NOTTE DELLA CHIESA: Sarah e oltre

(di Claudio Gazzoli) Il Corriere della Sera presenta il cardinale Sarah come “Il porporato africano, punto di riferimento dei conservatori”. Il fatto che il maggiore quotidiano nazionale usi categorie politiche di classificazione non meraviglia, ma la medesima tecnica di mistificazione viene usata nella comunicazione della Chiesa.

Sono molti gli aspetti bizzarri, alcuni anche molto scontati, di questa intervista ma vale la pena di esaminarne solo alcuni perché molto significativi della situazione drammatica della Chiesa di oggi.

Colpisce soprattutto questa frase: ““… Chi è contro il Papa è ipso facto fuori dalla Chiesa. La Provvidenza ci vede benissimo, sa?..”.

… la Provvidenza ci vede benissimo, sa…”. Ma quale provvidenza, quella che si fa chiamare anche “mafia di San Gallo..” ?. Ovvio che la Provvidenza ci mette del suo, come strumento dello Spirito Santo. Ma poi gli uomini possono fare scelte diverse…. In un conclave del secolo scorso, c’erano due  cardinali che viaggiavano appaiati nel corso dei primi scrutini. Il fatto che uno dei due fosse il favorito del Signore in persona appare dai Documenti di archivio di una Beata, incaricata di suggerire questo nome ad alcuni cardinali riuniti in conclave. Non sarebbe male meditare sulle conseguenze della decisione di quel conclave non del tutto in linea con i voleri della Provvidenza.

Personalmente non sono “contro il papa”. Non potrei esser contro un vecchio di 83 anni che non conosco neanche personalmente.

  • Sono contro le sue dichiarazioni, azioni, decisioni contrarie alla Dottrina e alla Tradizione della Chiesa Cattolica Romana.
  • Sono contro la prassi di stravolgere la Sacra Scrittura per proclamare argomenti di natura politico/ideologica.
  • Sono contro la diavoleria di dichiarare che “Dio è padre di tutte le confessioni”.
  • Sono contro la bestemmia di considerare Maria “una come tutte le altre”.
  • Sono contro il proposito satanico di rinunciare alla tradizione della Chiesa Cattolica.
  • Sono contro l’ecumenismo unilaterale e distruttivo.
  • Sono contro i sistematici tentativi di delegittimare la famiglia.
  • Sono contro la rivisitazione buonista dei Novissimi.
  • Sono contro la riabilitazione fanatica di Lutero e degli abortisti nostrani.
  • Sono contro l’empia pratica della desacralizzazione.
  • Sono contro la profanazione sistematica dell’Eucarestia, a cominciare dal rifiuto di inginocchiarsi.

Lei, eminenza, usa una tecnica retorica molto antica, ma noi CATTOLICI NORMALI non ci caschiamo. Quella di rivoltare la realtà accusando gli altri dei medesimi argomenti di cui è saturo il pontefice regnante, facendolo passare per pura vittima di fantomatici “borghesi occidentali”… che pure ci saranno ma ciò porta all’esterno della Chiesa o all’esterno del gruppo di comando cause che operano, ormai da anni, al centro di essa.

Quando dice: «La verità è che coloro che mi oppongono al Santo Padre non possono presentare una sola mia parola, una sola mia frase o una sola mia attitudine a sostegno delle loro affermazioni assurde, direi diaboliche. Il Diavolo divide, oppone la gente, l’una contro le altre… » lei stesso fa una “affermazione assurda” perché tutto quello che lei espone, di cui peraltro siamo convinti tutti, quale “cancro” della Chiesa di oggi, la mette implicitamente, ma molto chiaramente, in contrapposizione con i concetti, le convinzioni più volte espresse, i provvedimenti, i messaggi, la prassi di colui che vuole, ostinatamente ed improbabilmente difendere.

Certo che il “diavolo divide…” ma questa divisione vi è già. Uno scisma non dichiarato o, per usare l’espressione di Padre Thomas Weinandy, “uno scisma papale interno”, non costituisce esso stesso divisione ?

Ora siamo arrivati ad inventare una fantomatica “congiura” esterna per giustificare le colossali magagne interne. Proprio come in tutti i regimi fallimentari della storia. Ma come potrebbe, tale complotto, avere la forza di far nominare più di 200 partecipanti al sinodo, quasi tutti di area progressista ? Come potrebbe nominare nuovi cardinali, tutti di provenienza ultra-modernista, pro “lgbt”, pro immigrazione selvaggia, pro “dialogo”, ma sarebbe meglio chiamarla sottomissione, interreligioso ? Come potrebbe convocare i massimi esponenti ad una cerimonia dal sapore evidentemente satanico ?

Spostare argomenti interni distruttivi all’esterno, in modo così evidente, è pura ipocrisia. Qualcosa di analogo e diabolico è avvenuto qualche giorno fa, all’interno dei giardini vaticani. L’uso di oggetti al di fuori del contesto supera l’aspetto meramente antropologico o divinatorio per assumere quello esclusivamente esoterico e, perciò, demoniaco. Sono pratiche comuni nella massoneria. Quel rito, avvenuto nel cuore della cristianità, presenziato da Bergoglio, con tutti i successivi corollari, come la processione della canoa, assume la valenza di rito iniziatico della nuova religione.

La sera di sabato 5 ottobre, dopo aver partecipato, il pomeriggio, alla preghiera in piazza Giovanni XIII e alla conferenza sull’inginocchiatoio nelle chiese con un grande mons. Nicola Bux, ci siamo recati in piazza San Pietro, dove ho scattato la foto pubblicata sopra. Da lontano, mentre ci si avvicina, da via della Conciliazione, lo splendore delle luci offre un senso di accoglienza e di magnificenza. Poi, sul delimitare delle prime barriere, si viene accolti dallo stridio fastidioso e lugubre dei gabbiani, che non ti aspetti in quel luogo. Enormi e incuranti danno un senso di cattivo presagio in contiguità con quell’informe, oscuro, monumento esaltatorio dell’invasione programmata, messo lì a presagire ed agognare la fine della nostra civiltà, dove, per fortuna, hanno cominciato a depositare i loro omaggi ecologici. Ma questo non può distogliere dall’ammirare, attoniti, una bellezza più volte contemplata ed ogni volta nuova, sublime omaggio dell’uomo pio ed arrendevole verso il suo unico Dio. Questa volta però qualcosa di diverso turba il nostro apparente compiacimento. Il Palazzo Apostolico, quello che per secoli è stato la residenza dei papi, la sede del governo della Chiesa è, a differenza di tutti gli altri edifici, splendidamente illuminati, completamente al buio. Mentre l’umidità della sera fa sembrare la piazza come la superficie riflettente del mare, la Chiesa appare, oltre la metafora, come una grande nave senza timoniere, senza governo, nel buio della notte romana.

Al di là delle disquisizioni teologico/giuridiche, la percezione del semplice fedele “consapevole” è di un percorso lento, ma costante, fatto di processi a tendenza lentamente ma, inesorabilmente, deviante, di annunci eretici, di appuntamenti ammaestrati e fasulli,  verso il cambio di religione o apostasia.

Pertanto, eminenza, se un papa si mostra manifestamente eretico, pur con le nozioni da Catechismo di base, dove solo chi non vuol vedere non vede, anche in virtù di quanto previsto dal codice canonico, non si pone il papa stesso, IPSO FACTO, fuori dalla Chiesa ?

Claudio Gazzoli – Monterubbiano  (Blog dell’Autore)


Più che una risposta all’amico Claudio, vogliamo condividere una ulteriore riflessione per i nostri Lettori, dal momento che la questione resta aperta… Riportiamo un pensiero breve di Don Alfredo Maria Morselli che ci pare di poter condividere, qui da MIL.

Don Alfredo Morselli: Sarah tra Scilla e Cariddi

Ieri MiL (QUI) ha pubblicato integralmente l’intervista al card. Robert Sarah su Corriere della Sera.

L’amico e valente teologo don Alfredo Morselli ci ha inviato questo breve ma denso contributo.
Noi ricordiamo, di nuovo, il teologo Ratzinger sull’elezione del Sommo Pontefice: «…Direi che lo Spirito Santo non prende esattamente il controllo della questione,ma piuttosto da quel buon educatore che è, ci lascia molto spazio, molta libertà, senza pienamente abbandonarci. Così che il ruolo dello Spirito dovrebbe essere inteso in un senso molto più elastico, non che egli detti il candidato per il quale uno debba votare. Probabilmente l’unica sicurezza che egli offre è che la cosa non possa essere totalmente rovinata. Ci sono troppi esempi di Papi che evidentemente lo Spirito Santo non avrebbe scelto» (Cfr. Tempi QUI ) parole e concetti che fanno rima con il famoso detto attribuito a San Vincenzo de Lerinz: “lo Spirito Santo alcuni papi li sceglie, altri li tollera, altri li impone come punizione”.
Luigi


Sarah tra Scilla e Cariddi
di don Alfredo Morselli

Eminenza, da che parte sta?

Appena uscito il libro del Card. Sarah, sul quale ci siamo buttati in tanti – come degli smarriti nel deserto si butterebbero nel laghetto di un oasi dopo un lungo cammino senz’acqua -, sono stato letteralmente bombardato da due tipi di messaggi, tutti da cari amici.
Quelli che mi ritengono un “nemico del Papa”, per il fatto che ho raccolto il testimone di Caffarra (ho giurato sulla sua tomba di farlo) e tengo vive le profonde ragioni dei dubia, mi hanno scritto: – hai visto cosa ha detto il tuo amico Sarah? “chi è contro il Papa è ipso facto fuori dalla Chiesa… ogni Papa è ‘giusto’ per il suo tempo, la provvidenza ci vede benissimo”; beccati questa. –
D’altra parte lo stesso Cardinale ha sparato delle bordate mica da ridere, soprattutto quando afferma che la «La Chiesa vive il mistero di Giuda, il tradimento della fede», – cioè il tradimento da parte dei suoi – anche per quanto riguarda la fede; non mettere in relazione queste deviazioni con alcuni atti di questo pontificato è oggettivamente arduo. Alla fine, il tutto sembra contraddittorio; ma, dopo aver letto il libro, mi è sembrato di aver compreso lo spirito del Cardinale, tutt’altro che ambiguo o altalenante.

Il mistero del Papato

Il problema è che il Papato è un mistero e i misteri… sono misteri.
Ario aveva la difficoltà della apparente contraddizione tra il primato del Padre e la consostanzialità del Figlio. Volendo eluderla è caduto nell’eresia.
Noi ci troviamo davanti a un Papa che non è quello che un Papa dovrebbe essere ed è Papa. Alcune delle vie per eludere il problema fino ad ora sono eresia.
Sarah non fa compromessi, ma definisce i paletti entro i quali bisogna stare.
Sbaglia chi è papolatra, chi crede che ogni flatus vocis del Papa sia da difendere a prescindere; e così ogni suo atto (interviste, exploit vari etc).
Ma sbaglia chi scioglie il Papato in una categoria naturale, da poter demolire sbeffeggiare, oltraggiare, deporre, dichiarare invalido o eretico formale sulla base di un giudizio privato.
Inoltre sbaglia chi dimentica la sempre doverosa pietas nei confronti del Vicario di Cristo, pur essendo egli talvolta oggettivamente irritante (a dir poco).
Forse il danno maggiore che ha fatto Francesco è lasciare che il Papato fosse oggetto di discorsi da bar, profondamente desacralizzato.
Sì, ha desacralizzato il Papato; un motivo di più per non cadere nella trappola di questa desacralizzazione: Francesco se tu fossi solo “il vero leader della sinistra mondiale” (cit.) potrei insultarti, separarmi da te etc.
Ma Tu sei Pietro, e tutta la mia opposizione amorosa non è altro che dirti “sii Pietro”, non il Pietro che ascolta la carne e il sangue, ma il Bar Ionah, (ebr. =Figlio della Colomba), che mentre comprende in sé tutta la Colomba (la Chiesa sposa di Cristo), ascolta la Colomba della Spirito; e io dò la vita nella Chiesa e per la Chiesa di Pietro.
Questo credo sia il discorso di fondo di Sarah.

Conclusione

Se non fossi tradizionalista, permettetemi la battuta – e quindi non farei mai una cosa del genere aborrendo le canzonette liturgiche – quasi quasi come canto di ingresso domenica prossima farei cantare “Vogliamo un Papa nero” del gruppo musicale “Pitura freska” (in ogni caso sempre meglio di tanta robaccia oggi schitarrata nelle chiese-discoteche d’Italia).

 

 

 

 

5 pensieri riguardo “NOTTE DELLA CHIESA: Sarah e oltre

  1. ….. Gesù gli rispose: “Pietro io ti dico: oggi non canterà il gallo prima che tu per tre volte abbia dichiarato di non conoscermi” (Luca 22, 34). Quando il Signore Dio concederà alla Chiesa Cattolica Romana di ascoltare il canto del gallo? ……. In quell’istante, mentre Pietro parlava ancora, un gallo cantò. Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò della parola del Signore, il quale gli aveva detto: “Oggi, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte”. E uscito fuori, pianse amaramente. (Luca 22, 60-62).

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  2. “Il fatto che quest’ultimo fosse il favorito del Signore in persona appare dai diari della beata madre Speranza, incaricata di suggerire questo nome ad alcuni cardinali riuniti in conclave”

    Cioè un altro san Gallo ? Documentatelo, non si trova traccia di questo episodio…non la vedo andare in conclave a fare da suggeritrice…

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    1. Gentile iesse35, Claudio Gazzoli se vorrà risponderà alla sua osservazione… ma dal canto nostro dobbiamo chiederle se, per favore, la smettesse di auto premiarsi con il “mi piace”, ad ogni contributo che invia nei commenti…. non è corretto. Grazie

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  3. Intervengo perché mi è stata fatta notare una imprecisione. Ho scritto “diari”, si tratta, più in generale, di “documenti” che, ovviamente, non è possibile trovare in rete. Data la situazione, non posso citare la fonte di questa informazione. O ci si fida o no.
    Per quanto riguarda il riferimento a “San Gallo…”, in questo caso mi sembra inopportuno… ma perché il Padrone non potrebbe fare quello che vuole… ?

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