Lo strano “caso” del cardinale Pell: eccellente capro espiatorio…

Ci siamo astenuti fino ad oggi, dal commentare la dolorosissima situazione del cardinale Pell per due ragioni. La prima è che attendevamo di avere più materiale su cui riflettere; la seconda è che noi stessi lo riteniamo innocente e la segregazione a cui è stato sottoposto, con l’ignominia di una accusa degradante ed infamante, colpisce non soltanto l’interessato – innocente – ma in questi casi anche tutte le Membra, tutta la Chiesa mentre “quest’altra” (quella cioè falsa, chiesa delle tenebre come sottolinea la beata Emmerich, imbrattata di misericordia e di perdonismo a chi peccando continua ad essere peccatore) non solo se ne lava le mani abbandonando un suo eccellente Membro nell’odierno “braccio secolare“, ma sembra quasi gongolare come ad aver pareggiato una triste partita: McCarrick da un fronte, ora Pell dall’altro fronte, 1-1 palla al centro.

Il 28 febbraio us, Giuliano Ferrara dalle pagine de “Il Foglio” vedi qui, ha trattato l’argomento con molta professionalità, intelligenza, argomentazione e soprattutto la convinzione di una autentica innocenza che, purtroppo, sembra non appartenere più all’alta Gerarchia di questa chiesa misericordiosa…. Ne avevano parlato anche qui a firma di Matteo Matzuzzi: “Vogliono morta la Chiesa”. Pell è il capro espiatorio “Il cardinale è stato condannato su un pregiudizio”….. E ne ha parlato qui anche il professore Roberto de Mattei, affrontando l’argomento da un ‘altro punto di vista interessante…. E ne ha parlato anche Marco Tosatti qui: Lo strano caso della condanna del cardinale Pell….. E ne ha parlato una testimone, possiamo dire, Anna Silvas direttamente dall’Australia, qui…. Senza dimenticare le testate cattoliche straniere quali il LifeSiteNews qui; ecc…

Il concetto del rincorrersi di questa notizia non va certo ricercato nell’innocentismo a tutti i costi o nello scoop giornalistico, come certi Media purtroppo usano fare. I link che vi abbiamo proposto, molto ragionevolmente, spiegano le ragioni di questa innocenza mentre, se vi andaste a leggere le testate dei colpevolisti – che per la verità non ci sono di grande spessore – non portano argomenti, ma solo lo scoop dell’evento il quale – è evidente – finisce per interessare solo per il ruolo e l’incarico che riveste il soggetto sotto accusa. Come è FALSA la testata che ha diramato, senza alcuna fonte diretta ma copiata come un virus da molti Media, la presunta confessione dell’avvocato del cardinale Pell, che avrebbe ammesso la sua colpevolezza.

Dunque, che cosa sarebbe accaduto? In sostanza questo: che proprio al termine di  una Messa celebrata dall’allora neo eletto Vescovo mons. George Pell a Melbourne, dopo la solenne cerimonia liturgica, con la chiesa gremita e alla fine della processione, l’alto prelato avrebbe abusato di due tredicenni coristi nella sagrestia…. e entrambi nella stessa occasione…. Chiunque conosce come si svolgono questi riti ed alla presenza di un Vescovo, la confusione, la pressione, il rincorrersi per i saluti di circostanza o con le autorità, sa perfettamente che in una situazione del genere è del tutto impossibile al verificarsi di atti simili… è materialmente impossibile che “il celebrante” abbia il tempo di isolarsi per consumare il delitto di cui è stato accusato… e per giunta due mica uno, nel medesimo istante, il tutto in pochi minuti… o il vescovo era completamente “fatto“…. oppure era completamente fuori di sé!

Ma c’è dell’altro: successivamente, in altra data…. il vescovo avrebbe assalito brutalmente (come un raptus) un’altro adolescente, in un corridoio della cattedrale…. In realtà – come spiega Tosatti – a quanto si apprende adesso, la condanna si è basata su un’unica testimonianza… (..) Pell ha negato le accuse sin dall’inizio, si è dichiarato “non colpevole”, e sostiene ancora la sua innocenza. Era in Vaticano, quando il caso ha avuto inizio (2014), e ha chiesto al Pontefice il permesso di rientrare in Australia per potersi difendere. Ha detto: «C’è stato un implacabile character assassination, non vedo l’ora di andare in tribunale, sono innocente di queste accuse». Il suo avvocato ha affermato che le accuse erano «semplicemente assurdità» e «in definitiva basate su una sorta di fantasia, o una finzione o un’invenzione», aggiungendo che Pell avrebbe fatto appello alla condanna.

Spiega ancora Tosatti – un punto curioso: queste gravi accuse apparentemente non sono state intentate contro Pell fino a quando non è stato scelto da Papa Francesco nel 2014 per occupare un posto finanziario chiave a Roma, in Vaticano. Il Pontefice aveva incaricato Pell di riformare completamente finanze ed economia nel Vaticano, attribuendo alla Segreteria per l’Economia poteri praticamente assoluti su tutto, dai soldi al personale. Ciò ha portato a resistenze – vittoriose – fortissime da parte della Segreteria di Stato e dei gangli vitali delle finanze, in mano a uomini legati al cardinale Tarcisio Bertone. Durante questo processo, Pell annunciò pubblicamente di aver scoperto un milione di euro di fondi custoditi in conti che non apparivano in nessun bilancio. Pell ha promesso di fare un rapporto completo su quei fondi, ma nel frattempo sono partite le accuse in Australia…

Coincidenze? Chissà….

E così, continua Tosatti: Pell è stato dichiarato colpevole a dicembre di aver abusato sessualmente di due ragazzini di 13 anni nella sacrestia della cattedrale nel 1996; e alcune settimane dopo di aver aggredito in modo indecente un ragazzo del coro in un corridoio della cattedrale.

  • L’accusa ha detto che Pell ha avuto l’opportunità di commettere i crimini. La difesa ha detto che era impossibile che i crimini fossero passati inosservati nella cattedrale affollata pochi minuti dopo la Messa. Come del resto è stato provato da molti testimoni, ossia, che i due fatti non sarebbero potuti passare inosservati, visto il via vai che c’era…. Uno dei numerosi problemi di questo processo è la credibilità dell’accusatore. La difesa ha fatto notare che il denunciante, 34 anni, non ha trovato nessun altro testimone per corroborare le sue accuse. E l’altra presunta vittima aveva detto ai suoi genitori, prima di morire per overdose nel 2014, di non essere mai stato molestato quando era ragazzo del coro.

E così via… si ricorrerà ora all’appello, ma intanto Pell è stato arrestato ed è in carcere. E non scadiamo nel complottismo se diciamo con tutta sincerità con Tosatti, ma anche altri, come tutto ciò “… giustifica il sospetto che in Australia si cerchi a tutti i costi, anche contro il senso comune, un colpevole cattolico di qualità…”  Chiosa in chiusura Giuliano Ferrara:

  • “Da vent’anni, praticamente in solitario (…), qui nel Foglio sosteniamo che è in atto una campagna ferocemente anticattolica travestita da lotta al lupo clericale, al prete abusatore e al vescovo che lo copre.
  • Per farlo non abbiamo bisogno di negare gli abusi, che ci sono stati e in una misura non indifferente, in parallelo con la sordità etica di un mondo pansessualista verso l’integrità dei bambini anche e sopra tutto fuori delle mura della chiesa.
  • Ci basta discernere, comprendere i modi e i timbri antigiuridici, ideologici, del gigantesco ricatto scristianizzatore e anticattolico condotto da grande stampa, organismi giudiziari e ad hoc, commissioni, comitati attivistici che parlano in nome delle vittime e dei poderosi risarcimenti, governi: attraverso i preti, con una azione di generalizzazione ricattatoria che trasforma il clero in una vasta orda di orchi nelle mani di una ossessione satanica per gli agnelli, i nuovi antidreyfusardi vogliono colpire un’istituzione bimillenaria invecchiata, tragicamente incerta tra la sua tradizione e l’aggiornamento mondano, smantellando alcuni suoi caposaldi come il celibato, la cura d’anime, l’indipendenza del culto e della sua amministrazione da parte del clero consacrato, il celibato, il sacramento della confessione segreta, l’esclusione delle donne dall’ordinazione, la morale sessuale, la sua autorità di cultura e umanità, la fiducia dei fedeli, la sua gerarchia a partire dal vescovo di Roma, il Papa.
  • La Chiesa cattolica non ha saputo o potuto reagire, si è affidata …. a uno spirito di resa…”

Bisogna anche considerare che in un primo tempo, Pell, fu chiamato a difendersi per l’accusa di aver coperto casi di pedofilia e venne convocato per chiarire la sua posizione in merito a casi poi finiti in tribunale, come spiegava nel 2016 un chiaro resoconto fornito qui da Zenit. Poi, quando le accuse contro Pell cadevano una ad una, ecco l’inizio del vero incubo, l’accusa diretta di aver compiuto lui questi atti….

Concludiamo con le parole di Anna Silvas sopra citata, che facciamo nostre:

  • “…come un vescovo in pensione mi ha detto di recente, abbiamo dato molte armi a chi ci stava attaccando dall’esterno, o sovvertendo dall’interno. C’è stato un numero imbarazzante di casi di preti dell’arcidiocesi di Melbourne implicati in scandali sessuali negli ultimi tre o quattro decenni, come è emerso da inchieste pubbliche degli ultimi anni. Senza dubbio, la Chiesa, in Australia e nel resto del mondo, è semper purificanda. La punizione severa è giunta molto in ritardo, e penso che le cose peggioreranno ancora. Pensiamo solo, francamente, alla condizione dei nostri attuali massimi vertici.
  • Nel bel mezzo dell’esposizione della debolezza, morale e spirituale, della Chiesa in Australia, dobbiamo subire anche un altro brutto effetto collaterale: l’accusa a innocenti, preti e non solo. È condizione difficile l’esser presi fra due fuochi, fra le vittime dei predatori sessuali clericali che gridano vendetta contro una cultura omertosa e le vittime clericali delle false accuse di predazione. Ho sentito, in questi giorni, che tutti i preti accusati sono trattati dai loro vescovi come “patate bollenti”: sono semplicemente scaricati. Sembrano un po’ codardi, questi vescovi. O come dicono loro: “prudenti”.
  • Non so quale sarà l’esito del processo di appello contro la condanna a Pell. Prendiamo la peggiore delle ipotesi, che venga condannato di nuovo. In quel caso, la mia idea sulla situazione di Pell è un po’ questa: Gesù Cristo, suo Signore, lo ama troppo per abbandonarlo, proprio mentre è all’apice della carriera ecclestica. Pell si unisce alle schiere delle vittime innocenti, da Abele fino a Nostro Signore. Forse è chiamato a portare il fardello della sofferenza per tanti fratelli preti e fedeli che non sono così innocenti e per una Chiesa che ha così tanto bisogno di pentirsi.
  • Probabilmente, in altro modo, Pell si è meritato la migliore delle “promozioni” ecclesiastiche possibili, avvicinandosi a quella che era la condizione originaria degli Apostoli nei primi anni della Chiesa. “Ritengo infatti che Dio abbia messo noi, gli apostoli, all’ultimo posto, come condannati a morte, poiché siamo diventati spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini. Noi stolti a causa di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi deboli, voi forti; voi onorati, noi disprezzati”. (1Cor.4,9-10)”

 

5 pensieri riguardo “Lo strano “caso” del cardinale Pell: eccellente capro espiatorio…

  1. Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, ed è la tempestività delle accuse e la violenza con cui si è proceduti a lasciare perplessi e fa male vedere che nessun confratello del cardinale abbia espresso la propria difesa. Inoltre Pell è l’unico che si è sempre considerato innocente, mentre ad esempio McCarrick da subito aveva fatto balenare la sua colpevolezza. Lo stesso dossier di mons. Viganò, non dice nulla sul caso Pell, altrimenti lo avrebbe detto. Sembra proprio che Pell debba ora espiare le colpe della chiesa australiana sia per le sue vere colpe, sia per la parte civile che sta pretendendo la violazione anche del segreto confessionale. E’ l’inizio delle vere persecuzioni alla vera Chiesa.

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  2. Primo pensiero:

    2° pensiero:
    Esperienza dice che chiunque si sia avvicinato CON DEI POTERI alla sfera economico-bancaria del Vaticano ne è rimasto fulminato, salvo che non appartenesse alla cupola nera.
    Della serie: “Chi tocca i fili muore!”, come da cartelli metallici di avviso – con tanto di teschio e ossa incrociate – posti sotto le linee dell’alta tensione.

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  3. Bellissimo articolo. Condivido in pieno. Pell sta pagando il conto che altri dovevano pagare. Mi ricorda tanto un tizio crocifisso ingiustamente duemila anni fa in Giudea…

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    RISPONDIAMO QUI per comodità

    Gentile Luigi, seppur per fare innocua battuta, non è necessario perdere di rispetto per parlare di Gesù Cristo che è Dio….
    “un tizio crocefisso”, potrà anche essere una battuta, per lei, ma non per tutti e non per noi, e neppure per il Cristo stesso che non è il nostro “compagno di merende o di calcetto”….
    Ci perdoni ma questa non è neppure pignoleria, ma un richiamo alla nostra responsabilità nel trattare ciò che riguarda Nostro Signore Gesù Cristo, con termini appropriati.
    Grazie
    Lo Staff

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  4. Più che una battuta era una frase con figura retorica. In letteratura se ne fa uso spesso. E non era certamente per mancare di rispetto a Nostro Signore Gesù.

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    RISPONDIAMO QUI per comodità

    gentile Luigi, che in letteratura si faccia uso di retorica non lo mettiamo in dubbio, e che lei non volesse essere irriverente lo abbiamo sottolineato…. ma qui abbiamo il dovere di “trattare” Nostro Signore Gesù Cristo con i termini e i riferimenti che Gli si convengono, dal momento che è Dio.
    Grazie per la comprensione.
    Lo Staff di cronicas

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  5. Segue da mio post di ieri:

    1° pensiero:
    Mi ha scritto un prete genovese:

    “A me hanno insegnato che, coram populo, si difendono sempre e comunque la propria famiglia, la propria azienda, i propri collaboratori, sottoposti eccetera.
    Poi, in idonea sede, si lavano i panni sporchi e pure si disinfettano.
    Ma non si sputtana l’istituzione di cui si è a capo.”

    (dal http://www.papalepapale.com di Antonio Margheriti Mastino)

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