Arriva il nuovo sacerdote della “new-chiesa”

Effettivamente ci stavamo chiedendo di certo “silenzio” di papa Francesco. Se ci avete fatto caso è da qualche mese che Bergoglio sembra essersi trincerato dietro un silenzioso “adagio”, tanto per dare una idea, occupandosi esclusivamente delle Udienze del mercoledì, degli Angelus e delle Omelie pubbliche le quali, comunque sia al di la se possano piacere o meno, restano ancorate ad una accettabile comprensione catechetica. Ma sembra oramai chiara la tattica e il metodo attraverso il quale Francesco si muove: non proclami, dottrine, Motu propri, ma la diffusione di una RIVOLUZIONE interna alla chiesa che si vuole a tutti i costi cambiare.

AGGIORNAMENTO: prima di leggere l’articolo vogliamo avvisarvi che sono usciti, nel frattempo, due articoli imponenti sulla drammatica situazione vocazionale….. eccoli: Belgio, spinta verso l’ordinazione di uomini sposati e donne; e Preti gay, la realtà che non si vuol vedere….


Questa smania RIVOLUZIONARIA non è frutto dello Spirito Santo e questo per due motivi imprescindibili: il primo riguarda il fatto che lo Spirito Santo certamente CREATIVO, non è però schizofrenico che in passato diceva delle cose alla Chiesa facendole sigillare nella DOTTRINA e “domani”, oggi, indica aspetti DISCORDANTI tra loro, in rottura tra loro…;  il secondo motivo è che LA RIVOLUZIONE non viene mai da Dio, non viene dall’alto ma dal basso ed è frutto UMANO, più o meno condivisibile per certi aspetti, ma non certo divino poiché, lo Spirito Santo quello vero, comune al Padre ed al Figlio… muove semmai LE RIFORME le quali non sono mai in rottura con il passato, agisce attraverso le riforme delle quali solo i Santi hanno saputo indicarcene la prova e la verità.

Di che cosa stiamo parlando? Di una “piccolissima” (si fa per dire) rivoluzione sull’identità e l’immagine del futuro prete di domani nella Chiesa Cattolica!

L’8 dicembre 2016 è stata pubblicata la nuova Ratio Fundamentalis sulla formazione presbiterale: Il Dono della vocazione presbiterale. Il punto di arrivo di un lungo cammino compiuto dalla Chiesa nel corso di più di quarant’anni e illustrato concretamente dal nutrito numero di riferimenti della Ratio a testi e documenti del Magistero sulle varie tappe della formazione presbiterale, ma attenzione, non tanto il Magistero perenne della Chiesa ma IL MAGISTERO DI PAPA FRANCESCO…. Il testo unisce ogni innovazione recente, riaffermando alcune caratteristiche fondamentali del sacerdote ideato dal MODERNISMO, le nuove caratteristiche del Buon Pastore, origine di ogni vocazione. E riassume in tre termini il percorso proposto dalla Ratio (di Bergoglio): umanità, spiritualità-discernimento (sono un aspetto unico, come spiega Parolin), accompagnamento.

Siamo cattivi noi? NO! Perché a fronte di ciò c’era,  c’è e ci sarebbe… il Documento precedente “Ratio Fundamentalis” firmato da Giovanni Paolo II nel 1985 – vedi qui – (andate almeno a vedervi la ricchezza alle fonti di tutto il Magistero della Chiesa) che così, usando lo stesso titolo, viene ora cestinato senza che sia stato mai messo in pratica dove si affermava esplicitamente che:

  • “La presente edizione della “Ratio fundamentalis”, dopo la congrua approvazione concessa dal sommo Pontefice Giovanni Paolo II, è consegnata agli Istituti di formazione sacerdotale con il sincero desiderio che essi, sostenuti da norme chiare e sicure, continuino ad adempiere fedelmente la loro preziosa missione, per il maggior bene delle anime e di tutta la Santa Chiesa.”

Capite il giochino? Il testo firmato da Bergoglio nel 2016, andrà a sostituirsi a questo nel quale SPARISCONO quelle “norme chiare e sicure” che, nel testo del 1985 infatti, attingevano (bene o male) molto DAL DEPOSITUM FIDEI mentre ora, quello nuovo, attinge ESCLUSIVAMENTE A BERGOGLIO… e lo dice lo stesso cardinale Parolin che – la nuova Ratio… “E’ INCENTRATA SU CIO’ CHE PAPA FRANCESCO VUOLE PER IL FUTURO PRETE…”, la SUA nuova immagine del “Buon Pastore”.

Lo stesso giochino è stato fatto per i testi fondamentali sulle vocazioni claustrali, vedi qui, e sulla santità di ognuno vedi qui, delle RIVOLUZIONI in materia di identità cattolica. Così come c’è stato l’Anno Sacerdotale di Benedetto XVI 2009-2010, completamente cestinato da questo nuovo documento, citato diremo, solo sul finale ma per aspetti che è evidente essere per loro marginali. Si legga qui. E del Motu Proprio “FIDES PER DOCTRINAM” del 16 gennaio 2013 con la quale si spostò la competenza della materia da una congregazione ad un’altra, ma mantenendo intatto il corpus della “Pastor Bonus” sul sacerdozio voluto da Giovanni Paolo II, da entrambe le quali emerge il nucleo essenziale: La fede ha bisogno di essere sostenuta per mezzo di una dottrina capace di illuminare la mente e il cuore dei credenti.

Ma ben altro è il mantra che risuona oggi e che si vuole imporre senza alcuna discussione:

“IL PRETE DI DOMANI SARA’ CHIAMATO AD ESSERE DIVERSO….”

Così concentra il cuore – e il mantra – del suo intervento il cardinale Pietro Parolin in un recente incontro a Bologna nel quale, appunto, è stato affrontato l’argomento, vedi qui.

Tra le “novità” presenti nel documento è l’indicazione di dare «massima attenzione» al tema della «tutela dei minori e degli adulti vulnerabili».

NOVITA’??? E tutti gli interventi di Benedetto XVI sull’argomento che fine hanno fatto? Il primo Documento di un Pontefice per la tutela dei minori e dei più vulnerabili è proprio suo, di Benedetto XVI, ma a quanto pare oggi costituisce una novità…

Un altro punto di rilievo presente nel documento è la menzione del mondo digitale come aspetto specifico della formazione: un luogo complesso e affascinante, ma anche insidioso, che richiede, come per le altre dimensioni della formazione, competenza ed educazione, perché «attraverso i moderni mezzi di comunicazione, il sacerdote potrà far conoscere la vita della Chiesa e aiutare gli uomini di oggi a scoprire il volto di Cristo, coniugando l’uso opportuno e competente di tali strumenti, acquisito anche nel periodo di formazione».

E’ quindi evidente che il futuro prete dovrà essere anche ESPERTO di computer, Blog e siti…. INDISPENSABILI PER LA SALVEZZA DELL’ANIMA!! (sic!). Perdonateci l’ironia, non riteniamo affatto inutile questo aspetto della formazione, ma lo abbiamo riportato perché NON SI PARLA MAI DELLA CONVERSIONE A CRISTO E DELLA SALVEZZA, non si parla di redenzione  MA DI RELAZIONI…. infatti, nella “nuova ratio”, il punto di arrivo di questo “articolato e complesso cammino di formazione è dato dalla capacità propria del sacerdote di essere uomo di relazioni”, capace di dialogare e di incontrare le persone là dove vivono, capace soprattutto di trasmettere certamente la gioia del Vangelo, ma senza convertire nessuno: “un aspetto questo ben ricordato dal magistero e dalla vita di papa Francesco” (come riporta ovviamente Civiltà Cattolica nel presentare il nuovo Documento).

Quindi per duemila anni – il prete – non è stato un esperto di RELAZIONI?

E’ evidente allora che – il nuovo prete – non dovrà essere “esperto di SACRAMENTI”, ma di relazioni umane, amicizie… creare cioè rapporti a prescindere dallo SCOPO per cui si diventa preti anzi, più lo scopo è legato e associato esclusivamente alla CARITA’ materiale e meglio è.

L’importante è DIMENTICARE L’IMMAGINE DEL PRETE DEL PASSATO… non sono nostre queste espressioni, ma del cardinale Parolin… è l’immagine del prete del passato, questa NOSTALGIA ad essere – secondo Parolin che cita tutto e solo Bergoglio dimenticando tutti gli altri Papi – LA GABBIA PER I NUOVI PRETI!

Il tutto è naturalmente condito con LA NUOVA RILETTURA del brano del Buon Samaritano, una rilettura che, a quanto pare, la Chiesa per duemila anni non aveva capito bene!! Alcuni esempi di queste “riletture” li trovate qui come è il caso dell’adultera, oggi, SENZA BISOGNO DI CONVERTIRSI E SMETTERLA DI PECCARE. Questa “rivoluzione” infatti, ha delle matrici oramai emerse, ma che molti fingono di non vedere o non vogliono vedere, vedi qui. Ma l’allarme noi lo avevamo evidenziato nella Lettera – eretica – di Enzo Bianchi ai Presbiteri del settembre scorso…. vedi qui, ma a quanto pare si continua a fingere di non capire.

IL NUOVO PRETE DOVRA’ IDENTIFICARSI ALLA FIGURA DEL BUON PASTORE….” forse che per duemila anni, un santo Curato d’Ars, un san Padre Pio, un Don Dolindo Ruotolo, un Padre Cornelio Fabro vedi qui, un domenicano come Padre Tomas Tyn, o come Don Divo Barsotti vedi qui…. tanto per fare qualche nome, non sono stati all’altezza di questa FORMAZIONE E TESTIMONIANZA? Chiediamoci allora QUALE IMMAGINE NUOVA DEL BUON PASTORE SI PRETENDE INTRODURRE??

Per arrivare ad una conclusione, quale è allora la situazione attuale?

Che nel Documento del 1985 (che abbiamo letto e studiato insieme al nuovo) si tenta, comunque sia, di ARGINARE l’intromissione delle teorie dell’eretico gesuita Karl Rahner, all’interno dei seminari e per la formazione appunto dei futuri sacerdoti. Il Testo pur rifacendosi alle nuove normative del concilio Vaticano II, resta tendenzialmente in difesa dell’identità del Sacerdozio Cattolico, in tutta la sua estensione. Al contrario, nel nuovo Documento del 2016 SPARISCE letteralmente il Deposito della Fede Cattolica sulla materia sacerdotale e… affiorano – seppur non sono mai citati – le teorie di Karl Rahner (che sul nuovo sacerdozio scrisse un libro) e di Enzo Bianchi! E mica “pizza e fichi” eh!!

E c’è una grave contraddizione perché, dal 2016, papa Francesco ha LEGITTIMATO i Sacerdoti della Fraternità Sacerdotale San Pio X (formati nei seminari tradizionali voluti da mons. Marcel Lefebvre, che pagò di persona l’impegno a questa formazione del vero Buon Pastore), i quali – per l’appunto – non sostengono affatto tutte queste teorie moderniste, A CONFESSARE I FEDELI e a dare loro i Sacramenti, ma al tempo stesso – papa Francesco – vuole modificare, rivoluzionare la nuova formazione dei futuri preti con la sua nuova immagine modernista del Buon Pastore…. che per intenderci è alla Jesus Christ superstar…. di gesuitica memoria, vedi qui.

E’ evidente che questa “new” formazione non solo non potrà mai essere “in sintonia” con l’antica, ma è e sarà sempre segno di ROTTURA con la stessa Tradizione della Chiesa, continuando ad alimentare una profonda CONFUSIONE che tanto piace a Bergoglio.

Ma il papa lo può fare? Eccerto che “lo può fare”!! DAI FRUTTI vedremo ciò che era opera di Dio e ciò che non lo era ma, da cinque anni ad oggi, qualcuno sa forse indicare I BUONI FRUTTI provenuti dall’imporci ed imporre a tutta la Chiesa il progetto del gesuitismo modernista, omosessualismo compreso firmato dal gesuita James Martin, pupillo di Bergoglio?


…. è evidente dunque che, l’attuale magistero socialista o della dottrina del benessere, o della teologia del popolo, non può essere gradita a Gesù! A dirlo è san Pio X.

07 Pio X Magistero suo 1

4 pensieri riguardo “Arriva il nuovo sacerdote della “new-chiesa”

  1. “E riassume in tre termini il percorso proposto dalla Ratio (di Bergoglio): umanità, spiritualità, discernimento, accompagnamento.”

    ci sarebbe da correggere, la piccola svista, dei tre, ora quattro termini.
    Lo dico non per critica ma per aiuto fraterno alla correzione.

    ______________________________

    Grazie, correggiamo subito 😉
    Lo Staff

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  2. Riflessioni importanti, come sempre del resto. Consiglio di leggere questo articolo:
    http://www.teologiaspicciola.org/article.php?a=84
    è del maggio scorso, ma l’ho trovato interessante perché denuncia questa carenza catechetica nei sacerdoti, nei laici, nel mondo cattolico.
    Mi sembra che a parlare sia un sacerdote, ecco un passo:
    “Dall’esperienza che ho ricavato e che ricavo ogni giorno dall’apostolato parrocchiale ho compreso l’esigenza di una formazione continuativa a tutte le classi sociali, con particolari differenziazioni. Ma la sostanza non cambia: dobbiamo ricominciare a investire sulla formazione permanente di tutti, e non solo dei fedeli, con un insegnamento che riprenda e mantenga inalterata la forma catechetica. Prendere occasione dall’omelia domenicale è buona cosa, ma non basta. Occorre evangelizzare il popolo in tutte le occasioni possibili, istituendo particolari momenti di incontro e approfondimento delle verità della nostra santa fede.”

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  3. Va anche fatto osservare, come in parte è già ben descritto nell’articolo, come appena eletto Bergoglio (se è legittimo o no, al momento non cambia nulla) si siano subito dati da fare per cancellare tutto il cammino della Chiesa precedente.
    I testi emanati sotto i pontificati di Giovanni e Paolo II e di Benedetto XVI, sono stati tutti letteralmente buttati nella raccolta differenziata della carta mentre, già bella che preparata la Evangelii di Bergoglio dove era pronto tutto il suo piano rivoluzionario, è stata imposta immediatamente a tutta la Chiesa.
    La stessa testimonianza drammatica che avete pubblicato qui: da Roma un grido di dolore, https://cronicasdepapafrancisco.com/2018/02/16/da-roma-un-grido-di-dolore/ lo descrive nei dettagli.
    Se si vuole fare l’esempio classico la Sacramentum caritatis di Benedetto XVI che andava ancora applicata, sparì di colpo e da Roma all’epoca con il cardinale Vallini, si imposero ai sacerdoti e ai laici, lo studio e l’applicazione metodica della Evangelii.
    Da allora esiste solo un magistero, quello di Bergoglio, esiste una sola chiesa, la sua, e da allora assistiamo all’avanzata dei gesuiti che per altro, prima di diventare papa, Bergoglio neppure si filava.
    Benedetto XVI voleva fare la riforma dei seminari ma ha commesso diversi e gravi errori di valutazione e di indolenza.
    Ora la chiesa è in queste mani corrotte e prepotenti, di persone avide e senza scrupoli che hanno sempre odiato i papi precedenti, non sarà perciò una riforma santa dei seminari, ma una vera rivoluzione dell’identità del sacerdote che dovrà sempre più somigliare ai pastori protestanti perchè, il pallino di Bergoglio, è l’appiattimento totale delle nostre risorse cattoliche, affinché non vi sia più differenza o distinzione tra gli uni e gli altri.
    Da qui si capisce la battaglia diabolica di chi è favorevole anche all’abolizione del celibato sacerdotale e di dare le parrocchie ai diaconi con famiglia.
    E’ vero che chi è con Cristo e Maria non ha nulla da temere, ma le tribolazioni, secondo me, sono appena cominciate, per ora sono solo nei progetti rivoluzionari, i guai li vedremo quando li metteranno tutti in pratica, scomunicando o mettendo a tacere chiunque vi si opporrà, lì saremo messi davvero alla prova: o con la vera Chiesa o con la falsa chiesa.

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  4. Vi segnalo l’articolo del SIR il servizio di informazione religiosa e la sua vergognosa propaganda ad un vero cardinale diabolico che si tinge persino i capelli:
    https://www.agensir.it/quotidiano/2018/11/21/papa-card-braz-de-aviz-e-un-dono-impensabile-in-un-momento-difficile-per-la-chiesa/

    Braz de Aviz ha affermato: “Non interessa il nome del Papa, in questo momento Pietro è Francesco: tutte le forme di nostalgia che ci mettono fuori dal tempo non vanno bene… papa Francesco è un dono impensabile, perché con chiarezza, trasparenza e semplicità, ci sta dando le linee da seguire in un momento difficile per la Chiesa, caratterizzato da tanti problemi… Occorre mettersi in ascolto del Signore e di Pietro per aggiornare la millenaria vita consacrata e contemplativa. Il Concilio ci chiede di diventare discepoli di Gesù, dei fondatori e di dialogare con la cultura del momento che non è quella del passato… senza nascondere che tutto questo è faticoso. Lo Spirito Santo oggi è più segno di instabilità che di stabilità: muove le acque e ci lascia con l’acqua alla gola perché non ci fermiamo sulle nostre sicurezze”.

    PAZZESCO È DIR POCO…COLUI CHE HA BLATERATO QUESTI ABOMINI È L’ARTEFICE DELLA PERSECUZIONE AI FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA E AD ALTRI SANTI ORDINI.
    DI NOME FA “Card. João Braz De Aviz, prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica”, ed è tra i più perversi diabolici cardinali della corte del dittatore Bergoglio.
    Ma tu pensa, dal concilio il concilio chiede di diventare discepoli di Cristo, e fino a ieri dove stavano questi ruba-stipendio? CAMBIARE LA CULTURA DEL PASSATO? AVEVATE VISTO BENE VOI DEL SITO, ci stanno imponendo una cultura tutta modernista per uccidere la nostra identità cattolica.
    Certo che è faticoso! Un eretico cardinale che afferma che lo Spirito Santo E’ SEGNO DI INSTABILITA’ E CHE CI LASCIA CON L’ACQUA ALLA GOLA, NON E’ DEGNO NEPPURE DI VIVERE.
    E ripete la battuta idiota del suo capo quando affermò che nella Trinità Santissima i Tre stanno ancora litigando tra loro!
    Poveri stolti!
    In questo pensiero eretico di Aviz c’è tutta la conferma della battaglia che state portando avanti, grazie per quello che state facendo cercando di aprirci gli occhi.
    Ciao da Alessandro

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