Apostasia: moniti profetici nei testi di Papa San Pio X

Dall’Anticristo del cardinale Agostino Lémann del 1919, con due Imprimatur e il ringraziamento dell’allora cardinale Segretario di Stato cardinale Merry Del Val, vi offriremo alcuni passaggi imponenti e di grande riflessione, senza aggiungere nulla di nostro. Forse pochi sanno che fu proprio da Papa Leone XIII che iniziarono alcune “profezie” chiarissime contro l’apostasia nel mondo Cristiano e nella Chiesa, da parte dei Pontefici. Molti associano a questo grande Pontefice solo la Preghiera a san Michele Arcangelo a seguito di una visione drammatica, vedi qui, ma c’è molto di più… Di Papa Leone XIII, dunque, parlammo qui…. ora vediamo di soffermarci su alcuni scritti di san Pio X. Sull’Anticristo e le parole oscure di san Paolo nella 2Tess.2,3-12 consigliamo questo testo esegetico del 1925, clicca qui, del domenicano Padre Marco Maria Sales, imperdibile!

Dal precedente già accennato, vediamo ora: capitolo III. Prima Enciclica di Pio X. – IV. I due Pontefici denunziano l’apostasia – V. L’apostasia finirà nell’Anticristo.

III.

La prima Enciclica del nuovo Papa, indirizzata al mondo cattolico, riveste un carattere di solennità eccezionale. Il cardinal Sarto, patriarca di Venezia, successe a Leone XIII. Ascese e si assise nella cattedra di S. Pietro sotto il nome venerato ed amato di Pio X. Egli dunque si rivolse a tutti i Patriarchi, Primati, Arcivescovi, Vescovi ed altri Ordinari in pace e comunione colla Sede Apostolica. Ecco ciò che loro disse:

  • “Nel rivolgervi la prima volta la parola dalla cattedra del supremo apostolato, alla quale, per inscrutabile disposizione di Dio, fummo elevati, non fa d’uopo che ricordiamo con quali lacrime e calde istanze ci adoperammo di allontanar da Noi questo formidabile peso del pontificato… Per passarci di ogni altro motivo, ci atterrivano sopra ogni cosa le funestissime condizioni, in cui ora versa l’umano consorzio. Giacchè chi non iscorge che la società umana, più che nelle passate età, trovasi ora in preda ad un malessere gravissimo e profondo, che, crescendo ogni di più e corrodendola insino all’intimo, la trae a rovina? Voi comprendete, o Venerabili Fratelli, quale sia questo morbo: l’apostasia da Dio… Ai nostri giorni veramente contro il proprio Creatore fremettero le genti e i popoli meditarono cose vane[1]; talchè è comune il grido dei nemici di Dio: Allontanati da noi[2]. E conforme a ciò, vediamo nei più degli uomini estinguersi ogni rispetto verso Iddio eterno, senza più riguardo al suo supremo volere nelle manifestazioni della vita privata e pubblica; che, anzi, con ogni sforzo, con ogni artifizio si cerca che fin la memoria di Dio e la stia conoscenza sia dei tutto distrutta.
  • Chi tutto questo considera, bene ha ragione di temere che siffatta perversità di mente sia quasi un saggio e forse il cominciamento dei mali, che agli estremi tempi son riserbati, e che già sia nel mondo il figlio di perdizione di cui parla l’Apostolo[3]. Tanta infatti è l’audacia e l’ira, con cui si perseguita da per tutto la religione, si combattono i dogmi della fede, e si adopera sfrontatamente a stirpare, ad annientare ogni rapporto dell’uomo colla Divinità! In quella vece, ciò che appunto, secondo il dire del medesimo Apostolo, è il carattere proprio dell’Anticristo, l’uomo stesso con infinita temerità, si è posto in luogo di Dio, sollevandosi sopra tutto ciò che chiamasi Iddio; per modo che, quantunque non possa spegnere interamente in sè stesso ogni notizia di Dio, pure, manomessa la maestà di lui, ha fatto dell’universo quasi un tempio a sè medesimo per esservi adorato. Si asside nel tempio di Dio, mostrandosi quasi fosse Dio[4].

IV.

Bisogna convenirne. Il linguaggio energico di Pio X fa seguito ai gravi avvertimenti di Leone XIII. È l’apostasia in marcia che i due Pontefici denunziano con perspicacia e fermezza affatto apostolica. L’apostasia profetata da S. Paolo. Non si tratta, infatti, sia nel linguaggio dell’Apostolo, sia in quello dei Romani Pontefici, d’un’apostasia, cioè di una defezione parziale, limitata, ma, secondo l’espressione energica del greco, l’apostasia!, αποστασία coll’articolo definitivo, cioè l’apostasia per eccellenza, consistente nella defezione delle nazioni e di un gran numero di cristiani, che si separeranno apertamente dalla Chiesa e da Gesù Cristo.

E quest’apostasia, i due Papi ce la mostrano in marcia. Leone XIII cominciò col denunziarne gli autori, additarne lo scopo, i mezzi impiegati, le tappo percorso.

Gli autori sono il Principe del mondo, Satana, e, sotto il suo governo, la setta perversa del Framassoni, nemica di Dio.

Il fine è la distruzione delle istituzioni cristiane, la religione degli avi rigettata, la ricostituzione degli Stati sulle basi del naturalismo pagano.

I mezzi impiegati sono la ragione umana eretta in sovrana e senza legge, la soppressione d’ogni insegnamento cristiano, l’estinzione degli Ordini e Istituti religiosi, l’assoggettamento dei sacerdoti fedeli, la separazione della società civile dalla Chiesa.

Le tappe già percorse sono la presa di Roma, baluardo terrestre della potenza spirituale, il seggio massonico opposto alla cattedra di Pietro, il contagio che si è propagato da un punto all’altro dell’Europa, e l’apostasia ufficiale, nazionale della Francia, per la separazione della Chiesa dallo Stato. Il lamento di Leone XIII emesso, sul declinar della sua vita, nel concistoro del 24 dicembre 1902, si sarebbe avverato: uno Stato, la Francia, si sarebbe ricostituita sulle basi dei naturalismo pagano!

Tutto ciò, Pio X l’ha riassunto nella sua prima Enciclica. Ritornando egli sulla parola apostasia, caduta tante volte dalle labbra e dalla penna di Leone XIII, non ha esitato, come il suo augusto predecessore, di pronunziarla nuovamente, l’11 giugno dell’anno 1905, nella sua Lettera Enciclica ai vescovi d’Italia sull’Azione cattolica: “Continui strappi si vanno facendo alle pacifiche conquiste della Chiesa, tanto più dolorosi e funesti, quanto più la società umana tende a reggersi con principi avversi al concetto cristiano, anzi ad apostatare interamente da Dio”[5].

Ma Pio X è andato ancora più oltre. Denunziata l’apostasia, egli ha avuto la fermezza d’indicare ciò che accadrebbe, se andasse ogni dì più crescendo. Citiamo di nuovo le gravissime parole della sua prima Enciclica: “Chi tutto questo considera, bene ha ragione di temere che siffatta perversità di menti sia quasi un saggio e forse il cominciamento dei mali, che agli estremi tempi son riserbati: e che già sia nel mondo il figlio di perdizione, di cui parla l’Apostolo”.

V.

L’Anticristo! ecco dove finirà l’apostasia, allorchè avrà raggiunto in estensione e perversità il grado assegnatole dalla pazienza divina.

Ma le parole di Pio X lascerebbero forse intendere che l’ Anticristo sarebbe già nel mondo? Non si potrebbe affermarlo con certezza. Esso devonsi veramente interpretare secondo i testi seguenti di san Giovanni: “Siccome udiste che l’Anticristo viene, anche adesso molti sono diventati anticristi[6]. – “Qualunque spirito che divida Gesù, non è da Dio: e questi è un Anticristo, il quale avete udito che viene, e già fin d’adesso è nel mondo[7]. – “Molti impostori sono usciti pel mondo, i quali non confessano che Gesù Cristo sia venuto nella carne: questi tali sono impostori ed Anticristi[8].

Come nel passato il vero Cristo, Signor nostro, ha avuto dei precursori, che erano suoi tipi e figure profetiche: Abele, Isacco, Giuseppe, Davide, Giona ecc.; così per una permissione divina, l’Anticristo ha pure i suoi: Antioco Epifane, Nerone, Diocleziano, Galerio, Giuliano Apostata, Maometto, ecc. Ai nomi di questi precursori nel passato, altri se ne potrebbero aggiungere nel presente. Ma ciò che v’ha di doloroso e di grave si è che la società umana, incredula ed ostile, si trasforma essa medesima, secondo l’osservazione di Pio X, in vero Anticristo.

  • “Tanta è l’audacia e l’ira con cui si perseguita da per tutto la religione, si combattono i dogmi della fede, e si adopera sfrontatamente a stirpare, ad annientare ogni rapporto dell’uomo colla Divinità! In quella vece, ciò che appunto, secondo il dire del medesimo Apostolo, è il carattere proprio dell’Anticristo, l’uomo stesso, con infinita temerità, si è posto in luogo di Dio, sollevandosi sopra tutto ciò che chiamasi Iddio; per modo che, quantunque non possa spegnere, interamente in sè stesso ogni notizia di Dio, pure manomessa la maestà di Lui, ha fatto dell’universo quasi un tempio a sè medesimo per esservi adorato. Si asside nel tempio di Dio mostrandosi quasi fosse Dio“. Così si è espresso Pio X.

Nei secoli passati, soltanto alcuni uomini perversi o sétte nefaste avevano rappresentato l’Anticristo: ai giorni nostri, è l’uomo in generale, è l’umanità ribelle che prende posto accanto agli antichi Anticristi, preparando l’Anticristo straordinario, l’Anticristo propriamente detto.

È, infatti, manifestamente annunziato questo Anticristo propriamente detto. Se, ne’ testi citati più sopra, S. Giovanni non si occupa che degli uomini perversi, i quali, animati dallo spirito dell’Anticristo, possono essere considerati come suoi precursori e meritano di portarne il nome, egli lascia intendere, come pure Pio X, che verso la fine del mondo, qualcuno sorgerà ad esser l’avversario accanito di nostro Signore, suo rivale, secondo la parola Anticristo, che vuol dire contro il Cristo, avversario di Cristo.

Chi sarà dunque quest’empio misterioso di cui certi uomini perversi non sarebbero stati che pallide figure?

…. continua…..

[1] Ps. II, 1.

[2] Ibid. XXI, 14.

[3] II Thess. II, 3.

[4] II Thess. II, 2. – Enciclica di S. Santità Pio X: E supremi apostolatus cathedra.

[5] Lettera Enciclica di Pio X ai Vescovi d’Italia sull’azione cattolica.

[6] I Joan. II, 18.

[7] Ibid. IV, 8.

[8] II Joan. 7.


 

Vogliamo però arricchire questa “panoramica”, con questo riepilogo eccellente:

Nel primo anno del suo pontificato, nel 1903, Sua Santità Papa Pio X scrisse: “Ora la strada per raggiungere Cristo non è difficile da trovare: è la Chiesa. Giustamente  Chrysostom inculca: «La Chiesa è la tua speranza, la Chiesa è la tua salvezza, la Chiesa è il tuo rifugio» (Hom. de capto Euthropio, n. 6.). E’ stato per questo che Cristo l’ha fondata, ottenendola al prezzo del Suo sangue e l’ha resa depositaria della Sua dottrina e delle sue leggi, concedendole contemporaneamente un tesoro inesauribile di grazie per la santificazione e la salvezza degli uomini. Vedete allora, Venerabili Fratelli, il dovere che è stato imposto su di noi e su di voi di riportare alla disciplina della Chiesa la società umana, ora estranea dalla saggezza di Cristo; la Chiesa la sottopone a Cristo e Cristo a Dio”. Nel 1954, alla canonizzazione di papa San Pio X, il suo successore Papa Pio XII scrisse: “Egli ha solennemente annunciato il programma del suo pontificato nella sua prima enciclica ( E supremi del 4 ottobre 1903) in cui ha dichiarato che il suo unico scopo era “ristabilire tutte le cose in Cristo” (Ef 1, 10), vale a dire, ricapitolare, ripristinare tutte le cose all’unità in Cristo. Ma dove è la strada che porta a Cristo, ha chiesto a sé stesso, guardando con compassione alle anime esitanti e erranti del suo tempo. La risposta, valida ieri come oggi e sempre, è: la Chiesa! Il suo scopo primario, perseguito incessantemente fino alla morte, era rendere la Chiesa sempre più efficacemente adeguata e pronta a ricevere il movimento delle anime verso Gesù Cristo”.

– La Fede Apostolica

Il meme citato è tratto dal giuramento contro il modernismo. Un’altra traduzione dal latino dice: “Quarto: accolgo sinceramente la dottrina della fede trasmessa a noi dagli apostoli tramite i padri ortodossi, sempre con lo stesso senso e uguale contenuto”.

– Contro il relativismo

Conosciuto come “Hipster Pope St. Pio X” (seguace d’avanguardia del Papa San Pio X), il meme combina la nozione di essere il primo a fare qualcosa prima che diventi corrente ordinaria, con la sempre vigile battaglia contro il modernismo di Papa San Pio X nei primi anni del 1900. Nella sua famosa enciclica Pascendi Dominici Gregis, il buon pontefice combatteva contro il relativismo nelle filosofie moderniste popolari dei suoi giorni. Sia che si parli di modernità che di modernismo, uno degli effetti innegabili è stata la mancanza di fede dell’uomo moderno nella capacità di sapere della ragione. (Nella nota enciclica Fides et Ratio, Giovanni Paolo II, afferma: “Qui le affermazioni di papa San Pio X sono pertinenti, sottolineando come hanno fatto che alla base del modernismo c’erano affermazioni filosofiche che erano fenomeniche, agnostiche e immanentiste”. Il progetto della modernità è stato e continuerà ad essere l’emancipazione della volontà umana da Dio, dalla natura, dalla storia e dalla ragione. Anche se la modernità si immagina età della ragione, ha effettivamente ridotto il raggio della ragione e ha in molti modi abbandonato del tutto la ragione.

– Gesù non ha rispettato le idee false

Scrivendo ai vescovi francesi nell’autunno del 1910, Sua Santità, Papa Pio X, ha scritto: “Inoltre, mentre Gesù era gentile nei confronti dei peccatori e di quelli che si sono smarriti, non ha rispettato le loro idee false, per quanto sincere potessero apparire. Li ha amati tutti, ma li ha istruiti per convertirli e salvarli”. Con un tono simile, egli affermò: “Ma la dottrina cattolica ci dice che il dovere primario della carità non sta nella tolleranza di idee false, per quanto possano essere sincere, né nell’indifferenza teorica o pratica nei confronti degli errori e dei vizi nei quali vediamo affondati i nostri fratelli, ma nello zelo per il loro miglioramento intellettuale e morale e per il loro benessere materiale”.

– I tradizionalisti sono veri amici

In Notre Charge Apostolique, il papa San Pio X ha scritto ai vescovi francesi: “Fateli convinti che la questione sociale e la scienza sociale non sono nate solo ieri; che la Chiesa e lo Stato, in ogni momento e in buon concerto, hanno fatto crescere organizzazioni fruttuose a tal fine; che la Chiesa, che non ha mai tradito la felicità del popolo acconsentendo ad alleanze dubbie, non deve liberarsi dal passato; che tutto ciò che occorre è riprendere, con l’aiuto di veri operai per un restauro sociale, gli organismi che la Rivoluzione ha frantumato e adattarli, nello stesso spirito cristiano che li ha ispirati, al nuovo ambiente che nasce dallo sviluppo materiale della società odierna. Infatti, i veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né innovatori: sono tradizionalisti”.

– Combattere i modernisti

Come la citazione sopra citata sulla lotta ai modernisti, è ampiamente riferito che Papa S. Pio X ha dichiarato quanto segue in risposta a coloro che gli hanno chiesto di “andare leggero” sui modernisti: “La gentilezza è per gli stolti! Vogliono che siano trattati con olio, sapone e carezze, ma devono essere battuti con i pugni! In un duello non conta o si misurano i colpi, colpisci più che puoi! La guerra non è fatta con la carità, è una lotta, un duello. Se il Nostro Signore non fosse stato terribile, non avrebbe dato alcun esempio, nemmeno in questo. Guarda come ha trattato i Filistei, i seminatori di zizzania, i lupi travestiti da pecore, i traditori del tempio. Li ha scacciati con la frusta!”

– Il modernismo è il frutto dell’orgoglio

Nella sua enciclica “Contro i modernisti”, Papa San Pio X fa parecchi commenti sul modernismo e sull’orgoglio. Egli commenta sui modernisti – molti dei quali sono all’interno della Chiesa – dicendo: “Infine, e questo quasi distrugge tutta la speranza di curare, proprio le loro dottrine hanno dato una tendenza tale alla loro mente, che disprezzano tutte le autorità e non tollerano alcuna regola; e basandosi su una falsa coscienza, cercano di attribuire ad un amore alla verità ciò che in realtà è il risultato di orgoglio e ostinazione”. Il buon pontefice, tuttavia, parla al massimo di orgoglio, nella sottosezione ‘La causa del modernismo’. La citazione seguente è tratta da questa sezione: “No, veramente, non esiste una strada che conduca direttamente e così rapidamente al modernismo dell’orgoglio”.

 

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