Quale è il punto di rottura tra Bergoglio e i suoi Predecessori?

Il rischio è di pensare o parlare di Cristo come se egli fosse un individuo umano come siamo noi. Forse un giorno ci capiterà quello che san Girolamo racconta dei cristiani del IV secolo: ad un certo punto si svegliarono e scoprirono di pensare tutti più o meno come pensava Ario… svegliarsi ariani…

Con queste riflessioni ricordiamo a tutti i nostri Lettori che siamo anche noi in procinto di allentare gli editoriali per via del periodo estivo. Gli aggiornamenti andranno a rilento per poi riprendere in modo più costante dopo il 25 agosto. Ne approfittiamo per auspicare a tutti un periodo fruttuoso per sante letture, preghiera e arricchimento dello spirito.

La domanda al titolo è, dunque,  d’obbligo perché, tra i più svariati commenti ed email private, riceviamo opinioni di gente assai confusa molta della quale, dignitosamente umile, ci confida della grave confusione e dello smarrimento che vivono, altri invece che più superbamente ci mandano a quel paese ma senza portare alcunché di contributo atto, magari, a farci dire umilmente: “ok, scusateci, abbiamo capito male noi, il papa ha ragione…”.

Tra tutti gli editoriali che abbiamo fatto nel tempo, arricchiti sempre da link e fonti ufficiali quale prova di ciò che proponiamo alla vostra attenzione di queste “cronache”, vogliamo sottolineare oggi alcuni passaggi fondamentali a partire, per esempio, dall’editoriale di Sandro Magister del 2016 laddove riportava, niente meno che dal vescovo Bruno Forte, l’ennesima conferma di una chiara rottura tra il magistero di Bergoglio e quello dei suoi Predecessori. Ecco con quali parole ciò avveniva:

  • – Come funziona il magistero di papa Francesco l’ha spiegato pochi giorni fa un suo pupillo, l’arcivescovo Bruno Forte. Ha raccontato che durante il sinodo sulla famiglia, di cui era segretario speciale, il papa gli ha detto:
  • Se parliamo esplicitamente di comunione ai divorziati risposati, questi non sai che casino ci combinano. Allora non parliamone in modo diretto, tu fai in modo che ci siano le premesse, poi le conclusioni le trarrò io“.
  • E così, grazie a questo “saggio” consiglio – ha proseguito Forte – le cose sono andate a “maturazione” ed è arrivata l’esortazione papale “Amoris laetitia”. Nella quale i riformisti hanno trovato ciò che volevano.
  • Quella di Forte non è una confidenza carpita a tradimento. L’ha detta dal palco del teatro della città di Vasto, di cui è arcivescovo, davanti a una platea gremita. “Tipico di un gesuita“, ha poi commentato con un sorriso.
  • Perché Francesco fa proprio così. Non dice mai tutto ciò che ha in mente. Lo fa solo indovinare. E lascia correre le interpretazioni anche più disparate su ciò che dice e scrive.

Non era un “caso” se una volta divenne persino proverbiale usare l’espressione del parlare “papale, papale“…. le encicliche e i Discorsi dei Pontefici non andavano, infatti, interpretati, ma compresi per una diretta ed indiscutibile applicazione dei contenuti, come a dire anche “o mangi la minestra o salti la finestra”… insomma, il famoso “sì, sì e no, no…” di Nostro Signore Gesù Cristo, tanto raccomandato proprio ai Suoi Discepoli. Quando parliamo di ROTTURA è di questo che si vuole intendere, e se volete leggete anche qui.

Nei due articoli precedenti, vedi qui, abbiamo però sottolineato e dimostrato come il pensiero di papa Francesco non ci piove oggi dal nulla, non è comparso dal nulla ma che è il frutto di una lenta ed inesorabile AGONIA iniziata certamente anche prima dell’ultimo concilio (e proprio in campo gesuitico, vedi qui), ma che in questo concilio ha potuto cantare vittoria tanto che, Benedetto XVI appena eletto papa, sentì la necessità di chiarire ai cardinali, ai vescovi e al popolo cristiano, quale fosse il vero compito di un Pontefice, ecco le sue parole:

  • “Il Papa non è un sovrano assoluto, il cui pensare e volere sono legge. Al contrario: il ministero del Papa è garanzia dell’obbedienza verso Cristo e verso la Sua Parola. Egli non deve proclamare le proprie idee, bensì vincolare costantemente se stesso e la Chiesa all’obbedienza verso la Parola di Dio, di fronte a tutti i tentativi di adattamento e di annacquamento, come di fronte ad ogni opportunismo. (..) 
  • Il Papa è consapevole di essere, nelle sue grandi decisioni, legato alla grande comunità della fede di tutti i tempi, alle interpretazioni vincolanti cresciute lungo il cammino pellegrinante della Chiesa. Così, il suo potere non sta al di sopra, ma è al servizio della Parola di Dio, e su di lui incombe la responsabilità di far sì che questa Parola continui a rimanere presente nella sua grandezza e a risuonare nella sua purezza, così che non venga fatta a pezzi dai continui cambiamenti delle mode…” (Benedetto XVI – Omelia dalla Cattedra 7.5.2005)

Ora, con tutta onestà e leggendo queste affermazioni, a quanti ci accusano di remare contro papa Francesco, potete voi affermare che Bergoglio si sta attenendo scrupolosamente a queste REGOLE che non sono un optional del ruolo petrino, ma che VINCOLANO un Pontefice al suo mandato e al suo ministero? Leggendo le parole (per altro mai smentite) che un vescovo attribuisce a Bergoglio e non in forma privata, badate bene, ma niente meno che da un pulpito, si può affermare che il papa si stia comportando rettamente e con giustizia, o non sta forse ingannando le Membra della Chiesa? Senza dimenticare la vera infallibilità papale in cosa consista, leggi qui.

Che in colloqui privati – chiosava Magister – si usi anche questo stile d’approccio, si può capire. Ma Jorge Mario Bergoglio lo esercita sistematicamente in pubblico, nei suoi atti di magistero ufficiale, anche quando tutti si aspettano che tiri le somme e dia una risposta chiara e definitiva. Rispetto al magistero dei papi precedenti, scolpito nella roccia, limato parola per parola, inequivocabile, quella di Francesco è una svolta epocale.

Una svolta che è una vera ROTTURA con i suoi Predecessori e non una rottura di metodo, il ché sarebbe stato accettabile e tollerabile, ma una rottura NEI CONTENUTI dottrinali che nessun vero cattolico può accettare, o subire, supinamente. In un altro editoriale del febbraio 2016, così descriveva la situazione sempre Sandro Magister:

  • C’è in Bergoglio un gesuitismo multiplo, in perenne movimento, che mai si lascia fermare o afferrare. Il suo eloquio è un continuo dire, disdire e contraddire….”

Quando sollecitiamo a studiare a fondo la deriva del gesuitismo modernista, è questo che intendiamo e lo stesso Stefano Fontana con il suo “La Chiesa di Karl Rahner” aiuta a capire meglio…. o se preferite anche il suo ultimo lavoro “Esortazione o rivoluzione? – Tutti i problemi di Amoris Laetitia”… così come i tanti editoriali del professor Roberto de Mattei da Corrispondenza Romana, possibile che siamo tutti noi in errore, che abbiamo capito male, oppure non c’è in atto una vera rivoluzione e non affatto una più autentica riforma dei costumi morali, anzi meglio dire immorali, entrati e giacenti da anni nella chiesa? Saremo pronti a “rivedere” la nostra posizione in materia, se qualcuno fosse in grado di provarci, prove alla mano, che ci stiamo sbagliando.

Insomma dal più sereno e chiarissimo parlar “papale, papale“, sentiamo oggi i nuovi “ismi” di Bergoglio elevati a “nuovi peccati” come, per esempio, nell’Evangelii gaudium dove troviamo l’uso del termine habriaqueísmo, letteralmente tradotto “doverfarismo”, così spiegata dall’Osservatore Romano dell’8.1.2014: “Quante volte ci intratteniamo vanitosi parlando a proposito di “quello che si dovrebbe fare” come maestri spirituali ed esperti di pastorale che danno istruzioni rimanendo all’esterno. Coltiviamo la nostra immaginazione senza limiti e perdiamo il contatto con la realtà sofferta del nostro popolo fedele. Ci sono “vite consumate nel servizio” e ci sono vite che si consumano teorizzando quello che bisognerebbe fare. L’”ismo” del dover fare. Per questi ultimi Papa Francesco ha inaugurato un nuovo peccato (altro che abolirlo, il peccato!): il “doverfarismo”…

Carina la frase provocatoria tra le parentesi!! Già nel 2014 voci mediatiche denunciavano come nel magistero di Bergoglio il senso del PECCATO fosse messo all’angolo… “altro che abolirlo, il peccato“… Bergoglio ne ha generati di nuovi eliminando, anzi sostituendoli però, a quelli esistenti vedi il concubinato, i divorziati risposati con in piedi il primo ed unico vero matrimonio cristiano, vedi le coppie di fatto, ecc… La rottura con il magistero dei suoi Predecessori, c’è stata eccome, negarlo è da stolti! Tuttavia, come abbiamo dimostrato negli editoriali precedenti, questa rottura, era già in atto dal concilio

Senza alcun dubbio che il “fenomeno Bergoglio” (intendiamo il suo linguaggio e il suo pensare) ben si adatta, infatti, al linguaggio di una “nuova chiesa” che vuole piacere al mondo, la nuova chiesa post-conciliare, le cui parole ormai esprimono  da tempo concetti che risultano svuotati dello spessore e significato originari… o che tale spessore potevano ancora avere, fino a Benedetto XVI, se non altro in materia DOTTRINALE. Questo è uno dei tanti “perché prevale” una comunicazione basata sull’effetto immediato, sentimentale, di pura papalatria e culto della persona, che esclude (e preclude) di ragionare e di approfondire accusando, chi ci provasse a farlo, di essere “contro il Papa”…. Oh certo! Un “fenomeno” per molti aspetti accattivante (lo hanno detto e testimoniato i nemici della Chiesa come Scalfari e lo stesso Melloni…) ma un linguaggio ed un magistero per nulla nutriente per la moltitudine che riceve in maniera acritica e superficiale il ripetitivo martellamento amplificato dai media…

Una sorta di virus letale che non ci si accorge quando colpisce, ma se ne vedono gli effetti devastanti, non più riparabili. O se preferite ci troviamo già immersi in quel rischio  di pensare o parlare di Cristo come se egli fosse un individuo umano come siamo noi. Forse un giorno ci capiterà quello che san Girolamo racconta dei cristiani del IV secolo: ad un certo punto si svegliarono e scoprirono di pensare tutti più o meno come pensava Ario… svegliarsi ariani!

Se non credete a noi, leggete anche qui, fresco di giornata: Il cardinale Brandmüller accusa di eresia e apostasia il Sinodo vaticano sull’Amazzonia… 

Vogliamo concludere con queste riflessioni ricordando a tutti i nostri Lettori che siamo anche noi in procinto di allentare gli editoriali per via del periodo estivo. Gli aggiornamenti andranno a rilento per poi riprendere in modo più costante dopo il 25 agosto. Ne approfittiamo per auspicare a tutti un periodo fruttuoso per sante letture, preghiera e arricchimento dello spirito.

  • “Date retta a me, vecchio incredulo che se ne intende: il capolavoro della propaganda anti-cristiana è l’essere riusciti a creare nei cristiani, nei cattolici soprattutto, una cattiva coscienza; a instillargli l’imbarazzo, quando non la vergogna, per la loro storia. A furia di insistere, dalla riforma sino ad oggi, ce l’hanno fatta a convincervi di essere i responsabili di tutti o quasi i mali del mondo.
  • Vi hanno paralizzato nell’autocritica masochista, per neutralizzare la critica di ciò che ha preso il vostro posto.
  • Femministe, omosessuali, terzomondiali e terzomondisti, pacifisti, esponenti di tutte le minoranze, contestatori e scontenti di ogni risma, scienziati, umanisti, filosofi, ecologisti, animalisti, moralisti laici: da tutti vi siete lasciati presentare il conto, spesso truccato, senza quasi discutere.
  • Non c’è problema o errore o sofferenza nella storia che non vi siano stati addebitati. E voi, così spesso ignoranti del vostro passato, avete finito per crederci, magari per dar loro manforte. Invece io (agnostico, ma storico che cerca di essere oggettivo) vi dico che dovete reagire, in nome della verità.
  • Spesso, infatti, non è vero.
  • E se qualcosa di vero c’è, è anche vero che, in un bilancio di venti secoli di cristianesimo, le luci prevalgono di gran lunga sulle ombre.
  • Ma poi: perché non chiedere a vostra volta il conto a chi lo presenta a voi? Sono forse stati migliori i risultati di ciò che è venuto dopo? Da quali pulpiti ascoltate, contriti, certe prediche? […] Quella vergognosa menzogna dei “secoli bui”, perché ispirati dalla fede del Vangelo! Perché, allora, tutto ciò che ci resta di quei tempi è di così fascinosa bellezza e sapienza? Anche nella storia vale la legge di causa ed effetto…”

Léo Moulin (1906 – 1996), sociologo e scrittore belga, non certo dogmaticamente cattolico, come lui stesso affermava.

11 pensieri riguardo “Quale è il punto di rottura tra Bergoglio e i suoi Predecessori?

  1. La situazione è questa da voi molte volte ribadita, Bergoglio è un gesuita e se non si studia questa realtà, non si capirà mai che diavolo sta succedendo. Camillo Langone nel dicembre 2017 fece un piccolo articolo facendo emergere che, quando si rifiuta di vedere il disastroso magistero di papa Francesco, i Media a lui confacenti e compiacenti riescono a vincere sulla sua immagine dipingendola come il papa più buono in assoluto di questi tempi moderni. Ma Bergoglio non è affatto una persona buona come si vuol far credere ed è dai tempi di Pasquino con le sue pasquinate che non si vedevano nella chiesa tante epurazioni di persone nobili colpevoli, però, non di lesa maestà al sommo pontefice come avveniva sotto le pasquinate, ma colpevoli di aver detto solo la verità e di essersi imposti a non accettare certi cambiamenti. I tanti sacerdoti, ma anche laici, che stanno raccontando le loro tristi vicende, lo esprimono in modo chiaro e doloroso, che Langone riportava così:
    “E così quando penso ai frati francescani dell’Immacolata commissariati e perseguitati, al Sovrano Ordine di Malta commissariato e assoggettato, al cardinale Sarah umiliato, al cardinale Caffarra abbandonato, al cardinale Burke disdegnato, al teologo Josef Seifert licenziato, al gesuita (e però non islamofilo) Samir Khalil Samir allontanato, a tutti i collaboratori dello Ior e di altri settori della Chiesa defenestrati, a volte gettati sul lastrico, a volte minacciati di essere rinchiusi nelle petrine carceri.”
    Questa lista si è allungata ulteriormente, Bergoglio non telefona a queste persone per chiarire gli eventi. E’ vero che un pontefice non deve giustificarsi con nessuno, ma è vero che egli non deve gettare dubbi e quando i problemi nascono dai suoi silenzi che sono taciti consensi all’errore, egli ha il dovere di chiarire la situazione.
    Chiedendo scusa per lo spazio che sto rubando vorrei segnalare un ultimo aspetto inquietante.
    L’Osservatore Romano del 5.3.2019 pubblicò un articolo dal titolo inquietante, questo:
    Guida diabolica al pontificato di Papa Francesco:
    dove si afferma: quante volte il Papa ha esortato i fedeli alla gioia della fede? La gioia come segno inconfondibile di una fede autentica, profonda, radicata. Il diavolo è «la verità senza il dubbio»
    al di la di come spiegano la frase in chiave originale e a vantaggio della simpatia di Bergoglio, è la frase a questo pensiero che è sbagliato.
    Il diavolo non è affatto «la verità senza il dubbio», se non ricordo male avete fatto due articoli sull’errore di usare il dubbio come una qualità del cristiano.
    Il dubbio è infatti una grave tentazione e la vera verità non pone mai dubbi, se ciò fosse vero non esisterebbe più la verità, ma essa diventerebbe tale solo avanzando con i dubbi ai quali la risposta soggettiva delle persone, renderebbe vera. Una verità non più incarnata come afferma Gesù quando dice “io sono la verità”, ma una verità che si accomoda dal basso. Il vero cristiano avanza nel discernimento, non nei dubbi.
    Infine è diventato chiaro ed evidente che chiunque non si arrendesse a queste nuove forme di pensiero, verrebbe immediatamente cancellato non solo da Bergoglio, ma da tutto il suo entourage.
    Buone vacanze anche a voi, anche se penso che ci sarà poco di che stare sereni e spensierati, ma ritemprare l’animo è obbligatorio per non rischiare di farci fagocitare dal decadentismo e smarrimento.
    Grazie, da Alfredo

    Piace a 1 persona

  2. il punto di rottura tra Bergoglio e i suoi predecessori, tutti, anche i papi più depravati del Rinascimento, è l’ERESIA, poi, in ordine logico e temporale l’APOSTASIA, la prima volta nella storia della Chiesa. Che cosa deve fare di più perché qualche eminenza o monsignore abbia il coraggio di DENUNCIARLO al mondo? Persino il giorno del Corpus Domini è rimasto come un tronco di legno davanti al Santissimo, senza piegare quelle ginocchia che, pure, si sono piegate più volte, come abbiamo avuto modo di constatare, in modo anche eccessivo. Pure un bambino, educato al vecchio Catechismo di una volta, quello di San Pio X, avrebbe un soprassalto davanti a queste parole e capirebbe che questa è un’altra religione:
    “Davanti all’Eucaristia, a Gesù fattosi Pane, a questo Pane umile che racchiude il tutto della Chiesa, impariamo a benedire ciò che abbiamo, a lodare Dio, a benedire e a non maledire il nostro passato, a donare parole buone agli altri”.
    Attenti perché, di questo passo, rischiate di essere conniventi nel peccato più grave, quello contro lo Spirito!

    Mi piace

    1. Caro Claudio, come ci diciamo molte volte la situazione è molto, molto più complessa e … il NON “piegare le ginocchia” davanti all’Eucaristia può essere sconcertante, imprudente, incomprensibile, tutto ciò che si vuole dire, ma non è una eresia 😉
      La frase di Bergoglio all’omelia del Corpus Domini …. abbiamo voluto evitare di girare il dito nella piaga perché non contiene affatto una eresia…. ma si tratta dell’ennesima AMBIGUITA’ di un magistero privo di midollo…. All’Angelus del 14 agosto 2012, così si esprimeva Benedetto XVI parlando del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci: “Gesù vuole aiutarli a comprendere il significato profondo del prodigio che ha operato: nel saziare in modo miracoloso la loro fame fisica, li dispone ad accogliere l’annuncio che Egli è il pane disceso dal cielo (cfr Gv 6,41), che sazia in modo definitivo…” Gv 6,41-51. « Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo»…
      🙏 la transustanziazione E’ IL MODO attraverso il quale avviene il prodigio, ciò che qualcuno ha detto, pur di accusare papa Francesco di eresia è rischioso… cosa significa, infatti “Non è Cristo che diventa pane ma è il pane che trasforma la sua sostanza e diventa il corpo di Cristo..” (???) a parte il fatto che il pane non si trasforma da se stesso e non è una “trasformazione” quel che avviene, ma una conversione della sostanza….
      Infatti quando ADORIAMO L’OSTIA SANTA, noi non adoriamo semplicemente “il contenuto della sostanza transustanziata”, MA TUTTA L’OSTIA…. per questo si parla anche delle BRICIOLE quando sono PROFANATE non viene profanato solo per il suo contenuto, ma anche per ciò che vediamo in terra calpestato…, ma non per questo andremo mai a dire che “Gesù è diventato il pane”, cioè… quasi che Gesù viene transustanziato… ma pensare questo non è corretto, significherebbe interpretare le intenzioni di papa Francesco…..
      Per altro il Miracolo di Lanciano ed altri ci fanno capire che Gesù NON è solo “la sostanza dentro l’Ostia”, ma è proprio quel “PANE VIVO DISCESO DAL CIELO” che vediamo… e adoriamo.
      Diciamo che MENO ci cavilliamo in queste disamine e meglio è 🙏
      Dio sè fatto Pane e Dio è QUEL PANE consacrato, transustanziato… è Lui IL NOSTRO NUTRIMENTO.
      Betlemme cosa significa? “CASA DEL PANE”, qui nasce Gesù non certo a caso e viene deposto in una MANGIATOIA, preludio al divino nutrimento del Suo Corpo…. Egli è NASCOSTO DENTRO QUEL PANE che una volta consacrato è un tutt’uno con Cristo vivo e vero cioè: quello che vediamo esteriormente dell’Ostia Consacrata, non resta FUORI dal prodigio ….in verità, perciò …. in questa omelia non vi è nessuna eresia sul tema: il dire che Gesù diventa pane non è in sè scorretta, è stata usata da vari Padri Ecclesiastici ed è presente anche nel Canone Romano, che parla di ‘pane santo della vita eterna’ poi è evidente che il Catechismo Tridentino si premura di giungere a spiegazioni dettagliate sul mistero della presenza reale solo se necessario, soprattutto a riguardo della dottrina…
      Si sarebbe potuto discutere piuttosto su tutto il resto dell’omelia, davvero misera davanti al grande Mistero e ridotta, la Divina Presenza, esclusivamente alla socializzazione e al volemose bene…
      Non è stata dunque ribaltata affatto la verità dogmatica della transustanziazione, ma il significato di tale Presenza e Miracolo è stato svalutato a vantaggio del bene MATERIALE verso l’uomo.
      IN CONCLUSIONE: è la sostanza contenuta nel pane che si transustanzia, lasciando LE APPARENZE DEL PANE qual sono (il pane è il pane e il vino è il vino) ma sono consacrati e dunque E’ TUTTO DIO VIVO E VERO, PANE VIVO DISCESO DAL CIELO… ciò che ADORIAMO. NON è Gesù che viene transustanziato, sia ben chiaro…. Trento al concilio mise i paletti dottrinali contro le modifiche teologiche di Lutero…
      Il Papa, allora, ha detto una eresia? NO!!!🙏
      Il problema sta nel resto dell’omelia che nella solennità del Corpus Domini, invece di ricevere dignità, adorazione e contemplazione del MISTERO, ha finito come sempre per buttarla “in vacca”… nell’attivismo e in ben altro…
      Piuttosto, a ragione di quanto stiamo cercando di spiegare con gli ultimi editoriali, ci arriva una sorta di conferma su un colloquio tra Benedetto XVI e il giornalista del Corriere… http://www.lanuovabq.it/it/ratzinger-la-presenza-lucida-che-veglia-sulla-chiesa
      appena possibile lo approfondiremo, ma i contenuti di questo colloquio ci confermano che una rottura c’è stata, è in corso, ma è lo stesso Ratzinger a mitigarla “in nome dell’unità della Chiesa”….. sembra una risposta trasversale non solo a Don Minutella…. ma a tutti NOI, a chiunque voglia o volesse confermare uno scisma in atto che Benedetto XVI intende evitare, anche a costo di TACERE benché abbia parlato per continuare a mettere QUEI PALETTI che da cinquant’anni “altri” vorrebbero togliere….
      Verrebbe da chiedersi per l’ennesima volta: MA SONO TUTTI D’ACCORDO? Una cosa è certa, TUTTI gli ultimi Papi sono d’accordo con le innovazioni imposte dall’ultimo concilio e fu lo stesso Ratzinger ad inventare L’ERMENEUTICA DELLA CONTINUITA’ contro chiunque vuole o pensa ad una rottura con il passato della Chiesa… e mentre questi Pontefici avanzavano anch’essi con le innovazioni apportando i famosi PALETTI, Bergoglio sta in sostanza dicendo che non abbiamo più bisogno neppure dei paletti….
      Ratzinger e i Papi da Paolo VI erano e sono tutti d’accordo SUL CAMBIAMENTO DELLA CHIESA e Bergoglio non sta facendo altro che portare i cambiamenti a compimento, lo ha confermato Benedetto XVI in questo colloquio…

      Mi piace

  3. Non intendo minimamente fare polemica, ma questo è un argomento centrale rispetto alla nostra fede. Certo che per dare dell’eretico ad un papa non si possono applicare le tecniche giuridiche di “più indizi formano la prova”, anche se qui gli indizi sono innumerevoli, occorre solo fare lo sforzo di collegarli. Uno non si inginocchia mai davanti al Santissimo, pure il giorno della festa del “Corpus Domini” (.. che non è la festa del “Panis Domini”) e poi evidenzia solo l’aspetto di “Gesù che si fa pane”, con la sistematica tecnica di trarre dalle Sacre Scritture, solo quello che “fa comodo”, mentre Gesù dice “:
    “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo. Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.” Gv 6, 51-55.
    Visto che sono uno di quelli che credono ancora che 2+2 fa 4 e che, come dice Euripide, “la verità è un discorso semplice”, ognuno tragga le sue conclusioni sulla fede, di questo signore e di tutti coloro che stanno sistematicamente profanando l’Eucarestia, nella “Presenza Reale”. Ho già riferito che mi è capitato di leggere la lettera autografa di un vescovo, di cui non posso fare il nome solo perché non ho il consenso della persona a cui la lettera è indirizzata, nella quale il vescovo stesso sostiene “… oggi non si parla più di Transustanzazione ma di “transfinalizzazione o transignificazione”. Guardate che cosa dice Padre Tomas Tyn in una conferenza del lontano 1987 che potete leggere per intero qui:
    https://gloria.tv/text/cyD8jjuxhx4q1pSxLyPAbzbap
    “Allora anzitutto (studiamo prima l’errore, per dire poi la verità) perché bisogna escludere il termine transfinalizzazione o transignificazione? Perché non tiene sufficientemente conto della realtà della presenza di Gesù. Se cambia solo il significato, in realtà non cambia poi nulla. Vedete miei cari non voglio stancarvi con certe superficialità, ma a me è capitato persino… l’insegnamento di teologia di sentire delle eresie, perché al di là di essere false, sono anche veramente superficiali..”
    Avete capito dove ci stanno portando o ci hanno già portato ?
    Ora, con le mie semplici nozioni dal catechismo di San Pio X, un conto è dire “cambiamento di fine” o “cambiamento di significato”, un conto è dire, con Gesù, “cambiamento di sostanza”.
    Padre Tomas Tyn poi prosegue:
    “…nell’Eucarestia, nella transustanziazione avviene il passaggio di tutta una sostanza in tutta un’altra sostanza, quindi la sostanza del pane passa nella sostanza del Corpo di Gesù, quindi il pane sostanzialmente, nella profondità del suo essere pane, non è più pane, ma è profondamente, nella profondità dell’essere sostanziale tutta la sostanza del Corpo di Gesù. Ciò che rimane è solo quasi la superficie, solo le apparenze del pane, sotto le quali si cela l’altra sostanza, che non è più quella del pane, ma è quella del Corpo di Gesù… Quindi è errato, è sbagliato, è eretico, empio dire che questa determinata realtà, dopo la consacrazione, è pane, è sbagliato parlare così”.
    Così si capisce bene che cosa avviene nei Miracoli Eucaristici, quegli straordinari eventi che mandano letteralmente in fibrillazione i “cattolici” modernisti protestanti, perché stanno lì a ribadire una verità sacrosanta. Per un evento eccezionale e misterioso viene a cadere la superficie, l’apparenza, lasciando in evidenza la VERA SOSTANZA.

    Mi piace

    1. Caro Claudio, nessuna polemica è bene approfondire certe tematiche….
      Papa Francesco non ha inteso affermare che il Corpus Domini è transfinalizzazione o transignificazione….. la citazione tratta dalla bellissima catechesi del domenicano Padre Tomas Tyn, non può essere usata per affermare che Bergoglio ha espresso una eresia 😉
      L’eresia è airesis, che significa «presa, scelta, elezione, inclinazione, proposta» che poi nell’eretico designa la negazione di alcuni dogmi o verità di fede insegnati dalla Chiesa. L’eretico perciò è colui che, dopo aver ricevuto il battesimo, conservando il nome di cristiano, nega pertinacemente qualcuna delle verità che si devono credere per fede divina e cattolica, o dubitando di esse, ingaggia una battaglia per opporsi alle verità di fede ed impone il loro opposto…..
      Riportiamo allora quanto ha osservato Don Alfredo Maria Morselli:
      NOTE SULLA CONTESTAZIONE DEL
      DISCORSO DEL SANTO PADRE IN OCCASIONE DELLA FESTA DEL CORPUS DOMINI
      Il Santo Padre Francesco è stato contestato per alcune espressioni pronunciate nell’omelia per la festa del Corpus Domini. Ad esempio, Giuliano Zoroddu scrive:
      “Nell’omelia tenuta per la festa del Corpus Domini a Casalbertone infatti il Nostro riferendosi al Sacramento mirabile dell’Eucaristia per il quale Dio si fa vicino al suo popolo, ha usato espressioni quali “Gesù fattosi Pane” e “Dio racchiuso in un pezzetto di pane”. Affermazioni, che al netto della apparente innocuità, sono nientemeno che la riproposizione dell’errore di Lutero.”

      Si tratta a mio avviso di una esagerazione improvvida, in quanto qui il Papa non parla formaliter (cioè formalmente e non materialiter, materialmente…), ma in linguaggio popolare servendosi di analogie di proporzionalità metaforiche, usate nella pietà popolare e da Gesù stesso a proposito dell’Eucarestia.
      Faccio alcuni esempi di affermazioni popolari che di per sè sarebbero gravissime eresie ma che nessuno si sogna di contestare:

      1) “Hai dato loro un pane disceso dal cielo”;
      “Gesù scende dal Cielo e si nasconde nell’Ostia”
      Se queste espressioni fossero pronunciate formaliter, sarebbero eretiche: infatti nella transustanziazione non c’è nessun moto locale. Ma si ammette tranquillamente l’analogia di proporzionalità metaforica.
      cf Summa Theologie IIIª q. 75 a. 2 co.;
      “È chiaro però che il corpo di Cristo non incomincia ad essere presente in questo sacramento per un trasferimento locale. Primo, perché allora dovrebbe cessare di essere in cielo; infatti ciò che si sposta localmente, non giunge nel luogo successivo, se non lasciando il precedente. Secondo, perché ogni corpo mosso localmente attraversa tutti gli spazi intermedi: cosa che non si può afferrare nel nostro caso. Terzo, perché è impossibile che un unico movimento del medesimo corpo mosso localmente abbia per termine nello stesso tempo punti diversi: il corpo di Cristo invece si fa presente sotto questo sacramento contemporaneamente in più luoghi”. IIIª q. 76 a. 6 co “È dunque evidente che Cristo in questo sacramento non è di per sé soggetto al moto.”

      2) “Tu degli Angeli il sospiro”
      Gli Angeli non sospirano al pari dei beati la S Comunione perché vivono la perfetta unione con Dio e con la Chiesa che è la “res tantum” dell’Eucarestia stessa
      Cf IIIª q. 80 a. 2 ad 2.
      “Alla società del corpo mistico appartengono gli uomini mediante la fede, e gli angeli mediante la visione immediata. Ora, i sacramenti si addicono alla fede, che offre la verità “di riflesso e nel mistero”. Perciò, parlando con proprietà, non agli angeli ma agli uomini spetta cibarsi spiritualmente di questo sacramento.”
      Cf anche le espressioni popolari “Gesù nascosto” e lo stesso San Tommaso “Pane vivo e vitale”, dove il pane non è formaliter vivo ma è Gesù che è vivo “sotto le specie eucaristiche” che sono segno della Sostanza e di per se non vivono.
      E’ anche Gesù che dice: “Io sono il pane vivo”;
      Altre sono le cose da contestare, e purtroppo c’è solo l’imbarazzo della scelta.
      _____________
      Per questo nella prima risposta specificavamo:
      Diciamo che MENO ci cavilliamo in queste disamine e meglio è 🙏
      Dio sè fatto Pane? In un certo senso sì… e Dio è QUEL PANE consacrato, transustanziato… è Lui IL NOSTRO NUTRIMENTO, Lui il nostro CIBO che non perisce e che ci salva. Andare a cercare a tutti i costi l’errore, rischia di farci diventare come “dottori della legge” nel modo peggiore, squalificati da Gesù stesso proprio nel sesto capitolo del vangelo di san Giovanni, quando si scandalizzarono perché Gesù diceva loro letteralmente: “chi non mangia la MIA CARNE e non beve il mio sangue non avrà la vita…”. Pietro avverte Gesù che il suo linguaggio è duro, incomprensibile e che a causa del quale “molti se ne andavano”. Gesù non si ferma a spiegare le sue parole, ma domanda loro: “volete andarvene anche voi?”
      La risposta di Pietro è ispirata dal Cielo, egli si fida delle parole di Gesù, anche se non le comprende e le prende letteralmente, come hanno fatto tanti Santi come, per esempio, la piccola Beata Imelda che NON vedeva l’Ostia Consacrata in quel pezzo di Pane consacrato, MA SOLO GESU’…. che si è fatto “Pane vivo disceso da cielo”.

      Mi piace

  4. Ancora una mezza verità o una mezza menzogna. Ammiro la vostra correttezza ma rischia di fare il loro gioco… Per combattere l’ambiguità occorre prevenirla, percepire dove sta portando, anche al costo di usare tecniche non troppo corrette dal punto di vista formale, anche senza gli strumenti sofisticati del Diritto Canonico e della Teologia. Come diceva Pio XI “a pensar male del prossimo si fa peccato ma si indovina”. Citatemi un passo in cui parla in modo chiaro della Presenza Reale.
    I mercanti del Tempio di Gerusalemme avevano tutto il diritto di stare lì, sul piano giuridico. Sicuramente avevano il permesso dei sacerdoti e svolgevano l’importante ruolo di mettere a disposizione, vendendole, le vittime sacrificali. Gesù non è andato dai sacerdoti a protestare, non gli ha interessato la forma, si è rivolto, in modo giuridicamente scorretto, contro la sostanza della profanazione, senza se e senza ma.
    Certo che non può dire apertamente che non c’è la Presenza Reale. Lo dice piano piano, a poco a poco, con tecniche studiate a tavolino da chi sta portando il mondo occidentale verso la omologazione totale del pensiero, dei costumi e della religione. Anche se in modo che può sembrare, a volte, goffo e grottesco, sta svolgendo egregiamente il ruolo che gli è stato assegnato.
    Ma noi abbiamo il dovere di disapprovare. Davanti a Dio ogni mezza verità equivale ad una menzogna.

    Mi piace

  5. Vedete come quest’uomo vestito di bianco riesce a far litigare anche i migliori amici! Prima la confusione e poi la divisione! E quello che accade a livello interpersonale è destinato a ripetersi anche a livello istituzionale! La tecnica è quella di sempre: ambiguità e mezze verità, dietro le quali si celano errori tutti interi. Coraggio, andiamo avanti!

    Mi piace

    1. Beh, no! Non esageriamo Padre Gabriele, parlare di “litigio” in questo caso, tra di noi, ci sembra eccessivo 😉
      Noi abbiamo dato delle spiegazioni che non intendono giustificare nessuno, la frase è infelice, ma più infelice è tutto il resto dell’omelia che ha ridotto il Mistero Eucaristico a becero solidarismo…. ma l’eresia è altra cosa, tutto qui. Non scoraggiamoci, appunto, perché siamo solo all’inizio della grande tribolazione, anche ad un domenicano che faceva catechesi su youtube, è stato messo – in questi giorni – il silenziatore….

      Mi piace

  6. Carissimi, vi auguro di fare delle sante vacanze, pensate che è il Signore che vi esorta a farle visto che Lui spediva a riposarsi i discepoli quando li vedeva troppo stanchi. Per il dibattito che, comunque, si è sviluppato mi permetto di suggerire ai vari frequentatori del blog (se già non l’ hanno fatto), come materia su cui riflettere, di leggere l’ articolo del prof. Enrico Radaelli ” La sacra ordalia dottrinale” , che è possibile scaricare dal sito Cooperatores Veritatis. Mi sembra sia un articolo fondamentale. Già leggerlo, e magari approfondirne i molteplici aspetti leggendo, almeno in parte, i suoi riferimenti riempie bene un’ estate ! Ma, nel medesimo tempo ci permette di cogliere tutta la complessità che ci troviamo davanti. Non per scoraggiarci ma perché siamo meglio attrezzati per la lotta che ci aspetta, e probabilmente non per poco tempo. Con stima e gratitudine per il vostro impegno. In cordibus Jesus et Mariae.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...