è Regina; nell’annuario pontificio di quest’anno (pubblicato il 25 marzo) ha voluto solo il suo nome secolare e ha fatto classificare i poteri e i ruoli del Romano Pontefice come meri “titoli storici”. S. E. mons. Carlo Maria Viganò, intrepido difensore del Depositum Fidei, non ha taciuto — come già fece lo scorso dicembre — e nel seguente atto d’accusa richiama papa Jorge Mario Bergoglio.

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«In verità vi dico: Uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono a dirgli uno dopo l’altro: «Sono forse io, Signore?» Ma egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Certo, il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo è tradito! Meglio sarebbe per quell’uomo se non fosse mai nato». E Giuda, il traditore, prese a dire: «Sono forse io, Maestro?» E Gesù a lui: «Lo hai detto». Mt 26, 20-25

Il 25 Marzo è stato pubblicato l’Annuario Pontificio 2020, con una vera e propria novità. Può apparire un’inezia tipografica, nella parte dedicata al regnante Pontefice, ma così non è. Fino allo scorso anno, infatti, i titoli di Francesco erano elencati in capo alla pagina, ad iniziare da «Vicario di Cristo», «Successore del Principe degli Apostoli» ecc., per finire con il nome al secolo ed una brevissima biografia.

Nella nuova edizione invece, campeggia in caratteri cubitali il nome secolare JORGE MARIO BERGOGLIO, seguito dalla biografia, dalla data di elezione e di inizio del «ministero di Pastore universale della Chiesa». Separati da un tratto e dalla dicitura «Titoli storici» sono poi elencati tutti i titoli del Romano Pontefice, quasi non facessero più parte integrante del munus petrinum che legittima l’autorità riconosciuta dalla Chiesa al Papa.

Questa modifica nell’impaginazione e nel contenuto di un testo ufficiale della Chiesa Cattolica non può esser ignorata, né è possibile attribuirvi un gesto di umiltà da parte di Francesco, che peraltro mal si concilia con il suo nome ben in evidenza. Pare invece potervi scorgere l’ammissione – passata sotto silenzio – di una sorta di usurpazione, laddove a regnare non è il «Servus servorum Dei», ma la persona di Jorge Mario Bergoglio, che ha ufficialmente disconosciuto di essere il Vicario di Cristo, il Successore del Principe degli Apostoli e il Sommo Pontefice, quasi si trattasse di fastidiosi orpelli del passato: solo «titoli storici», appunto.

Un gesto quasi di sfida – verrebbe da dire – in cui Francesco trascende ogni titolo; o peggio: un atto di ufficiale modifica del Papato, con il quale egli non si riconosce più custode, ma diventa padrone della Chiesa, libero di demolirla dall’interno senza dover rispondere ad alcuno. Un tiranno, insomma.

Non sfugga ai Pastori e ai fedeli la portata di questo gravissimo gesto, con il quale il dolce Cristo in terra – come Santa Caterina chiamava il Papa – si svincola dal proprio ruolo di Vicario per proclamarsi, in un delirio di orgoglio, monarca assoluto anche rispetto a Cristo.

Ci avviciniamo ai giorni sacri della Passione del Salvatore, che inizia nel Cenacolo con il tradimento di uno dei Dodici; non è illegittimo chiedersi se le parole di comprensione con cui il 16 Giugno 2016 Bergoglio ha cercato di riabilitare Giuda non fossero un goffo tentativo di discolpa anche per se stesso.

Questo agghiacciante pensiero trova ulteriore conferma nella terribile decisione di interdire alla Cattolicità di celebrare la Pasqua, per la prima volta dopo due mila anni dalla Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo.

«Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo è tradito!» (Mt 26, 24)

Venerdì della I Settimana di Passione 2020

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

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CorrispondenzaRomana



ARRIVA ANCHE IL CARDINALE MULLER

BISHOP MULLER OF REGENSBURG, GERMANY, ATTENDS CONFERENCE IN ROME
….sul Die Tagestpost il card. Muller, prefetto emerito della Congregazione della Dottrina della Chiesa, scrive: “Dopotutto, si scopre perché Francesco, il Vescovo di Roma, è a capo della gerarchia cattolica, quando è stato eletto al suo pontificato dai cardinali e quando ha iniziato solennemente il suo ministero di “Pastore universale della Chiesa”.
Certo, tutti i titoli essenziali del Papato sono cresciuti nella Chiesa, e ancor più quelli insignificanti. Questo vale anche per il concetto e il ministero del Vescovo, e quindi anche per il Vescovo di Roma. Gesù stesso non nominò il Vescovo di Roma, ma Simon Pietro, che più tardi subì il martirio a Roma, trasferendo così il suo primato alla Chiesa romana. Poiché tutti i vescovi sono successori degli apostoli, il vescovo della Chiesa di Roma fondata da Pietro e Paolo è anche il successore di San Pietro (Ireneo di Lione, Adversus haereseses III, 3:2). La lista dei vescovi romani (i ‘Summi Pontifici Romani’) inizia poi anche nell’”Annuario” del 2020 con ‘Pietro di Betsaida in Galilea, il principe degli apostoli, che ricevette da Gesù Cristo la suprema autorità papale, che doveva trasmettere ai suoi successori’”.
La stessa costituzione dogmatica della Chiesa, la Lumen Gentium, al numero 18, così recita:
“Di più proseguendo nel disegno incominciato, ha stabilito di enunciare ed esplicitare la dottrina sui vescovi, successori degli apostoli, i quali col successore di Pietro, vicario di Cristo e capo visibile di tutta la Chiesa, reggono la casa del Dio vivente”. 
Facendo proprio riferimento a questo passo della Lumen Gentium, il card. Muller prosegue:
  • È una barbarie teologica svalutare i titoli del Papa ‘Successore di Pietro, Vicario di Cristo e Capo visibile di tutta la Chiesa’ come mera zavorra storica. Sono infatti cresciuti storicamente, così come tutti i concetti della dottrina della Trinità, della cristologia, della dottrina della grazia e dell’ecclesiologia e così via. Ma essi fanno emergere elementi essenziali del primato petrino, che risale all’istituzione di Cristo ed è quindi legge divina e non solo umano-ecclesiale. Nessun Papa o Concilio ecumenico potrebbe, ricorrendo al loro supremo potere sulla Chiesa, al primato, all’episcopato, abolire o reinterpretare i sacramenti nella loro essenza.”
Il card. Muller, infine, critica aspramente gli autori dell’atto definendoli come affetti da “dilettantismo teologico”, essendo poi  “pieni di ipocrisia” quando riferiscono la ragione dello spostamente al “segno di grande umiltà” di papa Francesco.
Il prof. Armin Schwibach, professore associato presso il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum, nonchè vaticanista da Roma per Kath.net, ha scritto in un tweet: “Se non è un pesce d’aprile: ecco, pare che continuino a smantellare tutto”.

4 pensieri riguardo “Bergoglio come Giuda? “Tu l’hai detto”: l’atto di accusa di mons. Viganò.

  1. Salve a tutti e grazie per questo sito particolare, condivido le vostre riflessioni e mi associo anche al dolore per la grave perdita di mons. Antonio Livi.
    Volevo commentare qui solo una affermazione di mons. Viganò che a me appare ambiguo e non vera, mentre sono dolorosamente concorde con tutto il resto della sua denuncia. Sul finale egli dice che il papa ha preso la: decisione di interdire alla Cattolicità di celebrare la Pasqua.
    Ma questo non è corretto! Le Messe non sono interdette, il papa le celebra e le celebrerà come stamani per le palme, così la via Crucis che sarà svolta in piazza san Pietro e poi le celebrazioni per la messa pasquale. C’è tutto, manca il popolo, ma solo fisicamente. Così sta avvenendo in tutte le chiese della nazione, molto dipende dai sacerdoti come fare e cosa fare, ma tanti fedeli si stanno collegando alla rete che se non è la stessa cosa, si evita così di fare danni grossi uscendo da casa. Comunque la possiamo pensare sui decreti del governo e sulle scelte della CEI sulle chiese, l’interdizione non è contro i riti sacri, ma nel non poter uscire da casa e nel non poter fare assembramenti. Tutto ciò non dipende solo dal papa, che i riti li sta garantendo.
    Scusatemi queste precisazioni. Grazie e buona Settimana Santa a tutti.
    Alfredo.

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    1. A mio avviso il papa Bergoglio ha interdetto alla cattolicità di celebrare la Santa Pasqua in senso fisico nella Settimana Autentica. Sicuramente noi credenti non mancheremo di celebrarla in senso virtuale assistendo ai riti tramite la TV e i tablet, ma credo che convenga che non è la stessa cosa. Quello che fa specie è che mentre le persone possono uscire ‘per giustificati motivi’ (fosse il giustificato motivo anche andare 3 volte al giorno a fare la spesa, o dal tabaccaio perché i Monopoli di Stato non ne scapitino…), ben si guarda questo papa dal levare una pur flebile voce contro gli abusi di potere che stanno perpetrando certe forze dell’ordine contro i preti che osano celebrare, pur nel pieno rispetto delle norme sanitarie (cfr gli ultimi fatti di cronaca).
      Lei ha sentito per caso questo papa pronunciare la benché minima parola in questo periodo in difesa dell’importanza di tutelare la libertà religiosa, peraltro garantita anche dalla stessa Costituzione.
      Capisco la cautela dovuta allo stato di eccezione, ma questo comportamento da parte di un pontefice si commenta da solo.
      Bergoglio non ha tutelato i suoi figli spirituali fin dall’inizio dell’epidemia e non lo farà certo ora: Il lock down della Chiesa di Nostro Signore lo fa troppo felice, a dispetto dell’aspetto simil-lugubre e simil-addolorato che sfoggia ogni mattino da Santa Marta. Lei mi dirà che sono pensieri cattivi, ma il fatto è che la gente non è scema, e non c’è bisogno di assistere a centomila fenomeni per dedurre dove portano gli indizi.

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      1. Correggo:
        …. peraltro garantita anche dalla stessa Costituzione? (era una domanda)

        Inoltre:
        quello che va in onda ogni mattina da Santa Marta è un aspetto simil-addolorato sì, ma non simil-lugubre, perché lugubre lo è per davvero. Da paura.

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  2. BERGOGLIO ha accettato di diventare papa su pressione organizzativa di Sosa(Gesuiti),promettendo diffusione di Eresie e mistificazioni in rivelazioni Priva te e Ufficiali

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