Reti unificate: il Discorso di Salvini e quell’affidamento a Maria con il Rosario

Noi ai miracoli ci crediamo, ma non crediamo agli asini che volano! Certo è che il gesto di Salvini e quelle parole di affidamento a Maria vanno ben oltre ogni comprensione di slogan, politica, comizio. Vogliamo condividere a reti unificate l’audio più che il testo, che potrete comunque leggere anche da qui, perché l’audio è spiegato meglio e più approfondito in alcuni passaggi, assenti nel testo scritto originale.

 

Riportiamo un commento tratto dalla pagina youtube del video, molto interessante:

  • Ricorda il messaggio della Beata Elena Ajello a proposito del Duce? Mussolini ce lo avrebbe mandato il Cielo per scongiurare molto di peggio… la prima volta che l’ho letto m’ha preso un colpo! Al Duce, tramite la Beata Ajello, Gesù aveva poi promesso enormi grazie ed onori ecc SE avesse tenuto l’Italia fuori dalla guerra …MA… Lui nonostante i segni ricevuti e le sante profezie infauste ha scelto stoltamente di usare il suo libero arbitrio trascinando l’ Italia e se stesso alla rovina preannunciata. In ultima ha almeno salvato l’ anima secondo Edvige Carboni (o Gemma Galgani?), Padre Pio e altri mistici attendibili. Si vede che il meno peggio che oggi possiamo avere è questo… e mi pare decisamente meglio del Benito sto Matteo … Votiamo sereni il meno peggio.

LEGGI ANCHE: La storia del Re Alfonso… dedicato a tutti coloro che si scandalizzano del Rosario di Salvini


Ha fatto bene Salvini a parlare con il Rosario per il futuro dell’Europa?

IL TESTO DALLA FONTE

Un vero soldato non combatte perché ha davanti a sé qualcosa che odia. Combatte perché ha dietro di sé qualcosa che ama” (Chesterton)

“Stanotte ho pensato che quello che stiamo facendo lo stiamo facendo per i nostri figli. Amiamo i nostri figli, la nostra terra e i nostri valori. Amiamo anche la Madonnina che ci sta guardando dall’alto… Affido l’Italia, la vita mia e la vostra al Cuore Immacolato di Maria” (Matteo Salvini – 18 maggio 2019)

NON FACCIAMO POLITICA“, si parte così in questi giorni e in questi anni, da parte non solo della gerarchia cattolica, ma anche da parte di sacerdoti e laici cattolici, e spesso lo diciamo anche noi perché – la politica – è una “vocazione” molto particolare, pericolosa, insidiosa… per nulla facile, impegnativa, spesso corruttrice… Si sente sempre più spesso usare la frase di Gesù di dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio, ma non si va a fondo del significato della frase, dissociandolo da alcune raccomandazioni di san Paolo ai Cristiani a riguardo, appunto, di quel rapportarsi alle leggi dello stato, dell’obbedienza ai magistrati ed alle autorità politiche (Tito 3,1-2), ma non senza il discernimento ossia: prima viene sempre Dio e la Sua Legge (i Comandamenti), se un Cesare di turno pretendesse il contrario da noi, si dice “NO” e si affronta la persecuzione, il martirio…

Noi non vogliamo entrare in politica, ma il Discorso del Ministro degli Interni Matteo Salvini, la cui parte che vogliamo discernere l’avete ascoltata in apertura video, ci costringe a rispondere alle molte domande che abbiamo ricevuto… e senza alcun dubbio ci costringe a prendere una decisione…. e per farlo ci faremo aiutare anche da alcuni commenti che abbiamo ritenuto validi sia come pro sia come contro, senza la qual differenza non ci permetterebbe di fare alcun ragionamento e discernimento.

Partiamo subito da alcuni commenti contro il Discorso di Salvini. Non perderemo tempo con un laico come Enzo Bianchi il quale non è stato in grado di spiccicare due parole adatte a far capire perché, secondo lui, Salvini avrebbe sbagliato. Bianchi non apre al discernimento, ma chiude ogni ragionamento, così ha fatto il suo compagno padre Spadaro, e il resto dell’editoria scristianizzata che però pretende dirsi ancora “cattolica”… Li abbiamo letti, infatti, per poter trarre magari qualche buono spunto, ma non ne vale proprio la pena di perdere tempo con loro. Questi polemizzano, non sanno fare discernimento e non ragionano, ma andavano almeno citati.

E’ stata invece interessante una “Lettera a Salvini” di un sacerdote, vedi qui, Don Antonio Allegritti parroco, responsabile anche della pastorale giovanile diocesana. La sua Lettera contiene elementi per ragionare, ma anche contraddittori ed inconcludenti. Rimprovera a Salvini una sorta di “usurpazione” dell’uso del Rosario in un comizio politico, gli rammenta che lui non fa politica, però finisce per usare egli stesso il Vangelo (che a Salvini vieta di usare per fare un comizio) contro Salvini… Rammenta a Salvini che il Vangelo è una predicazione che invita ad amare il prossimo, tuttavia è lampante che anch’egli usa il Vangelo per accusare Salvini di spingere la gente verso l’odio al prossimo.

Ciò che appare subito stridente è perché, Don Allegritti non abbia mai scritto una “Lettera aperta” ai tanti, troppi confratelli che di recente, anche in questi giorni, stanno usando il pulpito durante le messe per fare politica non solo contro Salvini, contro il Ministro degli Interni, contro una legittima autorità dello stato, ma soprattutto contro la dottrina cattolica. E’ vero che non si cura un male (preti che fanno politica durante la messa) con un altro male che sarebbe per lui il Discorso di Salvini… ma è stato davvero un male o è stato solo imprudente, incosciente, inappropriato?

E’ su questo che dobbiamo ragionare noi, è su questo che dobbiamo fare discernimento proprio per non cadere nella trappola della politica. Se Don Allegritti, dunque, suggerisce e consiglia a Salvini di usare il Rosario per pregare e di non brandirlo quale arma elettorale – consigli che facciamo nostri e ci auguriamo che Salvini il Rosario lo usi anche per pregare – è palese tuttavia che il modo in cui Salvini ha tirato fuori il Rosario sul finale, non lo possiamo vedere come “un male”, al contrario, Salvini ha fatto ciò che dovrebbero fare tutti i sacerdoti dai pulpiti delle chiese, un atto che invece non fanno più. Don Allegritti dovrebbe chiedersi se, questa azione compiuta da Salvini non sia, forse, una ispirazione del Cielo per risvegliare nel Clero la vera devozione mariana da loro stessi abbandonata per fare comizi elettorali politici ogni messa comandata!!

Infine, Don Allegritti afferma – giustamente diciamo noi per certi versi – che i problemi sono gravi e complessi che non possono risolversi con gli slogan perché questi illudono…. ciò è vero ma, rispondiamo noi, come fa ad essere illusorio far ricorso al Rosario, anche se durante un comizio elettorale, quando dovremo ben sapere e conoscere la sua potenza?

Tanto per fare un esempio e non un paragone, stiamo bene attenti… Lepanto cosa è stato? Certo, nessun paragone fra le persone è chiaro, lì ci fu un Pontefice santo che prese l’iniziativa, LA CHIESA, ma per una soluzione politica!! L’esempio che dobbiamo fare riguarda solo il ricorso al Rosario per affrontare un momento grave della storia d’Italia ma anche dell’Europa; lo stesso accadde per la fine della Prima Guerra Mondiale… in quel caso fu Benedetto XV a supplicare Maria Regina del Rosario e dunque della Pace, per risolvere quella guerra, risolvere un grave momento politico, a tal punto che otto giorni dopo la supplica del Pontefice, la Vergine Santa risponde dando il via alle Apparizioni di Fatima, raccomandando il Rosario e la Consacrazione proprio per ottenere la Pace (quella di Gesù, non come quella che ci vuole dare il mondo); così è stato tra Pio XI e Pio XII per la Seconda Guerra Mondiale, scoppiata perché non si diede ascolto ai consigli della Madre di Dio… anche qui i due Pontefici fanno ricorso all’uso del Rosario, alla Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria del mondo intero, dell’Italia e dell’Europa…

La lista continua perché si dovrebbe parlare anche dei Santi Patroni e Compatroni d’Europa…. citati da Salvini, di cui Don Allegritti non fa alcun accenno, anzi, egli ad un certo punto denuncia essere i politici a “far credere che la colpa del nostro malessere  è di chi sta peggio di noi…“, alludendo agli immigranti, ma ciò è falso! Ossia, è la CEI, la Conferenza Italiana dei Vescovi che da cinque anni si è messa in testa di sostituirsi a Cesare e a scendere in politica, spingendo molti sacerdoti a prestare le proprie chiese per fare comizi… ed è stato Papa Francesco addirittura a negare la pericolosità della mafia nigeriana ed il suo stanziamento in Italia, vedi qui. E qui ci fermiamo perché, come possiamo vedere, si cade nella trappola della politica.

Tuttavia è onesto riportare che, il Discorso di Salvini, non è stato affatto un incitamento all’odio! Tanto è vero che nessuno tra quelli che lo hanno criticato, ha saputo argomentare il contenuto del testo. Poi ognuno voterà ciò che vuole e chi vuole, il nostro non è uno schieramento contro qualcuno, ma aiutarci  a fare al momento la scelta giusta, in un momento grave e certamente impegnativo per ogni cristiano che vive nel mondo.

I consigli finali della Lettera di Don Allegritti sono altamente condivisibili, ma forse rivolte alla persona sbagliata. Ossia, stiamo parlando comunque sia di un soggetto politico, non di un prete… Quei consigli dovrebbero essere dati a molti sacerdoti! Certo, è lo stesso Salvini che ha provocato questa “Lettera aperta” con le sue parole e i suoi gesti, ma dove sta “il male” in tutto ciò? Questo è il punto che il sacerdote non spiega, finendo per sottolineare tra le righe che lui la scelta politica l’ha fatta, ha scelto anche lui per chi votare, ed è contro la politica di Salvini.

Però, se a Salvini chiede “desidero una politica in cui si possa dire: voto quel personaggio, perché è migliore di me, perché vorrei (e potrei) essere come lui. (..) Caro Salvini,  non so se sei andato a messa… ti do un consiglio, se ancora non sei stato: il Rosario mettilo in tasca, arriva mezz’ora prima delle 6 in una delle tante chiese ove silenziosamente tanti cristiani disseminano bene, e quel Rosario pregalo senza esibirlo. (..) E poi ascolterai, durante la Messa: da questo sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri. Dall’amore, non da un Rosario esibito e, forse, non pregato!”, che è tutto condivisibile, dobbiamo allora farci la domanda se, a questo punto, le persone per cui Allegritti ha votato fino ad oggi e voterà domani e che non è certo Salvini, sono davvero le persone da lui qui descritte  voto quel personaggio, perché è migliore di me, perché vorrei (e potrei) essere come lui..” ???

Noi abbiamo scelto questa Lettera a Salvini di Don Allegritti per un semplice motivo che però è giusto dire: Salvini non è il “salvatore della Patria”, e se è per questo nessun altro all’infuori di Gesù e Maria può salvarci da un disastro immane che abbiamo creato noi stessi attraverso leggi ingiuste ed altro. Qui vi abbiamo proposto anche un attento esame della politica che si stava affermando in Italia negli Anni ’40 ben spiegati dall’allora cardinale Piazza, Patriarca a Venezia… (i collegamenti sono a fine testo). Salvini è cresciuto in ambiente comunista e non è certo una “colpa”, ma ogni tanto dimostra di non essersi dissociato completamente da quel pensiero corrotto. Per esempio egli ha affermato che la 194, la legge contro Dio perché è a favore dell’aborto, sarebbe stata niente meno che una “conquista sociale”…. è una aberrazione che nessun vero cristiano e cattolico potrà mai accettare. Nella stessa giornata del 18 maggio a Roma si svolgeva una manifestazione pacifica a Roma in difesa della Vita umana , ma i Media non hanno avuto il tempo di parlare di questo successo di popolo ben più numeroso… che non lanciava slogan o rosari, ma il Rosario lo diceva a piccoli gruppi…

Inoltre è risaputo che all’interno del gruppo Salvini ci sono politici che sono favorevoli all’eutanasia e alle unioni dello stesso sesso, con adozione…. Può, dunque, la Vergine Santa, il Cielo stesso, accettare l’uso di uno strumento di Preghiera e di Santi Patroni, laddove dietro le quinte si continua però a proteggere una legge omicida e a procedere verso leggi contrarie alle leggi di Dio? Questo avrebbe dovuto Don Allegritti, ma non l’ha detto! Una svista?

Vedete come è complicato il discorso? Vediamo bene che è facile dire “non entro in politica, non faccio politica”, ma alla fine le scelte si fanno eccome, e ci si schiera inevitabilmente e allora: se è vero che Salvini ha fatto uso di strumenti Cristiani in un Discorso politico per tirare l’acqua al suo mulino, si può davvero pensare che chi non fa questo uso in politica può essere più credibile o migliore di Salvini?

Salvini nel Discorso ha detto altre cose…. “Noi vogliamo l’Europa di cui parlava Papa Benedetto XVI, l’Europa di cui qualcuno nega le origini giudaico-cristiane”… ha citato Chesterton e Giovanni Paolo II… è assurdo dover pensare però anche sempre “al male”, cioè ad un uso solamente o puramente strumentale. Al limite possiamo dire e consigliare a Salvini: stai attento, stavolta hai messo di mezzo il Cielo “scherza coi fanti, lascia stare i Santi”, correggi le tue righe storte perché se non mantieni le promesse e non righi diritto correggendo alcuni punti distorti del tuo pensare, ti si ritorcerà tutto contro

Qua non c’è l’ultradestra ma la politica del buonsenso: gli estremisti sono quelli che hanno governato l’Europa per venti anni”, dice Salvini. “È un momento storico importante per liberare il continente da… chi ha tradito l’Europa, il sogno dei padri fondatori, di De Gaulle e De Gasperi… Non abbiamo tempo per beghe e litigi, li lasciamo agli altri. Ci affidiamo ai santi patroni di questa Europa, affidiamo a loro la pace e la prosperità dei nostri popoli e io personalmente affido il futuro dell’Italia a Maria, che sicuramente porterà la Lega alla vittoria”, dice Salvini concludendo il suo intervento.

Certo… non è paragonabile alla SANTA LEGA DI LEPANTO… (l’audio spiega meglio l’esempio) ma se è per questo non abbiamo neppure un Papa santo che ci guidi col Rosario in Piazza o con l’Adorazione Eucaristica in ginocchio e neppure Vescovi o Preti che lo facciano… eh! scusate, ma andava detto!

Vediamo ora Stefano Magni dalla Nuova Bussola, vedi qui, ha fatto un buon discernimento senza trarre personali conclusioni, ma aiutandoci a riflettere sui fatti, sul perché un politico si senta spinto ad usare argomenti CATTOLICI e la devozione mariana per un comizio politico… e giustamente dice: “Non c’era mai stata così tanta presenza di tradizione cristiana nei comizi precedenti, neppure in quelli del 2018. Chesterton è stato tirato subito in ballo (e ha strappato il primo grande applauso) come indicazione di un metodo: “Un vero soldato non combatte perché ha davanti a sé qualcosa che odia. Combatte perché ha dietro di sé qualcosa che ama”….

Salvini ha voluto da subito ABBASSARE I TONI PROPRIO SUGLI ESTREMISMI… contrariamente a quanto affermato dai critici. Giovanni Paolo II è indicato come ispiratore di un’Europa dei popoli, fratelli diversi, uniti nella diversità. Benedetto XVI come difensore delle radici cristiane d’Europa, inascoltato dalle élite laiche di Bruxelles… e cita Papa Francesco e non lo fa per criticarlo, al contrario, ma per dimostrare di aver fatto ciò che chiedeva… cioè lo cita per dar ragione al papa, quando lancia l’allarme delle morti nel Mediterraneo, ma anche per rassicurare che la politica dei porti chiusi le ha ridotte drasticamente (cifre alla mano, è dimostrabile).

Salvini, che può piacere o meno, dimostra che la politica si fa con  gli atti, prendendo decisioni, magari anche impopolari e rischiose, ma si agisce non per slogan, sentimentalismo, con l’ “ammmmmore” che però non fa trovare lavoro, non porta a pagare gli affitti e le bollette e che le soluzioni non possono essere quelle intraprese dal cardinale “elettricista”, vedi qui che, sulla pelle di chi paga regolarmente tasse e bollette, va a commettere reati andando a togliere i sigilli ai contatori di chi vuole tutto, ma non vuole pagare quanto deve a Cesare.

“Stanotte ho pensato che quello che stiamo facendo lo stiamo facendo per i nostri figli. Amiamo i nostri figli, la nostra terra e i nostri valori. Amiamo anche la Madonnina che ci sta guardando dall’alto… Affido l’Italia, la vita mia e la vostra al Cuore Immacolato di Maria”, conclude Salvini.

Dobbiamo giungere anche noi ad una conclusione…. e non vogliamo che sia politica. Vogliamo raccontarvi invece come nasce la Bandiera Europea, vedi qui, e capire come, il gesto di Salvini e le sue parole possano essere coinvolte  in qualche cosa di davvero grande e di cui siamo protagonisti e non spettatori.

Così riportava il fatto Vittorio Messori.

Il Consiglio d’Europa indisse nel 1950 un concorso internazionale per un vessillo del Continente. Parteciparono centinaia di artisti e di grafici ma i bozzetti, i più numerosi, che contenevano una croce furono bocciati dai socialisti e dai laicisti in genere.

Soltanto nel 1955 la commissione, presieduta da Paul Lévy, un ebreo, si decise per una bandiera azzurra con al centro 12 stelle d’oro disposte in cerchio. L’idea piacque, tanto che nel 1986 lo stendardo fu adottato come ufficiale anche dalla Comunità Europea, cambiando solo in argento l’oro delle stelle.

Ci fu sconcerto, però, e rammarico, in molti, quando si conobbe il retroscena: l’autore era Arsène Heitz, un grafico belga poco noto, devoto mariano fervente. L’azzurro è il colore della Vergine e le stelle sono quelle che circondano il capo della Donna dell’Apocalisse in cui la Tradizione riconosce Maria. Quanto al dodici, è quello delle dodici tribù di Israele, dei dodici apostoli e delle dodici stelle che stanno sulla Medaglia Miracolosa voluta nel 1830 dalla Vergine stessa e che Heitz portava sempre al collo, da buon devoto.

Ma c’è di più, visto che per la firma solenne del documento che adottava la bandiera, nel 1955 , si cercò una data che convenisse a tutti i politici che venivano a Strasburgo dall’Europa intera, nessuno, al Consiglio, si accorse che il giorno prescelto non era come gli altri, per i credenti: era, infatti, pure qui, l’8 dicembre. E la Medaglia che era servita da modello al grafico porta incisa una invocazione proprio all’Immacolata Concezione.

Maria è la stella dell’evangelizzazione che deve brillare sul nostro cielo europeo, se vogliamo compiere un’opera efficace. Diversamente, l’Europa già fin troppo scristianizzata, si avvierà verso il baratro superando il punto di non ritorno.

———-

Non chiamateci “profeti di sventura”, è la Vergine Santa che ci ha messi in guardia in molte occasioni, Apparizioni approvate dalla Chiesa e che il magistero mariano di tutti i Papi ha fatto proprio.

Ricordiamo allora l’insegnamento di Gesù: GIUDICARE NON DALLE APPARENZE, MA SECONDO GIUSTIZIA….

Le Litanie della attesa per la Patria triste

ALTRI VIDEO CITATI NELL’AUDIO SONO I SEGUENTI:

– Nuovo Ordine Mondiale? NO! Gesù Cristo è l’Ordine! (di padre Raimondo Spiazzi OP)

– Cardinale Piazza 1944, Patriarca di Venezia sulla Dottrina Sociale della Chiesa;

– Cardinale Piazza sui DOVERI dei cittadini e delle Nazioni;

– Cardinale Piazza sui FALSI PROFETI DEL COMUNISMO;

– Cardinale Piazza il “dio stato” e oligarchia, imperdibile….


 

AGGIORNAMENTO – Stefano Fontana dalla Bussola:

Piaccia o no, questo voto europeo è religioso

Queste Europee sono diverse: lo dimostra la massiccia discesa in campo della Chiesa a favore di un esito filo-europeista a cui si fronteggia una visione opposta. Si rimprovera a Salvini la religione in piazza. Ma i primi a iniziare sono state le gerarchie ecclesiastiche.

I riferimenti ai temi religiosi che Salvini ha inserito nel suo discorso di Milano hanno sollevato molto chiasso. L’accusa di molti è stata di aver strumentalizzato la religione, agitando il rosario, invocando i Santi patroni d’Europa, riprendendo Giovanni Paolo II e Benedetto XVI e, soprattutto, affidandosi al Cuore Immacolato di Maria. C’è un modo di affrontare le polemiche suscitate da questo discorso che consiste nel rimanere al livello di quelle polemiche politiche ed elettorali. E allora ci sarà chi vi vede una operazione calcolata per attingere voti in certi ambienti, chi vedrà la strumentalizzazione della fede per degli interessi partitici, chi segnalerà che Salvini invoca la Madonna e nello stesso tempo critica la nuova legge dell’Alabama restrittiva dell’aborto, chi riprende l’accusa di “sovranismo fascista” o di populismo … e ci sarà chi dice il contrario di tutto ciò.

Questo è solo un livello dell’analisi. Quello più facile. Non è però il solo. C’è un altro livello, che attiene al rapporto dell’Europa con la fede cristiana che Salvini a Milano, nonostante il modo che “ancor offende qualcuno”, fa emergere.

Queste elezioni europee sono diverse dalle precedenti. Tutti sentono che in gioco non c’è solo il come del processo di unificazione ma anche il suo perché ultimo. Questo è dimostrato dalla massiccia discesa in campo della Chiesa cattolica a favore di un esito elettorale filo-europeista. Si rimprovera a Salvini di aver portato la religione in piazza. Ma a ben vedere ciò è stato già fatto, e ben più ampiamente, dagli ambienti ecclesiastici, ufficiali e non. Molti recenti interventi di papa Francesco sono stati chiarissimi da questo punto di vista. Il quotidiano Avvenire sta facendo una propaganda contro Salvini e per l’europeismo dell’Unione degna di un giornale di partito. La Civiltà Cattolica ha dato indicazioni precise tramite il suo direttore. Il Consiglio pastorale della diocesi di Vicenza – per fare solo un esempio dai territori –  ha pubblicato un documento in vista delle europee dal chiaro contenuto elettorale, adoperando i migliori luoghi comuni oggi diffusi nel mondo ecclesiale. Zanotelli, Spadaro, Enzo Bianchi non hanno fatto mancare i loro interventi in proposito. Fermare il processo di unificazione è presentato come il male peggiore e il linguaggio apparentemente “laico” di tutti questi interventi (in essi di Cristo in genere non si parla mai) nasconde un tono fortemente religioso e addirittura apocalittico: ammiccare al punto di vista di Orban o di Salvini sarebbe peccato mortale e non una semplice “fragilità”.

Il fronte laico esterno e interno al mondo cattolico, che contesta scandalizzato il rosario di Salvini, assume toni da crociata religiosa. Non vuole che si affrontino le elezioni con la croce in mano e nel nome di qualche santo, ma poi qualifica le elezioni come una specie di armageddon, una sorta di resa dei conti tra il Bene e il Male. Il segretario del PD Zingaretti ha detto che il primo problema per l’Italia è l’approvazione della legge sull’eutanasia, ma la cosa non ha suscitato nessuna reazione. Per Salvini invece ci si domanda sconcertati come un cattolico possa votarlo. Lo scontro non è quindi solo laico e orizzontale, ma anche religioso e verticale, si combatte contro il Nemico. Il che però contribuisce anche a spiegare come Salvini possa aver avuto l’idea del rosario in piazza e del Cuore Immacolato di Maria. Tra l’altro non è l’unico a farlo. Data la diffusa sensazione che la posta in gioco il 26 maggio sia anche verticale, si moltiplicano le iniziative dal basso del “Rosario per l’Europa”, tutte indirizzate alla preghiera mariana contro questa Unione Europea. La vicinanza di Fatima (13 maggio) aiuta.

La prima cosa da fare per orientarsi nelle prossime elezioni è di dare un giudizio sull’esito del processo di unificazione. Tale giudizio non può essere solo economico, istituzionale o tecnico. In gioco c’è molto di più perché il processo ha da tempo abbandonato la difesa delle principali evidenze antropologiche e teologiche. Abbandonata l’idea che il Dio cristiano c’entri qualcosa con l’Europa, si è finito per abbandonare anche l’idea che l’uomo c’entri qualcosa con l’Europa. Una parte vede male questa Unione Europea non solo perché impone l’uniformità delle misure dei sacchetti di terriccio che si vendono in tutti i vivai del continente, ma soprattutto perché ha progressivamente secolarizzato il senso della vita. Per lo stesso motivo l’altra parte la vede invece bene. Per opposti motivi, ambedue le visioni sono a sfondo religioso.

I toni religiosi di Salvini a Milano, con le loro particolari approssimazioni e incoerenze, e le feroci critiche, pure con le loro approssimazioni e incoerenze, sono la spia di questa dimensione del problema: i conti di quaggiù non si fanno solo quaggiù. E questo oggi diventa anche un criterio elettorale.


-IL ROSARIO & IL POLITICO? COME SCALFARO E CASINI di Andrea Zambrano

 

5 pensieri riguardo “Reti unificate: il Discorso di Salvini e quell’affidamento a Maria con il Rosario

  1. Quando non si hanno argomenti, ormai da 70 anni, si tira in ballo il fascismo. Come quando da bambini, vedendo ormai persa la partita, si mandava tutto all’aria con la scusa “devo andare a fare il compiti…”. Se lo scopo è distruggere quello che è rimasto della nostra civiltà, tutto fa brodo. Con buona pace per i sedicenti teologi della nuova chiesa, che hanno cambiato la Teologia, da discorso attorno a Dio a discorso attorno al diavolo e che approvano queste esternazioni di un sacerdote marxista, a proposito della Santissima Trinità: “Queste cose non le ho mai capite bene neanch’io e neppure mi interessano molto: per me l’essenziale è che Dio sia antifascista!….”, leggo dal libro “Madre Speranza, le esperienze mistiche” di Padre Gabriele Rossi, FAM, ed. L’amore Misericordioso, Collevalenza, a pag. 120:
    «La notte tra il 25 e il 26 aprile 1936, mentre si trovava in Spagna (con ogni probabilità nella Casa di Madrid, in via Ferraz) Madre Speranza andò in bilocazione a Roma, nello studio di Benito Mussolini. Al vederla, il Duce si innervosì moltissimo; poi si calmò e la ascoltò. Madre Speranza gli chiese di superare ogni sua resistenza interiore e di offrire il suo appoggio militare ai Generali nazionalisti Emilio Mora e Francisco Franco, nell’ambito della Guerra Civile di Spagna che stava ormai per iniziare. Riferito il messaggio e ottenuto l’impegno, Madre Speranza si ritrovò di nuovo nella propria cameretta».

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  2. fantastico Stefano Fontana che sa sempre spiegare nei dettagli quello che questa chiesa falsa finge di non vedere. Non avrei dato un soldo bucato a Salvini se non avesse avuto il coraggio di rimetterci la faccia scendendo in campo con Maria, con il crocefisso. Ci sta ingannando? dice l’audio, altrettanto illuminante, e chissenefrega tanto peggio per lui, a noi interessa la potenza del Rosario di Maria e quell’affidamento che porterà frutti a suo tempo perché, chi mette in campo il cielo o lo fa per andare all’inferno, o lo fa per salvarsi. Al momento credo proprio che questa scelta sia venuta dal cielo. Questo sì che è fare politica cattolica! Ottime riflessioni, grazie.
    W Maria

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  3. voto quel personaggio, perché è migliore di me, perché vorrei (e potrei) essere come lui..” ???

    Il don ha un senso della realtà molto discutibile. Se questa direttiva andasse presa veramente in considerazione bisognerebbe astenersi a vita: la realtà è che si vota ogni volta turandosi il naso, come diceva Montanelli, per il meno peggio. Se per un po’ uno poteva pensare che fosse un momentaccio contingente, questo fatto ormai dura da quando c’è la democrazia rappresentativa e si è espanso in tutto il pianeta: ciò dovrebbe far comprendere che c’è un problema alla radice di tutto il sistema. Allora, siccome il don certamente è un “democratico”, dovrebbe comprendere che è in grande contraddizione.

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