Dalla cima del Monte Carmelo…

Una particolare meditazione di Don Felice Prosperi in occasione della festa della Madonna del Carmelo.

Nell’aria pura della cima del Monte Carmelo, il Profeta scorge la situazione di sbandamento e ribellione del suo popolo e ascolta la Parola di Dio, che lo muove ad agire, “pieno di zelo per il Signore degli eserciti” (1 Re 19,10).

Egli è solo a difendere la Fede, contro quattrocentocinquanta falsi profeti di Baal. Questi sono oggi i numerosi Vescovi e Sacerdoti, che hanno rinnegato la santità del loro Ministero, per asservirsi alla idolatria del mondo e trovare sazietà nel suo cibo contaminato.

Il Profeta sa che essi devono essere individuati, presi e sgozzati: “Elia disse loro: Afferrate i profeti di Baal; non ne scappi uno! Li afferrarono. Elia li fece scendere nel torrente Kison, ove li scannò” (1 Re 18,40). La crudezza della scena è simbolica della realtà attuale dei Sacerdoti, il cui giudizio di separazione è pari a quello operato in Cielo fra gli Angeli fedeli e quelli ribelli, precipitati all’Inferno.

Il Profeta non teme immischiarsi nella politica, di affrontare e minacciare il capo del popolo, rimproverandogli le sue responsabilità per il degrado religioso a cui si è pervenuti. I Mattarella e Renzi, presidenti di Repubblica e di Governo, che si definiscono cattolici e osano partecipare al banchetto eucaristico, dopo aver imbandito la tavola dei Demoni con unioni omosessuali e attentati alla sacralità della vita, sono trafitti e spazzati via come fuscelli, dal soffio della bocca del Cristo, emesso dal Suo Consacrato.

Per Leone e Andreotti, che allo stesso titolo e allo stesso livello di governanti e cattolici hanno firmato la Legge dell’Aborto come “atto dovuto”, ci sarà da riesumare i cadaveri e anticipare sui loro miseri resti la condanna definitiva di Dio, Signore della Vita.

Il Profeta deve guardarsi dalla persecuzione della Gezabele di turno, donne innominabili, alle quali è stato concesso il potere della condivisione demoniaca nell’esercizio del male, con la carica di Presidente della Camera o Ministro di uno o altro Dicastero. Queste, in genere non sono credenti, a parte qualche superficiale biondina, bensì atee feroci, convinte e praticanti.

Egli non può e non deve mettersi contro di loro direttamente, non può sporcarsi fino a questo punto, lascia a Dio difendere la sua persona dalla loro cattiveria e stroncare con la morte i loro misfatti.

Il Profeta Elia di questi giorni ha una missione ben più difficile del Tisbita di allora, che non aveva un Sommo Sacerdote costituito, al quale obbedire, con il quale collaborare e, se il caso, correggere.

Questi è Papa Francesco, che vuole obbedienza gesuitica per il suo ruolo, che crea collaboratori  infidi per il suo Programma, che non accetta consigli e tantomeno critiche, dopo averle spavaldamente sollecitate.

Il Profeta è in crisi. Egli vede chiaramente che la responsabilità ultima della rovina ecclesiale del Popolo di Dio è del Sommo Pontefice, del suo modo capriccioso e ambiguo di agire quale Vicario di Cristo, e non sa come ottemperare al rispetto e all’amore che gli porta con l’urgenza di annunciargli il Vangelo che la sua missione comporta, essendo stato inviato da Dio a lui.

Elia Profeta si getta a terra, pone la faccia tra le proprie ginocchia e prega, supplica il vero Dio e Signore di dargli un segno della Sua Presenza misericordiosa e la ottiene: “Ecco, una nuvoletta, come una mano d’uomo, sale dal mare” (1 Re 18,44) e recherà pioggia ristoratrice al popolo prostrato e provato dalla siccità spirituale, per la mancanza dell’acqua della Grazia e della Verità.

Sei Tu, Vergine Maria, Santa Madre di Dio, Regina e Decoro del Monte Carmelo, il segno di Speranza e Consolazione, di Bell’Amore e Graziosa Letizia, che Dio Padre ci concede nel Suo Figlio Gesù, in Te Incarnato per opera dello Spirito Santo.

Per Te i Profeti parleranno ancora in Tuo Nome, i Martiri doneranno la loro vita, i Sacerdoti annunceranno in pienezza e coraggio la Parola di Dio, i Fanciulli cresceranno nell’innocenza, “in età, sapienza e grazia” come il loro fratellino Gesù, le Vergini si consacreranno con entusiasmo al loro Cristo Sposo, giovani uomini e donne consacreranno il loro amore nel Sacramento del Matrimonio, figli numerosi e battezzati popoleranno le nostre piazze e ci allieteranno con i loro giochi e le loro grida, gli anziani saranno rispettati e amati e ascoltati e assistiti (e riceveranno una buona pensione), in punto di morte Ti ringrazieremo per averci accompagnati nel cammino dell’esistenza terrena, non chiameremo ‘il boia dello Stato che metta fine al nostro dolore’, ma ci affideremo a Te e alla Chiesa, di cui sei Madre: portaci in Paradiso, Mamma cara e buona!

Per questo oggi e sempre e per sempre, CI CONSACRIAMO AL TUO CUORE IMMACOLATO, con la Dottrina di San Luigi Maria Grignion de Montfort, di San Giovanni Paolo II, di tutti i Santi e le Sante, che Ti hanno amato e ci hanno fatto conoscere quanto sei Bella e Amabile, Potente e Vittoriosa contro il Male!

SÌ, IL TUO CUORE IMMACOLATO TRIONFERÀ! Godremo di una nuova era di pace e di progresso. La Chiesa brillerà dello splendore del Suo Signore Gesù. Dio Padre sarà glorificato nei Suoi figli nel Figlio. Dio lo Spirito Santo spanderà la Sua Luce e il Suo Amore e la Sua Gioia in tutti i nostri cuori!

“Vieni, Spirito Santo. Vieni per mezzo della potente intercessione del Cuore Immacolato di Maria, Tua Sposa amatissima!”.

Il Profeta Elia ora può andarsene in pace, magari su carri e cavalli di fuoco, perché i suoi occhi hanno vista la Salvezza, che ha annunciato, per la quale ha lottato ed è vissuto.

Oh no… mi ha gettato il suo mantello addosso, come ad Eliseo, ed ora tocca a me continuare la sua missione, esercitare la sua Profezia… e perché no? Non sei consacrato anche tu al Cuore Immacolato di Maria? Sì! Non sei Sacerdote? Sì! Non hai Fede? Sì! Non sei tignoso e polemico quanto basta per esercitare il ministero profetico? Sì, infatti mi identifico anche con il Profeta Giona! Sarebbe bello come il Profeta Geremia, al quale hai detto:

“Ed ecco oggi io faccio di te
come una fortezza,
come un muro di bronzo
contro tutto il paese,
contro i re di Giuda e i suoi capi,
contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese.
Ti muoveranno guerra ma non ti vinceranno,
perché io sono con te per salvarti”.
Oracolo del Signore.
(Geremia 1, 18-19).

Don Felice Prosperi

Morichella di San Ginesio 16 luglio 2018, 

Festa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

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