Caro Krajewski la carità non si fa rubando agli altri e istigando al reato

Usciamo in ES cioè Edizione Straordinaria (a Reti Unificate) perché, quanto è accaduto l’altro giorno ha del grottesco, dell’assurdo e dell’inaccettabile e fa anche parte delle nostre cronicas…. Cronache di Bergoglio perché – l’elemosiniere del Papa il cardinale Konrad Krajewski, che non muove un dito senza il consenso del suo Capo – non solo ha commesso un grave reato, ma ha istigato al reato.

«Chiunque viola i sigilli, per disposizione della legge o per ordine dell’Autorità, apposti al fine di assicurare la conservazione o la identità di una cosa, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 103 a 1032 €. Se il colpevole è colui che ha in custodia la cosa, la pena è della reclusione da tre a cinque anni e della multa da 309 a 3098 €.»

Prima di lasciarvi a due ottimi commenti, vogliamo solo sottolineare come di recente, Papa Bergoglio, abbia più volte rimarcato che in Italia “NOI SIAMO MAFIOSI”… leggete qui, tutto nero su bianco con fonti ufficiali, e lo ha ripetuto incontrando “gli zingari”…. quasi a voler giustificare i loro “difettucci” che, confronto alla mafia italiana, le loro ruberie sarebbero quasi una benemerita azione….

A ben ricordare vi parlammo qui del proverbiale motto gesuitico modernista: OGNI FINE GIUSTIFICA I MEZZI….  anche attraverso le recenti parole di Benedetto XVI il quale, raccontando “casualmente” l’atteggiamento di un teologo gesuita degli Anni 70, ha proprio detto:

  • “…..si affermò ampiamente la tesi per cui la morale dovesse essere de­finita solo in base agli scopi dell’agire umano. Il vecchio adagio «il fine giustifica i mezzi» non veniva ribadito in questa forma così rozza, e tut­tavia la concezione che esso esprimeva era divenuta decisiva. Perciò non poteva esserci nemmeno qualcosa dì assolutamente buono né tanto me­no qualcosa dì sempre malvagio, ma solo valutazioni relative. Non c’era più il bene, ma solo ciò che sul momento e a seconda delle circostanze è relativamente meglio.” (vedi qui testo ufficiale)

E dunque il cardinale Konrad Krajewski, sostenuto da Bergoglio in tutto ciò che fa, ha pensato bene di FRODARE LA LEGGE e non solo questo, ma di istigare al rubare con il motto gesuitico modernista che ogni fine giustifica i mezzi…  andando a proteggere, per la verità, UN GRUPPO ANARCHICO che da anni, almeno dal 2009, occupa abusivamente i palazzi che trova vuoti, con la pretesa di NON pagare le bollette, ma al tempo stesso spadroneggiare sulle riserve altrui che per altro I CITTADINI COME NOI PAGANO ATTRAVERSO LE TASSE E LE BOLLETTE.

Caro  cardinale Konrad Krajewski, perché non porti le famigliole a santa Marta o dentro i tuoi appartamenti? Oppure, PAGA TU LE BOLLETTE!!! La Carità non si fa rubando agli altri! Novello Robin Hood dei nostri stivali!!! Ne abbiamo le tasche piene!

Seguono ora l’articolo dall’Isola di Patmos, vedi qui;  e dalla Bussola a firma Cascioli, vedi qui, anche una riflessione da chiesaepostconcilio, qui.


IN DIFESA DELLA SOVRANITÀ DELLO STATO: ABBIAMO UN CARDINALE-ELETTRICISTA CHE NON CONOSCE IL CODICE PENALE, ASSIEME A CHI L’HA MANDATO …

Di una cosa, il Cardinale-elettricista e chi per lui può essere ben certo: con questa operazione hanno regalato a qualcuno almeno un milione di voti, senza che debba impiegare tempo ed energie per fare estenuanti e dispendiose campagne elettorali. E questa potete anche chiamarla: lungimiranza della Chiesa del nuovo corso. Infatti, le famiglie italiane disagiate che spesso pagano con dignitoso sacrificio le forniture, semmai chiedendo in certi momenti la rateizzazione degli importi dovuti alle aziende fornitrici, agli amici del Tarzan Okkupatore ed a chi lo appoggia, il voto non glielo daranno neppure a morire. O per dirla proprio chiara a chi fosse duro nel capire: Matteo Salvini, il terribileragazzaccio del cosiddetto populismo, ringrazia la Santa Sede dal profondo del cuore!

Chiesero i farisei: «Dicci dunque il tuo parere: è lecito o no pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché mi tentate? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Di chi è questa immagine e l’iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» [Vangelo di San Matteo: 22, 17-21]

Per uscire da questa ennesima brutta figura, la Santa Sede ha una sola soluzione: mettersi le mani in tasca e pagare a Cesare circa 300.000 euro di bollette arretrate da parte di chi a Cesare ritiene di non dovere niente (dall’Isola di Patmos, vedi qui testo integrale)


dalla Bussola a firma Cascioli, vedi qui.

Il clamoroso gesto di sabato sera compiuto dall’elemosiniere del Papa, il cardinale polacco Konrad Krajewski, che ha rotto i sigilli ai contatori per ripristinare la corrente in un condominio abusivo occupato da 450 persone, in effetti non sembra avere precedenti. «Il cardinale – così Repubblica riporta la testimonianza degli occupanti dello stabile – è arrivato nel pomeriggio, ha portato regali a tutti i bambini e ha promesso che se entro le 20 non fosse stata ripristinata la corrente nello stabile l’avrebbe riallacciata lui stesso. E così è stato. Padre Konrad si è calato nel pozzo, ha staccato i sigilli e ha riacceso la luce. E si è preso, a nome del Vaticano, la piena responsabilità dell’azione con Prefettura e Acea». Le cronache riferiscono anche che nel condominio la corrente era staccata dal 6 maggio, a causa di un debito pari a 300mila euro, e che il cardinale Krajewski conoscesse bene la situazione per via di una suora laica che opera all’interno dello stabile.

Quindi l’elemosiniere del Papa avrà certamente saputo anche che quel condominio di sette piani, in via di Santa Croce in Gerusalemme, ex sede Inpdap, è occupato abusivamente dal 2013 e gestito da una sorta di Centro sociale, l’associazione Action-Diritti in movimento, protagonista in questi anni di diverse azioni politiche violente (qui un videoservizio de Il Giornale che racconta la vita di questo condominio). Dunque una situazione di grave illegalità, come purtroppo ce ne sono molte altre a Roma, dove cambiano le giunte ma nessuno mette mano all’emergenza abitativa. E quello dell’ex Inpdap è anche un centro di “rieducazione ideologica”, un piccolo Stato autonomo in lotta contro lo Stato italiano. In questo contesto va inserita l’azione del porporato, che ha pensato bene di lanciarsi in una operazione stile collettivi anni ’70.

Verrebbe fin troppo facile dire che, se il Vaticano proprio ci teneva, poteva pagare lui la bolletta di 300mila euro; o che è facile fare l’elemosina con i soldi degli altri; o che il Vaticano avrebbe tutte le possibilità di risolvere i problemi abitativi a Roma potendo contare su un immenso patrimonio immobiliare nella capitale (quil’articolo nel blog di Marco Tosatti che ne propone un censimento). Krajewski ha invece vestito i panni dell’eroe, dichiarandosi poi pronto a pagare di persona per il suo gesto illegale. In realtà qui c’è ben più che un semplice atto illegale, c’è il ministro di uno Stato estero che commette un reato in territorio italiano. Ci sono tutti gli estremi di un incidente diplomatico tra Santa Sede e Italia: cosa succederebbe se domani un ministro francese arrivasse a Torino e cominciasse a taglieggiare i supermercati per portare aiuti alimentari nei centri per gli immigrati?

Soltanto la buona stampa di cui gode papa Francesco e la connivenza di alcuni partiti e poteri forti con situazioni di illegalità come quella degli edifici occupati e dell’immigrazione clandestina, potrà impedire uno scontro senza precedenti.

Per i cattolici però conta molto di più la valutazione dell’atto compiuto dal cardinale Krajewski, ammesso e non concesso che rientri tra i compiti di un cardinale quello di compiere tali azioni di ribellione civile. (..)

Ritorna quindi la domanda: qual è il confine della legittimità che mi permette di compiere un’azione illegale? Salvare la vita di una persona in pericolo, sicuramente. Ma possiamo considerare l’assenza di energia elettrica, peraltro in un contesto di totale illegalità tollerata da anni, un rischio immediato per la vita delle persone? È un po’ arduo sostenerlo. Perché allora chiunque sia in stato di bisogno a questo punto può reclamare il diritto di prendersi anche con le cattive ciò di cui necessita. Perché un pensionato con la minima non dovrebbe avere un uguale diritto di rubare al supermercato beni di prima necessità? O farsi consegnare gratuitamente dal farmacista le medicine per curarsi? Perché un disoccupato con famiglia a carico non dovrebbe avere diritto di saccheggiare i grandi magazzini? E via di questo passo.

Nella storia della Chiesa sono tanti i santi della carità, che hanno dovuto fare i conti con realtà gravemente ingiuste, soccorrere tante povertà, sollevare persone dalla miseria, eppure mai si è sentito di una Madre Teresa di Calcutta fare degli espropri proletari; di un san Giovanni Bosco rubare nei negozi specializzati per offrire ai suoi ragazzi strumenti di lavoro; o di un san Vincenzo de’ Paoli truffare per poter dare da mangiare ai suoi poveri. E poi sentirsi anche eroi. Nessuno dei santi ha vestito i panni del giustiziere, piuttosto tutti si sono affidati alla Provvidenza. Certo, bisognerebbe crederci.

Una spiegazione alternativa è che invece il cardinale Krajewski sia vittima di tesi teologiche avventurose. Ricordo molti anni fa che sui muri esterni della mensa universitaria di Perugia campeggiava una grossa scritta in vernice rossa, un misto tra cultura religiosa e rivendicazione: «Cristo ha pagato per tutti: mensa gratis». Allora sembrava una battuta, in Vaticano la stanno facendo diventare una scuola di pensiero.


 

AGGIORNAMENTO:

L’OKKUPAZIONE VATICANA
Di dottrina e di diritto: non è elemosina, è ingiustizia

Il blitz del cardinale elemosiniere del Papa nel palazzo okkupato da abusivi apre gli interrogativi sugli illeciti legittimi per un bene superiore. Ma da qualunque punto la si guardi, la mossa di Krajevski non può ottenere nessuna giustificazione né attenuante. A cominciare dai criteri della Dottrina sociale della Chiesa per i quali quel gesto rappresenta un’ingiusitzia nei confronti di tutti
CARITA’ IRRAGIONEVOLE di Stefano Fontana

Ma anche per il diritto l’okkupazione in porpora rappresenta una collaborazione ad un furto. È bene aiutare i poveri, ma mancano i requisiti per qualificare quel furto come moralmente lecito. E potrebbe sfociare in anarchia. 
EMINENZA, COSI’ E’ ANARCHIA di Tommaso Scandroglio

 

7 pensieri riguardo “Caro Krajewski la carità non si fa rubando agli altri e istigando al reato

  1. Per comodità di chi non ha tempo in questo momento di leggere anche gli articoli in link, trascrivo il messaggio scritto da un blogger a don Ariel Levi Di Gualdo (relativo al pezzo da voi segnalato sul suo sito L’Isola di Patmos):

    ” ” ”
    Ufficiale delle Forze dell’Ordine ha detto:

    13 Maggio 2019 @ 14:24

    Gentile e Reverendo Padre Ariel,

    chi ci legge sappia che lei e io ci conosciamo dal 2011 e per quanto mi concerne so di poter andare con lei sul sicuro, per ciò le invio il presente commento corredato di una e-mail privata.

    A questo commento non posso unire il mio nome per motivi istituzionali, non per problemi di coraggio. Ho comandato in passato un nucleo della “anti-camorra” a Napoli, non sono quindi certo spaventabile da uno stabile occupato in Roma.

    Sono un ufficiale delle forze dell’ordine ormai in pensione dal 2017, conosco lo stabile in questione avendo comandato a suo tempo uno dei diversi sopralluoghi in esso effettuati subito dopo la sua occupazione, diversi altri sopralluoghi sono stati effettuati a detto stabile da altri miei colleghi tra il 2013 e il 2019.

    La autorizzo, se reputa opportuno, a fornire il mio nominativo e tutti i miei estremi di contatto alle autorità della Santa Sede.

    Entro l’esercizio delle nostre legittime potestà e senza violare alcuna legge e segreto, io e i miei colleghi possiamo spiegare a chi di dovere la situazione, chiarendo che si tratta di un così detto “centro sociale” occupato da gruppi ideologici ben connotati e che non si tratta di un rifugio per poveri e senzatetto. Per seguire con tutta una vasta tipologia di situazioni caratterizzate da elementi a alto rischio.

    Con sincera stima.

    Lettera Firmata

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    1. ma che cosa c’è da spiegare alla Santa Sede ? perché, se lo stabile fosse occupato da poveri e senzatetto, sarebbe legittimo ? sarebbe legittimo togliere i sigilli ai contatori ? o vogliamo dare il messaggio che è sempre legittimo l’assalto ai forni ? il fatto è che non c’era bisogno di questo gesto per dimostrare che siamo nel “Far West”.

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      1. Caro Claudio è probabile che qui, l’ Ufficiale delle Forze dell’Ordine intendesse sottolineare che non ci troviamo davanti a famiglie disagiate e senza soldi 😉 il ché certamente non avrebbe giustificato il gesto del cardinale se vi fossero state famiglie bisognose…. infatti dice: “non si tratta di un rifugio per poveri e senzatetto”…. per le quali lo Stato Italiano ha sempre avuto un occhio di riguardo, checché ne dicano il contrario questi “Tarzan” o novelli Robin Hood da strapazzo, coi loro lecchini mediatici….
        Il reato resta, ma in alcuni reati c’è l’aggravante o l’attenuante… in questo caso c’era solo l’aggravante! e qualcuno deve pagare quei 300 mila euro che, grazie alla bravata del novello Robin Hood, finiranno nelle tasse dei cittadini….

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  2. Assodato (***) che in Vaticano si è installato da anni e annorum il cucuzzaro della Banda Bassotti – col grimaldello nascosto sotto la tonaca – vedremo questo e altro.
    Fosse possibile, il capo della banda andrebbe alloggiato quanto prima al Neurodeliri, e arrestati tutti quelli che gli tengono bordone.

    (***) come da tempo è assodato ciò che solo quelli con un muro in mezzo al cervello non vogliono vedere

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  3. Oltre ai collettivi anni settanta, di cui sembra di rivivere l’incubo di slogan e azioni da “sfratto proletario…”, ricorda le gesta dell’altro “grande argentino”, icona rivoluzionaria alla quale la guerriglia della nuova pastorale si ispira nella sua lotta di classe che ha sostituito in tutto la missione di salvezza delle anime. Incontrando la famiglia rom, che voi avete menzionato, ha dichiarato, con un accanimento rancoroso: “meritiamo le parole di Gesù: non ho bisogno di voi, non mi servite a nulla; sarebbe meglio che spariste, buttandovi nel fondo del mare, per non scandalizzare”. Forse mi sfugge, ma sono andato a cercare queste parole nel Vangelo e non le ho trovate. Altra dimostrazione di come stanno annunciando un’altre religione che però, guarda caso, come altre religioni, a cui loro si sentono molto legati, prende a riferimento, travisandole, le parole della Sacra Scrittura. Invece nel Vangelo c’è scritto «chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare» Mt 18,6. Ora, visto che le gesta di questo cardinale dal nome impronunciabile, come tante altre di questi tempi, danno scandalo per la confusione che creano in chi, cittadino, crede ancora nella supremazia della legge sulla prevaricazione, farebbero bene, tutti, a legarsi ad una corda, visto che ne hanno già una molto lunga utilizzata in una chiesa di Grugliasco per l’abbraccio della pace, e gettarsi in fondo al mare.

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  4. Dal blog chiesaepostconcilio.blogspot di oggi (‘La misericordia a targa unica: di sinistra’):

    ” ”
    (……………………..)

    Notizie sui “poveri” inquilini:

    1.lo stabile fu occupato dagli antagonisti di Action nel 2013 poco prima della sua vendita. Fatto che comportò per il proprietario dell’immobile un mancato incasso di 50 milioni di euro.
    2.Le persone che vivono nello stabile «versano ad Action una quota di affitto».
    3.Gli assistenti sociali del Comune hanno contattato le famiglie che vivono nel complesso, proponendo a chi ha «bambini, anziani e vive in situazioni di fragilità» di trasferirsi nelle abitazioni gestite dal Campidoglio. Hanno rifiutato. Hanno preferito rimanere nello stabile occupato. «Evidentemente – scrive il Messaggero – i “rischi igienico-sanitari” strombazzati fino a poco prima, erano evaporati, giusto il tempo di rimandare indietro gli operatori comunali. Poi sono ricomparsi, nella propaganda della protesta. E hanno riecheggiato anche negli show allestiti negli ultimi giorni. Almeno quelli, gratuiti. Molti altri no».
    4.All’interno del complesso occupato si trovano: una discoteca (capienza 1000 persone, senza uscite di emergenza e impianto antincendio); un ristorante (aperto dal martedì al sabato, dalle 19 alle 24), una scuola per birrai (a pagamento), sala cinematografica, sale in cui si tengono corsi di tango (iscrizione: 80 euro). C’è anche un’osteria «con una trentina di coperti, prezzi più bassi della media dei ristoratori per il cibo (fettuccine 6 euro, totani e patate a 8, braciole di maiale 6). La cantina è curata e i prezzi, qui, possono anche lievitare».
    5.Nello stesso stabile in cui si dice di dare rifugio ai poveri, in cui si dice che non si hanno i soldi per pagare le bollette, si fanno attività commerciali illegali, in barba alla legge: non si battono scontrini (si paga solo cash), non si permette all’Asl di accedere nei locali e figuratevi alla polizia, alla Siae o a qualsiasi altro ente preposto al controllo del rispetto delle regole.
    6.Secondo i calcoli del Messaggero, nel palazzo si sono svolti nel 2018 ben 125 eventi, nei primi mesi del 2019 altri 60, alcuni a pagamento, alcuni gratuiti (come i dibattiti col vicesindaco Luca Bergamo). A pagamento sono certamente le serate di musica in cui «l’alcol scorre a fiumi» ed è «venduto anche ai minorenni» e in cui «il “fumo” si trova facilmente».
    7.Tra “affitti” e attività c’è un giro «di denaro superiore a 250 mila euro l’anno». Duecentocinquantamila euro l’anno: praticamente il costo delle bollette.
    (……………….)
    ” ” “

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