La vera morale cattolica sulle dipendenze dai giochi d’azzardo, ed altro…

Tranquilli, non vogliamo fare lezioni moraliste a nessuno. Vi proponiamo, invece, una interessante “lectio” di Padre Ariel S. Levi di Gualdo dall’Isola di Patmos, vedi qui. Una lectio in video (davvero breve dato l’argomento) che vi invitiamo ad ascoltare dal momento che, le cose dette, sono di gran lunga utili anche per tante altre questioni  perché, certe nozioni morali, sono principi fondamentali che non riguardano solo il gioco d’azzardo…


 

 

 

2 pensieri riguardo “La vera morale cattolica sulle dipendenze dai giochi d’azzardo, ed altro…

  1. In effetti ascoltare don Ariel, anziché leggere i loro lunghissimi articoli, è più comprensibile e dinamico. Molto interessante i passaggi sulla vera umiltà, sulla vera povertà, sulla propria responsabilità in quel libero arbitrio negato da Lutero e presente in noi, in qualità di figli liberi di Dio. Il discorso così non è chiuso solo alla questione pur gravissima della schiavitù del gioco d’azzardo, ma come ogni altra forma di schiavitù, che ci viene dal peccato originale, deve essere debellato in noi a partire dall’usare della libertà per ricevere quella grazia che può aiutarci a spezzare queste catene perché, come dice infatti Gesù: senza di me non potete fare nulla.

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  2. Salve a tutti. Vi seguo da molto tempo e sono rimasto favorevolmente colpito dal contenuto di questo video insieme, certamente, a molti tanti articoli che avete pubblicato.
    Colpito perché forse è la prima volta che un prete parla, in rete, di questo argomento scottante e lo fa con dovizia di linguaggio e conoscenza della materia.
    Capisco che oggi la situazione ecclesiale è drammatica, ma sacerdoti impegnati a spiegare soprattutto ai giovani questa schiavitù che non finisce solo nel gioco ma anche nella pornografia e nelle cattive abitudini, è davvero una perla rara. Bellissimo il passaggio quando il sacerdote rimprovera paternamente i giovani, ammonendoli di una scarsa, e persino assente umiltà!
    Credo che sia proprio la mancanza di questa umiltà a gettarci un poco tutti in queste schiavitù. Infatti, la mancanza della vera umiltà ci trascina poi nella superbia, madre di tutti i vizi e di tutti i peccati.
    C’è attualmente, come avete ricordato voi stessi in molti articoli, una grave forma di ribaltamento del senso del peccato, se non ritorniamo a parlare di questi argomenti, come ha fatto questo prete in modo così chiaro, persino coraggioso e convincente, non sarà facile educare le future generazioni al vero senso del peccato, e per evitarlo.
    Parlare di poveri ed immigranti va anche bene, ma non sono la priorità se, a monte, non si preparano i giovani (e non si rieducano gli adulti) al senso del peccato, all’umiltà, alla fedeltà dei rapporti cominciando da quella fedeltà al battesimo e agli altri sacramenti ricevuti. Questa chiesa modernista ci sta conducendo nel baratro dei vizi e delle nuove schiavitù anche perché, quando afferma che i poveri sono la priorità con l’accoglienza degli immigrati, ma non si occupa più di sgravare l’uomo dalla schiavitù dei peccati, non si preoccupa più di ammonire, educare e sanzionare, ogni cosa verrà alimentata dalla personale superbia di un certo attivismo malato di protagonismo, mentre l’anima languisce e naufraga nei vizi peggiori.
    In omnes fidelium generationes Christi salutatio insilit; rimbalza su ogni generazione di credenti il saluto di Cristo.
    Domenico65

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