Nella chiesa di Bergoglio, si premiano i preti con l’imbroglio…

In diversi editoriali abbiamo già discusso a certo “imbroglio”, vedi qui: Nessuno avrà mai risposte da Bergoglio: nel gesuitismo modernista l’imbroglio – ed anche qui: Paglia, Pannella e Bergoglio: la frittata dell’imbroglio…  ed “imbrogliare”, ossia, confondere qualcosa in modo da alterarne la disposizione o l’andamento regolare, essere fin anche di ostacolo, intricare… sembra essere lo sport preferito tipico del gesuitismo modernista (basta ascoltare certe affermazioni del generale Arturo Sosa) e, principalmente oggi di un Papa che è gesuita. A Bergoglio piace confondere… del resto ha espresso per ben due volte che lui non ama chi non ha mai avuto DUBBI, salvo poi distruggere chi ponesse dubbi sul suo magistero… e del suo modo di operare. Si legga qui: Papa Francesco firma un nuovo dogma: quello del dubbio!  –  ed anche qui: Quei dubbi malsani della fede di papa Bergoglio

Nell’incontro con gli oltre cinquecento Missionari della Misericordia, nell’aprile 2018, Bergoglio aveva di nuovo messo in guardia quegli uomini di Chiesa che “si ritengono” di avere un “carisma particolare”. “Il Vangelo – ha affermato – ricorda che chi è chiamato a dare testimonianza della Risurrezione di Cristo deve lui stesso, in prima persona, nascere dall’alto” (tipica espressione pentecostale dal momento che, un cattolico, è già in questa condizione per mezzo del Battesimo e della Cresima e che, semmai, deve rivitalizzare ogni giorno questa missione). La santità, secondo Bergoglio quindi, è una caratteristica che proviene direttamente da Dio e “non può essere raggiunta attraverso gli sforzi della ragione” (??). In Gaudete et Exsultate vedi qui, il pontefice argentino chiama neo-pelagiani coloro che ritengono di avere un rapporto privilegiato con la verità… (??), dovremo forse pensare che un Pontefice, essendo un privilegiato a riguardo del suo rapporto con Cristo – che è VERITAS – avendo persino una “grazia di stato” speciale con l’infallibilità papale, sia da oggi un “neo-pelagiano”?

Bisogna spegnere i Media ed accendere davvero il cervello! Gesù Cristo è VERITAS ed il Sacerdote in generale, come un Vescovo e persino un Papa, certamente hanno un rapporto privilegiato con Cristo-Veritas ed è Gesù stesso, in tutti i Vangeli, a determinare questa PREDILEZIONE e questo privilegio… non a caso il sacerdote è detto “l’Alter Christus” e, certamente, a determinate condizioni… se queste condizioni mancano ed un sacerdote difetta nelle regole del gioco, allora diventa GIUDA! E se preferite, è un anatema, come rammenta san Paolo in Galati 1,1-10. Punto! Non c’è altra discussione che tenga.

In questo senso, allora, vanno interpretate le parole  di papa Francesco all’incontro con i Missionari, che ha ribadito un secco “No” ai “preti invasati”, cioè a coloro che si ritengono di essere “depositari di un qualche carisma straordinario“…. Perché è evidente che usando il termine “deposito-depositario”, il concetto stesso dei carismi che sono DONI e non il deposito privato di qualcuno, va a farsi friggere… Ma questo modo di esprimersi cela l’imbroglio di Bergoglio…. da una parte è vero quel che dice (depositaria dei carismi è la CHIESA, e chi riceve Carismi li mette al servizio della Chiesa), ma dall’altra parte Dio dispensa DONI particolari come, un esempio per tutti, furono dati a san Padre Pio… “carismi straordinari” sono stati dati da Dio a moltissimi Santi nella Chiesa per servire la Chiesa e, dunque, cosa sta accadendo oggi? Che Bergoglio – con tanto di imbroglio – penalizza questi sacerdoti e premia I GIUDA!! Si legga qui un esempio per altri, articolo di Sabino Paciolla: Il “credo” di Padre James Martin….. sì, il gesuita eretico pluri decorato da Bergoglio.

Per Bergoglio, dunque, sacerdoti investiti di “carismi straordinari” e dottrinalmente coraggiosi, SONO DEGLI INVASATI… mentre, sacerdoti popolari nel senso peggiore del termine, comunisti, eretici e apostati… sarebbero i nuovi “santi”…

L’articolo de La Bussola di Nico Spuntoni, va letto tutto, leggi qui, e noi lo condividiamo naturalmente… Questi “PRETI RIVOLUZIONARI” ci sono sempre stati… e basti pensare al monaco-prete di nome Martin Lutero per poter dire “nulla di nuovo”. Di nuovo c’è, però, che mentre fino a ieri questi preti venivano fermati, sospesi a divinis se reticenti e scomunicati se reprobi nell’errore, oggi Bergoglio – con l’imbroglio – li riammette uno ad uno senza che alcuno di loro abbia fatto abiura del proprio errore anzi, al contrario, Bergoglio stringe loro le mani ed afferma: “AVETE FATTO BENE”… alla faccia di un Giovanni Paolo II e di un Benedetto XVI (all’epoca era Prefetto della Fede) che avevano rimosso questi preti perchè “non facevano bene, ma male”… Bergoglio pare invece colui che applica alla lettera l’eresia profetizzata da Isaia “Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro…” (Is.5,20).

Per l’ex arcivescovo di Buenos Aires non si tratta dunque di diventare preti “invasati”, ma di essere “normali, semplici, miti, equilibrati“,  mantenendo la capacità di “lasciarsi costantemente RIMETTERE IN DISCUSSIONE“. Niente più certezze, niente più “VERITAS”… i preti che dimostrassero qualche certezza dottrinale, sono, disprezzati ed etichettati come  “referenziali..“. I “preti rossi”  – scrive a ragione Boezi – hanno sempre avuto un seguito tangibile. Ora, però, sembra quasi che esista soltanto la loro opinione…  Il baricentro del cattolicesimo è stato spostato. La nuova Roma risiede in Sudamerica..”, quella della teologia del pueblo….

Chiosa in conclusione, a ragione Spuntoni: “Eugenio Melandri, dunque, si aggiunge alla lista dei preti impegnati politicamente a sinistra che hanno ottenuto la rimozione della sospensione a divinis. Queste figure, oltre al ‘perdono’ papale hanno anche un altro elemento in comune: la mancata volontà di ravvedimento rispetto ai fatti che avevano portato alla sanzione canonica precedentemente comminata…”

Vogliamo concludere con un quadro riportato da Cristina Siccardi da Corrispondenza Romana qui… leggendo comprenderete come questo passaggio calzi a pennello e ci deve spingere ad una Preghiera unanime non “contro” qualcuno, ma perché questi “preti” capiscano (con il loro papa) che chi con il fuoco gioca, di certo finisce per bruciarsi, eternamente…. Se Bergoglio pensasse davvero di fare un dispetto a Benedetto XVI, vedi qui, e pure a Giovanni Paolo II che ha “dovuto” fare santo, salvo poi cestinare tutto il suo magistero e l’Istituto per la Famiglia… non ha capito nulla perchè di fatto il dispetto che sta facendo è all’intera Chiesa SPOSA DI CRISTO….

  • Il prossimo 13 ottobre papa Francesco canonizzerà il cardinale John Henry Newman (1801-1890), “Dottore della Chiesa in pectore”. La contraddizione fra un testimone della Fede e della Verità rivelata del calibro di Newman e le comparse del presente teatro ecclesiastico è sconcertante: il quadro che ci offrono gli uomini contemporanei della Chiesa terrena rimanda, cinematograficamente parlando, alle visioni felliniane (pensiamo alla passerella degli abiti ecclesiastici del film Roma del 1972), producendo una squallida rappresentazione tragicomica composta da teatranti mefistofelici. Se Newman, presto santo, assistesse alle condizioni in cui versano la dottrina cattolica, le liturgie (profanate), le chiese (profanate), i seminari, nonché i capi dissennati, non si convertirebbe più al Cattolicesimo, come invece avvenne proprio grazie alla dottrina, alle chiese (in particolare quelle di Milano e della Sicilia, che visitò con amore e dedizione, lasciando pagine indimenticabili), alle liturgie, ai santi:
  • «La mia anima sia con i santi! Proprio a me toccherebbe alzare la mano contro di loro? Che piuttosto la mia mano destra dimentichi ogni sua arte e si dissecchi come la mano di colui che una volta osò stenderla contro un profeta di Dio! Anatema all’intera schiatta dei Cranmer, Ridley, Latimer e Jewel! Periscano i nomi di Bramhall, Ussher, Taylor, Stillingfleet e Barrow dalla faccia della terra, prima che io mi rifiuti di prosternarmi con amore e venerazione ai piedi di coloro la cui immagine ebbi sempre davanti agli occhi e le cui armoniose parole risuonarono sempre al mio orecchio e sulle mie labbra!»,
  • così egli scrive nella sua Apologia Pro Vita Sua (Jaca Book, Milano 1995, pp. 145-146), autobiografia dove ripercorre in maniera sublime il suo sofferto, lungo e avvincente cammino di conversione d’anima e di intelletto (con i sentimenti giunse all’approdo prima di dare piena ragione al suo assenso, perché, per coerenza e onestà intellettuale, volle abbracciare la Chiesa di Roma soltanto quando arrivò al pieno sviluppo delle sue tesi teologiche senza influenze emozionali).

6 pensieri riguardo “Nella chiesa di Bergoglio, si premiano i preti con l’imbroglio…

  1. L’ha ripubblicato su Il fumo di Satanae ha commentato:

    A Bergoglio piace confondere… del resto ha espresso per ben due volte che lui non ama chi non ha mai avuto DUBBI, salvo poi distruggere chi ponesse dubbi sul suo magistero… e del suo modo di operare.

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  2. all’ottimo editoriale va unito che il Melandri, dopo aver aderito per anni ai radicali di Pannella e Bonino, dopo aver per anni sostenuto le leggi omicide e aver remato contro la Chiesa e contro il pontificato di Giovanni Paolo II, è stato incardinato nella diocesi del neo cardinale Zuppi, che non sembra affatto coincidenza o un caso fortuito. Bergoglio ha regalato a Melandri lo zucchetto papale come buon auspicio, vuole farlo forse vescovo? No perché Bergoglio premia questa gente solo per dispetto, agisce come un bambino viziato ed insolente contro la santa Madre Chiesa, quella vera.

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  3. per come la vedo io il pensiero di Bergoglio non ha una schema o una linea guida che segue costantemente; si limita in discorsi dal linguaggio semplice e molto familiare con il quale detta parole solo in circostanze, senza tenere conto di contraddizioni, rendendo la chiesa cattolica più aperta di tutti i tempi!

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    1. Il “come la vedo io”, purtroppo, non risolve la gravità di una situazione generata da un pontefice. Non si “apre” la Chiesa con l’inganno e facendo entrare l’eresia e l’apostasia. La Chiesa è sempre stata aperta a tutte le sante iniziative, vedasi gli Ordini Mendicanti, le Opere ospedaliere di molti Santi, le opere degli Istituti secolari, ecc… se per apertura si intende altro, allora non va più bene.
      Abbiamo sottolineato più volte l’aspetto delle ambiguità di Bergoglio e della sua eventuale “buona fede” che nessuno può mettere in dubbio, ma valutandone i frutti non si può nascondere che vale il detto di dove conducano, spesso, certe buone intenzioni…
      Bergoglio ha invece un progetto, ed è quello della teologia del popolo del suo maestro Pedro Arrupe! E non si limita solo a discorsi ambigui dal linguaggio semplice, ma il suo parlare sta conducendo ad atti e a prese di posizione che sono molto discutibili e persino eretici… Riassumere sacerdoti sospesi a divinis perché negavano i dogmi, e senza che questi abbiano fatto abiura dall’eresia, non è un discorso di linguaggio familiare, ma è una vera rottura con la dottrina Cattolica.

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    2. è vero… aperta alla pedofilia, alla sodomia, alle unioni gay, al protestantesimo, all’islam, all’aborto, alla eutanasia, alla liturgia del “famolo strano…”, alle filosofie orientali, ai balletti omo, ai riti tribali, allo sciamanesimo, al paganesimo, al neoarianesimo, al neopanteismo, alla fratellanza universale, alla profanazione dell’Eucarestia, alla negazione della Presenza Reale, alla equivalenza di tutte le religioni, al relativismo, al nichilismo, alla massoneria….

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