Anche per Padre Cavalcoli, il Vangelo va riscritto?

Avevamo già avuto, in passato, un “problemino” con alcune affermazioni azzardate espresse dal domenicano Padre Giovanni Cavalcoli, si legga qui, e per le quali avanzammo tenendo bene a mente quanto segue:

Il modernismo, la «sintesi di tutte le eresie» (San Pio X, Pascendi, 1907), non parlava di cambiamenti dottrinali, ma di “evoluzioni” dei dogmi e delle dottrine, per riuscire in qualche modo a “modernizzare” la Chiesa per metterla “al passo con i tempi”…

Che cosa è accaduto? Che il vaticanista Aldo Maria Valli, all’inizio dell’anno appena entrato, aveva concesso spazio per una intervista “esclusiva” a Don Alessandro Maria Minutella, leggi qui, per la quale – pur condivisibile in molti punti – ci aveva fatto ripromettere di fare un intervento su alcune sue affermazioni discutibili… Ma la risposta del domenicano Padre Giovanni Cavalcoli che ha pubblicato lo stesso Aldo Maria Valli, leggi qui, ci suggerisce che ora – tra i due Sacerdoti che amiamo e stimiamo – vediamo concretizzarsi il monito del Cristo: “può un cieco guidare un altro cieco?…”

La risposta di Padre Cavolcoli non chiarisce minimamente i “Dubia” sollevati da Don Minutella…. al contrario, finiscono per gettare ulteriore confusione agli argomenti da lui esposti alla nostra riflessione. Leggendo la “Lettera” di Padre Cavalcoli, speravamo davvero di trovare qualche argomento impeccabile per trattare questioni complesse e delicate, come per altro ha dimostrato lo stesso professore Roberto de Mattei qui.

Cosa ha detto di così sconvolgente? Riportiamo le sue parole integralmente, il grassetto è nostro:

  • “Sbaglia nel credere che solo Benedetto sia Papa legittimo e non lo sia Francesco. Don Minutella dice questo partendo dal principio che il Papa dev’essere uno solo. Ed ha ragione. Solo che non tiene conto della distinzione che Benedetto ha fatto emergere con le sue dimissioni, ossia tra ufficio petrino ed esercizio dell’ufficio. Cristo ha voluto un solo Papa come Papa in esercizio del suo ufficio. Ma non ha escluso la possibilità di due Papi legittimi, come è oggi, dei quali, però, uno solo esercita l’ufficio, ovvero Francesco. Ai tempi di Celestino V, Celestino, lasciato il pontificato, tornò monaco, perché allora la suddetta distinzione non era ancora stata esplicitata…”

ABBIAMO LETTO BENE??? Gesù ha sì eletto e voluto “un solo Pietro”, ma non avrebbe escluso la possibilità di averne due in futuro…. A questo punto ci chiediamo perché non tre o quattro?! DOBBIAMO RISCRIVERE IL VANGELO?

Se per il papa nero, il preposto gesuita eretico Arturo Sosa, noi non sapremmo di fatto cosa disse veramente Gesù perché a quei tempi non avevano il registratore, Padre Cavalcoli non è da meno… Non è Gesù certamente a contraddirsi, ma finalmente la Chiesa – che per duemila anni non aveva capito un tubo – ora la distinzione E’ ESPLICITATA, la Chiesa finalmente ha capito che potevano coesistere tranquillamente due Papi… basta che siano legittimi e in comune accordo!

Ci chiediamo a cosa sia servito, per duemila anni, parlare di PRIMATO petrino e perchè, a questo punto, non si possa avere il Patriarca ortodosso di Mosca, quale “secondo” pontefice INTER PARIS…. e già questo non si può, perché la Chiesa aveva già condannato di eresia “l’inter paris” con  il Vescovo di Roma…. ma a quanto pare basterebbe ora ESPLICITARE ciò che per duemila anni la Chiesa NON aveva capito bene, e l’innovazione, la rivoluzione è fatta! Ora… poichè NON siamo “autoreferenziali” e non vogliamo ingannare i nostri Lettori attraverso le nostre opinioni, leggiamo cosa dice la Tradizione Cattolica in materia.

Il cardinale Walter Brandmüller  ha scritto un saggio imponente ed importante, vedi qui, riassumendo la Tradizione cattolica, dopo quel drammatico 11 febbraio 2013…

  • “In questo contesto – cioè della Rinuncia, scrive il cardinale – si è richiamata l’attenzione su accadimenti simili nella storia del Papato Romano, in cui si crede di riconoscere dei precedenti. In primo luogo è stato menzionato Papa Ponziano che nell’anno 235 rinunciò alla propria carica dopo essere stato condannato sotto i consoli Severo e Quintiniano ai lavori forzati nelle miniere della Sardegna. Non potendo sperare in un ritorno a Roma, rinunciò alla carica, per non lasciare la Chiesa senza Pastore Supremo..”

e giù via di seguito con gli altri esempi fino a specificare che, il caso di Papa Celestino V, diede effettivamente modo alla Chiesa di discutere, per la prima volta (vera esplicitazione del dogma) sulla validità delle dimissioni di un Papa, fino a che punto e in quale modo egli potesse abdicare in propria libertà (senza costrizioni, pressioni o ricatti ecc…), all’esercizio papale.

  • “Passò un secolo – spiega il cardinale  Brandmüller – prima che la questione dell’abdicazione di un Papa diventasse di nuovo scottante con il Grande Scisma d’Occidente7. Lo scisma si verificò ai tempi del Papa legittimo Urbano VI, con l’elezione, avvenuta a Fondi il 20 settembre 1378, di Roberto di Ginevra ad (anti-)Papa col nome di Clemente VII. Dato che gli eventi si incrociarono e intrecciarono in modo tale da rendere la situazione inestricabile – e non è questa la sede per parlarne -, molti videro nella contemporanea rinuncia dei ‘contendentes de papatu’ – dopo l’insuccesso del Concilio di Pisa nel 1409 erano diventati tre – l’unica possibilità per porre fine alla perversa situazione. Tale via d’uscita parve facilmente praticabile tanto più che nessuno dei tre ‘Papi’ godeva di una legittimità indubitata. Valeva però l’assioma “Papa dubius nullus papa”8. Perciò, quando Gregorio XII e Giovanni XXIII compirono la loro rinuncia nel Concilio di Costanza (1414-1418), di fatto nessun Papa legittimo abdicò… (…)
  • Dai ‘precedenti’, citati qua e là, per la rinuncia di un Papa, è chiaramente riconoscibile che i suddetti casi si pongono in termini diversi, ma, tuttavia, non si trattò mai di una rinuncia all’Ufficio per motivi personali. Tale rinuncia è considerata un factum inauditum…”

E dopo ulteriori spiegazioni storiche, ecco la sintesi DOTTRINALE per cui riteniamo

Risultati immagini per cardinale brandmuller
cardinale Walter Brandmüller

che Padre Cavalcoli sia scivolato sulla classica “buccia di banana”…

 

  • “La rinuncia, quindi, si riferisce soltanto agli aspetti giuridici dell’ufficio. Il dimissionario, per conseguenza, non è più né vescovo di Roma né Papa, e neppure cardinale. Questa constatazione oggettiva rimanda nell’ambito di speculazioni edificanti o di poesia religiosa certe riflessioni e idee di una permanente partecipazione mistica nel munus Petrinum. Si è parlato addirittura di un passaggio dalla plenitudo potestatis alla plenitudo caritatis, perché non ci sarebbe più un ritorno del dimissionario nel privato. Ma questa argomentazione sarebbe εις αλλο γένος, cioè un passaggio dal livello istituzionale canonico-teologico a quello soggettivo ascetico-spirituale. Parimenti incomprensibile pare il concetto, inventato in questo contesto, di una ‘renuntiatio mystica’ e, nemmeno, il tentativo di stabilire una specie di parallelismo contemporaneo di un papa regnante e di un papa orante. Per motivare tale dualismo si è fatto riferimento a quell’idea elaborata da Kantorowicz in “The King’s Two Bodies” per distinguere la persona pubblica del re dalla sua persona privata13. Ma, in ogni modo, Kantorowicz parlò di due aspetti di una sola persona fisica. Un papato ‘bicipite’ sarebbe una mostruosità.
    Il tentativo di ridefinire il munus Petrinum in tal senso è inaccettabile dal punto di vista teologico e comporterebbe una minaccia all’unità della Chiesa. Perciò senz’altro va rifiutato. Insomma: la sostanza del papato è così chiaramente definita dalla Sacra Scrittura e dalla Tradizione autentica, cosicché nessun Papa può essere autorizzato a ridefinire il suo ufficio. Il luogo ecclesiologico di un Papa dimissionario, quindi, viene determinato solamente dalla sua ordinazione episcopale, in virtù della quale fa parte del Collegio Episcopale e partecipa della responsabilità spirituale per la Chiesa. Del resto il diritto canonico non riconosce la figura di un Papa emeritus.
    Di tutto ciò Celestino V inequivocabilmente rese conto spogliandosi in presenza del collegio cardinalizio di tutte le insegne del papato, indossando di nuovo il suo abito monastico. (…) Del resto, si constata che la rinuncia di un papa sia possibile “propter necessitatem vel utilitatem Ecclesiae universalis”; mentre che sia non solo valida, ma anche moralmente lecita, dipende dall’esserci la iusta causa. Un vincolo così stretto come quello tra il Papa e la Chiesa non può essere sciolto in modo arbitrario..”

In tal senso così, il cardinale  Brandmüller, pur riconoscendo che non esiste attualmente nel Diritto Canonico un “manuale” che dica cosa debba fare o non fare oggi un papa dimissionario, tutto il suo lavoro consiste nel fatto che non sarà MAI possibile un “papa emerito” o la coabitazione – seppur pacifica – fra due Pontefici (uno orante e l’altro governante: che poi, se arrivassero a tre o quattro, che ruolo avranno?) poichè sarebbe una grave aberrazione, UNA MOSTRUOSITA’ contro ciò che il Cristo ha designato come unicità di tale primato, assolutamente personale.

Perdonateci questo papiro, ma Amici cari, è fondamentale informarsi e capire da che parte stare…. sant’Ambrogio da Milano coniò la famosa espressione “Ubi Petrus, ibi Ecclesia” (la Chiesa esiste unicamente ove è riconosciuto il primato di Pietro, cioè del papa) proprio per sfrondare i DUBBI sulla unicità nella Persona del Pontefice… Stiamo attenti al fatto che – ogni tentativo di SOVVERTIRE in qualche modo il papato – da duemila anni ad oggi è sempre stato opera di eretici, opera dello stesso mondo ortodosso quando infatti raggiunse il suo scopo con il  grande scisma del 1054.

In questi nostri tempi moderni, a voler ridiscutere la posizione del primato, del Pontefice e del suo ruolo, lo volle… indovinate chi? Lui l’eretico gesuita Karl Rahner…. e tutto in chiave ECUMENISTA, ecumaniacale se preferite… Ci hanno provato con Giovanni Paolo II, ma rimase inamovibile affermando che: “non esiste il ruolo del papa emerito“… Il Diritto Canonico attesta infatti: «Can. 332 – §2. Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti

Capito bene? Possiamo accettare o meno tale rinuncia, che non è indispensabile ai fini della validità della rinuncia stessa…. ossia, non si richiede che essa sia accettata da noi, dai laici, o dai cardinali o da altri… neppure da Don Minutella. Punto! Ma da qui a parlare di pontificato allargato, di esplicitazione di una innovazione a due, magari anche a tre Pontefici aprendo, come qualcuno ironicamente giustamente affermava, un reparto di geriatria papale… il passo è breve! 

Infine dobbiamo considerare come la questione è divenuta attuale a partire dal Concilio Vaticano II quando la dottrina sulla ‘collegialità episcopale’ emerse in modo nuovo nel quale Paolo VI ufficializzò il “pensionamento” dei vescovi, dando vita al ruolo dell’emerito… Poteva farlo? Sì e no, non ci occupiamo ora di questo, ma di certo NON poteva istituzionalizzare un emerito per il Vescovo di Roma…. Giustamente dice de Mattei: Secondo l’ecclesiologia del Vaticano II, invece, la Chiesa è innanzitutto “sacramento” e deve essere spogliata della sua dimensione istituzionale…. in ciò sta  l’errore e in ciò sta proprio il pensiero azzardato, una vera caduta, di Padre Cavalcoli.

Insomma… alle obiezioni di Don Minutella, il Padre Cvalcoli poteva benissimo rispondere come, alla obiezione che si muove sulla analogia tra la “Cattedra di Mosè” (Mt. 23, 2-3) e quella di Pietro avendo Gesù ordinato di tollerare sulla cattedra di Mosè ed anche quindi di Pietro i Farisei che “non fanno quel che dicono” e non un Pontefice eretico, che deve essere dichiarato tale e quindi deposto, si risponde che Gesù ha obbedito alla domanda di Caifa e gli ha risposto, senza dichiararlo eretico e decaduto dal Sommo Pontificato dell’Antico Testamento, neppure quando si è stracciato le vesti e lo ha condannato a morte (Mt.26, 57-67).

O al limite citare altri Domenicani di grande spessore: Padre Reginaldo Garrigou-Lagrange († 15 febbraio 1964) nel suo trattato De Christo Salvatore (Torino, Marietti, 1946, p. 232) riprende San Tommaso e i due Dottori domenicani Domingo Bañez († 1604), Charles-René Billuart (1685-1757)… ed insegna che un Papa ipoteticamente eretico occulto resterebbe membro della Chiesa in potenza e non in atto, ma manterrebbe la giurisdizione tramite la quale governa visibilmente la Chiesa. In questo senso, ossia quanto alla giurisdizione, manterrebbe la natura di Capo della Chiesa, ma cesserebbe di essere membro di Cristo vivificato dalla grazia o dalla fede soprannaturale. E ciò proprio in virtù dell’azione dello Spirito Santo che non cesserebbe di guidare in qualche modo la SUA Chiesa… 

Quindi il Papa, se perde la fede personale occultamente, cessa di essere membro vivo della Chiesa, ma può rimanere capo della Chiesa visibile tramite la giurisdizione che può coesistere con l’eresia interna. La Chiesa resterebbe sempre visibile, come una società che riunisce molti membri sotto un capo visibile. Per cui gli eretici occulti sono membri apparenti e morti della Chiesa, non fanno parte della sua anima (cfr la zizzania Mt.13,24-30), non essendo vivificati dalla grazia santificante, ma non sono esclusi dal corpo della Chiesa visibile perché il loro crimine è interno o invisibile e saranno giudicati a suo tempo. Ma senza inventarsi un Cristo che avrebbe previsto in futuro un PRIMATO a papato allargato… questo è seminare nuova zizzania e confusione.


 

AGGIORNAMENTO: dall’Isola di Patmos uniamo il seguente Comunicato:

Cum magna tristitia…..

Con dolore veramente immane, dobbiamo prendere atto che nelle sue righe il Padre Giovanni ha purtroppo enunciato dei colossali strafalcioni sul piano storico, sul piano giuridico e sul piano teologico.

Non vogliamo sottrarci al dibattito, ma per il grande affetto e la umana tenerezza che ci lega a lui evitiamo di farlo, semmai invitando i suoi Superiori a sottoporre questo suo scritto ad alcuni insigni studiosi domenicani, per esempio al Padre Daniel Ols, valente teologo dogmatico, ed il Padre Bruno Esposito, valente canonista ed ordinario di Diritto Canonico alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino. È molto probabile che il secondo non mancherà di spiegare in quali gravi termini Padre Giovanni confonda i Christi fideles già fin troppo confusi dando per scontati e per esistenti degli istituti giuridici che non esistono, per esempio la figura del “papa emerito”, o “il doppio papato”, o peggio due pontefici “entrambi tali ma uno dotato del ministero attivo e l’altro ritiratosi nel ministero passivo”, insomma “due papi entrambi legittimi nella loro diversità di ministero”, come egli afferma tra le righe di quel suo intervento sul blog di Aldo Maria Valli.

Il termine “papa emerito” è solo un modo di dire colloquiale e improprio, o meglio giornalistico, perché mai in questi ultimi cinque anni è stata istituita dalla Chiesa la figura e l’istituto giuridico del “papa emerito” inserito come tale nel Codice di Diritto Canonico. Anzi: su questo argomento tutti i canonisti tacciono, compreso l’insigne canonista gesuita Gianfranco Ghirlanda, che poco dopo la rinuncia di Benedetto XVI non mancò di far presente e di spiegare che un atto di rinuncia è legittimo e previsto dal Codice di Diritto Canonico e che il rinunciante sarebbe dovuto tornare al suo stato precedente l’elezione al sacro soglio. Siccome però, le cose, sono andate diversamente, oggi ci troviamo di fatto dinanzi ad un paradosso che ad oltre cinque anni di distanza dall’atto di rinuncia di Benedetto XVI non è stato ancòra chiarito, meno che mai regolamentato con un apposito istituto giuridico.

Sul mai istituito istituto giuridico del “papa emerito” nessun canonista si è mai espresso, neppure facendo delle ipotesi, tanto meno dinanzi al paradosso mai verificatosi prima nella storia della Chiesa di “due pontefici, uno regnante e uno ritirato, entrambi legittimi come tali”. Questo sostiene infatti Padre Giovanni che a 78 anni è divenuto d’improvviso anche esperto canonista, sciogliendo sui blog dei giornalisti dei nodi che ancora la Chiesa non ha sciolto. E non li ha sciolti perché la Chiesa, in silenzio, attende che la morte di Benedetto XVI ponga fine al paradosso giuridico che di fatto si è creato, giacché il rinunciatario non è tornato al proprio stato precedente l’elezione, ma soprattutto non ha provveduto, prima della sua rinuncia, a creare il nuovo ed apposito istituto giuridico del cosiddetto “papa emerito”.

Padre Giovanni tocca l’apice in questo suo scritto affermando:

  • «Cristo ha voluto un solo Papa come Papa in esercizio del suo ufficio. Ma non ha escluso la possibilità di due Papi legittimi, come è oggi, dei quali, però, uno solo esercita l’ufficio, ovvero Francesco».

Quest’affermazione è gravissima perché tira in ballo la volutas Dei, pertanto Padre Giovanni ha il dovere morale e teologico di spiegare come, in che forma ed attraverso quali parole Cristo Signore «non ha escluso la possibilità di due Papi legittimi», perché se a tal proposito ha ricevuto una rivelazione, deve anzitutto presentarla alla Chiesa, dopodiché attendere che la Chiesa la riconosca come rivelazione soprannaturale autentica.

(…)

Noi non rispondiamo nel merito di quanto scritto da Padre Giovanni sulblog di Aldo Maria Valli perché riteniamo che la risposta gli sia stata data già data dal Cardinale Walter Brandmüller, che è un grande studioso che conosce bene ed a fondo il proprio mestiere di storico della Chiesa e di ecclesiologo [il testo dell’articolo del Cardinale è leggibile QUI]. Se Padre Giovanni avesse solamente scorso questo articolo, avrebbe evitato certe uscite infelici, a partire dal riconoscimento delle ragioni o degli elementi positivi che a suo dire sussistono nel pensare e nell’agire di un eretico ostinato ed impenitente come Alessandro Minutella.

In conclusione: tra i cinque punti circa gli errori che Padre Giovanni Cavalcoli indica ad Alessandro Minutella, non è neppure vagamente menzionata la grave ed empia affermazione di questo presbìtero scomunicato circa la invalidità di tutte le Sante Messe celebrate in comunione con il Sommo Pontefice Francesco. E questo è davvero inquietante, per un teologo che si mette a confutare un eretico sul blogdi un giornalista cattolico, dimenticando proprio quell’elemento che costituisce la vera e propria apoteosi dell’eresia di Alessandro Minutella, nel quale c’è del buono e sussistono delle buone ragioni nella misura in cui esse possono sussistere nel cosiddetto paradigma Hitler testé enunciato tra queste righe.

dall’Isola di Patmos, 9 gennaio 2019

 

11 pensieri riguardo “Anche per Padre Cavalcoli, il Vangelo va riscritto?

  1. Mi son dimenticata di commentare questa “perla” di Cavalcoli in effetti! Totale assurdita’! Che vuol dire, che in pratica potremmo avere 4 o 5 o chissa’ quanti papi?Cosa non si deve fare quando si vuol difendere l’indifendibile! Peccato, perche’ in pratica anche questo consacrato, come tutti, sa in quale melma si trovi la Chiesa Cattolica, per colpa proprio di guide spirituali e teologi corrotti. Tirate fuori un po’ di coraggio, coerenza e soprattutto coscienza, cari sacerdoti e suore. Nessuno puo’ condannare, sia chiaro, nessuno e’ come Dio, ma la loro responsibilita’ e’ infinitamente maggiore di noi laici.

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  2. Io sono stato uno studente di Padre Cavalcoli Dottore in S. Teologia e Dottore anche in Filosofia che fu sotto GPII in Segreteria di Stato … credo con qualche competenza in Diritto Canonico … conosco il suo pensiero nella totalità… voi chi siete???

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    1. Gentile WAlther, non si preoccupi per noi. Padre Giovanni Cavalcoli ci conosce molto bene, e la stima da noi confessata è tutta sincera e reale.
      Si preoccupi, piuttosto di portare argomenti per smentire la gravità dell’affermazione del nostro carissimo teologo perché, e lo diciamo col cuore in mano, siamo stufi di persone che sbriciolano titoli e credenziali, ma senza portare mai argomenti per smentire quanto riportiamo ed ignorando completamente che davanti a Dio è ben altro ciò che conta e la Sapienza è donata ai “piccoli, agli umili”. E stia tranquillo che non ci stiamo descrivendo in ciò, ma che apprendiamo la Verità da chi la snocciola bene come ha dimostrato il cardinale Brandmuller.
      E dunque, porti argomenti e finiamola con i titoli altisonanti che non servono a sbrogliare questa matassa intrigata sulla quale è caduto il nostro buon padre Cavalcoli.
      E se può legga anche il Comunicato “cum magna tristitia” dall’Isola di Patmos….. aggiunto come link qui a fondo articolo.

      Lo Staff.

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    2. Carissimo Walter, sono un emerito nessuno in campo teologico. Ma legga qui
      http://isoladipatmos.com/cum-magna-tristitia-non-si-disputa-con-gli-scomunicati-la-nostra-rivista-risponde-unicamente-di-cio-che-i-suoi-autori-scrivono-su-queste-colonne-non-di-cio-che-padre-giovanni-cavalcoli-scrive-in-gi/
      Questo dimostra che anche insigni colleghi, alla pari insomma, di padre Cavalcoli, non possano stavolta lasciar correre questa cavalcolata. E monsignor Livi (spero di lui almeno abbia una buona opinione), lascio’ la rivista telematica da me sopra citata proprio in seguito a scontri su campi “minati” teologici. Tutto il nostro discutere purtroppo non fa che dimostrare quanto la chiesa Cattolica sia profondamente divisa e ferita. Francamente sento ormai raccontare enormi eresie da famosi ed insigni teologi, quindi non e’ che i loro titoli, per quanto altisonanti, garantiscano la Verita’!
      Mi sento comunque di dissentire sulle posizione durissime espresse nel sopra citato articolo su Don Minutella, perche’ se la sara’ anche cercata la scomunica ma non si capisce come eretici quali il famigerato Rahner o predatori seriali come Marcial Maciel o anche solo il nostro caro ragioniere Enzo Bianchi, non si meritino pari trattamento. Concordo con Grazioli, questo accelleramento verso l’abisso non puo’ che preludere al collasso del sistema.

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  3. Mi rendo conto che molto probabilmente leggiamo tutti quanti gli stessi blog/siti internet. Vorrei tuttavia segnalare l’ultimo articolo di A.M. Valli sul caso Don Minutella.
    https://www.aldomariavalli.it/2019/01/11/don-minutella-un-caso-che-continua-a-far-discutere/
    Le risposte dei lettori, soprattutto del sacerdote che ha personalmente conosciuto ed appoggiato il Don, offrono spunti interessanti. A noi tutti, quindi me compresa, va il messaggio di rimanere sempre nella Chiesa perche’ chiunque ne esce si esclude automaticamente dalla Grazia e rischia di essere facile preda del grande mentitore. Gli sbagli del regnante Papa ci son ben noti, a noi la responsabilita’ di sottolinearli cosi’ magari qualche fedele in piu’ lo recuperiamo! Il resto delle teorie complottiste e sedevacantiste fanno il gioco di Satana. Meglio seguire i messaggi pressanti della Santissima Vergine, che ovunque appaia ripete incessantemente di seguire il vero Magistero e continuare a pregare e visitare il Santissimo (parla e’ vero di sbandamenti nella Chiesa ma non osa nominare ne’ Papi ne’ individui particolari). Le nostre discussioni valgono per risvegliare le coscienze ma non per aumentare la confusione. La lotta e’ appena iniziata, quindi facciamoci coraggio!

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  4. Al di là della solita (e nemmeno troppo documentata) propaganda papista, e una certa superficialità nel considerare il mondo ortodosso (nel 1054, checché ne dicano gli stessi polemisti ortodossi, lo scisma non avvenne attorno al Primato di Pietro, anche perché la Sede Romana fino all’XIX secolo non presentò mai tale Primato in modo troppo esagerato da contraddire alla Tradizione [Gregorio VII è altra cosa, perché mira piuttosto a un primato politico, e a uno giurisdizionale, de facto già riconosciutogli secolarmente sull’Occidente, che sicuramente causa qualche problema ecclesiologico ma non è grave come la deriva personalistica del secolo XIX, la quale nasce anche dalla perdita del potere temporale]), denotabile anche dalle scarse conoscenze sull’ordine gerarchico dei Patriarcati (nonostante l’attuale scisma tra Mosca e Costantinopoli, e nonostante il fatto che l’Ortodossia Russa sia la più consistente quanto a numero di fedeli e visibilità mediatica, il Patriarca di Mosca, a rigor di Concili e Tradizione, è solamente sesto nella successione di prestigio dei primati, dopo Roma Antica, Nuova Roma / Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme; secondo taluni sarebbe addirittura settimo, poiché l’Arcidiocesi Primaziale di Cipro, essendo autocefala dal V secolo, meriterebbe il terzo posto, anche se su questo vi è da ridire per via dell’assenza di un titolo patriarcale), suggerisco (a meno che non abbiate impiegato un raffinato arcaismo ciceroniano [accusativo plurale di III declinazione in -is anziché -es], lo quale però ordinariamente non s’impiega nel lessico canonistico) di correggere in INTER PARES.

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    1. Cipro meriterebbe ovviamente il quinto, secondo taluni, non certo il terzo ch’è indiscutibilmente del Patriarca di Alessandria, il “giudice di tutta la terra”. Mi si perdoni il lapsus.

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  5. Confesso che sono rimasto scandalizzato e sconcertato da certa fisarmonica teologica del teologo domenicano Cavalcoli. Ero fra quelli che in rete lo seguiva sempre, specialmente a riguardo della denuncia contro l’eresia del gesuita Rahner, ma davvero che cosa gli è accaduto? Lui vuole difendere a tutti i costi papa Bergoglio, ma così facendo deve per forza infilare strafalcioni teologici, come avete dimostrato anche nel primo link.
    Ora io mi fermo alla frase di Gesù, assai chiara: “Quando eri più giovane ti cingevi da solo e andavi dove volevi, ma quando sarai vecchio un altro ti cingerà i fianchi e ti porterà dove tu non vuoi” (Giovanni 21, 18). L’allegoria di Cristo non allude semplicemente al vestirsi di un giovane e all’essere vestito di un anziano, ma tutto si gioca sul rapporto di significato tra “cingersi” ed “essere cinto”, ovvero legato da un altro in un unico primato: Gesù e un solo Pietro alla volta, un rapporto che si conclude solo alla morte di Pietro per volgersi al suo successore. L’altro poi, può essere identificato anche con il demonio che conduce al martirio Pietro il quale, per amore e fedeltà al primato, si lascerà crocifiggere a testa in giù.
    Ma non può esistere, come affermerebbe Cavalcoli, un papato allargato, davvero un reparto geriatrico pontificio, come avete giustamente ed ironicamente osservato.
    Carlo.

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  6. Tutte queste diatribe hanno origine nel fatto che la chiesa non ha mai definito il papato come un sacramento. La cosa è davvero molto strana. Io credo che al sacramento dell’ordine segue quello del pontificato. Auspico pertanto un concilio ecumenico che definisca questo punto in maniera chiara per il bene della chiesa.

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