Cosa serve una etica teologica se non si annuncia il Cristo Dio?

Speravamo di essere entrati già in “ferie”, ma a quanto pare – papa Francesco – vuole deliziarci con nuove “riflessioni” non solo monotematiche e autoreferenziali… ma vuole anche ricordarci che NON E’ NECESSARIO convertirsi a Cristo Gesù, per far andare avanti questo mondo allo sfascio, ma bensì “costruire ancora ponti” e convertirsi alla  NUOVA ETICA ECOLOGICA…..

E’ questo quanto emerge dal Discorso che papa Francesco ha consegnato “Ai Partecipanti alla III Conferenza internazionale di Catholic Theological Ethics Today”, si legga qui il testo ufficiale. Possibile che abbiamo sempre “noi” da ridire? Oppure non è forse vero quanto di sconcertante leggiamo dalle parole del pontefice?

Il Discorso di papa Francesco è, anzitutto, autoreferenziale, cita solo se stesso, la vera Dottrina Sociale della Chiesa con i suoi contenuti magisteriali, non esiste più…. lentamente ma inesorabilmente – Bergoglio – non la cita più in modo tale che così, per le nuove e future generazioni, pastoralmente parlando verrà introdotto il NUOVO PENSIERO che non è più cattolico, come andiamo a dimostrare.

  • Dice papa Francesco: Il tema del vostro convegno si muove in una prospettiva a cui molto spesso io stesso ho fatto riferimento: “ponti e non muri”….

Per dare una saggia risposta che condividiamo totalmente, rimandiamo alle spiegazioni offerte di recente dal domenicano Padre Riccardo Barile, cliccando qui: Ponti o muri? Costruire entrambi per la conversione…. servono ENTRAMBI, lo dice la Sacra Scrittura, caro Bergoglio!!

Dunque, secondo L’IDEOLOGIA E NON LA TEOLOGIA di papa Francesco – in questa epoca di grandi sfide e di tempi CRITICI – non serve convertirsi a Cristo ma ALL’ETICA ECOLOGICA! Certo, egli non ha detto queste parole ma se leggete il Discorso, nel quale non si pronuncia mai la conversione, men che meno GESU’ CRISTO, ci chiediamo a cosa serve parlare di un incontro di etica TEOLOGICA!!!

Se, come sappiamo, l’etica (che significa ed indica il carattere, il comportamento, costume o consuetudine dell’uomo) è quella dottrina o indagine, o filosofia se preferite, attraverso la quale si studia e si analizza il comportamento UMANO davanti ai due concetti DEL BENE E DEL MALE, e che la teologia (dal greco antico θεός, theos, Dio e λόγος, logos, “parola”, “discorso”, o “indagine”) è una disciplina che PARLA DI DIO o che studia i caratteri che le religioni riconoscono come propri del divino in quanto tale….  cosa c’azzecca L’ETICA ECOLOGICA??

Se questa Conferenza Internazionale si riunisce per discutere una ETICA TEOLOGICA, cosa c’azzecca l’etica ecologica? E’ evidente la forzatura nel Discorso imposto da Bergoglio!! Non a caso, abbiamo osservato che il papa non solo cita solo se stesso, ma non cita mai la vera Dottrina sociale della Chiesa, e neppure la Sacra Scrittura, neppure una parola su Dio (etica teologica), sulla CONVERSIONE al Cristo Signore (vera etica che discerne il BENE DAL MALE).

Tutte le “risorse” proposte (o forse imposte?) ruotano attorno ALL’UOMO, mai a Gesù che non viene neppure proposto quale vera (ED UNICA) RISORSA per una autentica ETICA TEOLOGICA

C’è piuttosto una INVERSIONE delle priorità e dei concetti. Solo sul finale, infatti, papa Francesco fa riferimento alla PAROLA DI DIO quale forma di “fedeltà” per procedere nei vari progetti…

Peccato però che questi progetti partono dal basso. Secondo Bergoglio e la stessa Commissione, a quanto pare, solo attraverso L’ETICA ECOLOGICA (secondo il pensiero di Bergoglio), si prospetterebbe questa “presunta” fedeltà alla Parola di Dio mentre, l’insegnamento bimillenario della Chiesa e la stessa Dottrina Sociale della Chiesa insegna il contrario, ossia che: PRIMA CI CONVERTIAMO A CRISTO e poi, grazie a questa FEDELTA’ alla Parola di Dio (e ai Sacramenti ai quali si accede in stato di GRAZIA) allora possiamo costruire ponti, possiamo vivere ecologicamente in modo retto…

Una volta si PROCLAMAVA IL CRISTO-DIO, i Santi, il magistero della Chiesa, oggi, afferma un pontefice che per vivere bene e con coscienza: “Abbiamo bisogno di una leadership che aiuti a scoprire e vivere un modo più giusto di stare al mondo come partecipi tutti di un destino comune…

Una leadership – dunque – per SCOPRIRE COME VIVERE E A STARE NEL MONDO? Ma come, dopo duemila anni non abbiamo ancora capito nulla??

PARTECIPI TUTTI DI UN DESTINO COMUNE?? No, caro Bergoglio, noi battezzati… non abbiamo in comune il destino BUDDISTA della reincarnazione, ma semmai il destino RIVELATO DAL CRISTO!! NON abbiamo bisogno di leadership… MA DI SANTI!!

A questi “cultori dell’etica teologica” chiediamo e sollecitiamo cristianamente e fraternamente di CONVERTIRSI AL CRISTO VERO DIO, e poi a discutere sull’etica da proporre… perchè, di una etica teologica SENZA GESU’ CRISTO, non ci facciamo proprio nulla.

Capiamo che sono giornate molto calde ma, per favore, andatevi a rinfrescare le idee, magari lasciando perdere le commissioni e sostando più lungamente davanti al Santissimo, in ginocchio sui ceci ed in silenzio, che di cretinate ne è pieno il mondo, senza la necessità di aggiungerci anche questi Discorsi bergogliosi, producendo solo una… “afa-teologica“. Qualcuno regali a papa Francesco un CONDIZIONATORE (cattolico) per rinfrescarsi le idee!!

 

8 pensieri riguardo “Cosa serve una etica teologica se non si annuncia il Cristo Dio?

  1. Mentre la scorsa settimana la sacra scrittura domenicale era implacabile per mezzo del profeta Geremia contro i falsi pastori e i falsi profeti e il Vangelo rincarava la dose con l’iniziativa di Cristo che radunava attorno a se le pecore disperse dai pastori infedeli, il sacerdote guatemalteco di “passaggio” in parrocchia predicava la necessita’ di un revvedimento nella chiesa, man mano stonando in maniera contorta con la Parola appena proclamata , come se non lo toccasse minimamente, additando con fervore alla perniciosita’ dellee divisioni “che non possono e non dovrebbero esserci in virtu’ di una salda e gloriosa LEADERSHIP. Evidentemente i ghost writer di Santa Marta avevano dato indicazioni attraverso qualche app che la parola della settimana è “leadership”. Esperimenti di propaganda sudamericana.

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  2. Bergoglio dimentica che senza un muro anche il ponte non può reggere. Va bene la sua metafora dell’abbattere muri per costruire ponti, ma lui stesso tiene ferme le mura leonine.
    Metafora per metafora, provateci ad entrare in Vaticano, provateci ad incontrare Bergoglio senza i muri, e poi vediamo le reazioni della gendarmeria. Non si capisce infatti perchè nessun emigrante si azzarda ad entrare in Vaticano, quelli che vi accedono sono tutti preparati e puliti per l’occasione, prescelti e scelti.
    I muri che Bergoglio con la sua corte vogliono abbattere, sono le mura della fede cattolica e della sua dottrina!
    (sono Carlo Sursum corda)

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  3. Ma il Papa rappresenta ancora i cattolici battezzati o è il leader dei non credenti, atei, comunisti?
    Certamente, per quel che mi riguarda, non lo seguo più, e sono sempre più convinto che questa non è la Chiesa voluta da Cristo. Ma questo è solo il pensiero di un povero ignorante di strada!

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    1. rappresenta solo se stesso e i suoi accoliti.Che il Signore abbia Misericordia di lui.Molto gli è stato dato e molto gli sarà chiesto. Per chi abbandona “L’Ovile Santo” sarà quello che è scritto.

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    1. Che cosa potremmo comunicare se prima non c’è stato il momento del silenzio, dell’ascolto, dello stupore, della contemplazione delle cose di Dio?
      (don Luigi Pozzoli)

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