Il caso Don Minutella non deve dividerci, al contrario, dobbiamo unirci

Premessa: scrivendo questa “Lettera aperta” a Don Alessandro Minutella, sapevamo che ci saremo immersi tra le corsie di due tifoserie micidiali: i pro e i contro, che sempre tentano di imporre un pensiero che travalica, soggettivamente, i contenuti di quanto si è voluto dire oggettivamente. Abbiamo trascorso il pomeriggio e la serata di ieri, a rispondere (pubblicamente e a molti in privato) con santa pazienza agli insulti, alle assurdità, ai vaneggiamenti di quanti, sollecitati dallo spirito soggettivistico, e senza portare alcun argomento valido alla discussione, insistevano sul tema senza alcun riferimento – o contributo – utile alla disputa. Lo ha fatto per noi un nostro amico Lettore al quale, ora, lasciamo volentieri questo spazio per condividere con Voi la sua Lettera a noi.


Cari amici del sito,

lo dico subito con tremore sacro “il caso Don Minutella non deve dividerci, non lo vorrebbe neppure lui, al contrario esso deve unirci tutti, perché questa battaglia è di tutti, è di tutta la santa Chiesa Cattolica, è la battaglia del piccolo gregge“.

E’ certo che la situazione è molto complessa, anche ingarbugliata e non v’è dubbio che la ragione penda a favore di Don Minutella. Mi pare che questo lo dica anche l’articolo fatto come Lettera.

Mi son letto tutti i commenti sperando di trovare materia utile per chiarire  alcuni aspetti, ma non c’è materiale utile, ci sono solo confusione in termini e tifoserie, è un gran peccato, perché queste tifoserie fanno perdere la ragione e non aiutano a fare una analisi fredda, ma efficace, dei fatti.

Voi avete citato Padre Stefano Manelli e Padre Pio, e avete ragione.

A me veniva a mente anche quel povero Don Dolindo Ruotolo, quante ne dovette passare, venne anche sospeso a divinis con il solo sospetto di aver detto una eresia, anche lui aveva ragione da vendere, ma ubbidì all’autorità, si prese la sospensione pur continuando naturalmente a difendersi, poi il Signore lo ha fatto riabilitare.

Cicatrici che rimangono per sempre, come le piaghe di Cristo sono per l’eternità. Un sacerdote senza ferite, senza cicatrici,  ha qualcosa che non va bene, così è per i Laici. Il vero discepolo di Cristo deve entrare nel Regno dei Cieli con le cicatrici della “buona battaglia”, in Cristo.

Leggo in questa Lettera molto affetto a Don Minutella e soprattutto buoni consigli. Questa non impedisce affatto che il buon sacerdote continui a difendersi, anzi, lo deve fare nelle sedi appropriate.

Ho solo delle riserve su alcuni affetti “pastorali” di Don Minutella a riguardo della Valtorta e di von Balthasar, ma sono opinioni mie e perciò me le tengo, senza sottovalutare, però, che questi affetti ricadono anche su certa dottrina.

Don Minutella ci aveva avvisati che, seguendo le sue predicazioni, saremo stati sollecitati non soltanto a “svegliarci” dall’intorpidimento di certa pastorale buonista di questa “neo chiesa”, ma soprattutto a fare la scelta più drammatica della nostra vita: da che parte stare! Può un sacerdote spingere i fedeli a fare scelte così drastiche? Sì che può e deve anche farlo, ma mai contro un pontefice.

Ciò che si finisce per alimentare, alla fine dei fatti, è una certa tifoseria di chi “odia il papa regnante”, oppure di chi lo ha eletto “Cristo redivivo“, e questo seppur non è nell’intenzione di Don Minutella, è però usato poi dalle varie tifoserie per dire tutto e il contrario di tutto.

Ascoltare Don Minutella è di grande aiuto per comprendere che cosa sta accadendo nella Chiesa del nostro tempo, di come siamo passati dal quel “fumo di Satana” svelato da Paolo VI, ad una apostasia vera e propria dai cardini dottrinali e non solo questo. A la Salette la Vergine Santa aveva predetto la lotta che vedeva tra vescovi e vescovi, cardinali e cardinali, sacerdoti messi a tacere e perseguitati, Roma che avrebbe perso la Fede. E noi ci troviamo oggi un Pontefice che sta dividendo la santa Chiesa, negarlo non è giustizia, non è onestà.

Don Minutella scuote le coscienze, viene – oserei dire – a toglierci la tazzina del caffè, o del tè dalle mani, che stiamo bevendo sulle comode poltrone di casa, magari davanti alla TV che spesso teniamo accesa solo “per farci compagnia“, per dirci senza mezzi termini: “Ma che stai facendo? Dormi?!!”. E’ il Getzemani della Chiesa e devono farci sobbalzare le parole di Gesù quando: andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza.  E disse loro: “Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione“(Lc.22,45-46)

Il cuore della Lettera aperta a Don Minutella ha le medesime intenzioni per le quali, però, non è possibile spingere i fedeli laici ad una “scelta contro il papa regnante”. Chi usa la Scrittura, i Vangeli stessi per affermare che Don Minutella faccia bene a “mettere i laici contro il papa regnante“, non ha capito affatto la vera battaglia di questo sacerdote.

Ricordate cosa accadeva di Gesù quando Giuda e i Farisei si attendevano da Lui la liberazione dall’oppressore politico? Tutti pensavano di Lui al liberatore politico, al liberatore dalle ingiustizie sociali, ad un liberatore dall’autorità corrotta, solo pochi, solo il piccolo gregge aveva capito davvero chi fosse Gesù e da quali catene, da quali schiavitù era venuto a liberarci.

Il Sacerdote è “l’Alter Christus (da Fil.2,5-11), colui che è configurato al Cristo mediante la specifica Ordinazione che è uno dei sette Sacramenti inviolabili, egli agisce “in persona Christi” nel fare le veci della persona di Cristo Sommo Sacerdote, ma anche il fedele laico “Ipse Christus” deve conformarsi al Cristo mediante il Battesimo, solo così si può adempiere a quel mandato di Gesù stesso: “Chi ascolta voi ascolta me” (Lc.10,16). Santa Caterina da Siena, Dottore della Chiesa, Patrona d’Italia, e Compatrona d’Europa, diceva che i sacerdoti sono “i ministri del Sole“, in quanto luminosi dispensatori dei misteri di Cristo, in particolare dell’Eucaristia che lei definiva il “Sole” della Chiesa.

Ecco ciò che accadde a Gesù: volevano oscurare questo Sole, e così vogliono oggi oscurare tutti quei Sacerdoti che vogliono liberare questo Sole da ogni cataratta dell’apostasia in corso e perciò vengono perseguitati, messi a tacere, posti davanti ai tranelli, come venne messo sotto tranello Gesù stesso. Un tranello, hanno così definito, i nostri amici del sito qui, la furbata demoniaca del vescovo Lorefice con i complici cardinali seduti comodamente le poltrone della Santa Sede, nei vari Dicasteri.

Consigliare ora a Don Minutella di “rivedere” alcune sue affermazioni specifiche al Romano Pontefice, del quale e per il quale aveva già fatto “devota obbedienza”, è soltanto una richiesta oggettiva ed onesta, atta a comprendere che lo stesso sacerdote, avendo fatto per l’appunto, l’obbedienza al Romano Pontefice (il tranello è stato nella subdola richiesta di specificare il nome), non può dire ora (o farlo pensare) che questo Romano Pontefice – al quale ha fatto devota obbedienza – sia diverso o un altro rispetto a quello regnante. La trappola che è stata fatta scattare è diabolica, ma fa anche comprendere come il diavolo fa le pentole e non i coperchi.

Don Minutella sollecita TUTTI i veri cattolici a correre i rischi da lui corsi, e non ha tutti i torti. Si arriva ad un bivio e bisogna scegliere, altrimenti ci si fermerà sul bivio senza concludere un bel nulla, rischiando di diventare persino indifferenti non solo alle “cinque piaghe” descritte dal beato Rosmini, ma anche sei, otto, dieci, le piaghe che non si contano più. Il punto perciò è uno solo, il peggiore di tutti, l’incubo di ogni vero cattolico: chi è il Papa che dobbiamo ascoltare?

Volevo allora sottolineare alcuni punti in modo dottrinale, il più oggettivamente possibile.

– Che Don Minutella sia accusato di essere scismatico per le affermazioni portate dal cardinale Stella (si ascoltano nel video), ci sono molti dubbi soprattutto se le prove portate dalla Santa Sede sono le “Jene”, davvero ridicolo e assurdo, più che da commentare c’è da pregare per come la Santa Sede sia caduta così in basso. Quindi, canonicamente parlando, non c’è alcun  atto formale d’accusa di scisma, mancando i fatti.

– Che Don Minutella sia un “ribelle” (sempre dal video), è tutto da dimostrare, aspetto, questo, che l’accusa non porta con atto formale, ma in modo molto astratto.

– In cosa consisterebbe la “confusione” che Don Minutella avrebbe portato? Anche qui non esiste un atto formale di accuse provate, ma solo presunte accuse tratte dai video, come dice il documento.

– Resta in piedi solo l’accusa di aver “insultato” il Pontefice regnante, Francesco, di averlo definito, in sostanza, un “falso pastore” disprezzandone, pubblicamente, l’autorità. Poteva essere sospeso a divinis per questo? Sì e no! La questione è complessa e prevede diversi gradi. Attualmente, per esempio, Don Minutella NON E’ STATO SCOMUNICATO, ma “sospeso a divinis”. Bisogna entrare dentro l’uso di certi termini per comprenderne la portata, e non vorrei essere qui ora a complicare le cose, provo solo a semplificare la lettura. La sospensione a divinis è quella pena canonica prevista dal canone 1333 del codice di diritto canonico che, tradotta letteralmente significa “sospeso dai ministeri divini”, ossia dai Sacramenti, tranne in pericolo di morte, ed è applicata durante il tempo di una indagine, di un processo, oppure definitiva in caso di condanna. Per la scomunica latae sententiae, ossia “sentenza emessa, pronunciata“, si ha un iter diverso e la sua applicazione è molto più complessa di quel che sembra, infatti Don Minutella non è stato ancora scomunicato. Cade in questa scomunica chi commette un’azione che costituisca peccato, altrimenti non può avere pena canonica.

Certo che fa pensare ad un Don Giorgio De Capitani che da anni pubblica i suoi video, disprezzando tutta la Chiesa, le dottrine e il papato stesso, ai tempi di Benedetto XVI gli augurava perfino la morte, ma nessuno lo ha mai sospeso. Un sacerdote si permette di usare la Messa di Natale per affermare che non dice il Credo perché non ci crede, ma sta ancora al suo posto. Forse il cardinale Stella dovrebbe perdere meno tempo con le Jene e farsi un giro per le parrocchie, ma probabilmente non rimarrebbe più un Clero da gestire…

Noi tutti sappiamo bene che la prima volta, ai fini del Diritto Canonico, Don Minutella rispose correttamente alla richiesta del suo vescovo. Solo in un secondo momento  la trappola  – come la definisce  a buona ragione la “Lettera” – è scattata subdolamente con la richiesta di affermare pubblicamente il nome del papa regnante. Qui Don Minutella potrà difendersi e molto, ma allora avrebbe dovuto obbedire alla richiesta del vescovo, semplicemente perché è un sacerdote incardinato, dal vescovo, nella propria diocesi. Non è un laico e non può agire come vuole, non può fare braccio di ferro con il vescovo, sapeva che avrebbe perso in partenza. Questo è l’unico atto d’accusa valido, discutibile quanto si vuole e per il quale Don Minutella potrà difendersi canonicamente, per una azione così drastica, ed ingiusta, da parte del proprio vescovo.

Possiamo dirla con le parole di mons. Antonio Livi: “Va ricordato, innanzitutto, che per tutti noi cattolici, la  principale (e talvolta unica) ragione per cui dobbiamo interessarci delle parole e dei gesti del Papa è perché egli è a capo della Chiesa di Cristo per volontà espressa di Cristo stesso, come sappiamo per fede. È dunque l’adesione convinta al dogma del Corpo Mistico ciò che giustifica l’obbedienza incondizionata alle direttive pastorali del Papa e motiva l’unione affettiva ed effettiva con lui, quella devozione che faceva dire a santa Caterina da Siena, nel Trecento, che il Papa è «il dolce Cristo in terra» (il che non le impediva di recarsi ad Avignone per rimproverarlo di non risiedere a Roma). Un santo del Novecento, Josemaria Escrivà, per indicare il giusto ordine di una devozione sostanziata di fede, diceva che «per noi cristiani i grandi amori sono Cristo, Maria e il Papa»…. (…) Insomma, detto un po’ brutalmente (diciamo pure “papale – papale”, usando un’espressone popolare scherzosa ma non senza contenuto), il Papa interessa relativamente, cioè interessa solo in relazione a Cristo, dal quale riceve l’autorità di «pascere le sue pecorelle» nel suo Nome; solo in relazione a Cristo, la cui Parola egli deve custodire, interpretare e annunciare al mondo, «senza aggiungere e senza togliere alcunché»; solo in relazione a Cristo, del quale il primo Papa, san Pietro, disse che «non ci è stato dato alcun altro Nome sotto il Cielo nel quale possiamo essere salvati»” (ecco qui la fonte).

O si ragiona così, ragionevolmente, oppure si vanno ad alimentare quelle tifoserie che odiano questo Pontefice e sostengono un buon e bravo sacerdote come Don Minutella, solo perché, apparentemente, sembra fare il loro stesso gioco: odiare il papa, questo papa il quale, è bene dirlo, è legittimo fino a prova contraria, come ha pubblicamente manifestato lo stesso Benedetto XVI.

Diverso è muovere la buona battaglia contro le eresie e l’apostasia in corso nella Chiesa, giunta ai più alti Vertici. Si possono denunciare le eresie che questi vanno affermando, ma non si può discettare sulla legittimità di certe elezioni. Per esempio: il cardinale eretico Walter Kasper, è stato fatto vescovo e cardinale da san Giovanni Paolo II anche sull’appoggio e il sostegno dell’allora cardinale Ratzinger. Che cosa dovremo dire, che la sua elezione non è valida? Non va delegittimata l’elezione, ma va denunciata la sua apostasia, e le sue eresie, e sospeso laddove non facesse abiura delle castronerie che va seminando da anni, e quindi rimosso dall’incarico. Un altro esempio? Vediamo Arturo Sosa, preposto della nuova Compagnia di Gesù, i gesuiti, che è andato affermando vere e proprio eresie contro la canonicità dei Vangeli e la Persona di Cristo stesso, ebbene è forse delegittimato dal suo ruolo per questo? Sì e no! Cioè, sì, se si trovassero coraggiosi gesuiti atti a fargli ripudiare l’eresia e con la rimessione dal suo incarico; no, se nessuno lo rimuove dal suo incarico e lo lasciano fare.

Lo so che è complicato rispondere così, ma questa è la situazione di oggi.

La stessa procedura, con la massima prudenza, deve essere usata nei confronti di un Pontefice che non rispondesse più alle ragioni stesse contenute nella sana Dottrina Cattolica, nel magistero bimillenario della Chiesa, nei Canoni scritturistici spiegati dai Padri e dai concili della Chiesa. E’ questa la vera opera che sta portando avanti Don Minutella, ma per continuare deve riconoscere la legittimità di quel Romano Pontefice per il quale del resto aveva già fatto, al suo vescovo e alla Santa Sede, sottomissione di filiale obbedienza.

Obbedienza non significa tornare sulla comoda poltrona di casa, davanti alla TV, e far finta che tutto va bene, e dire le cose come stanno non significa affatto essere “contro il Papa”. Obbedire, biblicamente parlando, significa proprio “prestare ascolto“, e da ciò che si è ascoltato si può dissentire laddove venisse pregiudicata la Verità del Vangelo e dello stesso Catechismo. Per questo, chiedere a Don Minutella di rivedere le sue affermazioni sul ruolo di Papa Francesco, non significa nuotargli contro e non significa abbandonare la buona battaglia. Significa più saggiamente invitarlo a non alimentare le tifoserie di coloro che – sui vari sentimentalismi – odiano il Pontefice, ma anche di coloro che ne hanno fatto un idolo da adorare, un feticcio del culto della persona, alla quale nulla si può più dire quand’anche dovesse proferire assurdità dottrinali.

Soltanto dopo – quell’obbedire – è diventato anche sinonimo del potere – quell’eseguire “gli altrui comandamenti, sottomettendosi ai voleri altrui“. Nella Mistica cattolica tale obbedienza è l’esercizio della virtù dell’umiltà, della santa pazienza verso i propri superiori, dai quali i veri Santi subivano, e subiscono spesso, maltrattamenti e gravi ingiustizie che letti però, in chiave evangelica e sulle piaghe del Cristo stesso, sono la vera “porta stretta” dei fedelissimi del Signore, di coloro che la Chiesa stessa ha poi riconosciuto “beati”, in riferimento alla vera interpretazione delle beatitudini del Vangelo.

Come avete ricordato voi nel sito: Padre Stefano Manelli e san Padre Pio sono il classico esempio dei nostri tempi, io vi ho ricordato Don Dolindo Ruotolo, ma di esempi se ne possono fare tanti e, da questi re-imparare che cosa è la vera obbedienza, a Chi volgere questo “ascolto” e come metterla in pratica. Ma si deve fare anche attenzione all’anarchia della Fede, alla dispersione del gregge, già bello che diviso, scismatico e sparpagliato, cibo per lupi rapaci, jene affamate e leoni girovaghi.

Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono le stesse sofferenze di voi.“(1Pt.5,6-10)

Con affetto fraterno, Athanasio (Dottrina per la vera Fede)


Aggiorniamo il testo inserendo il video ultimo di Don Minutella che condividiamo pienamente

 

15 pensieri riguardo “Il caso Don Minutella non deve dividerci, al contrario, dobbiamo unirci

  1. Gentile Athanasio (Dottrina per la vera Fede),
    rispondo di getto alla sua lettera e, indirettamente, agli Amici autori di questo sito, perché rispondere tenendo conto, punto per punto, di tutte le implicazioni del ‘caso don Minutella’ sarebbe da mal di testa, visto il minestrone dottrinale scodellato in questi anni allucinanti dal vertice della Chiesa.
    Intanto dico che, leggendo la lettera aperta a don Minutella scritta dagli Autori del sito, provavo un senso di irrealtà crescente, tanto da dover guardare più volte il banner per accertarmi di essere davvero su ‘Le cronache di papa Francesco’ e non su altri siti che praticano il cerchiobottismo, in buona fede o meno.
    Gli Autori, dei quali si percepisce di certo l’affetto per don Minutella, hanno parlato di doverosa ‘correzione fraterna’ verso di lui, perciò parto da qui (chiedendo subito scusa per le sciocchezze che probabilmente scriverò, vista la mia scarsa cultura teologica).

    CORREZIONE FRATERNA (Mt 18,15-20):

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    “15 Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello;
    16 se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni.
    17 Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
    18 In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
    19 In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà.
    20 Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro.”

    Alla luce di questo brano di Vangelo e CONSIDERATA L’ATTUALE SITUAZIONE ECCLESIALE, che più pazza, schizofrenica e apostatica non si potrebbe, mi chiedo: non era più opportuno che gli Autori esprimessero la correzione fraterna verso don Alessandro in via ‘privata’ ? (= senza pubblicazione sul sito)?
    Perché farlo in via privata? Primo: perchè è parola e volontà di Nostro Signore – Secondo: perchè la situazione è talmente diabolica e confusiva per il gregge di Cristo, che andare a mettere pubblicamente sull’avviso don Minutella circa il suo ‘errore’ non poteva che portare ulteriore confusione e delusione nei credenti rimasti fedeli.. Dal punto di vista pastorale, a mio molto modesto avviso, è stato un errore.
    Gli Autori parlano della necessità di SOTTOMISSIONE ALL’AUTORITA’ VOLUTA DA CRISTO STESSO.
    Perfetto. Ma mi chiedo: questo papa sta incarnando davvero l’autorità voluta da Cristo? sta facendo davvero la volontà di Nostro Signore?
    A domanda retorica, la risposta è scontata.
    Le cronache riferiscono di un Vaticano diventato un covo infetto di vipere (vedi, a titolo di puro esempio, la Pontificia Accademia per la Vita azzerata nel suo degno Consiglio Accademico per far posto a indecenti personaggi, abortisti seriali, non cattolici, ecc., con convegni ‘ecclesiali’ che li vedono protagonisti. Onorificenze conferite dalla Santa Sede ad altrettanto incommentabili personaggi (vedi, a titolo di puro esempio, la Croce di San Gregorio Magno appioppata alla ministra olandese che è l’equivalente dell’italiana Bonino quanto alle migliaia di aborti praticati e con orgoglio sbandierati), ………………
    L’elenco delle nefandezze ormai è lunghissimo e ci vorrebbero volumi e volumi per contenerlo.

    Comprendo la fondamentale differenza fra l’istituzione PAPATO (che va salvaguardata in qualsiasi caso, pena il cadere nel protestantesimo) e la persona del pontefice in carica, che può avere mille pecche.
    Rimane comunque che stiamo vivendo una situazione totalmente inedita per i tempi moderni, situazione molto complessa che richiede un APPROCCIO COMPLESSO e RISPOSTE COMPLESSE, per evitare che le anime abbandonino la Chiesa a causa del grave scandalo prodotto da questo papa.
    Gli Autori del sito hanno citato a don Alessandro, a titolo di modelli, padre Pio, padre Manelli e don Dolindo Ruotolo, che hanno accettato senza fiatare la scure calata su di loro dall’autorità ecclesiastica per punizione.
    C’è però una differenza fra loro, anche se per tutti e tre è stato un cammino di purificazione in vista della santità: padre Pio e don Dolindo sono stati puniti da una Chiesa ancora rispettosa e custode, dal punto di vista dottrinale, della volontà di Nostro Signore, pur se poi rivelatasi ingiusta matrigna nei fatti. Padre Manelli, al contrario, sta subendo una persecuzione esercitata da una Chiesa totalmente stravolta dal punto di vista dei princìpi della fede, sfigurata e irriconoscibile nel suo vertice.
    Per questo mi fa venire il prurito sentire parlare, Lei e gli Autori del sito, di ‘TIFOSERIE’ pro o contro il papa regnante, di ‘odio’ verso lo stesso eccetera.
    Mi sembra opportuno un distinguo fra ODIO e RABBIA.
    L’odio, a mio avviso, è ispirato dal maligno e porta a desiderare il male di chi viene odiato.
    La rabbia è un sentimento negativo che esprime l’amarezza di non veder rispettati determinati diritti o princìpi, e non è detto che sia ispirato dal maligno.
    Mentre Nostro Signore non ha odiato nessuno, arrivando a invocare perdono perfino per i suoi carnefici, ha umanamente provato rabbia di fronte a determinate situazioni, come testimoniano gli evangelisti.
    Quindi io metterei attenzione a non considerare i due termini come sinonimi.
    E la rabbia espressa da molti lettori di questo sito, oltre che lo sconcerto, esprimono unicamente un grande amore per la Chiesa di Nostro Signore, e l’indignazione per il vederla buttata sulla strada, alla mercè di cani e porci, per di più con modi e ‘motivazioni’ da farsa e da tragedia.

    Ignoro se don Minutella abbia incitato i fedeli che lo seguono ad una scelta contro il papa regnante.
    Se lo ha fatto, si è incamminato di certo su un pendio scivoloso. Ma il rischio zero non esiste. E definire questo papa come ‘falso pastore’ direi che è il minimo della verità che si possa pronunciare in una situazione INEDITA come quella che stiamo dolorosamente vivendo.
    Se mi fossi trovata nelle scarpe di don Minutella nel momento in cui il vescovo mi avesse chiesto l’atto di sottomissione al papa Francesco (certo, è stato un trappolone che gli hanno teso e un tiro mancino che gli hanno tirato), mi sarei comportata come don Alessandro, rifiutando di bruciare incenso all’imperatore.
    Se abbiamo un eroe che sa combattere virilmente contro l’errore – non guadagnandoci nulla e anzi rischiando in soldoni del suo – non possiamo abbattere l’unico o uno dei pochi FARI rimasti accesi in questa notte di tregenda con ragionamenti veri ma troppo sottili per la situazione presente.
    Mi scuso per la lunghezza e le imprecisioni.
    Con affetto verso di Lei e gli Autori.

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  2. Cari amici voi dello staff e al caro Athanasio che avete fatto queste due lunghe ed interessanti lettere, vorrei però fare alcune osservazioni.
    Voi sapete come mi esprimo sempre largamente, ora ditemi voi, giunto e superato gli 80 anni, coetaneo praticamente di Bergoglio, in costante cammino verso il Paradiso così come ce lo ha insegnato la Chiesa di sempre, adesso vi chiedo, ma secondo voi, come dovrei procedere?
    Se dovessi seguire Bergoglio perché è il Papa di cui non metto dubbio, ma dottrinalmente si, che cosa dovrei fare? Secondo lui allora dovrei predicare che il peccato esiste certo, ma anche no, perché i peccatori oggi sono solo quelli che rubano ai poveri, che predicano la sana dottrina, che dicono le cose come stanno, mi sbaglio o è così che Don Minutella è diventato allora una infamia per questa falsa chiesa?
    Ma se Don Minutella ha ragione, come del resto lo affermate voi stessi, perché dovrebbe ripensarci su alla risposta che ha dato al suo vescovo che gli ha reso il tranello?
    Intendiamoci che io capisco le motivazioni che vi hanno spinto a scrivere queste due lettere, dare consigli ad un sacerdote lo trovo legittimo, e frenare anche le tifoserie è giusto, ma dovreste dare anche risposte più chiare possibili, altrimenti rischiate di non sembrare più voi.
    Capisco che nessuno deve predicare contro un papa, ma solo contro le dottrine eretiche, capisco anche che è bene imparare i canoni e cosa dicono, la differenza tra una scomunica e una sospensione a divinis, ma dateci anche risposte, altrimenti entriamo dentro una spirale infinita e senza uscita.
    Io penso che Don Minutella non è stato solo coraggioso, il suo atto compiuto è un esempio che se fosse seguito da dieci, venti, cinquanta sacerdoti (i laici sono pronti, ma non hanno pastori virili), i vescovi della falsa chiesa finiranno per doversi arrendere, o scomunicare tutti.
    Questo sacerdote ha il merito di averci messo la faccia e il nome, e anche tanti laici come il professore de Mattei e pure il vaticanista Aldo Maria Valli che ha perso tanti amici per aver detto le cose come stanno, finalmente si esce allo scoperto, questo mi aspettavo da voi e da questo sito.
    Scusatemi se dico come la vedo io, ma questi sono i pastori da appoggiare.

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    RISPONDIAMO

    Carissimo Settimanale (Lorenzo),
    ti siamo grati per gli appunti e, lasciando poi che Athanasio dia la sua risposta anche a Marisa sopra, riteniamo doveroso dire la nostra:

    la nostra Lettera a Don Minutella non è stata scritta per affermare una condanna. Noi lo vogliamo fra noi, pronto a dare a noi i Sacramenti e la Messa, e al momento – la sua risposta al vescovo – lo ha messo in condizione di non poterlo più fare.
    Ora, ragioniamo un momento SOLO UN PUNTO CHE ABBIAMO SOLLEVATO, SOLO SU UNO ne abbiamo sollevato, evidenziato anche da Athanasio:

    Don Minutella ha fatto già la sua professione di obbedienza, previsto dal Diritto Canonico, al “Romano Pontefice”, e lo ha fatto sia al suo vescovo quanto alla Santa Sede. Quindi tutto OK. tutto bene, doveva finire lì.
    E invece no!
    Per questo parliamo di una “trappola”…. il vescovo, quanto il cardinale Stella, lo hanno posto in un vicolo cieco, con le spalle al muro: va bene, gli hanno detto, la professione è corretta, ma ora aggiungici il nome del Papa regnante!

    Don Minutella gli ha detto “NO”…. però prima Sì, facendo atto di sottomissione al Romano Pontefice, e dunque, a quale Romano Pontefice intendeva Don Minutella fare sottomissione?

    Ha ragione? Ha torto? Ecco che partono le tifoserie, dei sì e dei no, che noi non vogliamo alimentare in nessun modo.
    NOI diamo ragione a Don Minutella, l’atto di sottomissione l’aveva fatta, lo dice anche lui nel video, ci si è solo intestarditi sul nome del pontefice da fare pubblicamente, e questa è stata la trappola….

    Capiamo bene che è difficile da capire e che – con lo stile del sito – questa Lettera non c’entrava nulla per molti, ma non è così facile da spiegare e ce ne scusiamo.
    Però se siamo riusciti a far ragionare al di là delle tifoserie, abbiamo già raggiunto un buon obbiettivo.
    Le risposte che vuoi, o che chiedi, caro Lorenzo, non te le possiamo dare noi, perché neppure noi le abbiamo.

    Avanti con Maria, ripete a ragione Don Minutella, facciamoci forza e andiamo avanti, non tradiremo le motivazioni della Resistenza Cattolica che ci hanno spinto ad entrare in questa avventura. E questo lo diciamo anche per Marisa e per tutti i nostri Lettori. Non vi chiediamo di giustificarci, ma di comprendere.
    Grazie
    Lo Staff di “cronicasde papafrancisco”

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  3. Carissima Marisa (ma la risposta servirà anche per l’amico Lorenzo- Settimanale e per tutti),
    non si scusi per ciò che ha scritto, le sue impressioni così esposte sono di grande utilità anche per me, ed anzi mi scuso per sembrare forse più saccente di quel che non sono.
    Devo dire per correttezza che mi sono proposto io, ai Moderatori, per fare un intervento sulla questione cercando di mantenere un basso profilo alle mie opinioni personali (che sono tutte a favore di Don Minutella) e di esprimere concetti cercando di rimanere il più oggettivo possibile. Se non ci sono riuscito me ne scuso, rilevando ampiamente i miei limiti.

    Provo a sintetizzare le sue utili osservazioni.

    1) la correzione fraterna in forma privata.
    Comprenderà che non sono io il curatore del sito e se i moderatori hanno fatto quella lettera pubblica, lo hanno fatto comprendendo che forse era giunto il momento di sollevare un po’ le acque. Quando si sollevano le acque, esce sempre del fango, della sabbia, e bisogna continuare a filtrare fino ad ottenere l’acqua limpida. E’ stato questo il punto cruciale sollevato da me ai Moderatori del sito, così come ne abbiamo discusso in privato, a motivo di quanto ho poi pubblicato.
    Già, ma perché non farlo privatamente con Don Minutella? A questo non saprei risponderle, io lo conosco attraverso i video e lo seguo da qualche anno sostenendo, per altro, le sue predicazioni e gli ultimi due libri che ha scritto. Forse il punto è più semplice del previsto: questo è un sito e nel sito si parla scrivendo, non c’è altro modo, e se non si riesce a contattare l’interessato, forse questa è l’unica via che si ha non solo per sostenerlo, ma anche per far capire le cose come stanno.

    2) la sottomissione all’autorità petrina voluta dal Cristo.
    Gentile Marisa, qui, come lei ben comprende, non posso esprimere tutta la dottrina. Mi dispiacerebbe se il concetto dell’obbedienza di cui ho parlato sul finale, non fosse stato sufficiente a spiegare come possiamo procedere noi nei confronti di un pontefice ambiguo, modernista, che sta spingendo le greggi verso ampi dirupi, ma tuttavia ancora papa, fino a prova contraria.
    Ad un tratto ho anche scritto: “Lo so che è complicato rispondere così, ma questa è la situazione di oggi.”
    Dobbiamo pensare al fatto che fior fiore di canonisti oggi sono messi a dura prova dai fatti che stiamo vivendo, dalla Rinuncia di Benedetto XVI, alla sua scelta di “rimanere Papa” con tanto di veste, stemma e titolo.
    Questo non era mai accaduto e, se vuole il mio parere, la mia opinione, sarebbe corretto affermare che il Papa regnante è ancora lui, Benedetto XVI. Però è lui stesso che ha riconosciuto Bergoglio come suo successore, qual’è la via d’uscita?
    So di dirle, per certi versi una mostruosità, ma le assicuro che molti canonisti di alto livello lo dicono, ma quale è il vero problema per cui non possono affermarlo pubblicamente? Che non esiste alcuna pagina del Diritto Canonico che assolva alla questione.
    A chi sottomettersi: a Francesco o a Benedetto? In accordo con i Moderatori del sito, ho insistito anche io sull’aspetto che Don Minutella aveva già fatto la sua professione di fede e sottomissione al Romano Pontefice.
    Perché il prefetto per i Vescovi e il Clero, e il suo vescovo gli hanno imposto di specificare il nome del papa regnante? Avevano, forse loro, dei dubbi di chi fosse il Papa vero? In questo dovremo tutti concordare che, a Don Minutella, è stata tesa una bella trappola.
    E se il mio cuore mi dice che la risposta di questo sacerdote è stata corretta e giusta, il Diritto Canonico mi pone delle barriere e dei limiti, limiti che infatti egli stesso aveva superato facendo l’atto di obbedienza al Romano Pontefice, mentre si è arreso quando gli veniva imposto di fare pubblicamente il nome di Francesco. La sua riflessione a me, diventa così una saggia risposta che se anche non assolve i tanti interrogativi (e non riusciamo ad avere le risposte che vorremmo), ci spinge verso la giusta direzione, ecco le sue parole Marisa: “Rimane comunque che stiamo vivendo una situazione totalmente inedita per i tempi moderni, situazione molto complessa che richiede un APPROCCIO COMPLESSO e RISPOSTE COMPLESSE, per evitare che le anime abbandonino la Chiesa a causa del grave scandalo prodotto da questo papa.”

    3) gli esempi dei Santi, di Padre Stefano Manelli, di Padre Pio e don Dolindo, ed anche altri.
    Certo, la situazione era diversa, ma non creda che la Chiesa al suo interno non fosse già corrotta! Ho ricordato il calvario di Don Dolindo Ruotolo che pochi conoscono perché, in verità, è molto attuale più di quanto non si pensi. Anzi non vorrei esagerare ma posso dire che su molti aspetti, la situazione di Don Minutella è molto vicina a quella di Don Dolindo, anche se gli argomenti sono leggermente diversi. Del resto anche lei riconosce che la situazione è inedita e, perciò, dobbiamo attaccarci un poco a quel che abbiamo perché, sul comportamento con l’autorità imposta dal Cristo (il papato con il papa di turno) il procedimento è sempre lo stesso, non cambia con i tempi, altrimenti rischiamo di cadere anche noi in certe trappole come quella del sedevacantismo per esempio.
    Comunque quello di Padre Stefano Manelli forse è il più calzante ma, si potrebbe obiettare che, lui è un “religioso, consacrato” doveva obbedire. Vede come diventa difficile rispondere adeguatamente?
    La gente vuole dei sì e dei no, spesso cita la frase di Gesù, ma quel “sì, sì – no, no” riguarda più prettamente la sana dottrina, laddove la confusione non solo si espande ma si è ben degenerata anche in tifoserie, ci vuole il discorso, ci vuole di ragionare, di discutere, è evidente però che nessuno vuole ascoltare discorsi seri, impegnativi, magari anche complessi, come è complessa la situazione. Molta gente preferisce bere l’acqua fangosa, anche con granelli di sabbia, non sa attendere di filtrarla.
    E spesso le proprie opinioni diventano di colpo la propria verità indiscutibile. A questa deriva servono l’esempio di santi sacerdoti e laici che ci hanno preceduto o che, come Padre Manelli, sono ancora lì a testimoniare come si soffre per la Chiesa di Cristo.

    4) infine lei Marisa, fra le altre cose, giustamente dice che non esiste il rischio zero.
    Sono perfettamente d’accordo e l’ho spiegato all’inizio come io ritenga giusta la posizione voluta assumere da Don Minutella il quale, infatti, a rigor di Diritto Canonico, usato come ricatto dal suo vescovo, ne paga ora le conseguenze. Dobbiamo anche vedere la questione magari dal punto di vista del Cielo. Ogni tanto il Signore ci manda qualche “precursore”.
    Un giorno del novembre scorso – in un dibattito – mi permisi di paragonare il caso Don Minutella a quello di san Giovanni il Battista, il precursore, non le dico gli epiteti che ebbi in cambio! Si scatenò una rissa di tifoserie, ma nessuno voleva discutere sul significato del “precursore”. Me ne andai dicendo: pensatela come volete, ma a buon intenditor… studiatevi meglio chi sono i precursori nella Scrittura e nella vita della Chiesa.
    I “buoni intenditori” chi sono?

    Cara Marisa ( ed anche al caro Lorenzo-Settimanale che non vorrei mai scandalizzare data la sua bellissima età, come non voglio dar di scandalo a nessuno), spero di averla aiutata a comprendere non solo le intenzioni del mio piccolissimo contributo, ma soprattutto i contenuti che cercano di balbettare solamente, i fatti inediti che stiamo vivendo e per i quali non è facile dare una risposta, ma solo mettersi in gioco e, stia certa, che il “buon intenditor” si troverà oggi sempre tra due fuochi opposti: i pro e i contro, una perversione scaturita dall’aver voluto abbandonare la sana Dottrina e che, con sofferenza propria, Don Minutella “precursore dei nostri tempi mariani” (qui sarebbe bello se i Moderatori offrissero uno specifico editoriale, attraverso lo studio sul Montfort e i Tempi di Maria), cerca di difendere con la propria vita, proprio per noi, Anime da salvare.

    In Cristo Gesù, Salvatore nostro,
    con fraternità, Athanasio (Dottrina per la vera Fede)

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    1. Caro Athanasio,
      ci hai scritto: (qui sarebbe bello se i Moderatori offrissero uno specifico editoriale, attraverso lo studio sul Montfort e i Tempi di Maria).
      Ebbene, ti diamo carta bianca, datti da fare e pubblicheremo un editoriale “speciale”.
      Siamo certi che tornerà utile a tutti.
      Grazie

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    2. Gentile Athanasio, la ringrazio molto per la sua risposta molto esaustiva, pur con tutte le questioni aperte dovute alla situazione anomala che ci affligge (parentesi: non ha dato alcuna impressione di saccenza, tutt’altro, né nella prima esposizione né in questa. E’ una fortuna poter leggere contributi autentici e rispettosi come il suo).
      Condivido la sua preoccupazione per il fenomeno dell’opinione personale elevata ipso facto a verità indiscutibile. E’ la battaglia dei nostri tempi.
      Sarei felice di leggere un editoriale, come da lei descritto, sui Tempi di Maria e sul Montfort, scritto da lei e dai Moderatori del sito. Sono certa che farebbe un gran bene a tutti noi lettori.
      Ancora grazie e un caro saluto.

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      1. Non so perché mi sembra di sentirmi un tantino incastrato 😉
        Me la sono cercata a quanto pare, il sasso l’ho lanciato io, ed ora me la dovrò sbrigare da solo.
        Accolgo la sfida, mettiamo tutto nei Cuori di Gesù, di Maria e di san Giuseppe e vediamo cosa uscirà fuori.
        Grazie per la fiducia e davvero preghiamo, il rosario di Maria.
        Athanasio (Dottrina per la vera Fede)

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    3. Ben tranquillo, caro Atanasio, che non mi sono scandalizzato di leggerti, che è invece un gran piacere.
      Sono tempi difficili, come ha spiegato anche Marisa, e penso che sia anche una eccezione quando si trovano siti così, con i commenti che interagiscono gradevolmente fra loro senza insulti, parolacce, sciocchezze che sono perdita di tempo, magari non pensandola uguale su tutto, ma l’importante è difendere la dottrina, provare a capirci, aiutarci per la direzione da seguire.
      Mi ha colpito molto il punto 2) perché sento di trovarmi anch’io sulla stessa posizione a riguardo di papa Benedetto, ma che fare? E già, non c’è una risposta. Aspettiamo la promessa della Vergine di Fatima, il suo cuore trionferà e le cose torneranno a posto, credo che sia questo che sta cercando di dirci e di fare il grande don Minutella.
      Grazie a tutti e ai moderatori per la santa pazienza, immagino quanto sia complesso gestire tutti i commenti che arrivano, e al tempo stesso gestire le notizie che arrivano dalla chiesa, sempre peggiori e sempre a ribasso. Mah! Preghiamo e restiamo uniti nella fede della chiesa vera. Finirà bene per chi avrà perseverato, male per la zizzania e per i modernisti.

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  4. Ho sentito le CATECHESI di Don Minutella e le reputo non tendenziose, vere e dette con coraggio alla SAN GIOVANNI BATTISTA. Lo ammiro per la sua franchezza, il suo linguaggio senza mezzi termini (termini non politicamente corretti!) di questo uomo!

    _______________________________________

    RISPONDIAMO:

    Grazie per il suo contributo, Daniele, perché qui nessuno ha mai messo in dubbio queste qualità di Don Minutella.
    Comunque ci auguriamo che lei non sia solo un “ammiratore”, ma fra i tanti come noi che, seguendolo, combattono anche la stessa battaglia e pregano il Rosario ogni giorno. Perché qui non si è fatto un processo a lui e alle sue prediche, al contrario. Si sta cercando di valorizzarne la missione e la passione.
    Ci perdoni queste specificazioni, ma le sue parole ci aiutano a spiegare a tutti come stanno le cose.

    Nei suoi video, Don Minutella ripete spesso – anche – che non vuole “discepoli o ammiratori”, ma persone che comprendano questa situazione, si armino del rosario e si mettano in gioco anche loro. Tutti dobbiamo metterci in gioco ed entrare nelle file di Maria Santissima.
    In un video ha spiegato anche, simpaticamente, che sono molti a chiedergli di diventare il loro sacerdote spirituale, ma quando li avverte che lui vuole penitenti che dicano tre rosari al giorno, chissà perché le file si assottigliano.

    Avanti con Maria.
    Lo Staff “cronicasdepapafrancisco”

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  5. Mi sarebbe piaciuto vedere su siti detti tradizionalisti come questo cosa avreste scritto e pensato se foste vissuti al tempo di papa Alessandro VI?

    ______________________________________

    RISPONDIAMO:

    anzitutto non siamo “tradizionalisti” ma cattolici….
    Altro aspetto è conferma, purtroppo, della profonda ignoranza che si cela, per altro, nella superbia conservazione della propria opinione, grazie per avercelo confermato.
    Non è qui la sede idonea per affrontare il caso Adriano VI, ma le assicuriamo che nulla c’entra con quanto sta accadendo oggi.
    Semmai avesse voluto fare un briciolo di esempio, avrebbe potuto usare santa Caterina da Siena, con tutti i pro e i contro dei suoi interventi al Papa.
    Provi a farsi piacere la Dottrina Cattolica, lasciando da parte la pruriginosa curiosità storica, quando si dimostra di non conoscere nulla, o poco, o distrattamente.
    Grazie comunque per il suo utile contributo.

    Lo Staff “cronicasdepapafrancisco”

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  6. Inanzitutto mi scuso per l’italiano basilare, sono francese e pratico di rado la vostra bella lingua.

    Andiamo al sodo. L’ essenziale senza dubbio è l’unità . La tunica non aveva cuciture. Alla testa della chiesa (spiritualmente intendo) due pastori, non uno. Due uomini vestiti di Bianco. La Chiesa , seppur il papa sia eletto, non è una democrazia, il legalismo è di Cesare, il Papa è dello Spirito. il Papa è uno solo. Io ne vedo due…. Problème… La parola non era “tu es Petrus” ? – “Tu es Pierre ” et non pas “Vous êtes Pierre” davvero bisogna essere Santi come Caterina per, nel momento storico che ha visto tre pontefici rivendicare il trono di Pietro, andar sicura ad Avignone e beccare quello buono,

    Don Minutella scuote i cuori, non è uno stratega , non è un generale, è un soldato impetuoso in prima linea. Di quelli che si devono sostenere , appogiare, senza infierire , di quelli che fanno, a viste umane, la differenza, e che trascinano le truppe. Sono “scelti” appunto per questo. Di quelli che secadono nelle trappole imparano, sopratutto se feriti, (e Don Minutella lo è, bisogna essere ciechi per non scorgere come egli porta nel cuore le ferite della chiesa presente) ma non cedono.

    E meno male direi. Heureusement !!!

    Que la très Sainte Vierge Marie nous garde longtemps ce farouche soldat , fidèle au service (et au combat) de sa grâce et de la Vérité….Intanto , et “pour simplifier” …
    preghiamo per ambedue : Don Minutella et Monsieur Bergoglio. J’ai bien dit Monsieur…

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  7. Certamente i dubbi e il disorientamento sono all’ordine del giorno. Fino a qualche anno fa pregavo per le intenzioni del Santo Padre. Ora mi sorprendo a pregare per tutte le intenzioni che lo Spirito Santo volesse ispirare al papa (quello che parla, visto che a quanto pare è necessario specificarlo)

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  8. Ho voglia di aria pulita: aiutatemi !
    Quale credente da poco tempo in qua seguo le notizie che si accavallano da destra a manca sulla situazione della nostra amata Chiesa. Ho cercato di dire la mia su Stilum Crucis per far capire il grave imbarazzo ed i gravi dubbi che percorrono la fede di un credente ma sembra che l’unico risultato sia stato quello di sentirmi dire da un solerte censore che faccio parte della cosiddetta combricola eretica. Questo significa in poche parole trovarsi schierato (come ai tempi dei guelfi e dei ghibellini) o da una parte o dall’altra; nel mezzo non c’è posto, nel senso che anche a parlare di contenuti che meriterebbero attenzione ci si trova con l’etichetta addosso; nel caso specifico mi riferisco alla posizione di Don Minutella ed a quello che dice.
    Ma è mai possibile che all’interno della Chiesa si sia perduto il dono dell’ascolto da parte di chi dovrebbe avere la missione di scendere terra terra per sentire il respiro del popolo di Dio?
    Evidentemente si ma per fortuna non da parte di tutti i pastori. E’ per questo che nel leggere ciò che scrive Atanasio mi sento confortato nei miei dubbi perché prima di tutto trovo il rispetto di ciò che di buono e di vero viene detto il che permette anche di esprimere la propria sollecitudine nel consigliare a Don Minutella di mantenere la comunione ecclesiale UT UNUM SINT.

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  9. mi scuso volevo dire stilum curiae e non stilum crucis anche se il concetto di stilum ben si addice a quella croce dove Cristo ha offerto la sua vita per noi.

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