Reti Unificate: Preghiere ed iniziative per il “piccolo resto” in vista del sinodo…

Condividiamo integralmente l’iniziativa, pubblicata da cooperatoresVeritatis  ed altri siti e Blog di cui sotto troverete tutti i nomi e i link. Anche noi ci saremo, a Dio piacendo. Aggiungiamo soltanto che, su suggerimento di molti lettori, pregare è certamente la forma principale della vera Resistenza Cattolica ma anche che senza una buona formazione e partecipazione vera, difficile comprendere cosa sta accadendo oggi nella Chiesa e come si debba davvero resistere. Ecco allora tutte le iniziative di questo periodo e chi può… non manchi all’incontro di Preghiera del 5 ottobre. Grazie.

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A “Reti Unificate”, ossia insieme ad altri siti e Blog della Resistenza Cattolica, quelli del “piccolo resto”, segnaliamo una serie di iniziative importanti alle quali, a Dio piacendo, anche noi parteciperemo e stiamo già partecipando. Molte volte e in mille occasioni abbiamo spiegato che – questo tipo di RESISTENZA – non è una rivoluzione, ma si fonda sui più sani e santi principi che il credente in Gesù Cristo, ha a sua disposizione: Preghiera, digiuno e formazione…. ossia sapere e capire, vedi qui.

Quando si parla di CROCIATA, purtroppo, avendo prevalso unicamente (anche in tutti i vocabolari) solo il riferimento dispregiativo e rivoluzionario usato dai nemici della Chiesa, bisogna sottolineare che alla sua origine, questo termine, indicava una reazione proporzionata alla propria difesa ossia: quel “gridare dai tetti” la Verità e, per chi non aveva né la capacità e neppure il ruolo (del predicatore), si univa alla Crociata con la Preghiera, i digiuni e le opere di bene. Famose, in ambito ecclesiale, sono state le tante iniziative dette “Crociata del Rosario” e, fra tutte, non dobbiamo dimenticare quella bandita da San Pio V per la Battaglia di Lepanto…. e poi per la Battaglia di Vienna, ed altre fin anche nel secolo scorso. Ed è questo il senso che dobbiamo tenere a mente anche noi oggi , perché, sempre in tempi di difficoltà e calamità è stata la Beata Vergine Maria ad indicare questa Crociata con la potente arma del Rosario e di come tutti i Pontefici l’hanno benedetta e raccomandata.

Chiarito questo principio indiscutibile, sono tante le iniziative che si stanno avvicendando in previsione del Sinodo per l’Amazzonia il quale, purtroppo, è stato già preconfezionato e preparato non solo con molti inganni, ma anche con una deriva ereticale ed apostata senza precedenti nella storia della Chiesa. Un esempio è la denuncia fatta dal cardinale Brandmuller contro il testo di preparazione e di lavoro per il sinodo, vedi qui.

Emmanuele Barbieri – da corrispondenza romana vedi qui – spiega:  Il documento preparatorio per il Sinodo sull’Amazzonia convocato da papa Francesco a Roma dal 6 al 27 ottobre ha suscitato accuse di eresia e di apostasia da parte di alcuni tra i più eminenti esponenti della Chiesa. I Padri conciliari andranno avanti su questa linea o saranno costretti a una ritirata, per evitare di essere gli artefici di uno scisma? Quel che è certo è che le poche settimane che ci separano dal 6 ottobre, vedranno nuove prese di posizioni di cardinali e di vescovi fedeli alla Chiesa e al Vangelo di Cristo, mentre si annunciano convegni, conferenze, preghiere ed espressioni pubbliche di rispettosa resistenza alle autorità ecclesiastiche.

Alcune di queste iniziative sono ancora coperte da riservatezza. Tra le più importanti che sono già state annunciate segnaliamo la Tavola Rotonda del 4 ottobre promossa da Voice of the Family sul tema Our Church – reformed or deformed? e il convegno del 5 ottobre, promosso dall’Istituto Plinio Plinio Corrêa de Oliveira sul tema: Amazzonia, la posta in gioco.

Ciò che accomuna i due convegni è il carattere internazionale e l’alto livello dei partecipanti.

Il primo evento si svolgerà all’Hotel Massimo d’Azeglio, in via Cavour, dalle 15.00 alle 18.00 del 4 ottobre. Si tratta di una storica Tavola Rotonda che riunirà per la prima volta attorno a uno stesso tavolo per discutere sulla crisi della Chiesa, autori provenienti da diversi Paesi del mondo, in rappresentanza di prestigiose testate giornalistiche e conosciutissimi blogs.

Dal Canada verrà John-Henry Westen, direttore di Life Site News; dagli Stati Uniti Michael Matt, direttore di The Remnant, e Michael Voris direttore di Church Militant; per la Francia sarà presente la giornalista Jeanne Smits, per l’Italia Marco Tosatti (Stilum Curiae) Riccardo Cascioli (La Nuova Bussola Quotidiana) e Roberto de Mattei (Corrispondenza Romana). La tavola rotonda si terrà in inglese, con traduzione simultanea in italiano, e la sessione sarà trasmessa in streaming.

Altrettanto importante si presenta il convegno che si svolgerà il 5 ottobre, proprio alla vigilia dell’apertura del Sinodo. Il tema è l’Amazzonia, a cui il Sinodo è dedicato, e va segnalato il fatto che molti degli oratori vengono dal Brasile e hanno una diretta conoscenza di ciò di cui parlano, per essersi interessati da anni a questi temi.

Il convegno si presenta dunque come una preziosa occasione di conoscere in maniera seria e approfondita una questione di cui tutti parlano senza cognizione di causa. In Italia poi l’attualità del problema non è solo religiosa, ma politica, dato che anche il nuovo governo Conte ambisce a presentarsi con un volto “verde” e “amazzonico”. Al convegno dell’Istituto  Plinio Plinio Corrêa de Oliveira  interverranno molti Autori già attivi con una serie di eccellenti articoli su questo tema sul sito https://panamazonsynodwatch.info/it/ e il Perù da Julio Loredo, moderatore dei lavori, che è autore di Teologia della Liberazione. Un salvagente di piombo per i poveriDagli Stati Uniti verrà James Bascom, dirigente dell’Ufficio della TFP di Washington.  Due saranno gli autori italiani a prendere la parola: il prof. Stefano Fontana, Direttore dell’Osservatorio Card. Van Thuận per la Dottrina Sociale della Chiesa, e il prof. Roberto de Mattei, presidente della Fondazione Lepanto. Il convegno si svolgerà all’Hotel Quirinale, in via Nazionale e durerà tutta la giornata dalle 9.30 alle 18.00. Anche in questo caso le relazioni saranno tradotte simultaneamente.

Una preghiera pubblica per la Chiesa è stata inoltre annunziata per le 14.30 del 5 ottobre 2019 in largo Giovanni XXIII. Qualche giorno prima scenderà in campo “Acies Ordinata” vedi qui, vigilia della Festa di San Michele Arcangelo, una coalizione internazionale di “sentinelle in piedi” della resistenza cattolica.

Nessuna di queste numerose iniziative – spiega Barbieri – è in contrasto con l’altra, ma tutte sono mosse da un sincero amore alla dottrina della Chiesa, che rischia di essere sfigurata dal prossimo Sinodo dei vescovi.

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Così anche Chiesa e Post Concilio – settembre 2019  ha pubblicato il Testo integrale del documento che lancia la «crociata di preghiera e digiuno» promossa dal card.Raymond L. Burke e da mons. Athanasius Schneider vescovo ausiliare di Astana (Kazakhistan) perché il Sinodo sull’Amazzonia non approvi errori ed eresie contenute nell’Instrumentum LaborisPer quaranta giorni a partire dal 17 settembre e fino al 26 ottobre, vigilia della chiusura del Sinodo: ogni giorno una decina del Rosario dedicata a questa intenzione e digiuno una volta alla settimana secondo la tradizione della Chiesa, per accompagnare con il cuore e con la mente questo evento che potrebbe avere gravi ripercussioni per la vita della Chiesa. Il documento evidenzia sei gravi errori ed eresie contenute nell’Instrumentum Laboris.

Così anche Aldo Maria Valli che lo spiega dal suo blog, vedi qui. Ed anche qui.

Così anche La Nuova Bussola che spiega:

Alla luce di questi pericoli e della generale crisi di fede, sabato 5 ottobre, dunque alla vigilia dell’inizio della riunione dei vescovi in Vaticano, un gruppo di amici cattolici – laici e consacrati – si riuniranno a Roma, alle 14.30, in Largo Giovanni XXIII, a pochi passi dalla Basilica dove riposa il corpo di San Pietro, per pregare il Rosario e chiedere a Dio, con l’intercessione di Maria Santissima, la grazia di purificare la Chiesa. L’iniziativa ha una pagina Facebook ufficiale (Preghiamo per la Chiesa – Let’s pray for the Church – Oremos por la Iglesia) e manifesti tradotti in più lingue, che iniziano con le parole pronunciate da Benedetto XVI nel viaggio verso il Portogallo del maggio 2010. «Le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa […]», diceva allora papa Ratzinger rispondendo a una domanda sul terzo segreto di Fatima. E aggiungeva: «Oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa».

Sono dieci le intenzioni di preghiera di questi fedeli (qui il testo integrale e qui per la pagina ufficiale di Facebook), i quali chiedono a Dio innanzitutto «che cessino gli scandali sessuali ed economici che deturpano il volto della Chiesa e che gli ecclesiastici coinvolti in detti scandali non siano promossi a posizioni di comando ma al contrario rimossi ed invitati al pentimento»;  «che non venga adulterato il depositum fidei, di cui nessuno, nella Chiesa di Cristo, neppure il pontefice, è padrone»; «che le famiglie religiose, i vescovi, i sacerdoti, i professori fedeli a Cristo e alla Chiesa non vengano più commissariati, perseguitati, destituiti senza accuse concrete e verificate, per il solo motivo del loro attaccamento alla “fede di sempre”»; «che la gerarchia ecclesiastica sia coraggiosa nel predicare il Vangelo e che additi come esempio ai fedeli i suoi santi […]».

Le intenzioni proseguono quindi chiedendo «che la priorità di chi guida la Chiesa sia annunciare la fede in Gesù Cristo Salvatore», che si proclamino i principi non negoziabili, «in particolare la difesa della vita e della famiglia» dalla cultura che promuove aborto, droga libera, eutanasia, ideologia gender. I fedeli implorano poi la grazia «che non si  confondano più l’amore per il Creato con l’ecologismo pagano e panteista», e che si comprenda che l’amore per la patria e la «propria identità» nulla c’entrano «con il nazionalismo o altre aberrazioni». Il testo si conclude con la preghiera affinché «i cristiani perseguitati nel mondo, che affrontano torture e morte in nome di Cristo, non debbano più sentir dire, da Roma, che Allah e Gesù Cristo sono il “medesimo Dio”».

Sempre il 5 ottobre è in programma a Roma un’altra iniziativa di fedeli con un punto di vista critico sulle mire del prossimo Sinodo. Si tratta del convegno «Amazzonia: la posta in gioco», organizzato dall’Istituto Plinio Correa de Oliveira e che si terrà all’Hotel Quirinale (dalle 9:30). Tra gli oratori italiani, Roberto de Mattei, presidente della Fondazione Lepanto, e Stefano Fontana, direttore dell’Osservatorio Cardinale Van Thuan e collaboratore di questo quotidiano. Diversi i relatori dal continente americano e in particolare dal Brasile, come il meteorologo Luiz Carlos Molion, il principe Bertrando d’Orleans-Braganza, autore del libro Psicosi ambientalista, e altri ancora.

Nel tardo pomeriggio di sabato (a partire dalle 18), nella sala conferenze presso Santo Spirito in Sassia, con il liturgista don Nicola Bux tra i relatori, si terrà un altro convegno, promosso dal comitato internazionale «Uniti con Gesù Eucaristia per le mani santissime di Maria», che ha il fine di ravvivare la devozione verso il Santissimo Sacramento.

L’ultima iniziativa che segnaliamo è in realtà la prima in ordine cronologico, perché in programma venerdì 4 ottobre, festa di San Francesco. Si tratta della tavola rotonda organizzata da Voice of the family e intitolata «Our Church – reformed or deformed?» (La nostra Chiesa – riformata o deformata?). L’inizio è previsto per le 15, con partecipanti vari autori del giornalismo cattolico, dall’America all’Europa, come John-Henry Westen (Life Site News), Michael Voris (Church Militant), il già citato de Mattei (Corrispondenza Romana), il nostro collaboratore Marco Tosatti (Stilum Curiae), il direttore della Nuova Bussola, Riccardo Cascioli, e altri ancora (qui il programma completo). L’incontro sarà moderato da John Smeaton, direttore della Spuc (Society for the protection of unborn children), associazione pro vita del Regno Unito.

C’è insomma un popolo ben veglio, con fedeli da ogni parte del mondo animati da un sincero amore per Dio e per la Chiesa, che al di là dell’esito immediato degli eventi sanno che Gesù ha fatto, alla Sua Sposa, una promessa eterna.


A Dio piacendo, noi ci saremo…. chi non può si unisca alla Preghiera….

Largo Giovanni XXIII, ore 14.30

Preghiamo per la Chiesa!

Era il venerdì santo del 2005 e l’allora cardinal Joseph Ratzinger, che di lì a pochissimo sarebbe divenuto papa, pronunciava parole inequivocabili: “Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui!…”.

Divenuto papa, Benedetto XVI si recò a Fatima e l’11 maggio 2010, ai giornalisti che chiedevano lumi riguardo al messaggio della Vergine, disse: “le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa… oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa…”.

Da cardinale e da papa, insomma, Benedetto ha voluto ricordare che vi sono uomini nella Chiesa che non sono “della Chiesa”, che non vi appartengono realmente; “i cattivi e gli ipocriti che si trovano nella Chiesa”, diceva sant’Agostino nel De Civitate Dei, e che potranno divenire un giorno la maggioranza, secondo la profezia di san Paolo nella seconda lettera ai Tessalonicesi.

Noi, un gruppo di amici cattolici, laici e consacrati, vogliamo allora pregare – insieme a chi vorrà unirsi (accesso libero) – il più possibile vicino alla tomba di San Pietro, dove i papi, con poche eccezioni, hanno sempre voluto risiedere, chiedendo a Dio la grazia:

1) che cessino gli scandali sessuali ed economici che deturpano il volto della Chiesa e che gli ecclesiastici coinvolti in detti scandali non siano promossi a posizioni di comando ma al contrario rimossi ed invitati al pentimento;

2) che non venga adulterato il depositum fidei, di cui nessuno, nella Chiesa di Cristo, neppure il pontefice, è padrone;

3) che le famiglie religiose, i vescovi, i sacerdoti, i professori fedeli a Cristo e alla Chiesa non vengano più commissariati, perseguitati, destituiti senza accuse concrete e verificate, per il solo motivo del loro attaccamento alla “fede di sempre”;

4) che la gerarchia ecclesiastica sia coraggiosa nel predicare il Vangelo e che additi come esempio ai fedeli i suoi santi, non coloro che la hanno divisa e lacerata (come il monaco Martin Lutero, nel passato), o chi combatte la Vita ogni giorno, sostenendo aborto, droga libera, eutanasia… (come Emma Bonino, nel presente);

5) che la priorità di chi guida la Chiesa sia annunciare la fede in Gesù Cristo Salvatore, lasciando a “Cesare ciò che è di Cesare”, ed evitando di improvvisarsi sociologi, politologi, climatologi… tuttologi;

6) che gli uomini di Chiesa non cessino di proclamare i “principi non negoziabili”, in particolare la difesa della vita e della famiglia, venendo a patti con la cultura di morte e l’ideologia gender;

7) che non si confondano più l’amore per il Creato con l’ecologismo pagano e panteista, nè la “misericordia” di Dio con il relativismo morale e l’indifferentismo religioso;

8) che si ascolti il grido che viene dalla chiesa africana (“L’Occidente non illuda i nostri giovani con falsi miti e false promesse!”) e dalle chiese dell’Europa dell’Est, che ripetono, con Giovanni Paolo II, che “anche la patria è per ciascuno, in un modo molto vero, una madre” e che la “difesa della propria identità” non ha nulla a che vedere con il nazionalismo o altre aberrazioni;

9) che i cattolici cinesi, come più volte denunciato dal cardinale Zen Ze-kiun, non siano sacrificati al regime dittatoriale comunista in nome di accordi impossibili ed iniqui;

10) che i cristiani perseguitati nel mondo, che affrontano torture e morte in nome di Cristo, non debbano più sentir dire, da Roma, che Allah e Gesù Cristo sono il “medesimo Dio”.

Laudetur Jesus Christus, Ave Maria

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