Lo strumento di lavoro per il sinodo giovani è eretico

E’ uscito il Documento Instrumentum laboris – vedi qui testo ufficiale – in preparazione al sinodo per i giovani che si terrà ad ottobre, ed entrando subito nel vivo del suo contenuto eretico ed anticristiano, leggiamo:

  • “La RP (riunione pre-sinodale) evidenzia che gli insegnamenti della Chiesa su questioni controverse, quali «contraccezione, aborto, omosessualità, convivenza, matrimonio» (RP 5) sono fonte di dibattito tra i giovani, tanto all’interno della Chiesa quanto nella società. Ci sono giovani cattolici che trovano negli insegnamenti della Chiesa una fonte di gioia e che desiderano che essa «non solo continui ad attenervisi nonostante la loro impopolarità, ma che li proclami insegnandoli con maggiore profondità» (RP 5). Quelli che invece non li condividono, esprimono comunque il desiderio di continuare a far parte della Chiesa e domandano una maggiore chiarezza a riguardo. Di conseguenza, la RP chiede ai responsabili ecclesiali di «affrontare in maniera concreta argomenti controversi come l’omosessualità e le tematiche del gender, su cui i giovani già discutono con libertà e senza tabù» (RP 11)…” (n.52)

ed ancora si legga questo passaggio nel quale si sdogana il “gender e l’uso della sigla LGBT”:

  • “Alcuni giovani LGBT, attraverso vari contributi giunti alla Segreteria del Sinodo, desiderano «beneficiare di una maggiore vicinanza» e sperimentare una maggiore cura da parte della Chiesa, mentre alcune CE si interrogano su che cosa proporre «ai giovani che invece di formare coppie eterosessuali decidono di costituire coppie omosessuali e, soprattutto, desiderano essere vicini alla Chiesa». (n.197)”

“Alcuni giovani LGBT”???? ma di chi e cosa parlano? DIO NON HA FORSE CREATO L’UOMO E LA DONNA, MASCHIO E FEMMINA?? Stanno forse arrivando a dire che DIO HA SBAGLIATO? Sì, papa Francesco effettivamente lo ha lasciato già intendere nel 2016, leggete qui se lo avete dimenticato.

Non siamo semplicemente scandalizzati, ma fortemente offesi dalla presa in giro, come già spiegammo per altre ragioni in questo articolo dal titolo eloquente: Sinodo Giovani cattolici oppure nuova rivoluzione sessantottina? sempre sulla preparazione di questo Sinodo che ha tutta l’aria di una presa per i fondelli per sdoganare ben altro.

Perché parliamo di “eresia”? Perché in queste parole, sopra riportate, c’è lo sdoganamento ad una nuova forma di unione, quella omosessuale che così viene trattata come un fatto del tutto NATURALE. Ora, dal momento che non siamo autoreferenziali, LA RISPOSTA giusta ve la forniamo da ben due Documenti  firmati dall’allora cardinale Ratzinger e da Giovanni Paolo II, cliccare qui, uno del 1983, l’altro del 2003.

LE RISPOSTE DOTTRINALI ci sono, ma non vogliono più usarle, vogliono cose nuove, hanno il PRURITO di udire cose nuove, come denuncia san Paolo, sono stanchi della vera dottrina, leggete qui, ma l’eresia sarà bruciata dal Cristo, insieme a chi la propaga, fossero vescovi o papi,  e che con essa s’ingannano i fedeli. E poi vogliono farci l’interdizione ai Sacramenti se ascoltiamo le denunce di Don Minutella? Ma fateci il piacere!! VERGOGNA!!!  Ci chiediamo se, nella Chiesa, esistano ancora VESCOVI E CARDINALI CORAGGIOSI!! Forse non li meritiamo, ma non smetteremo di sperare e di pregare.

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Ecco alcuni passaggi dei due Documenti sempre in vigore:

La posizione della morale cattolica è fondata sulla ragione umana illuminata dalla fede e guidata consapevolmente dall’intento di fare la volontà di Dio, nostro Padre. (…) Occorre invece precisare che la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata.

Scegliere un’attività sessuale con una persona dello stesso sesso equivale ad annullare il ricco simbolismo e il significato, per non parlare dei fini, del disegno del Creatore a riguardo della realtà sessuale. L’attività omosessuale non esprime un’unione complementare, capace di trasmettere la vita, e pertanto contraddice la vocazione a un’esistenza vissuta in quella forma di auto-donazione che, secondo il Vangelo, è l’essenza stessa della vita cristiana. Ciò non significa che le persone omosessuali non siano spesso generose e non facciano dono di se stesse, ma quando si impegnano in un’attività omosessuale esse rafforzano al loro interno una inclinazione sessuale disordinata, per se stessa caratterizzata dall’autocompiacimento. (..)

Tuttavia oggi un numero sempre più vasto di persone, anche all’interno della Chiesa, esercitano una fortissima pressione per portarla ad accettare la condizione omosessuale, come se non fosse disordinata, e a legittimare gli atti omosessuali. Quelli che, all’interno della comunità di fede, spingono in questa direzione, hanno sovente stretti legami con coloro che agiscono al di fuori di essa. Ora questi gruppi esterni sono mossi da una visione opposta alla verità sulla persona umana, che ci è stata pienamente rivelata nel mistero di Cristo. Essi manifestano, anche se non in modo del tutto cosciente, un’ideologia materialistica, che nega la natura trascendente della persona umana, così come la vocazione soprannaturale di ogni individuo.

I ministri della Chiesa devono far in modo che le persone omosessuali affidate alle loro cure non siano fuorviate da queste opinioni, così profondamente opposte all’insegnamento della Chiesa. Tuttavia il rischio è grande e ci sono molti che cercano di creare confusione nei riguardi della posizione della Chiesa e di sfruttare questa confusione per i loro scopi.

  1. Anche all’interno della Chiesa si è formata una tendenza, costituita da gruppi di pressione con diversi nomi e diversa ampiezza, che tenta di accreditarsi quale rappresentante di tutte le persone omosessuali che sono cattoliche. Di fatto i suoi seguaci sono per lo più persone che o ignorano l’insegnamento della Chiesa o cercano in qualche modo di sovvertirlo. Si tenta di raccogliere sotto l’egida del Cattolicesimo persone omosessuali che non hanno alcuna intenzione di abbandonare il loro comportamento omosessuale. Una delle tattiche usate è quella di affermare, con toni di protesta, che qualsiasi critica o riserva nei confronti delle persone omosessuali, delle loro attività e del loro stile di vita, è semplicemente una forma di ingiusta discriminazione.

È pertanto in atto in alcune nazioni un vero e proprio tentativo di manipolare la Chiesa conquistandosi il sostegno, spesso in buona fede, dei suoi pastori, nello sforzo volto a cambiare le norme della legislazione civile. Il fine di tale azione è conformare questa legislazione alla concezione propria di questi gruppi di pressione, secondo cui l’omosessualità è almeno una realtà perfettamente innocua, se non totalmente buona. Benché la pratica dell’omosessualità stia minacciando seriamente la vita e il benessere di un gran numero di persone, i fautori di questa tendenza non desistono dalla loro azione e rifiutano di prendere in considerazione le proporzioni del rischio, che vi è implicato.

La Chiesa non può non preoccuparsi di tutto questo e pertanto mantiene ferma la sua chiara posizione al riguardo, che non può essere modificata sotto la pressione della legislazione civile o della moda del momento. (…)

  1. Che cosa deve fare dunque una persona omosessuale, che cerca di seguire il Signore? Sostanzialmente, queste persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, unendo ogni sofferenza e difficoltà che possano sperimentare a motivo della loro condizione, al sacrificio della croce del Signore. Per il credente, la croce è un sacrificio fruttuoso, poiché da quella morte provengono la vita e la redenzione. Anche se ogni invito a portare la croce o a intendere in tal modo la sofferenza del cristiano sarà prevedibilmente deriso da qualcuno, si dovrebbe ricordare che questa è la via della salvezza per tutti coloro che sono seguaci di Cristo.

In realtà questo non è altro che l’insegnamento rivolto dall’apostolo Paolo ai Galati, quando egli dice che lo Spirito produce nella vita del fedele: « amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé » e più oltre: « Non potete appartenere a Cristo senza crocifiggere la carne con le sue passioni e i suoi desideri » (Gal 5, 22. 24). Tuttavia facilmente questo invito viene male interpretato, se è considerato solo come un inutile sforzo di auto-rinnegamento. La croce è sì un rinnegamento di sé, ma nell’abbandono alla volontà di quel Dio che dalla morte trae fuori la vita e abilita coloro, che pongono in Lui la loro fiducia, a praticare la virtù invece del vizio. (..)

  1. Considerando quanto sopra, questa Congregazione desidera chiedere ai Vescovi di essere particolarmente vigilanti nei confronti di quei programmi che di fatto tentano di esercitare una pressione sulla Chiesa perché essa cambi la sua dottrina, anche se a parole talvolta si nega che sia così. Un attento studio delle dichiarazioni pubbliche in essi contenute e delle attività che promuovono rivela una calcolata ambiguità, attraverso cui cercano di fuorviare i pastori e i fedeli. Per esempio, essi presentano talvolta l’insegnamento del Magistero, ma solo come una fonte facoltativa in ordine alla formazione della coscienza. La sua autorità peculiare non è riconosciuta. Alcuni gruppi usano perfino qualificare come « cattoliche » le loro organizzazioni o le persone a cui intendono rivolgersi, ma in realtà essi non difendono e non promuovono l’insegnamento del Magistero, anzi talvolta lo attaccano apertamente. Per quanto i loro membri rivendichino di voler conformare la loro vita all’insegnamento di Gesù, di fatto essi abbandonano l’insegnamento della sua Chiesa. Questo comportamento contraddittorio non può avere in nessun modo l’appoggio dei Vescovi.
  2. Questa Congregazione incoraggia pertanto i Vescovi a promuovere, nella loro diocesi, una pastorale verso le persone omosessuali in pieno accordo con l’insegnamento della Chiesa. Nessun programma pastorale autentico potrà includere organizzazioni, nelle quali persone omosessuali si associno tra loro, senza che sia chiaramente stabilito che l’attività omosessuale è immorale. Un atteggiamento veramente pastorale comprenderà la necessità di evitare alle persone omosessuali le occasioni prossime di peccato.

Vanno incoraggiati quei programmi in cui questi pericoli sono evitati. Ma occorre chiarire bene che ogni allontanamento dall’insegnamento della Chiesa, o il silenzio su di esso, nella preoccupazione di offrire una cura pastorale, non è forma né di autentica attenzione né di valida pastorale. Solo ciò che è vero può ultimamente essere anche pastorale. Quando non si tiene presente la posizione della Chiesa si impedisce che uomini e donne omosessuali ricevano quella cura, di cui hanno bisogno e diritto. (..)

Dovrà essere ritirato ogni appoggio a qualunque organizzazione che cerchi di sovvertire l’insegnamento della Chiesa, che sia ambigua nei suoi confronti, o che lo trascuri completamente. Un tale appoggio, o anche l’apparenza di esso, può dare origine a gravi fraintendimenti. Speciale attenzione dovrebbe essere rivolta alla pratica della programmazione di celebrazioni religiose e all’uso di edifici appartenenti alla Chiesa da parte di questi gruppi, compresa la possibilità di disporre delle scuole e degli istituti cattolici di studi superiori. A qualcuno tale permesso di far uso di una proprietà della Chiesa può sembrare solo un gesto di giustizia e di carità, ma in realtà esso è in contraddizione con gli scopi stessi per i quali queste istituzioni sono state fondate, e può essere fonte di malintesi e di scandalo. (..)

Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, nel corso dell’Udienza accordata al sottoscritto Prefetto, ha approvato la presente Lettera, decisa nella riunione ordinaria di questa Congregazione e ne ha ordinato la pubblicazione.

Roma, dalla Sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, 1° ottobre 1986.

Joseph Card. Ratzinger
Prefetto


 

e dal secondo Documento del 2003

La coscienza morale esige di essere, in ogni occasione, testimoni della verità morale integrale, alla quale si oppongono sia l’approvazione delle relazioni omosessuali sia l’ingiusta discriminazione nei confronti delle persone omosessuali. Sono perciò utili interventi discreti e prudenti, il contenuto dei quali potrebbe essere, per esempio, il seguente: smascherare l’uso strumentale o ideologico che si può fare di questa tolleranza; affermare chiaramente il carattere immorale di questo tipo di unione; richiamare lo Stato alla necessità di contenere il fenomeno entro limiti che non mettano in pericolo il tessuto della moralità pubblica e, soprattutto, che non espongano le giovani generazioni ad una concezione erronea della sessualità e del matrimonio, che le priverebbe delle necessarie difese e contribuirebbe, inoltre, al dilagare del fenomeno stesso.

A coloro che a partire da questa tolleranza vogliono procedere alla legittimazione di specifici diritti per le persone omosessuali conviventi, bisogna ricordare che la tolleranza del male è qualcosa di molto diverso dall’approvazione o dalla legalizzazione del male.

In presenza del riconoscimento legale delle unioni omosessuali, oppure dell’equiparazione legale delle medesime al matrimonio con accesso ai diritti che sono propri di quest’ultimo, è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva. Ci si deve astenere da qualsiasi tipo di cooperazione formale alla promulgazione o all’applicazione di leggi così gravemente ingiuste nonché, per quanto è possibile, dalla cooperazione materiale sul piano applicativo. In questa materia ognuno può rivendicare il diritto all’obiezione di coscienza.

Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, nell’Udienza concessa il 28 marzo 2003 al sottoscritto Cardinale Prefetto, ha approvato le presenti Considerazioni, decise nella Sessione Ordinaria di questa Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione.

Roma, dalla sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, il 3 giugno 2003, Memoria dei Santi Carlo Lwanga e Compagni, Martiri.

 Joseph Card. Ratzinger
Prefetto

2 pensieri riguardo “Lo strumento di lavoro per il sinodo giovani è eretico

  1. Una prova che la neo-chiesa procede a braccetto (e oltre) con i padroni del nuovo ordine mondiale?

    E’ notizia di qualche giorno fa, che qualcuno ha definito una SVOLTA EPOCALE – ma accuratamente sottaciuta da tutti i media. neanche uno strilletto, solo una brevissima data per caso in un TG del pomeriggio… – che a maggio scorso la TRANSESSUALITA’, ora definita “INCONGRUENZA DI GENERE”, è stata rimossa dalla categoria dei disordini mentali dall’International Classification of Diseases per essere inserita in un nuovo capitolo delle ‘Condizioni di salute sessuale’ ” spiega l’Organizzazione Mondiale della Sanità (agenzia speciale dell’ONU – toh – per la Salute).
    “E’ ormai chiaro che non si tratti di una malattia mentale e classificarla come tale può causare una enorme stigmatizzazione per le persone transgender”.
    La decisione di lasciarla in un capitolo dell’International Classification of Diseases (ICD) spiega ancora dell’esistenza di “un NOTEVOLE BISOGNO DI IMPORTANTI CURE SANITARIE”, insomma “per garantire L’ACCESSO AGLI ADEGUATI TRATTAMENTI SANITARI”. Questo “potrebbe portare a una migliore accettazione sociale degli individui” e, a cascata, “MIGLIORARE L’ACCESSO ALLE CURE”, perché riduce la disapprovazione sociale” spiega ancora l’O.M.S.

    E’ chiaro anche a noi sprovveduti che la DEPATOLOGIZZAZIONE della transessualità (dopo quella dell’omosessualità del ’92) apre un mercato multimiliardario, sia in dollari che in euro, non solo per quanto attiene il mercato della ‘salute’ (chirurgica per i cambiamenti di sesso, farmaceutica per il forte consumo di ormoni a sostegno di quanto sopra, …) ma anche per quello ‘estetico’ (depilazioni continue, chirurgia estetica, ……..), per quello assicurativo (non riguarda l’Italia, dove i cambiamenti di sesso sono a carico del Sistema Sanitario Nazionale, che mi risulti, ma molti altri Paesi sì, dove è necessaria un’assicurazione sanitaria per affrontare quanto sopra), per quello della procreatica su commissione, già molto fiorente per i ‘semplici’ omosesessuali, eccetera eccetera. Dovrebbe essere chiaro anche ai bambini che tutto quanto viene loro ‘insegnato’ (si fa per dire) nelle scuole, a partire dalle materne – ovvero colato con l’imbuto nelle loro giovani menti sulla bontà dell’amore omo-e-trans-sessuale e su quello del pieno diritto di essere ‘quello che ci si sente di essere, indipendentemente dal sesso che ci ha donato la natura, il tutto sotto il rassicurante nome di ‘insegnamenti contro la discriminazione’ e altre scemenze e menzogne del genere – altro non è che coltivarsi i futuri clienti fin da piccoli e piccolissimi,

    Ovviamente tutta questa ‘normalizzazione’, per fare breccia nella mente delle masse, deve essere sostenuta da accurate campagne di demonizzazione di tutti coloro che avessero qualcosa da obiettare sul procedere delle fasi della finestra di Overton (https://www.avvenire.it/attualita/pagine/prolusione-bagnasco-citazione-finestra-di-overton), ed è quindi necessario il cucinare delle accuse all’altezza della situazione. Dopo l’ormai frusta, abusata e ridicola accusa di omofobia, gettata a piene mani su chicchessia come il riso sui novelli sposi – adesso ci stordiranno con quella di ‘transfobia’, da scagliare come un sampietrino sulla testa dei parrucconi’ retrogradi’ e ‘tradizionalisti’ (altra accusa infamante da spargere misericordiosamente senza risparmio).

    https://www.blitzquotidiano.it/salute/transessualita-no-malattia-mentale-oms-lista-icd-2892870/

    Il tutto nel silenzio compiaciuto di quelli della neo-chiesa, che AL CONTEMPO si stanno adoperando SENZA POSA con manovre di ROBUSTO RINFORZO COLLATERALE.
    Un esempio?
    Avrà luogo in Irlanda l’Incontro mondiale delle Famiglie? Benissimo, cosa poteva pensare di meglio il Vaticano che inviarvi quell’ATTIVISTA PRO-GAY DI VECCHIO PELACCIO che risponde al nome di padre James Martin gesuita?
    E cosa dirà mai questo soggetto in quell’incontro?
    Niente paura, la macchina della revolussione è già al suo febbrile lavoro…

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