Cina, 2000 cattolici senza parrocchia. “Grazie” alla politica di Bergoglio

L’importante agenzia di notizie AsiaNews ci informa che il governo comunista cinese ha fatto demolire la parrocchia di Qianyang (situata in una zona molto povera dello dello Shaanxi), composta da circa 2000 fedeli, tutti contandini. Questa parrocchia, oltre ad essere famosa per avvenimenti miracolosi avvenuti in passato, fa parte dell’unica diocesi che non fa parte dell’Associazione patriottica, cioè non è riconosciuta dal governo cinese. Perché vi riportiamo questa notizia?

Perché si tratta del primo “frutto” degli accordi presi della Santa Sede con il Partito Comunista cinese lo scorso anno. I cattolici, chierici e laici, che si rifiuteranno di sottostare alla dittatura maiosta, saranno ancora di più perseguitati. E ciò accadrà col silenzio del Vaticano, poiché a papa Francesco non interessa la sorte dei cattolici che vogliono rimanere fedeli al Vangelo, ma solo il suo progetto politico.

Un progetto politico — oltre che ignobile e meschino — inutile, giacché nulla di squisitamente ideologico può portare a qualche cosa di buono anche dal punto di vista terreno e temporale.


Shaanxi, il governo rade al suolo la parrocchia di Qianyang (video)

di P. Bernardo Cervellera (04-04-2019)

Questa mattina, il governo di Qianyang (Shaanxi) ha raso al suolo l’unica parrocchia della città. È bastato il lavoro di un bulldozer a squarciare l’edificio a due piani, sotto la vigilanza di un gruppo di poliziotti. Nel video giunto ad AsiaNews si sentono i singhiozzi di alcune donne, mentre diversi fedeli guardano attoniti alla distruzione.

La parrocchia di Qianyang sorgeva in una zona molto povera dello Shaanxi e raccoglie circa 2mila cattolici, tutti contadini. Era stata costruita con le offerte provenienti da altre comunità della diocesi. L’edificio ospitava al piano superiore la sala per la liturgia; al piano terra vi erano uffici e residenza delle suore che offrivano alla popolazione indigente aiuti sanitari, visite mediche e medicine.

Non si conoscono ancora con chiarezza i motivi della distruzione.

La diocesi di Fengxiang, guidata fino al 2017 da mons. Luca Li Jingfeng, ha un carattere speciale nel panorama ecclesiale cinese: è l’unica diocesi dove né i fedeli, né il vescovo sono iscritti all’Associazione patriottica, sebbene vi sia un Ufficio per gli affari religiosi. Dal 2017, il vescovo è mons. Pietro Li Huiyuan, 54 anni.

Alcuni osservatori pensano che la violenza contro la parrocchia sia un modo per costringere la diocesi a applicare i Nuovi regolamenti religiosi e far iscrivere vescovo e sacerdoti all’Associazione patriottica.

Altri fanno notare che la cellula comunista che presiede al governo di Qianyang è costituita da maoisti radicali, per i quali “la religione è una fantasia che va debellata”.

La chiesa di Qianyang è famosa nell’area: in passato, secondo i fedeli, sono accaduti alcuni miracoli con l’acqua benedetta in parrocchia. Da allora, molti accorrono per ricevere l’acqua benedetta che viene utilizzata come rimedio fisico e spirituale per esseri umani e animali.

Per alcuni fedeli, la distruzione è dovuta alla “paura dell’acqua benedetta” da parte dei maoisti.

FONTE: AsiaNews.com

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