“a Te sospiriamo gementi, piangenti, in questa valle di lacrime…”

Il Nostro Signore Gesù Cristo è Colui che, avendo patito il dolore per noi, ed essendo morto in croce per noi, “dà origine alla fede e la porta a compimento” (Eb 12,2)

Vogliamo accompagnare Vincent Lambert – si veda anche qui  – in questo suo calvario imparando a portare ognuno la propria croce con Cristo, in Cristo e per Cristo, meditando su questo calvario impostogli da una società sempre più perversa e farisaica; meditando…. continuando ad imparare qualcosa da certe lezioni, meditando su quanto sia importante la Preghiera… la dottrina, quel stare con Maria ai piedi della Croce in questa “valle di lacrime”….

Mentre tutta l’Alta Gerarchia, con il suo Vertice tace su questa situazione… riteniamo utile, senza rivendicare alcun che (non è questo il momento), semplicemente meditare… e pregare.

  • Dice il Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2276 ss.: «Coloro la cui vita è minorata o indebolita richiedono un rispetto particolare. […] Qualunque ne siano i motivi e i mezzi, l’eutanasia diretta […] è moralmente inaccettabile. Così un’azione oppure un’omissione che, da sé o intenzionalmente, provoca la morte allo scopo di porre fine al dolore, costituisce un’uccisione gravemente contraria alla dignità della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore. L’errore di giudizio, nel quale si può essere incorsi in buona fede, non muta la natura di quest’atto omicida, sempre da condannare e da escludere».

L’eutanasia contraddice il principio fondamentale di indisponibilità del diritto alla vita, diritto che spetta solo a Dio, ma qui la questione è diversa: qui uno Stato, una Nazione, una legge ha deciso di imporre la morte di un innocente per fame e per sete. Qui ci troviamo davanti ad una condanna a morte senza alcuna possibilità di difendersi, di gridare “aiuto”… di dire: “HO SETE”…. E’ sempre una forma di eutanasia, ma qui c’è anche l’aggravante che la Famiglia non la voleva, il malato voleva vivere mentre dei giudici hanno deciso che questa vita non era più degna  d’essere vissuta. Non si è aperta solo una porta, l’ennesima, definitiva all’eutanasia “di stato”, ma c’è di peggio: i genitori si vedranno togliere i loro figli perché siano offerti e sacrificati al “dio stato”, alle nuove divinità diaboliche e perverse, come accadde ad altri, non per ultimo il piccolo Alfie.

I documenti magisteriali più eloquenti su questo tema sono l’Evangelium vitae, enciclica di  Giovanni Paolo II sul valore e l’inviolabilità della vita umana, del 25 marzo 1995; e la Salvifici doloris, dello stesso pontefice dell’11 febbraio 1984…  «Completo nella mia carne – dice l’apostolo Paolo spiegando il valore salvifico della sofferenza – quello che manca ai patimenti di Cristo, in favore del suo corpo che è la Chiesa» (Col.1,24) Qui il Santo Padre condannando esplicitamente l’eutanasia come grave violazione della Legge di Dio, in quanto uccisione deliberata moralmente inaccettabile di una persona umana (EV 65), nella Salvifici  uscita anni prima nell’Anno straordinario dedicato alla Redenzione,   spiegava le motivazioni. Perché non si tratta di dire un semplice “NO” o di sbattere avanti la dottrina, si tratta di entrare nel vivo di certe PIAGHE e meditarle davanti al Crocefisso.

  • “Se il tema della sofferenza esige di essere affrontato in modo particolare nel contesto dell’Anno della Redenzione, ciò avviene prima di tutto perché la redenzione si è compiuta mediante la Croce di Cristo, ossia mediante la sua sofferenza… La sofferenza umana desta compassione, desta anche rispetto, ed a suo modo intimidisce. In essa, infatti, è contenuta la grandezza di uno specifico mistero. ” (Salvifici Doloris n.3-4)

La menzogna contro la quale vogliono schiacciarci è la soluzione dell’eutanasia per respingere la sofferenza, il dolore… L’attuale società, però, non ha più (anzi sembra proprio averlo perduto da quando ha rinunciato al Cristianesimo) un rapporto così sereno o univoco nei confronti della sofferenza dell’individuo, della morte e del morire. Oggi si tende a nascondere, esorcizzare la morte, sicché si può ben dire che siamo di fronte a una “soggettivazione” della morte…. la morte è cioè trattata in una dimensione puramente orizzontale, soggettiva, distaccata dalla persona; la persona non è più “la persona umana”, ma  un soggetto senza più una personale identità, senza una anima…. senza più una coscienza, ma un essere dipendente esclusivamente da uno stato, da una magistratura, da un potere altrettanto soggettivo.

Possiamo forse ben dire che abbiamo fin anche superato quella “dittatura del relativismo” denunciata più volte da Ratzinger… ora siamo alla dittatura del soggettivismo “di stato”: decide lo stato anche contro la verità oggettiva che si frapponesse alle loro scelte ideologiche. I genitori non contano più nulla (quando c’è da difendere la vita, mentre contano se c’è da dare la morte), o con l’eutanasia o con altri programmini ideologici, i figli possono essere loro tolti, con violenza o meno non interessa a loro…. sia per essere uccisi perché malati e perciò inutili alla nuova società; sia per essere venduti al miglior offerente, o solo per soddisfare le proprie voglie ed interessi… Non accusateci di pessimismo, basta aprire le cronache di questi giorni per capire cosa sta accadendo e in quale baratro infernale stanno andando tutte le varie società mondialiste.

Oggi, senza alcun dubbio, la paura del come morire e la paura di morire in realtà celano la paura di vivere, o meglio ancora celano ciò che di fronte all’apparente non senso di cui la sofferenza, la malattia e la morte sono portatrici, ossia quella MORTE DI CROCE che si vuole a tutti i costi rifiutare, rigettare, esorcizzare ma… con un grave paradosso ed una gravissima contraddizione: la morte te la impone lo stato! Lo stato decide (oggi ma come anche ieri) chi deve vivere e chi deve morire, pollice verso o pollice inverso (Pollice verso o verso pollice). Del resto non è questo che toccò al Cristo Signore?

  • Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Rispose Gesù: «Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande»… (Gv.19,10-11)

Ci sarebbe da discutere anche sulla  deontologia medica …. essa dice che “io non posso causare la morte di alcuna persona“. Il medico è tale perché deve promuovere la vita non la morte, altrimenti non è differente da un boia d’altri tempi… In forza di questo principio per coerenza nessun medico o operatore sanitario può sostenere l’eutanasia, l’aborto o altre forme di omicidio e soppressione della vita altrui (ma neppure della propria con il suicidio). In tal senso il diritto alla vita è anche IRRECEPIBILE, cioè è  VITA in se stessa e perciò non dipende dall’accettazione o meno degli altri, quindi nessuno (medico, malato o familiari) può disporne a proprio piacimento per decretarne la fine.

Un malato come il piccolo Alfie, Terri Schiavo se ricordate, o Eluana Englaro, oggi Vincent Lambert, ma i casi sono davvero tanti… seppur diversi tra loro, stiamo bene attenti, precipitarono tutti quando alcuni componenti nelle rispettive famiglie si imposero in favore della vita… contro altri che ne decretavano la morte. Ma un malato NON E’ MAI UN RESIDUO DI VITA…. ma è VITA! L’unico criterio UMANO è proprio quello di aiutare, sostenere, rafforzare fino all’ultimo istante queste Vite, diversamente subentra la disumanità, la disumanizzazione della specifica individualità del soggetto, caduto nella malattia.

Uno stato che decide per la morte di un soggetto malato, debole, o che deve ancora nascere… è uno stato che ha FALLITO MISERAMENTE non solo lo scopo del suo essere, ma anche la propria missione. Sbagliano coloro che ne fanno un caso esclusivamente dottrinale, è vero… perché la Vita è un bene indisponibile e riguarda l’umanità intera e non una professione di Fede…. ma sbagliano i Pastori della Santa Chiesa Cattolica a tacere perché è come far tacere una Madre, imporre una Madre a tacere, davanti all’uccisione del proprio Figlio, imporle persino di non piangere i suoi Figli:

«Una voce si ode a Rama,
un lamento e un pianto amaro:
Rachele piange i suoi figli,
e non vuole essere consolata per i suoi figli,
perché non sono più» (Ger 31,15).

E Dio stesso risponde a questo lamento:

«Trattieni il tuo pianto,
i tuoi occhi dalle lacrime,
perché c’è un compenso alle tue fatiche
– oracolo del Signore –:
essi torneranno dal paese nemico.
C’è una speranza per la tua discendenza
– oracolo del Signore –: i tuoi figli ritorneranno nella loro terra» (Ger 31,16-17).

Ed è ai piedi della Croce di Gesù che quelle lacrime potranno essere asciugate, solo con Lui, con Maria ai piedi della Croce, con Maria in “questa valle di lacrime”, per fare ritorno “A-Dio“, in Paradiso, nel Regno che Gesù Cristo è andato a prepararci, nella vera Patria.

  • O Dio, dacci lume. Se il punto dell’eternità fosse una cosa dubbia, fosse un’opinione solamente probabile, pure dovressimo metter tutto lo studio per viver bene, acciocché non ci ponessimo al pericolo di essere eternamente infelici, se mai quest’opinione si trovasse vera; ma no, che questo punto non è dubbio, ma certo; non è opinione, ma verità di fede: “Ibit homo in domum aeternitatis suae”. Oimè che la mancanza di fede, dice S. Teresa, è quella che è causa di tanti peccati e della dannazione di tanti cristiani.
  • Ravviviamo dunque sempre la fede, dicendo: “Credo vitam aeternam”. Credo che dopo questa vita vi è un’altra vita, che non finisce mai; con questo pensiero sempre avanti gli occhi prendiamo i mezzi per assicurare la nostra salute eterna. Frequentiamo i sagramenti, facciamo la meditazione ogni giorno e pensiamo alla vita eterna; fuggiamo le occasioni pericolose. E se bisogna lasciare il mondo, lasciamolo, perché non vi è sicurtà che basta per assicurare questo gran punto dell’eterna salute. (Sant’Alfonso Maria de Liguori in Apparecchio alla Morte)

 

4 pensieri riguardo ““a Te sospiriamo gementi, piangenti, in questa valle di lacrime…”

  1. Lo stato deve servire, proteggere ed aiutare il popolo, con giustizia.
    Se lo stato non adempie ai suoi obblighi e’ lecito farsi giustizia da se, e’lecito combattere ed abbattere il tiranno.
    Pace e bene

    Alex

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  2. L’ha ribloggato su Cristianesimo Cattolicoe ha commentato:

    Vogliamo accompagnare Vincent Lambert in questo suo calvario imparando a portare ognuno la propria croce con Cristo, in Cristo e per Cristo, meditando su questo calvario impostogli da una società sempre più perversa e farisaica; meditando…. continuando ad imparare qualcosa da certe lezioni, meditando su quanto sia importante la Preghiera… la dottrina, quel stare con Maria ai piedi della Croce in questa “valle di lacrime”….

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  3. Grazie per queste riflessioni, mi aspettavo un articolo di cronaca su Vincent ed invece avete portato a vedere in Vincent una parte di me, come nei suoi genitori, come in Rachele raccontato dal profeta Geremia.
    “L’Evangelista Matteo, leggendo l’uccisione dei bambini di Betlemme secondo il principio della profezia di Geremia, vuole creare la speranza nei cuori. La morte non è la fine. I bambini saranno riconsegnati alle madri, ma splendenti di gloria eterna, allo stesso modo che Gesù da Dio sarà dato alla Madre dopo l’immolazione sul Golgota rivestito di luce, anzi trasformato in luce. Lei ha dato Cristo al Padre in un corpo di carne, passibile, mortale. Il Signore le ridona il figlio in un corpo di spirito, di luce, immortale, impassibile, spirituale, incorruttibile, non più soggetto alla sofferenza.
    I bambini di Betlemme non sono morti al posto di Cristo, sono morti in Cristo, per questo essi sono i primi martiri, anche se inconsapevoli. Ma anche la morte del cristiano non è per Cristo, è in Cristo. Divenendo cristiano, si diviene partecipi della vita di Cristo, partecipi in Lui della sua morte e della sua risurrezione. In Cristo si muore, in Cristo si risuscita. In Cristo Dio ci pianta nel suo Paradiso. In Cristo siamo trasformati in luce, spirito. Come è nostra la morte di Cristo, così è nostra la sua gloria eterna.” (di monsignor C. di Bruno)
    Caro Vincent, che il tuo sacrificio mi procuri conversione e salvezza, oramai siamo un gregge senza veri pastori, ma solo mercenari, che Dio ci perdoni a tutti.
    Alex-Sandro

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