E se papa Francesco si dimettesse?

Esclusivo ed esplosivo! Il giovane reporter Giovanni Stefano di Maria, autore dell’eccezionale Intervista al Sommo Pontefice sulla vicenda dell’eletto Cardinale Boliviano Toribio Ticona Porco, ci ha trasmesso questa BOMBA, che non temiamo di pubblicare.

ESCLUSIVO – ESPLOSIVO: LE DIMISSIONI DI PAPA FRANCESCO!

Esclusivo ed esplosivo! Il giovane reporter Giovanni Stefano di Maria, autore dell’eccezionale Intervista al Sommo Pontefice sulla vicenda dell’eletto Cardinale Boliviano Toribio Ticona Porco, ci ha trasmesso questa BOMBA, che non temiamo di pubblicare.

Egli ammette che, durante l’Incontro con Francesco, nel minuto in cui il Santo Padre si è assentato, scusandosi con lui, per accedere al bagno per un bisogno piccolo, alzando lo sguardo sulle carte che il Papa aveva nello scrittoio, è rimasto folgorato da un foglio, che recava il titolo: DIMISSIONI!

In quel momento non ha considerato – lo confessa – alcuna etica professionale giornalistica, ma, compulsato dalla curiosità, ha ritratto col suo telefonino il Documento, che ora ci consegna.

Non intendiamo prevenire, assecondare o scoraggiare le scelte del Romano Pontefice, ma le riportiamo così come egli le ha ipotizzate.


Io, Papa Francesco… oh con quanta ispirazione scelsi il nome del Poverello di ASSISI, perché fosse l’emblema e il diadema del titolo di Vescovo di Roma, nella cui Sede mi sono ASSISO… quella Cattedra che non dubitai dovesse essere mutata da un simbolo fastoso, da una eredità pesante, da un ‘deposito’ ormai scaduto e improduttivo, per trasformarla con un messaggio ecologico ed economico a tutti accessibile, da tutti condivisibile!

Al pari dell’immenso appartamento pontificio, che rifiutai per scegliere la modesta abitazione nella quale vivo, perché fosse la casa di tutti, dove tutti potessero accedere e fossero accolti, per primo il caro Direttore de ‘La Repubblica’, Scalfari, ma non Cardinale e Vescovi e Preti, Laici, che hanno osato criticarmi, con la scusa che li ho invitati a criticarmi!

Io, Papa Francesco, per ‘sola fide’, senza alcun condizionamento e ragionamento e costrizione, in piena libertà, uguaglianza e fraternità, esprimo il desiderio di questo umile servitore della ‘vigna devastata del Signore’, di ritornare nella sua Buenos Aires, al suo mate, al suo club calcistico San Lorenzo, non più come Papa, non quindi come Papa Emerito o Demerito, nemmeno Cardinale!

Vescovo lo sono, ma non eserciterò più il Sacro Ministero, no, vorrò essere un semplice cittadino, forse andrò alla Messa qualche volta, e mi accontento di occupare una stanzetta vicino al Cimitero della Recoleta, sentendo ormai vicini i miei ultimi giorni, in modo da rendere più agevoli i miei funerali, che non voglio siano né di Chiesa né di Stato… vedete voi… fate voi… come volete!

Sì… mi costringe a questo, è vero, oltre la stanchezza fisica e la debolezza psichica, l’amarezza di non avere potuto realizzare quel Progetto, che con entusiasmo intrapresi con i miei 9 Fratelli Porpora, compagni di merende e di meditazioni, di rivoluzionare la Chiesa e vederla pronta al Dialogo e alla Convivenza con il Mondo Moderno!

Troppe sono state le Resistenze, non ultima quella più seria e feroce dei Maccabei, troppe le invidie, gli ostacoli, i tradimenti; accanito il fariseismo dottrinale e dogmatico; imperterrito il moralismo cattolico; tenace l’etica che si vuole fondata sulla Ragione, oltre che sulla Rivelazione!

Ho creduto di contenere così tanta opposizione con le mie battute, i miei slogans, le mie minacce, i miei castighi, le mie premiazioni, i miei ‘moti propri’, ma non ho potuto frenare questa marea dilagante, che ora, purtroppo, so che riprenderà il potere in Vaticano, e non dubiterà di spadroneggiare e condannare, come ha sempre fatto!

NON CHIEDO PERDONO A NESSUNO, NON PERDONO NESSUNO!

Prego il caro ‘nonno’, Giuseppe Ratzinger, al quale sarà affidata ad interim la conduzione della Chiesa Cattolica fino alla elezione del nuova Papa, di voler provvedere al suo successore e quindi predecessore, al mio mantenimento in una modesta condizione di vita, fino alla consumazione di essa!

Cosa mi attenderà? Il PARADISO? Non ne ho mai parlato! IL PURGATORIO? L’ho abolito! L’INFERNO? Ci ho scherzato!

Dunque morirò nella solitudine, nello sconforto, nella rabbia, poi la mia anima si dissolverà, come ha detto l’Eugenio, Teologo della Casa Pontificia… o l’ho detto io!?

Di me nulla resterà, se non il mio gesto, il mio coraggio, la mia decisione:

IO JORGE MARIO BERGOGLIO CHIAMARMI FRANCESCO PIÙ NON VOGLIO
DA OGGI MI DIMETTO SUL NUOVO PAPA NON CI SCOMMETTO
NON VI POSSO PIÙ BENEDIRE NON HO PIÙ NIENTE DA DIRE

Roma, data in San Pietro il 2 giugno 2018


Don Felice Prosperi

Morichella di San Ginesio,

2 giugno 2018 Festa della Repubblica Italiana…

e della Chiesa Cattolica

 

10 pensieri riguardo “E se papa Francesco si dimettesse?

  1. Posso dire che la storiella è di pessimo gusto, oppure mi censurerete per questo? O che presentare un papa in questi toni è per voi infallibile e quindi che non si possa mettere in discussione? Non so se questo don Prosperi esista davvero o è frutto della vostra fantasia, ma un prete non dovrebbe scrivere queste cose.

    __________________________

    RISPONDIAMO QUI

    Gentile Lucia, non le abbiamo MAI censurato alcuna replica!! Censuriamo solo le offese dirette anche perchè non producono ciò che vorremmo: riflettere.
    Non sbagli l’approccio a questi testi per i quali, cara Lucia, abbiamo dedicato appositamente una sezione a parte che non è dogmatica, ma un modo APOLOGETICO forse, di discutere argomenti comunque sia reali, storielle scaturite da fatti reali.
    Se vuole comunicare con Don Prosperi, gli scriva lei personalmente, dalla pagina dei “contatti” 😉

    Grazie per il suo intervento, lo Staff di “cronicas…”

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  2. vi piacerebbe eh; certo che è dura per i molti don Prospero accettare un papa che riporti la Chiesa al pensiero del suo fondatore, quel Gesù di Nazareth vero uomo e vero Dio,che non portava tiare ma una semplice corona di spine, nè anelli dorati e nemmeno croci luccicanti; ma è vero una croce l’ha portata, anzi gliel’hanno fatta portare ed era di legno, gliel’hanno caricata sulle spalle quei sacerdoti sommi e i loro compari, quelli sì erano veri compagni di merende; possedeva il sommo sacerdote tre quarti delle case della Gerusalemme di allora e il monopolio della vendita degli animali da sacrificio … ecche..azz sto messia di Nazareth guarisce e perdona a gratis, dice in giro che Dio perdona e non vuole sacrifici … anzi dice di se stesso che è Dio… meglio farlo fuori… e la storia si ripete con i sommi sacerdoti di sempre amanti del potere, dei privilegi, dei bei palazzi, degli onori; desiderosi solo di caricare la gente, li chiamano fedeli, di pesanti fardelli ma loro … o no, loro hanno le manine sante che olezzano ancora di crisma, e non se le possono sporcare con il letame delle pecore, no, loro non possono e non devono olezzare di pecora, sono altro …sono dei semi-dei … che vanno serviti e riveriti. Ah questo papa. Certo che lassù qualcosa deve essere andata storto, se la colomba si è posata forse distratta sull’uomo sbagliato e adesso che si fa ? speriamo si dimetta presto o togliamoli la vita chissà si stanchi e non molli tutto e cosi si molti don Prospero possono tornare a prosperare .
    Con l’affetto di sempre.
    ps. d’estate non prendo più mate di coca, troppo caldo … preferisco una limonata o una buona birra ! che bevo sempre alla salute del papa.

    _____________________________________

    RISPONDIAMO QUI

    Caro diacono Tiziano,

    apprendiamo che deve provare un certo gusto a farsi del male, o forse gli effetti del te-coca, sono già in parte indelebili! 😉

    Lei confonde i SIMBOLI, I SEGNI con la bigiotteria! Lei IGNORA che la tiara, per esempio, riportava semplicemente i tre munera del Christo; così come i colori rossi usati nel vario vestiario del pontefice, avevano immagini da trasmettere alle persone del proprio tempo. Infatti non discutiamo minimamente sul fatto che anche i SEGNI E I SIMBOLI possano cambiare, ciò che manca a questo pontificato e l’averli sostituiti con il nulla, o forse meglio specificare, sostituiti con l’umanesimo, spogliando il Cristo della sua DIVINITA’ e dunque di questi simboli di materiale prezioso, ad indicarne la superiorità SULL’UOMO e su tutto ciò che c’è di grezzo…

    Ma spiegarlo a lei è come dare perle ai porci 😉 non si offenda! Lo facciamo in rispetto a lei e ai tanti lettori che meritano il corretto dialogo e il corretto confronto, dote (o dono, o carisma, lo chiami come vuole) che a lei – è evidente – manca molto. 😉

    Se poi a lei piace pensare a Gesù Christo venuto nel mondo per PUZZARE COME LE PECORE, faccia pure…. a noi risulta che il Christo è venuto per toglierci da quel LETAME dove a lei piace piuttosto sguazzare, ed offrirci il profumo del SUO SANGUE VERSATO….

    Chiarito ciò, un consiglio fraterno: se non capisce ciò che altri scrivono, non si sforzi di spacciarci la sua “roba” come catechesi mattutina 😉 l’umiltà è una virtù che si acquista con la pazienza e senza te-coca…. e magari – nel nostro piccolo – la si acquista senza censurare il suo intervento che, effettivamente, non edifica neppure a lei che l’ha scritto perchè, forse le è sfuggito anche nelle risposte che le abbiamo già inviato, più che le dimissioni, ci piacerebbe vivere con un papa cattolico, ma come dicono i Santi: benedetti i contrattempi e le contrarietà, a suo tempo daranno frutti di santità.

    Cari saluti, lo Staff di “cronicas…”

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  3. Laudetur Jesus Christus caro diacono Tiziano.
    Intervengo sollecitato più dalla tua risposta, tesa a difendere questo pontificato con l’errore, che a discutere su una storiella inverosimile e che che tale resta.
    Vedi figliuolo caro, sei intervenuto maldestramente perchè, come sacerdote che vive in parrocchia da trentacinque anni, non mi vanterò mai di dover puzzare come le pecore. Questa battuta e questa uscita di papa Francesco, o deve essere ben spiegata, oppure ecco i risultati disastrosi ai quali si va incontro, lei è l’esempio perfetto.

    Nostro Signore Gesù Cristo è venuto a lavarci proprio da certa lordura causata dal Peccato Originale, ora l’odore di queste pecore non è più quello agreste e campagnolo, quello crudo della campagna e degli ovini, ma è profumo di Cristo.
    Il suo gregge, lavato nel Battesimo e nel Sangue di Cristo, non ha più quell’odore terreno (del peccato originale), ecco perché Gesù può dire che le pecore conoscono il pastore (dall’odore del Sangue versato), e il Pastore le riconosce, una ad una. Se questa frase non viene spiegata, ecco che viene tutto rovesciato, il Cristo dovrebbe forse profumare (puzzare) come le pecore da redimere? Il Sacerdote, mio caro diacono Tiziano, è l’Alter Christus e deve semmai portare l’odore del Cristo alle pecore.
    La pecora va verso Cristo grazie al suo “odore” odore di redenzione, di salvezza, e non il contrario, ci soccorre l’Apostolo Paolo quando dice: « Siano rese grazie a Dio, il quale ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza nel mondo intero! Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono » (2 Cor. 2, 14-15).
    Ecco che allora qui possiamo inserire il discorso delle pecore che “non essendo ancora di questo ovile” che non hanno ricevuto il Battesimo, o che si sono allontanate, non profumano di Cristo, ma davvero hanno ancora il puzzo del letame del Peccato, ma non per questo il sacerdote, per andare a soccorrerle deve impantanarsi egli nel peccato, e puzzare come loro.

    Chiedo venia alla Redazione se sono stato lungo, ma è necessario insegnare a questa pecora a ragionar bene e spiegare a chi legge come stanno le cose.
    Va detto anche che, in certi discorsi il santo Padre, che dice cose forti e rivoluzionarie senza dubbio spesso purtroppo non spiega, su questo odore non specifica qualcosa che va chiarito, altrimenti si rischia l’errore grave.
    Il Sacerdozio di Nostro Signore Gesù Cristo non è quello levitico, non è quello dei Leviti, classe sacerdotale venuta meno dopo la Sua Risurrezione.
    Il Sommo Sacerdozio di Gesù appartiene alla maniera di Melchisedec (un personaggio davvero particolare che appare di scena una sola volta, ma perchè c’è un valido motivo) ed è quello officiato come Figlio, Verbo Incarnato Morto Risorto Asceso al cielo per noi, mentre il Pontefice tende di metterlo sullo stesso piano di quello di Aronne, definitivamente tramontato, o comunque è bene che noi lo specifichiamo.
    Allora si capisce come la nostra “unzione”, indelebile, l’abbiamo ricevuta nel Battesimo e ci inserisce nella Chiesa e in famulos (tra i familiari) del Signore, nel Figlio diletto, di cui il profumo è il suo Sangue versato, è la Redenzione.

    Ecco caro figliuolo e diacono Tiziano, debbo essere breve anche io, e brevemente ti dico che la tua preparazione diaconale è scarsissima, è monca di sana dottrina, non puoi rispondere come un cieco che pretenderebbe di guidare altri che definisce ciechi. Non puoi affermare o lasciar pensare che tutti i Papi del passato erano “amanti dei grandi palazzi, degli ori e argenti” e di altro mondano.
    Se penso a quel povero san Pio X che non si fece fare neppure la dentiera perché preferì mandare i soldi personali alla diocesi di Messina colpita dal grave terremoto del 1910
    , e leggere qui da lei infangato e vituperato, da uno che si firma come diacono! Che Dio ti perdoni, figliuolo caro, che Dio ti perdoni perchè non sai quello che dici!
    Ti benedico,
    don angelino

    _________________________________________

    RISPONDIAMO QUI

    Reverendo Don Angelino, grazie per il suo contributo, ci permettiamo di mettere in grassetto alcuni passaggi che riteniamo importanti. 😉
    Grazie ancora e Laudetur Jesus Christus
    lo Staff di “cronicas…”

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  4. Tiziano, mettiamola così, non sei stato fatto diacono per sparare cazzate sui papi del passato, o accusare la chiesa del passato, quel poraccio di Pio VII che pur dovette fare compromessi, ne passò di cotte e di crude per difendere la Chiesa. Cerca di difendere il tuo papa sulla pelle tua, difendi la tua chiesa ma sulla pelle tua, senza farti scudo di chi oggi non te po’ più risponne!!

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  5. Che si sia dato il nome di Francesco in onore del poverello d’Assisi non mi pare sia vero, in quanto ebbe a dire tempo fa che lo aveva messo in onore di San Francesco Saverio, gesuita. Per me quel foglio e quel bisognino in bagno erano ben architettati per fare uno scherzetto al giornalista ed illudere noi.

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    1. Sembra che lei, signora Annarita, abbia creduto alla autenticità dell’intervista. Naturalmente è stato un metodo letterario per annunciare la Verità di sempre, ironizzando su Bergoglio che invece vuole metterla da parte. Non mi pare che sia in discussione il riferimento al Santo di Assisi nella scelta del suo nome. Sa essermi precisa in quella citazione che la attribuirebbe a San Francesco Saverio? Saluti e benedizione. Don Felice Prosperi

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