Il peggiore clericalismo è quando si abusa del proprio stato imponendo la menzogna.

Cari Amici, ci è giunta questa email che vogliamo condividere con tutti voi. E’ firmata e, l’Autrice (alla quale giungano  i nostri Auspici di Buon Onomastico), si raccomanda che la sua testimonianza non venga strumentalizzata e perciò facciamo nostro il suo Appello.

Il primo: che questi sentimenti espressi nei confronti del sacerdote in questione, non sono assolutamente di rabbia o rancore, ma solo di dispiacere. Altrettanto dicasi per papa Francesco.

Il secondo: è un invito a quanti leggeranno (e chiunque volesse lasciare dei commenti su questa pagina in relazione a questa vicenda) a non lasciarsi travolgere da un’indignazione sterile verso i sacerdoti che traballano – ricordando che anche Pietro rinnegò Cristo per paura ma poi se ne pentì – e che la miglior maniera per combattere questi errori consiste nel pregare senza sosta il Signore Onnipotente, affinché raddrizzi i sentieri di chi sbaglia come fece con Saulo, il quale poi divenne l’Apostolo delle genti. E’ vero che Dio rispetta il libero arbitrio di ciascuno ma, ci confida Valentina, sono sicura che una preghiera costante possa predisporre molti cuori – distratti, superficiali o induriti – ad ascoltare la Sua Voce con maggior attenzione. Invito tutti (e anche noi stessi) a compiere questo sforzo.

A fine lettura consigliamo di leggere anche l’incoraggiamento del cardinale  Burke, qui riportato e tradotto dal sito chiesaepostconcilio.


Carissimi di “Le Cronache di papa Francesco”,

vi sto scrivendo con l’animo amareggiato, per denunciare un episodio molto spiacevole sperimentato il primo febbraio di questo 2019.

Come potete notare, sono passate due settimane: questo perché non ero sicura di dover raccontare la mia esperienza. In primo luogo, perché ogni giorno sento di avvenimenti ben più gravi attuati ai danni dell’Opera Redentrice di Nostro Signore. E poi, perché – avvilita com’ero – temevo che non fosse tanto lo zelo cristiano a motivare una lettera del genere, quanto il desiderio di mettere in pubblica piazza ciò che è avvenuto purtroppo in una chiesa. Per la precisione la chiesa del Sacro Cuore di Gesù in piazza Vittorio Veneto, a Salerno.

Ma vado al fatto: volevo partecipare a una Santa Messa perché era il primo venerdì del mese. Non vivo a Salerno, ma quel giorno dovevo recarmici per una visita oculistica e così ho pensato di andare alla funzione che si sarebbe tenuta verso le 18:00 in quella particolare chiesa, che so essere retta da monaci francescani. Non ero mai stata lì prima di quel giorno e non conosco nemmeno il nome del celebrante, ma posso dirvi che era un prete (o monaco) abbastanza anziano. Sorvolo sulla predica che verteva quasi esclusivamente sull’imminente viaggio di papa Francesco negli Emirati Arabi (quindi parole come “aperture”, “tolleranza” e “pace” scorrevano a fiumi). Devo invece raccontare nei dettagli cosa è accaduto quando mi sono accostata al Sacramento dell’Eucarestia.

Premetto una cosa: nelle chiese da me frequentate è più unico che raro vedere qualcuno ricevere l’Ostia in ginocchio come ai tempi di mio nonno. RiceverLa in piedi è dunque stata la norma che ho adottato da sempre, escluso – se ben ricordo – il giorno della mia Prima Comunione. Tuttavia, da qualche anno a questa parte, ho iniziato a genuflettermi davanti a Gesù Eucarestia prima di riceverLo. Naturalmente, se potessi inginocchiarmi ne sarei più contenta, ma mi limito a una genuflessione dopo la quale mi alzo e ricevo il Signore in piedi. Ho pensato di adottare questa soluzione per non obbligare il sacerdote – che a volte ci comunica rimanendo sui gradini dell’altare – a doversi chinare chissà quanto.

Detto ciò, ecco cosa è successo: mi metto in fila assieme agli altri e, giunta davanti all’ignoto celebrante (il quale solleva l’Ostia) mi genufletto e mi rialzo. Invece di comunicarmi, costui borbotta qualcosa di incomprensibile: riesco a captare solo la parola “trent’anni!!”. Lo guardo interrogativamente. Al che, lui ripete, in tono quasi di compatimento: “Sono trent’anni che non ci si inginocchia più …

Sul momento non capii se giudicasse tale consuetudine sconveniente o meno. Benché spaesata, non potei trattenermi dal rispondere, con un mezzo sorriso: “Ma si dovrebbe fare …” E lui, raggelandomi: “Non comanda lei! Comanda il papa!!” Dopo di che, invece di darmi l’Ostia, l’allungò verso qualcuno che si trovava alle mie spalle. Quasi che non ne fossi più degna. Soltanto dopo prese un’altra Ostia e finalmente – ormai ridotta al silenzio – potei accogliere Gesù in me. Naturalmente fu una specie di shock. Lo dichiaro qui davanti al Signore, al Quale nulla si può nascondere: ho scritto quello che è accaduto senza nulla modificare. Non ho aggiunto o tolto nemmeno una lettera a ciò che è stato detto.

A parte il momento inopportuno scelto per farmi un rimprovero che di cattolico non ha niente, resta il fatto che questo prete/monaco ha basato tale appunto su di una menzogna: nessun papa – a quanto mi risulta – ha mai “comandato” di non inginocchiarsi o genuflettersi davanti al Re dei re, anche se è evidente che la concessione di evitare la cosa (nata forse per favorire vecchine doloranti o persone ammalate) è diventata la triste regola della maggioranza, specie se giovane e sana. A questo punto mi chiedo se questo tale abbia agito così per ignoranza o per partito preso.

Certo è che ha presentato il papa come una sorta di dittatore, mentre il vicario di Cristo dovrebbe essere ben altra cosa. Peggio ancora: una frase come quella da lui pronunciata farebbe passare il sottinteso che, dall’anno in cui sono nata ad oggi, nessuno abbia più potuto ricevere la Comunione in ginocchio, peraltro su “comando” di San Giovanni Paolo II, il quale era appunto papa trent’anni fa! A meno che non stesse pensando a papa Francesco … Certo, mi chiedo anche se la nota riluttanza di Bergoglio a inginocchiarsi davanti a Gesù Eucaristico non abbia fatto la sua parte, in questa faccenda. Ovviamente diverse persone hanno udito questo triste scambio di battute: che conclusione ne avranno tratto?

Chiedo perdono per la lungaggine, ma penso a tanti poveri fedeli alla mercé di simili predicatori. Avrei voluto ricordargli della mula di Sant’Antonio. Perché mai le creature fatte a immagine e somiglianza di Dio dovrebbero essere da meno di una bestiola senza coscienza?

Spero che questo appello, prima o poi, raggiunga sia lui che papa Francesco.
Non siete obbligati a pubblicare questa lettera: vi lascio la libertà di farne ciò che riterrete più giusto. Ho scritto a voi perché, quando ho udito quel “comanda il papa!”, ho immediatamente ricordato le vostre sottolineature a tutti quegli atti di Bergoglio, i quali – onestamente parlando – lo avvicinano non tanto a colui che conferma i fratelli nella fede, quanto a chi – come si suol dire – fa il bello e il cattivo tempo.

Quello che vi chiedo è di continuare a lavorare come state facendo per la Verità, e soprattutto a pregare ogni giorno per i sacerdoti. Perché chi – tra loro – sbaglia, si ravveda, e chi invece cerca di mantenersi fedele all’Unica, Vera, Santa e Cattolica Chiesa non ceda mai ad alcuna pressione del mondo, della carne o del demonio.
Fraternamente in Cristo
Valentina Albonico

 

20 pensieri riguardo “Il peggiore clericalismo è quando si abusa del proprio stato imponendo la menzogna.

  1. Ciao Valentina e auguri di buon Onomastico.
    Non chiederei mai la tua età, ma forse ti posso essere nonno con i miei quasi 82 anni. Ti ringrazio per la testimonianza, ci sono passato anche io che di vita parrocchiale e con i sacerdoti me ne intendo, perciò ti capisco.
    Uso anche io di inginocchiarmi prima, anche se spesso il ginocchio non arriva a terra e un inginocchiatoio mi sarebbe davvero utile, ma che vuoi farci, noi non contiamo affatto, decidono loro, salvo poi rivendicare le maggioranze del popolo quando torna loro utile.
    In effetti nella nostra parrocchia non eravamo in pochi, ma forse non eravamo la maggioranza, ma gli altri non si lamentavano e fu chiesto un inginocchiatoio, ma il parroco decise di no, giustificandosi che era il vescovo ad averlo imposto. Inutile dire che stava mentendo, ma più che mentire forse voleva solo giustificare che al vescovo non sarebbe piaciuto questo ritorno all’antica.
    Quanti dolori e dispiaceri a nostro Signore il quale infatti non viene quasi più salutato da nessuno che entra in chiesa, neppure dai bambini.
    Auguri di ogni bene, Lorenzo.

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  2. Dolori e dispiaceri e anche lacrime. Se penso a mia figlia – oratorio serata adolescenti- Santa Messa partecipata…e in cosa consiste? S. Comunione sulla mano obbligatoria e con ciascuno dei ragazzi che intinge da se’ nel S.Calice l’Ostia Divina! Uno, due sacrilegi.
    E a mia figlia è stato detto di stare tranquilla, che si poteva comunicare così, dato che si era rifiutata.

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    1. Gentile “muntcarimel”…. ci perdoni l’ardire però…. perchè IMPORRE a quella creatura qualcosa di sbagliato?
      Capiamo bene quanto sia difficile scegliere o rischiare di cambiare persino parrocchia, ma se la figliola stessa si era rifiutata, forse il Signore le stava dicendo qualcosa!
      Insomma abbiamo IL LIBERO ARBITRIO e abbiamo il coraggio dello Spirito Santo… se non ci mobilitiamo a reagire, specialmente quando si impongono ai nostri figli gesti scorretti e sbagliati, da chi ci deve venire poi l’aiuto?
      Glielo diciamo perché anche nella nostra Redazione, ad un genitore, è accaduto qualcosa di simile, ma egli ha cambiato parrocchia e per circa tre mesi sono dovuti andare a mendicare in giro la messa della domenica, andandoci il sabato sera, più calma e meno creativa. Ma rifiutandosi di prestarsi a questi abusi liturgici, ed ora stanno un pochino meglio anche se devono andare ad una parrocchia di un altro quartiere.
      Ragazzi: o cominciamo anche noi a fare qualcosa e a reagire, o non ne usciremo fuori! Ma non prestiamoci a questi abusi ARRENDENDOCI.
      Diceva santa Caterina da Siena: non c’è vittoria senza battaglia.

      Coraggio! Ma con determinatezza.

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      1. Grazie per la gentile risposta.
        Siccome pure io sono rimasta sconcertata, ho parlato al Don. Chiedendo di fare lui stesso, consacrato, la S.Comunione a mia figlia e sulla bocca. E anche di evitare di stravolgere la celebrazione, sui modelli eretici delle sette, per attirare i giovani. E che sarebbe meglio per questo, di celebrare la S.Messa in latino.
        Io l’ho chiesto. Sicuramente non seguirà azione, ma intanto l’ho chiesto.
        Cordialmente

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  3. Valentina questo sacerdote purtroppo imita il Papa e se ne fa scudo al di là di tutto avrebbe potuto quantomeno tacere anziché provocare ma evidentemente ha deciso così. A mio parere presto tutti i credenti dovranno decidere da che parte stare e questi sacerdoti pieni di superbia dovranno decidere anche loro. Lo scisma ufficiale è prossimo stare nel mezzo non servirà a nulla. Saremo noi a decidere a prescindere da quello che dice Francesco che si manifestera sempre di più non il vicario di Cristo, ma…..

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    1. Purtroppo sono in molti a imitare e amplificare questo atteggiamento: anche in Italia ci sono vescovi che attaccano e disperdono sacerdoti e seminaristi, e il gran bene che facevano, senza sentirsi in dovere di darne ragione, che prendono posizioni aperte a favore di movimenti di propaganda omosessuale, che eliminano gli esorcisti per “non attirare” (come dire che se c’è un’epidemia la cosa migliore da fare è abbattere gli ospedali) insomma che eleggono il proprio arbitrio a legge, anche meglio se in modo aggressivo, pensando o forse solo affermando, di modernizzare la Chiesa. Il dolore e lo sconforto sono grandi, si può solo confidare nel trionfo del cuore immacolato di Maria, e intanto cercare una Messa che sia tale…

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  4. Grazie signora Valentina per la sua testimonianza. Non mi faccio illusioni, la falsa chiesa è in caduta libera e solo quando sembrerà soccombere totalmente, trionferà la Vergine Santa, spazzando via ogni impostura, Lei che è debellatrice di tutte le eresie. La sua testimonianza mi da la forza di fare anche io qualcosa nel mio piccolo. E’ vero, abbiamo il libero arbitrio, se ognuno di noi si imponesse con la pazienza e la carità, ma con fermezza, non soccomberemo quando si pareggeranno i conti.

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  5. Questi sacerdoti se avessero un po’ di Fede non si comporterebbero in questo modo. Sono dei dittatori!
    Gentile Valentina, Lei è stata fin troppo educata. Se fossi stato io al suo posto, avrei evitato di comunicarmi da quel sacerdote indegno!
    Lo ripeto, lo Scisma è ormai reale. Dobbiamo fare una scelta: con questi preti, vescovi, non è possibile confrontarsi.
    Sono diabolici! Mi chiedo, come sia possibile negare la comunione in ginocchio ad un fedele pio e devoto!
    Questi non sono preti cattolici, sono eretici.
    Si cerchi un sacerdote retto e pio, e non vada con questi neo-modernisti bergogliani.
    Cristo regni!

    ______________________________________________

    RISPONDIAMO QUI PER COMODITA’

    Gentile Peter NO! Stia attento a non commettere il grave errore di far prevalere NOI stessi su Gesù Ostia Santa lì davanti a noi!!
    Quando ci si trova in certe situazioni è bene fermarsi e attendere che al prete gli passi… ma non rinunciare a Gesù che è OFFESO E SACRILEGATO OLTRAGGIATO proprio dal sacerdote…. e fare atto di riparazione, immediatamente.
    VOLTARE le spalle a Gesù pur di difendere i propri diritti, non và neppure bene eh!
    Superato il drammatico momento, si farà la scelta che s’ha da fare per una prossima Messa.

    Grazie, dallo Staff di cronicas….

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    1. La vostra risposta avrei potuto scriverla io! Ma stiamo scherzando?! Io vado lì per Gesù, non certo per il sacerdote! E mi comunico eccome, si confessi lui poi! Io ho ricevuto la prima comunione nel 1984, si usava riceverla direttamente in bocca, poi per po’ mi sono adeguata a riceverla in mano, perché mi sentivo a disagio, vecchia maniera. Da un po’ di tempo non lo faccio più. Mi chiedo perché servano ministri dell’Eucaristia opportunamente formati per dare la comunione, se poi chi la riceve la tiene con le proprie mani. Mi pare un controsenso. Mi dispiace per Valentina, almeno però sa in quale Chiesa andare, dove c’è un pastore degno di tale nome.

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  6. Gentili Signori, mi scuso se mi sono permesso di dare un consiglio inopportuno alla gentile Valentina, ma, personalmente, posso dire che consultandomi con un sacerdote di retta dottrina,questi mi ha detto che la mia scelta è stata comprensibile, poichè in quel momento non ero nelle disposizioni di spirito atte a ricevere il Signore!
    Cristo regni!

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  7. Grazie a Valentina per questa testimonianza. Bisognerà prendere coscienza dei fatti e resistere ad ogni sopruso. Se fossimo in tanti ad inginocchiarci alla comunione, potremo fare la differenza. Anch’io uso il sistema di inginocchiarmi alla persona che mi sta davanti e che sta ricevendo la comunione, e non sono l’unico, da noi molti lo fanno, ma il parroco si ostina a non voler mettere l’inginocchiatoio più volte chiesto. Penso che questa piccola resistenza porterà frutti a suo tempo. Dobbiamo insegnarlo nelle nostre famiglie.

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  8. Povera la nostra chiesa cattolica! Si sta proprio perdendo il sale.

    Comunque anche a mia sorella è successo un paio di anni fa. Si è inginocchiata prima di ricevere l’Eucarestia, e il sacerdote (piuttosto anziano, quindi formato col catechismo preconciliare) le ha sussurrato qualcosa come: “Non serve che ti inginocchi: io sono solo un servitore di Dio”, lasciandoci intendere che non sapesse nemmeno A CHI si stesse veramente inginocchiando mia sorella.

    Qualche anno fa poi (ancora ai tempi di papa Benedetto), stavo seguendo la pratica dei primi nove venerdì del mese. Ero arrivata al quinto, ed ero un po’ in ritartdo per la messa (correndo sarei arrivata comunque in tempo alla solita chiesa dove andavo). Ma c’era anche una chiesa vicino a dove mi trovavo, e ho pensato di andare là. Lungo la strada ho incontrato una suora che conoscevo, e questa mi ha detto: “Guarda che mi sembra che qui il venerdì non facciano la messa, ma la liturgia penitenziale”.
    Siccome quella chiesa era comunque di passaggio, ho deciso di dare un’occhiata se c’erano avvisi particolari riguardo alle celebrazioni del venerdì. Fuori della porta c’era un cartello con scritti gli orari della messa (per fortuna sarebbe cominciata a breve, come al solito), e un altro cartello con su scritto: “I primi venerdì e sabato del mese sono deidcati al Sacro Cuore e al Cuore Immacolato di Maria”. Nessun cartello che avvertiva di liturgie penitenziali. Ho pensato che la suora si sbagliasse.
    Sono entrata, ed è arrivato un sacerdote (il parroco), che si è messo a leggere qualche lettura e a fare delle riflessioni molto lunghe incentrate su temi molto vaghi come la fratellanza, l’amore e la misericordia (non ricordo niente del contenuto di queste vere e proprie omelie, perchè non mi sono sembrate particolarmente significative). Ho pensato: “Beh, visto che i primi venerdì sono dedicati al Sacro Cuore, sicuramente ci faranno fare la comunione al termine di questa liturgia”. Tra l’altro non mi sembra che la liturgia penitenziale sia così, ma non posso dirlo con certezza perché sono abbastanza ignorante a riguardo.
    Alla fine della “liturgia”, mi pare che il sacerdote abbia dato una benedizione come a fine messa, e se ne sia tornato in sacrestia. Quando ho visto la gente cominciare a uscire, mi sono fiondata da lui, e gli ho chiesto se potesse comunicarmi, spiegandogli che stavo seguendo i primi nove venerdì. Non voleva. Ho dovuto pregarlo un paio di volte. Alla fine ci ha pensato sopra un po’, e poi mi ha chiesto: “Hai seguito la liturgia?”. Speravo che me lo domandasse per vedere se ero spiritualmente preparata a ricevere l’Eucarestia. Invece al mio sì la sua risposta è stata: “Beh, allora ti basta quella. Vale come una comunione, non ti preoccupare”. Ero incredula.
    Mi veniva da piangere (anche dalla frustrazione), e mi è servito parecchio tempo prima di poter guardare quel sacerdote senza provare certi sentimenti (o fare certi pensieri).
    Ho poi saputo che quel sacerdote si è laureato in psicologia, e dalle sue omelie risulta molto più importante per lui la psicologia piuttosto che la fede e la grazia di Dio che viene da Lui solo.

    E infine, quando ero piccola e dovevo fare la prima comunione (quindi ai tempi di papa Giovanni Paolo II), ricordo che la suora che ci preparava a riceverla, ci ha detto chiaramente: “Domani riceverete la prima comunione direttamente in bocca, perchè ci sono i fotografi. Però dalla volta dopo in poi dovete riceverla sempre sulle mani”.

    Scrivo tutto questo per dire che purtroppo di consacrati che non hanno le idee chiare è pieno, da ben prima di papa Francesco (certo, ultimamente le cose non stanno certo migliorando!). Fa male. Ma sono convinta che la preghiera possa molto, e sono d’accordo che il dovere di noi laici sia anche pregare per “gli operai della messe”.

    Mi scuso per il commento lunghissimo.

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  9. È evidente che questi sacerdoti non credono nella presenza reale di Gesù nella SS. Eucaristia, altrimenti non agirebbero cosi. Sono semplicemente protestanti frustrati di doversi camuffare da cattolici, oppure assistenti sociali mancati. Essendo cosi numerosi, (per la mia personale sensazione sono la stragrande maggioranza), bisogna ricercare la responsabilità’ principale nei seminari che li hanno formati e dunque nei vertici della Chiesa, da ben oltre 30 anni. Ci sono sacerdoti anche ultra sessantenni con idee moderniste. Preghiamo ed agiamo secondo Verità, al resto penserà Gesù.

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  10. E sì che nell’omelia le parole apertura, tolleranza e pace scorrevano a fiumi…
    Che bella questa chiesa della misericordia, e che coerenza!

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  11. Cara Valentina, cara redazione delle Cronache,
    posso solo pregare che tali sacerdoti rivolgano finalmente lo sguardo ed il cuore a Cristo Dolce Gesù.
    Ricordiamo che la Chiesa è fatta anche di norme e che non è di proprietà dei Sacerdoti.
    Giusto per aiutare chi si trova in queste difficoltà, giova rileggere quanto ribadito da Papa Francesco in materia di ricezione della Santissima Eucaristia nella udienza generale del 21 marzo 2018. Vi posto il link:
    http://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20180321_udienza-generale.html
    La Santissima Eucaristia si riceve in piedi, in ginocchio e dove è permesso anche sulla mano (anche se io evito questo modo di comunicarsi).
    Riguardo il commento che ho letto circa la bambina costretta all’intinzione da sé dell’Ostia Santa nel Calice, essa è esclusa, come comunicarsi da sé, dalle norme canoniche e liturgiche. Il Problema è che molti Sacerdoti pensano di innovare avvalendosi di un sedicente spirito conciliare, alcuni altri sono sospinti dalle pressioni di gruppi (ad es. neocatecumenali), altri sono deviati, altri sono pigri o ignoranti. Non dobbiamo intentare processi ma dobbiamo essere coscienti del Dono che abbiamo ed essere veramente testimoni della Fede ed onorare quanto più possiamo il nostro buon Gesù, mostrando con amore quanto è bello inginocchiarsi di fronte a Lui, insegnandolo e praticandolo. E’ un gesto semplice ma che dice molto, altrimenti come mai provoca così tanto astio? Mai ho visto o sentito un Sacerdote rimproverare qualcuno perché si comunicava con poco fervore.
    Preghiamo e offriamo riparazioni.
    Gesù Dolce, Maria Dolce

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  12. “Comanda il papa!”

    Tre paroline di un frate più che sufficienti per dire l’aria di bufera che tira nella Chiesa di Nostro Signore.
    E chi è un povero frate per opporsi alla tormenta?

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  13. ATTENZIONE LA RISPOSTA PER TUTTI GLI INTERVENUTI da parte di Valentina, che continueremo a ringraziare in modo speciale ricordandola anche nelle nostre preghiere:

    Carissimi di “Le cronache di papa Francesco”…siano sempre lodati Gesù e Maria.
    ho seguito tutti i commenti sorti in seguito alla mia lettera e sono confortata dal fatto che tanti concordino sulla necessità di pregare per i sacerdoti. Vi ringrazio molto per non esservi dimenticati di aggiungere quei due miei speciali appelli prima della lettera.
    Purtroppo devo avere dei problemi con word.press e non riesco a rispondere personalmente ai commenti lasciati.
    Potreste essere così pazienti da farlo voi per me?
    Vi sarei molto grata se lo faceste rispondendo anche solo al signor Lorenzo per dirgli che davvero potrebbe essere mio nonno (dato che di anni ne ho appunto trenta) e che lo ringrazio di cuore per gli auguri.
    E includerei – nella risposta a questo caro “nonno nello spirito” – un ringraziamento anche a tutti gli autori dei commenti successivi per le loro testimonianze e per aver manifestato l’intenzione di pregare per i ministri di Dio perché, come ha detto Sarah, “è dovere” di noi laici farlo.
    Se vi è possibile, naturalmente.
    Grazie per il vostro lavoro e che il Signore vi accompagni sempre, in compagnia di S.Pietro e S.Paolo.

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  14. Concordo con tutti che la modalità del celebrante, oltre che inopportuna, era davvero inadatta al momento della Comunione. Non ho vissuto la liturgia antica, perché nato in epoca postconciliare, anche se cresciuto in una parrocchia di provincia con una ricca tradizione, dove i sacerdoti con sapienza aiutavano la comunità a vivere una liturgia ricca di ‘cose antiche e cose nuove’. Credo che questa sia stata la migliore scuola che mi abbia permesso di appassionarmi al Signore e alla Chiesa, di entrare in Seminario è di diventare prete. Talvolta capita qualcuno che (in modo a volte un po’ troppo ostentato) si inginocchia al momento di ricevere l’Eucaristia. Mai mi permetterei di obiettare nulla, ma una volta in cui una fedele, genuflettendosi troppo velocemente, ha rischiato di far cadere l’anziana donna dietro di lei, devo ammettere di avere fatto uno sforzo per tacere… E mi dico: non sarebbe più saggio e più umile accogliere l’Eucaristia in piedi e, una volta tornati nel banco, rimanere genuflessi in adorazione e ringraziamento? Non è più rispettoso e fruttuoso rispetto ad una rapida genuflessione che potrebbe diventare complicata per la maggior parte delle persone che partecipano all’Eucaristia? Consapevole che questo rischia di essere un giudizio temerario (lo metterò nella materia della prossima Confessione!) ma il più delle volte mi pare che la pretesa di ricevere Gesù in ginocchio nasconda la volontà, un po’ farisaica, di apparire come ‘Virgo singularis’, distinguendosi dagli altri.

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    1. Gentilissimo “dierre” Laudetur Jesus Christus! Siamo davvero onorati della sua risposta e contributo, proprio perchè è un sacerdote.
      Lei stesso ammette e riconosce una crescita ed una maturazione “postconciliare” che, se nota bene le sue parole, hanno finito per influire negativamente portando Nostro Signore al secondo posto e ponendo in prima persona LE PERSONE IN FILA per la Comunione….
      La sua preoccupazione non è per Nostro Signore come viene ricevuto, ma le persone in fila e, davvero ci creda, non ci risulta sia mai caduta una persona perché quella davanti si genufletteva!!!
      Non vogliamo mancarle di rispetto dubitando della sua esperienza, ma è dinamicamente impossibile che una persona dietro rischi di cadere perché quella davanti si inginocchia a tal punto da dover IMPORRE IN LEI un grave sforzo per non lamentarsene mentre, per altro, TENEVA IN MANO IL CORPO E SANGUE di Nostro Signore…..
      Semmai la responsabilità potrebbe essere solo di chi, stando dietro, invece di fermarsi continua ad avanzare, rischiando magari di inciampare sul piede inginocchiato della persona che sta ricevendo l’Eucaristia.
      Ci viene a mente come, per le file nelle banche, negli sportelli pubblici, si imponga una striscia gialla di confine…. lì lo si fa per il rispetto della privaci…. e tutti obbediscono, o quasi, c’è sempre una pecorella smarrita… ma nel nostro caso – la pecorella smarrita – non è certo la persona che si è genuflessa essendo che era il suo turno, ma la persona dietro che doveva rispettare le distanze.
      Come può essere, per lei, COMPLICATA una genuflessione che è uno degli atti PIU’ FONDAMENTALI nella Messa stessa? A meno che, infatti, come lei stesso afferma: ribaltare LA PRIORITA’… prima vengono le persone, poi Gesù Cristo dimenticando quel monito paolino: “perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra..” (Fil.2,10)
      Ora ci rifletta: cosa dice quando dà la Comunione? IL CORPO DI CRISTO… giusto? ebbene, quale è il primo dovere del comunicando, laddove può farlo? INGINOCCHIARSI davanti alla Divina Presenza da lei stesso offerta, facendo quel Nome santo, DEGNO DI OGNI PRIORITA’, ADORAZIONE ed anche genuflessione…
      Lei sospetta ad un gesto farisiaco…. dimenticando però che, tale pretesa è quella richiesta da san Paolo nel brano sopra riportato…. ma questo genere di dubbio infondato, non è poi forse quello che ha proprio portato la dissacralità nelle nostre chiese e nelle messe?
      Infine suggerisce di ritornare al banco ed inginocchiarsi: ha idea lei di quante poche chiese sono rimaste a mantenere gli inginocchiatoi, e di come questi siano stati tolti?
      Le facciamo noi una proposta: Perché non mette lei un inginocchiatoio per dare l’Eucaristia come aveva INSEGNATO E CHIESTO Benedetto XVI, senza imporre nessuno ad inginocchiarsi, ma facilitando in tal modo UN GESTO SEMPLICE, E DOVUTO ALLA DIVINA PRESENZA? Ci pensi seriamente.
      Le suggeriamo di visionare questo sito:
      https://cooperatores-veritatis.org/liturgia/crisi-liturgica/

      Ave Maria.

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    2. Quando la prassi diventa regola ci vuole coraggio e una fede smisurata per tornare indietro… Il suo commento, che applica il metodo ormai smascherato del ribaltamento della verità, è una sintesi esemplare della desolante palude nella quale versa la Chiesa. Sono le “cose nuove” in cui lei è cresciuto che le hanno suggerito l’abbandono della forma a favore della “inesitente sostanza” ? Nell’ostia consacrata Gesù ha voluto dare “forma” alla sua presenza reale, pertanto lei non può permettersi di giudicare “meno umile” o “fariseo” chi vuole inginocchiarsi davanti a quella forma sublime che custodisce tutto il lascito del Suo intervento nella storia.

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