Bergoglio rigetta “un Dio” che punisce

Papa Francesco all’inferno ci crede, il problema è “come” e in quale senso!

Quanto generato dalle notizie di Scalfari sui colloqui privati con papa Francesco, che sono state la causa di una reazione da parte di Odifreddi e il suo conseguente licenziamento, cliccare qui, è molto più complesso e rischiano di chiudersi in una sorta di conveniente placet delle “fake news”. Un Papa che nega l’esistenza dell’inferno (seppur all’interno di una o più conversazioni private), o il dissolvimento delle anime dannate, uscita allo scoperto, doveva essere fatta passare come una notizia “fake”, ma questi giochini hanno sempre quel di diabolico che però è sempre senza coperchi, e tutto alla fine salta fuori.

La discussione è sempre un problema dottrinale, nonostante papa Francesco da cinque anni si diletta a far sapere che a lui di questa non interessa nulla, perché non sarebbe messa mai in discussione, ma di fatto lo è eccome.

E’ evidente come è stato fatto notare anche da La Nuova Bussola Quotidiana, vedere qui, che tra Bergoglio e Scalfari c’è qualcosa che a noi sfugge, ma non sfugge certo al Direttore – cattolicissimo – di Repubblica, che in barba alla misericordia, licenza un collaboratore per aver espresso ciò che noi stessi esprimiamo liberamente, e non per aver commesso qualche reato.

E nessuno che si domanda il perchè. Fermarsi al concetto delle fake news, infatti, non risolve il mistero che s’infittisce notevolmente. Veniamo allora ad analizzare l’aspetto più inquietante di tutta la vera situazione, ringraziando Atanasio per l’aiuto all’articolo.

Per comprendere questa strana amicizia che dura da cinque anni, ben consolidata in una sorta di tacito accordo fra le parti, bisogna cercare di comprendere entrambi i personaggi e capire come lavorano e cosa cercano. Qualcosa è stato detto anche qui nel 2016, e che non fa altro che confermare quanto sta accadendo oggi. Lo stesso teologo domenicano, Padre Giovanni Cavalcoli, aveva fatto una interessante panoramica dei fatti passati, vedere qui.

Eugenio Scalfari ha 93 anni, molto lucido, intelligente, acuto osservatore e per nulla avvezzo alle “fake news” per diletto, non ama affatto “i riflettori” intesi come luci della ribalta, non ne ha bisogno! Ogni suo intervento ha sempre avuto alla base “la ragione”, giusta o sbagliata qual fosse, attraverso la quale “fare notizia”. Conosce bene il suo mestiere! Piergiorgio Odifreddi – ateo come Scalfari – è però un “matematico”, non un giornalista e la differenza è notevole. Ma veniamo al cuore dell’argomento.

Per capire come la pensa davvero Bergoglio è interessante leggere l’intervista-dialogo tra lui e il suo amico Rabbino, Skorka – vedere qui – “Il cielo e la terra”. Skorka si domanda: “La Bibbia è un libro molto laconico, e l’ebraismo ha nel Talmud la sua interpretazione ufficiale; e qui sì che appare il concetto – in forma molto enfatica – del mondo a venire. Si fa strada anche l’idea che esiste un inferno, e dell’Eden come luogo celeste. Come nasce tutto ciò? Credo che accada nel momento in cui i saggi si chiedono perché il giusto soffre: dov’è allora la giustizia di Dio?”

La risposta di Bergoglio è sostanzialmente questa: “Nei Vangeli il tema del giudizio finale è vincolato al tema dell’amore. Gesù dice: alla mia destra andranno tutti quelli che aiutarono il prossimo e alla mia sinistra tutti quelli che non lo fecero, perché ciò che ognuno di voi ha fatto, l’ha fatto a me. Per i cristiani, il prossimo è la persona di Cristo…”, evitando di chiosare, in tal senso, sul tema scottante dell’Inferno!

A sfogliare bene i Vangeli però, non troveremo affatto che “alla destra di Dio” andranno “tutti quelli che aiutarono il prossimo” e alla sua sinistra (l’inferno, coloro che l’avranno scelto) quelli che non lo fecero. Vi è del vero  che è ricapitolato nel famoso brano di Matteo 25,31-46, ma ciò che omette di dire Bergoglio è l’altro aspetto del Giudizio il quale non terrà affatto conto di certe opere di carità, se alla base c’è l’iniquità… Matteo 7,21-29.

Un giudizio, questo, espresso profeticamente già in Ezechiele che Bergoglio e la neo chiesa sembrano aver dimenticato: “se il giusto si allontana dalla sua giustizia e commette l’iniquità, io porrò un ostacolo davanti a lui ed egli morirà; poiché tu non l’avrai avvertito, morirà per il suo peccato e le opere giuste da lui compiute non saranno più ricordate; ma della morte di lui domanderò conto a te.” (cap.3,16-21), per capire poi cosa sono queste opere di iniquità, potrete leggere qui.

Papa Francesco all’inferno ci crede, il problema è “come” e in quale senso! Già nel dicembre 2017 ne aveva parlato con fare umorista, come sanno fare i gesuiti, inventando storielle per affermare qualcosa di anomalo, cliccare qui. In quel giorno Bergoglio minimizzò l’Inferno e le Anime dannate, attraverso appunto una storiella, preferendo una più simpatica versione che anteponga la speranza di un “inferno che si svuoterà”, piuttosto che riempirsi. Così come aveva affermato, in Udienza generale, che in Paradiso si sconteranno le pene rimaste insolute in terra (una vera eresia), liquidando di fatto il PURGATORIO del quale, in cinque anni, non ne ha mai parlato, cliccare qui.

0-970-papaQuale è, dunque, il problema di Bergoglio?

Egli è a disagio davanti a un Dio che “getta anime all’inferno” e che “punisce”, ed è questo che potrebbe aver espresso a Scalfari nei suoi colloqui privati. Papa Francesco non ha alcuna pietà verso i “corrotti”. Per lui, queste anime corrotte, meritano il “dissolvimento”, l’annientamento totale. Ma c’è un problema di fondo ed è questo: per Bergoglio l’iniquità e il concetto della corruzione, non sono quelli propriamente espressi nelle Scritture, ma sono solo quelle estrapolate da Matteo 25,31-46 “avevo fame e mi avete dato da mangiare… ecc..“.

Per papa Francesco i corrotti non sono quelli che “rifiutano di convertirsi a Gesù Cristo”, i quali si condanneranno da se stessi (Mc.16,16), ma sono solo coloro che non faranno opere di carità. L’ambiguità si genera nel momento in cui, ammesso il fatto che ciò corrisponde al vero, ciò che Bergoglio non predica sono gli altri parametri biblici attraverso i quali è ben spiegato che chi – operando l’iniquità – non si convertirà, andrà all’inferno con le sue gambe, così come coloro che, raggiunti dal Vangelo, rifiuteranno di convertirsi.

Insomma, secondo Bergoglio all’Inferno ci andranno solo coloro che non avranno operato le opere di carità, indipendentemente dai gravi peccati mortali ben denunciati da san Paolo: “Siete voi invece che commettete ingiustizia e rubate, e ciò ai fratelli! O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio.” (1Cor.6,8-10)

Papa Francesco “corregge” anche san Paolo: “Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla?” (qui la fonte ufficiale). A fare i pignoli Bergoglio non ha neppure torto, se la frase non fosse stata estrapolata per fargli dire tutto e il contrario di tutto. Infatti egli sta indicando LA PERSONA che – coinvolta in un peccato grave – sta cercando il Signore con la buona volontà di uscirne fuori. Egli così non può giudicare le intenzioni della tal persona.

Il problema è però che Bergoglio ha evitato di condannare quel peccato, l’atto sodomitico di cui non si parla più, il cui termine è stato cancellato dalla neo pastorale, leggere qui. Di qui si comprende lo sdoganamento pastorale a riguardo dell’unione civile di qualunque “coppia” scoppiata! Si comprende l’atteggiamento “amorevole” di papa Francesco anche verso i trans: “…lui, che era lei, ma è luicliccare qui, affermando però, pur senza affermarlo dogmaticamente, che DIO AVREBBE SBAGLIATO nei confronti dei trans. Perché è evidente che se si da ragione ai trans nel voler cambiare sesso e non accettandosi per  come Dio li ha creati e voluti, imparando piuttosto a correggersi negli affetti disordinati e a vivere la castità, è chiaro che il Papa stesso, applaudendo a questi interventi chirurgici, sta affermando  che Dio ha sbagliato e l’uomo ha corretto, col bisturi, l’errore commesso da Dio!

Arriviamo così a due conclusioni.

La prima riguarda il “giochetto” nato tra Bergoglio e Scalfari, in una sorta di amicizia COMPLICE attraverso la quale entrambi si usano per giungere lo scopo prefissato. Uno scopo che ovviamente, noi, non conosciamo nei dettagli, ma che vi sia è limpido come il sole, quando non è offuscato dalle tenebre, qui ne abbiamo tracciato alcune linee. Inoltre, il licenziamento di Odifreddi, non può essere racchiuso esclusivamente nelle motivazioni espresse dal Direttore Calabresi, perché sono eccessive e fanno emergere, quelle motivazioni, scenari e domande ancora più inquietanti.

Infatti: se avesse ragione Odifreddi che le notizie di Scalfari fossero delle “fake news” perché Bergoglio continua ad usare l’amico ben sapendo che divulga delle false informazioni? Perché le smentite del Vaticano non parlano mai di “false informazioni”, limitandosi solo a registrare che i contenuti non sono quelli espressi dal Papa? E se avesse ragione invece Calabresi egli sta affermando che le informazioni fornite da Scalfari non sono delle “fake news”, motivando così il licenziamento di colui che per tali le ha spacciate. Tanto è vero che, repubblica, non ha ancora pubblicato la smentita del Vaticano sul suo quotidiano.

La seconda riguarda il pensiero dogmatico e dottrinale di Bergoglio il quale, senza alcun dubbio, ancorato nel Catechismo e nella dottrina cattolica, propende tuttavia verso altri lidi. Questi lidi sono quel Modernismo condannato da san Pio X nella Pascendi Dominici Gregis… e sposato, portato avanti dalla nuova teologia imbracciata sistematicamente da diversi gesuiti e loro discepoli, molti dei quali entrati trionfalmente nel governo della neo chiesa al seguito di papa Francesco, che li appoggia, li nutre e li sostiene. Per Bergoglio, la neo chiesa, dovrà adeguarsi ai tempi, vedi qui. Per lui questo non significa cambiare dottrina (??), ma che la Chiesa deve accettare i cambiamenti antropologici in atto e questo è il rahnerismo, il Modernismo puro, si legga qui, è tutto provato.

Facciamo l’esempio chiarificatore. Quando Bergoglio afferma che “l’unica VIA alla pace è il dialogo…”, afferma una mezza verità e getta ambiguità e confusione nelle Membra perché: laddove è vero che nella politica degli uomini – il dialogare, parlarsi – è fondamentale per aprire le porte alla comprensione sul da farsi per il bene della comunità civile, che lo dica un Papa quando parla nelle Udienze, allora non è più accettabile perchè Gesù non ha mai detto “io sono dialogo!!” ma dice: “IO SONO LA VIA, LA VERITA’, LA VITA…”, se un dialogo non conduce al Cristo, è falso! Ora, per Bergoglio, il nostro modo di ragionare farebbe parte di quel “rigorismo” negativo mentre, il suo rigorismo modernista sarebbe fruttuoso. Questo è l’inganno!

Papa Francesco ha un concetto Modernista dei Santi di “ieri”, della “giustizia sociale”, del devozionismo popolare… Per lui tutto deve essere “aggiornato” alla mentalità di oggi, il popolo deve ACCETTARE i cambiamenti in corso (ecco lo sdoganamento dei divorziati-risposati nella chiesa, del riconoscimento affettivo di persone dello stesso sesso, ecc..), e la Gerarchia DEVE ACCETTARE un popolo modificato dalla cultura contemporanea, antropologica, purchè rimanga DEVOTA e “cerchi il Signore”. Ciò che viene modificato è così il concetto “del peccato”, cliccare qui.

Ma ciò che era peccato ieri, è peccato anche oggi, nulla è cambiato, chi afferma il contrario entra in piena apostasia. Bergoglio sa perfettamente di aver innescato una “bomba ad orologeria” e i suoi processi, ha spiegato niente meno il laico eretico Enzo Bianchi, sono volutamente studiati per modificare la Chiesa Cattolica nella sua dottrina (anche qui, affermazioni provate, qui c’è l’audio, ma mai smentite). La sua “amicizia” con Scalfari ha come mira questo progetto di cambiamento. Le prove che portiamo, a suffragio di ciò, stanno nel fatto che papa Francesco continua a citare solo se stesso in tutti i Discorsi più importanti sulla Dottrina: venticinque anni di magistero difensivo sulla dottrina cattolica di Giovanni Paolo II, così come gli otto anni di Benedetto XVI, sono stati spazzati via in soli cinque anni di questo governo.

Una ultima prova di ciò che diciamo è data dal “pre-sinodo” sui giovani previsto in ottobre e che sta già suscitando molte domande inquietanti, cliccare qui. In tutti gli interventi finora svolti, papa Francesco non ha mai – MAI – citato un solo Discorso fatto da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI – ai giovani – specialmente negli incontri delle Gmg (Giornate mondiali della gioventù).  I contenuti di questi discorsi fatti da Bergoglio ai giovani, c’è il sociale senza alcuna dottrina, c’è sincretismo religioso, non c’è alcun riferimento ai peccati, tutta sociologia, tutta nuova antropologia… c’è “la nuova chiesa di Karl Rahner”, vedi qui.

Concludiamo con un imponente “colloquio” di Aldo Maria Valli, cliccate qui:

  • – Dicevo: illuminare la fede lungo la via della verità, ecco ciò chiediamo al pontifice nostro, servus servorum Dei. Non chiacchiere con un giornalista che non prende appunti. Solo così potremo uscir a riveder le stelle! Ha scritto?
  • – Certo, sommo.
  • – Bene. La saluto. E non dimentichi: poca favilla gran fiamma seconda!
  • – Grazie, sommo, non dimenticherò. E torni a trovarmi, quando può.
  • – Fatti non foste a viver come bruti…

omino_legge_il_libro consigliamo anche l’articolo del prof. Roberto de Mattei: Papa Francesco e il destino eterno delle anime.

 

3 pensieri riguardo “Bergoglio rigetta “un Dio” che punisce

  1. Bell’articolo, grazie!
    Mi è subito venuto a mente il racconto di Marco 14,1-11 in cui Giuda rimprovera lo sperpreo dei soldi per comprare quel profumo da dedicare a Gesù. Giuda era un ladro, si legge, ma la risposta di Gesù va oltre ciò che era Giuda, sta dicendo che il Corpo di Gesù che noi abbiamo ora nell’eucaristia, non è da confondersi con la carne dei poveri, come va di moda oggi.
    Non bisogna mai fare certi paragoni perchè i poveri ci sono e vanno aiutati, la nostra fede si vede nelle opere buone, ma Gesù è Dio, ed anche i poveri devono convertirsi a lui. Il gesto di questa donna che versa il costoso profumo su Gesù, è qualcosa di più, è un gesto di amore a Dio, un amore folle, “sprecato”, secondo Giuda, allora servono i poveri! quando non si vuole più adorare l’unico vero Dio che è Gesù Cristo.
    E’ Gesù stesso che addita Giuda operatore di iniquità perché usa i poveri per non riconoscere Gesù vero Dio al quale va la nostra adorazione, mentre i poveri, conclude Gesù, li avrete sempre tra voi.
    Chi usa i poveri per allontanare la gente dalla conversione a Gesù, dalla sua dottrina e dall’eucaristia, è operatore di iniquità.

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  2. scusatemi, vorrei solo chiarire una cosa. Voi qui nell’articolo, ben fatto, scrivete:
    Questi lidi sono quel Modernismo condannato da san Pio X nella Pascendi Dominici Gregis… e sposato, portato avanti dalla nuova teologia imbracciata sistematicamente da diversi gesuiti e loro discepoli, molti dei quali entrati trionfalmente nel governo della neo chiesa al seguito di papa Francesco, che li appoggia, li nutre e li sostiene.

    Ecco, mi sembra doveroso chiarire che non è da oggi o con Bergoglio che questi modernisti siano entrati nel governo della Chiesa. Avendo voi stessi ricordato Wojtyla e Ratzinger saprete di certo la fatica che dovettero fare per tenere a freno l’avanzata del modernismo di questi teologi, specialmente l’ala tedesca. Ecco era solo per chiarire e specificare che non è da oggi o con Bergoglio. Grazie.

    _______________________________

    RISPONDIAMO QUI

    Senza dubbio sì, è come ci segnala lei (marcantonio, così ci appare nella e-mail), noi forse l’abbiamo dato un poco troppo scontato che altri comprendessero, perciò la ringraziamo per questo chiarimento. 😉
    Atanasio ci segnala di ricordare questo articolo:
    https://cooperatores-veritatis.org/2018/01/27/chiesa-cadde-mani-neomodernisti/

    Lo Staff di “cronicas…”

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  3. Meno male che qui si ricorda il grande Giovanni Paolo II, scusatemi ma perchè sono stato convertito da lui ed ero parte dei “papa-boys”, ho partecipato a sei Giornate mondiali della gioventù, mitica quella a Toronto e nel 2000 a Tor Vergata fu indimenticabile: “Chi siete venuti a cercare?” lui interruppe i nostri giubili indirizzati altrove, nel gaudio frenetico dell’incontro e ci disse “Gesù!” Grazie a lui io ho capito che l’aborto è un grave peccato e una minaccia per la nostra stessa intelligenza e sopravvivenza, non si può che ammazziamo il futuro nelle vite umani concepite, con lui ho capito l’etica e la morale cattolica e l’ho amata, accettata. Certo anche con Benedetto XVI è stato bellissimo, ha mantenuto la rotta, ci ha indirizzati dentro la dottrina, ci ha portati Gesù Eucaristia. Ora non c’è più nulla di tutto questo, siamo al trionfo delle banalità e del sincretismo, Gesù eucaristia è stato tolto di mezzo e invece di guidare i giovani, oggi si chiede loro di rivendicare i propri diritti, senza più preoccuparsi dei diritti di Dio!

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