La Fe católica: Crónica de una muerte anunciada

Il vizio del moderno concetto di progresso mentale è che è sempre qualcosa che ha a che fare con legami spezzati, confini cancellati e dogmi rifiutati…” (Chesterton in Eretici)

Sì, ovviamente prendiamo in prestito di Gabriel García Márquez, il suo famoso “Cronaca di una morte annunciata“, uscito nel 1982, che ci servirà solo come falsa riga, per tentare di spiegare ben altro.

Il finale lo conosciamo assai bene: “e le porte degli inferi non prevarranno“, oppure come ben sappiamo la promessa del Trionfo del Cuore Immacolato di Maria, dopo naturalmente una bella dose di tribolazioni perché l’uomo moderno non solo non vuole credere e non vuole capire verso il baratro a cui tende ma, purtroppo, è diventato anche vittima (qualche volta, ma non tutti) di una chiesa-friendly che non gli annuncia più i Novissimi, la morte dell’anima, la conversione, la Redenzione alle condizioni stabilite dal Salvatore, quanto piuttosto una amicizia nel peccato e nella baldoria.

Il matrimonio della giovane Angela Vicario con l’affascinante, misterioso e ricchissimo Bayardo di San Román è pronto, nel racconto di Gabriel García; a poche ore dalle nozze però la giovane viene ripudiata e riconsegnata dallo sposo alla famiglia poiché scoperta non più illibata. Ai fratelli (i gemelli Pedro e Pablo Vicario) tocca l’onere di lavare nel sangue l’offesa recata a tutta la famiglia.

E’ una storia di adulterio, prima ancora delle Nozze…. Tutta la new-chiesa-friendly e Modernista festeggia e canta e ciò… ci costerà caro. Tutto il contesto del contenuto del termine ADULTERIO, a partire dall’uso proprio che ne fa la Sacra Scrittura e la Patristica, parte dal suo significato etimologico che significa FALSIFICARE – ADULTERARE. Questa è l’origine propria del Sesto Comandamento. Si parte da una FALSIFICAZIONE di un rapporto che Gesù stesso, spiegandolo in Matteo 19, porterà alla corretta interpretazione. Qui hanno un ruolo determinante i famosi Farisei che, con il loro “fariseismo”, arrivano a tentare Gesù, a metterlo alla prova, a cercare di incastrarlo, esattamente quanto sta accadendo nuovamente oggi… E qui ci fermiamo perché non è di questo che vogliamo parlare, ma di quest’altro adulterio: quello dell’Uomo quando tradisce Dio.

Per comprendere l’origine della denuncia che Gesù stesso farà dell’adulterio, è necessario approfondire nella Bibbia i Libri di Osea e del Cantico dei Cantici, fino alle mirabili espressioni di san Paolo che ci spiegano questa FEDELTA’ di Gesù alla Sua Chiesa, nella veste della Sposa, contro ogni opportunismo e cambiamento, indirizzati all’adulterio, ossia ad un rapporto falso, falsificato. L’immagine, privilegiata da Paolo per descrivere il mistero di Cristo ormai inseparabile dalla sua Chiesa, è quella nuziale: Cristo lo Sposo fedele, che per la Chiesa Sua Sposa, continuerà a darLe Se stesso, per sempre….

Veniamo al nocciolo del discorso perché, leggendo ora quanto segue, è ciò che definiamo la cronaca di una morte annunciata con la quale, il Papa… si è recato  anche alla Gmg a Panama. Bergoglio nella prima Udienza dell’anno ha esordito affermando:

  • “C’è gente che è capace di tessere preghiere atee, senza Dio e lo fanno per essere ammirati dagli uomini. E quante volte noi vediamo lo scandalo di quelle persone che vanno in chiesa e stanno lì tutta la giornata o vanno tutti i giorni e poi vivono odiando gli altri o parlando male della gente. Questo è uno scandalo! Meglio non andare in chiesa: vivi così, come fossi ateo. Ma se tu vai in chiesa, vivi come figlio, come fratello e dà una vera testimonianza, non una contro-testimonianza…”

Siamo sempre lì: tutta la frase in sé potrebbe anche andare bene per una bella tirata d’orecchie alle nostre coscienze, ai cattolici fannulloni, ai falsificatori della Fede… poi però uno deve meditare e pensare la frase e allora qualcosa non quadra più. Innanzi tutto dove stanno TUTTE quelle “persone che vanno in chiesa e stanno lì tutta la giornata o vanno tutti i giorni..” (??). L’immagine si spinge a quel poco che è rimasto di Congregazioni maschili o femminili, dediti alla Preghiera che trascorrono quasi tutto il giorno in Chiesa (ma ancora per poco, leggi qui) perché, se si volesse pensare ai laici che fanno questo… dove stanno tutti loro a riempire le chiese “tutto il giorno“? Si riferiva ai Movimenti laicali? Bella domanda!

Dunque, afferma il Papa che abbiamo un mare di persone che frequenta la chiesa, passa tutto il giorno in chiesa e quando esce ODIA LA GENTE… e sparla della gente… No scusate, non starà mica descrivendo se stesso?

Del resto, nel racconto di Gabriel García  sono proprio i fratelli Vicario, di professione macellai, a raccontare a tutti le loro intenzioni, mentre girano per il paese brandendo enormi coltelli in quello che pare un inconscio appello a essere fermati.  E allora… è evidente che laddove accade ed accadesse ciò che Bergoglio denuncia è scandalo ma… è davvero meglio NON andare più in chiesa e vivere da ateo? Ecco su questo, ed altro, non siamo affatto d’accordo, ma non perché lo diciamo noi, quanto piuttosto è la Scrittura stessa, il magistero della Chiesa, la morale patristica che ce lo dicono. E’ come per la novità del dubbio elevato dal Papa a nuovo dogma, vedi qui.

A spiegare bene l’errore della frase è un articolo del professor Roberto de Mattei da Radici Cristiane appena uscito, vedi qui, nel quale analizza professionalmente le parole e spiega:

  • Può un buon ateo esser meglio di un cattivo cristiano, come talvolta si sente ripetere? No. L’ateo è un insensato, perché non riconosce in ciò che lo circonda la presenza di una Causa prima da cui tutto procede. E’ uno stolto perché nega la logica ed è un infelice perché è incapace di dare un senso alla propria vita….
  • (..) Esistono certamente cattivi cattolici, ma esistono innanzitutto buoni cattolici, di cui i santi sono un modello. Non esistono invece “buoni atei”: non esiste una “santità” laica o secolarista, come vorrebbero illuministi e massoni. Nei loro laboratori ideologici è nata la parola d’ordine secondo cui il buon ateo è meglio del cattivo cattolico. Ma a che servono tanti sforzi per osservare la legge divina, se chi non la osserva, perché non crede in Dio, è migliore di chi, per osservarla, cade e faticosamente si rialza? La tesi illuministica è che gli atei dovrebbero essere orgogliosi del loro ateismo e i cattolici vergognarsi della loro fede, perché in realtà Dio non esiste…. ” e naturalmente vi consigliamo di leggere l’articolo integralmente.

Che c’entra la Gmg o la Fe Católica? C’entra perché la discesa in caduta libera è iniziata proprio nel 2013… Analizzando gli incontri e soprattutto le Catechesi, è stato un precipitare nel vacuo, nel magistero liquido sempre più improntato ad altro che all’ “Altro”! A parte i gruppi parrocchiali e diocesani, certamente abbastanza preparati, abbiamo però anche udito partecipanti definirsi “atei buoni; sinceramente di altre fedi“, con le buone intenzioni, andare, correre dal Papa perchè.. “piace”.. e dice cose che loro vogliono sentirsi dire.  Questa di Panama non è da meno, le idee che il Papa esprime sono sempre più evidenti, ma vanno nella direzione opposta, da quella indicata dal Cristo nei Vangeli.

  •  “Ci potranno essere due Chiese: la prima, la Chiesa della pubblicità, propagandata, con vescovi, preti e teologi mediatici, e pure con un Pontefice delle mosse ambigue; e l’altra, la Chiesa del silenzio, con un Papa fedele a Cristo nel suo insegnamento, appoggiato da alcuni preti, vescovi e fedeli, dispersi come pusillus grex attraverso tutto il mondo. Questa sarà la Chiesa delle promesse, e non la prima che potrebbe fare difetto. Un medesimo Papa presiederà entrambe le Chiese che, apparentemente e esteriormente, sarebbero solo una. Il Papa, con il suo atteggiamento ambiguo, favorirebbe l’equivoco. Perché da una parte, insegnando una dottrina impeccabile, sarebbe a capo della Chiesa delle promesse e, dall’altra, commettendo atti fuorvianti e persino riprovevoli, sembrerebbe incoraggiare la sovversione e la permanenza della Chiesa gnostica della pubblicità” (profezia degli anni ’70… citaz. ad Aldo Maria Valli, qui e noi ne parlammo anche qui)

La FEDE di Bergoglio è davvero Cattolica? Non si tratta di fare un processo alle intenzioni, in tal caso non avremo problemi a pronunciarci, le difficoltà sopraggiungono proprio perché Bergoglio ha queste uscite che seppur a dir di molti “è il suo stile” tutto sommato “ortodosso” perché improntato a voler PROVOCARE, ma che la “dottrina non si cambia“…. è evidente però che proprio questo “stile” sta uccidendo, invece, la Fede Cattolica!

“Più di 100mila pellegrini di 156 Paesi si sono registrati per partecipare alla Giornata mondiale della gioventù a Panama. È il centro comunicazione della Gmg a dare ai giornalisti le prime statistiche sulla partecipazione dei giovani alla Gmg 2019 aggiornati al 22 gennaio..” (dall’inviata a Panama dell’Agenzia SIR).

Abbiamo detto che i numeri sono relativi agli scoop mediatici… ma… SOLO CENTOMILA??? e gli altri 800, 900 mila delle Gmg passate che fine hanno fatto? Forse sono ritornati ad essere “atei” dal momento che il Papa li predilige ai cattolici! Forse si sono fatti buddhisti, animisti, pentecostali… anche se a noi bastano quelli del detto “pochi ma buoni” e c’è – comunque – di che sperare perchè i Protettori di questa Gmg sono effettivamente pezzi da novanta: san Giovanni Bosco (1815-1888);  Giovanni Paolo II, “inventore” delle Gmg anche se il suo insegnamento etico e morale viene fatto a pezzi meticolosamente proprio da questo pontificato; san José Sanchez del Rio, “Joselito”, aveva appena 15 anni quando venne martirizzato durante gli scontri violenti della così chiamata “guerra dei Cristeros” in Messico; san Juan Diego (1474-1548) l’indio al quale nel 1531 a Guadalupe apparve la Vergine Santa (che però, per Bergoglio, non sarebbe nata santa… e per l’eretico Enzo Bianchi, suo braccio destro, avrebbe persino partorito con dolore, perché era una donna come tutte le altre…..); grazie a Dio abbiamo anche santa Rosa da Lima, nata nel 1586 nella capitale del Perù e san Martino de Porres, nato anch’egli a Lima, nel 1579.

E’ vero che le vie del Signore sono infinite, ma non sono vie suicide, non sono vie dubbie, non sono vie sociali-ste… leggetevi  il Discorso di Giovanni Paolo II ai giovani riuniti a Tor Vergata nel 2000, ecco il vero fulcro delle Gmg:

  • Ecco che cosa è la fede! E’ la risposta dell’uomo ragionevole e libero alla parola del Dio vivente. Le domande che Cristo pone, le risposte che vengono date dagli Apostoli, e infine da Simon Pietro, costituiscono quasi una verifica della maturità della fede di coloro che sono più vicini a Cristo… (..) Carissimi amici, anche oggi credere in Gesù, seguire Gesù sulle orme di Pietro, di Tommaso, dei primi apostoli e testimoni, comporta una presa di posizione per Lui e non di rado quasi un nuovo martirio: il martirio di chi, oggi come ieri, è chiamato ad andare contro corrente per seguire il Maestro divino, per seguire “l’Agnello dovunque va” (Ap 14,4). Forse a voi non verrà chiesto il sangue, ma la fedeltà a Cristo certamente sì! Una fedeltà da vivere nelle situazioni di ogni giorno: penso ai fidanzati ed alla difficoltà di vivere, entro il mondo di oggi, la purezza nell’attesa del matrimonio. Penso alle giovani coppie e alle prove a cui è esposto il loro impegno di reciproca fedeltà. Penso ai rapporti tra amici e alla tentazione della slealtà che può insinuarsi tra loro…. (…) Cari giovani del secolo che inizia, dicendo «sì» a Cristo, voi dite «sì» ad ogni vostro più nobile ideale.

Il ribaltamento delle priorità e il ribaltamento del Soggetto dal quale partire – il Cristo – è evidente in questi ultimi anni, negarlo è da stolti. Altro che “è meglio non andare in chiesa; è meglio l’ateo…” E non è una analisi della Gmg ancora in corso e che ci auguriamo vada tutto bene… ma essere realisti e riflettere SULLA VERA FEDE è il compito stesso dell’autentico Cattolico.

Dice a ragione il professore Stefano Fontana qui:

  • “Si invita a partecipare senza dire con quali contenuti, ad accogliere senza dire per che fini, ad integrare senza che sia noto dove, a votare senza che si dica per che cosa, a dialogare senza indicare criteri e contenuti del dialogo, a convenire senza dire dove e perché, a ricucire gli strappi senza analizzare chi li ha fatti e che tipo di ricucitura mettere in atto, ad uscire senza dire dove, a non lasciarsi rubare la speranza senza dire di cosa, a sognare senza dire cosa…”

Che cosa curiosa! Nel racconto di Gabriel García, in città, nessuno agisce per fermare l’omicidio, la morte della FEDE CATTOLICA, diremo noi, come abbiamo già provato  quiL’unica preoccupazione della gente è quella di far sì che tutto si compia in goliardia, in modo da evitare problemi nel giorno in cui è previsto il passaggio da Macondo del vescovo. “Già, il vescovo, ovvero il “convitato di pietra” del racconto; non entra mai in scena personalmente ma la sua presenza incombe su Macondo in modo assoluto e pervasivo: tutto si compie in funzione del suo passaggio e ci è data solo la possibilità di intravederlo verso la fine della storia, mentre dal bastimento in lontananza elargisce benedizioni, al pari di una irraggiungibile divinità. Pare quasi che la sua esistenza all’interno del racconto serva proprio a esasperare il senso di formalismo ipocrita che emerge dall’analisi dei comportamenti sociali nel paese… L’intreccio restituisce una tensione che cresce progressivamente sino all’esplosione del finale orribilmente cruento… L’esecuzione e l’agonia della vittima si protraggono in un tempo cristallizzato e indefinito che pare non avere mai termine…”

In “Eretici”… chiosava così il grande G.K.Chesterton:

  • Si nutrono strane idee oggigiorno sulla vera natura della dottrina della fratellanza umana. La vera dottrina è qualcosa che, nonostante il nostro moderno umanitarismo, non capiamo molto chiaramente, e tanto meno pratichiamo molto fedelmente. Per esempio, non vi è nulla di particolarmente antidemocratico nello spingere a calci il maggiordomo giù dalle scale. Sarà un gesto sbagliato, ma non privo di fratellanza. In un certo senso, il colpo o il calcio può essere considerato un’ammissione di uguaglianza: affrontate il maggiordomo in un corpo a corpo e gli concedete quasi il privilegio del duello. Non vi è nulla di antidemocratico, benché vi sia forse un che di irragionevole, nell’aspettarsi grandi cose dal maggiordomo e riempirsi di una sorta di sorprendente esaltazione nel vederlo decadere dalla sua condizione divina.
  • La cosa realmente antidemocratica e per nulla fraterna è pretendere che il maggiordomo sia più o meno divino. La cosa realmente antidemocratica e per nulla fraterna è affermare, come fanno molti filantropi moderni: «Naturalmente occorre fare delle concessioni a coloro che si trovano a un livello inferiore». Tutto considerato, infatti, possiamo sostenere, senza eccessiva esagerazione, che la cosa davvero antidemocratica e per nulla fraterna è la comune usanza di non spingere a calci il maggiordomo giù dalle scale… (…)
  • Quando l’uomo abbandona una dottrina dopo l’altra per un raffinato scetticismo… quando afferma di essersi liberato delle definizioni e quando, nella sua immaginazione, siede come Dio, senza far propria alcuna forma di credo ma contemplandole tutte, allora, con questo stesso processo, sta lentamente sprofondando a ritroso nella vaghezza degli animali erranti e nell’inconsapevolezza dell’erba. Gli alberi non hanno dogmi. Le rape sono sorprendentemente tolleranti.”

A buon intenditor….

 

4 pensieri riguardo “La Fe católica: Crónica de una muerte anunciada

  1. A proposito di “Cronaca di una morte annunciata” ecco il finale della lettera che i Cardinali Bacci e Ottaviani presentarono a Paolo VI con la supplica di annullare la nuova messa “protestante” “Novus Ordo Missae”, promulgata in quello stesso anno:
    “….. Oggi, non più all’esterno, ma all’interno stesso della cattolicità l’esistenza di divisioni e scismi è ufficialmente riconosciuta; l’unità della Chiesa è non più soltanto minacciata ma già tragicamente compromessa e gli errori contro la fede s’impongono, più che insinuarsi, attraverso abusi ed aberrazioni liturgiche ugualmente riconosciute. L’abbandono di una tradizione liturgica che fu per quattro secoli segno e pegno di unità di culto (per sostituirla con un’altra, che non potrà non essere segno di divisione per le licenze innumerevoli che implicitamente autorizza, e che pullula essa stessa di insinuazioni o di errori palesi contro la purezza della fede cattolica) appare, volendo definirlo nel modo più mite, un incalcolabile errore.”

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    1. Carissimo Claudio, grazie per aver segnalato questo importante accostamento.
      Ricordiamo così a tutti questo articolo: Caro Paolo VI: la messa nuova fu davvero scelta infausta… tradimento.
      https://cooperatores-veritatis.org/2019/01/15/caro-paolo-vi-la-messa-nuova-fu-davvero-scelta-infausta-tradimento/

      un sito che parla anche di altri argomenti di cui però qui non trattiamo, ma che sono importanti per capire come il tutto non nasce con “Bergoglio”…. ma di come Bergoglio sia l’artefice della definitiva devastazione iniziata dai Modernisti che si imposero nel Concilio e che furono, alla fine dei fatti, sostenuti – seppur in buona fede – da Giovanni XXIII, Paolo VI, lo stesso Giovanni Paolo II e Benedetto XVI…..
      C’è di che lungamente meditare! Ma non vinceranno, loro, i Modernisti rivoluzionari che hanno messo sotto scacco matto tutti gli ultimi Pontefici!

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  2. Okkay! Non so quanti capiranno questo articolo, ma è davvero geniale nella narrativa e nella esposizione dei fatti.
    Il problema è a monte, al Concilio, c’è poco da fare e Bergoglio non fa altro che portare ai termine quel cambiamento di rotta che fu fatto fare alla Chiesa vera, ma di fatto creandone una nuova perchè la rotta da seguire, l’aveva imposta nostro Signore Gesù Cristo e non si poteva cambiare, questi sono i risultati. Chiunque voglia remare contro il progetto primordiale di Dio per cui ha istituito la Chiesa sua per adempierlo, è sempre cronaca di una morte annunciata!
    Forse il titolo in spagnolo non renderà giustizia all’articolo, ma chi conosce quel libro dovrebbe capirlo.

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