Bergoglio e Freud, specchietti per catto-allodole

Nelle anticipazioni del libro intervista che sta per uscire in Francia, papa Francesco ha detto cose ben più gravi, per un Successore di Pietro, che l’essere stato da giovane psicanalizzato. Nelle sue dichiarazioni c’è abbastanza da chiedersi se Jorge Mario Bergoglio sia cattolico, anziché concentrarsi su un episodio, per quanto inquietante, della sua vita privata.

di Giovanni Donini (03-09-2017)

L’anticipazione dei contenuti di un libro-intervista rilasciata da Francesco ad un sociologo ha suscitato molto clamore su un punto particolare della vita di Bergoglio: ha ammesso di essere ricorso alla psicanalisi (freudiana) per un periodo della sua vita. Questo aneddoto ha monopolizzato l’attenzione dei vari commentatori e rinfocolato le passioni sul web, con interventi di ogni genere. Una cosa che però è stata notata molto meno è che – per l’ennesima volta – i cattolici sono caduti in una trappola mediatica, focalizzando la loro attenzione su una cosa del tutto trascurabile tra i contenuti del libro che uscirà a breve, i cui contenuti che per il momento sono stati fatti trapelare sono veramente sconvolgenti per la Fede cattolica, dato che sono il pensiero dell’occupante del Soglio di Pietro.

Cominciamo con un tema tanto caro al terzomondismo: la rivincita contro l’Europa: «Il problema inizia nei Paesi da cui arrivano i migranti. Perché lasciano la loro terra? A causa della mancanza di lavoro o della guerra. Questi sono i due motivi principali. La mancanza di lavoro, perché sono stati sfruttati – penso agli africani. L’Europa ha sfruttato l’Africa … non so se possiamo dirlo! Ma alcune colonizzazioni europee… sì, hanno sfruttato. Ho letto che un capo di stato africano appena eletto come primo atto di governo ha presentato al Parlamento una legge per il rimboschimento del suo paese – ed è stata promulgata. Le potenze economiche del mondo avevano tagliato tutti gli alberi. Rimboschire. La terra è secca per essere stata sfruttata e non c’è più lavoro. La prima cosa da fare, come ho detto alle Nazioni Unite, al Consiglio d’Europa in tutto il mondo, è trovare qui fonti per creare di posti di lavoro, investire. È vero che l’Europa deve investire anche a casa propria. Anche qui esiste un problema di disoccupazione. L’altro motivo per la migrazione è la guerra. Possiamo investire, le persone avranno una fonte di lavoro e non dovranno partire, ma se c’è guerra, dovranno ancora fuggire. Ora chi fa la guerra? Chi dà le armi? Noi».

Ora, posto che i progetti di sfruttamento dell’Africa da parte dell’Occidente sono tutt’ora attivi, forse Bergoglio non sa che la colonizzazione europea è finita in Africa dagli anni ’60, e da allora gli alberi potevano essere ricresciuti senza interventi di rimboschimento. Anche gli africani sfruttano il territorio dell’Africa – può sembrare strano al radicale medio, ma in Africa se ne fregano dell’ambientalismo. Quanto alle armi, le guerre in Africa non le fanno gli europei, ma gli abitanti del luogo. E Bergoglio dimentica che le armi vengono comprate dagli africani molto volentieri, per via delle guerre etniche e tribali che risalgono a ben prima che l’Europa mettesse piede in Africa – in realtà risalgono a prima che il termine “Europa” nascesse. Il tutto con l’aiuto di dittatori africani. Un’altra falsificazione ideologica della realtà? Certo, come tutta la sinistra mondiale ci ha abituati da sempre. Qual è il messaggio gesuiticamente sottaciuto? “Ora tocca agli europei soffrire per mano degli africani”.

«Non vedo più Schumann, non vedo più Adenauer… L’Europa, in questo momento, ha paura. Chiude, chiude, chiude… L’Europa ha una storia di integrazione culturale, multiculturale come dice lei, molto forte. I Longobardi, i nostri Longobardi oggi, sono barbari che sono arrivati molto tempo fa… E poi tutto si fonde e abbiamo la nostra cultura. Ma qual è la cultura europea? Come definirei oggi la cultura europea? Sì, ha importanti radici cristiane, è vero. Ma non è sufficiente per definirla. Ci sono tutte le nostre capacità. Queste capacità per integrarsi, per ricevere gli altri. C’è anche la lingua nella cultura. Nella nostra lingua spagnola, il 40% delle parole è arabo. Perché? Perché erano lì per sette secoli. E hanno lasciato il segno… Credo che l’Europa abbia delle radici cristiane, ma non sono le uniche. Ci sono altre che non possono essere negati. Tuttavia, credo che sia stato un errore non citare le “radici cristianeˮ nel documento dell’Unione europea sulla prima Costituzione, e questo è stato anche commesso dai governi. Era un errore non vedere la realtà. Questo non significa che l’Europa debba essere interamente cristiana. Ma è un patrimonio, un patrimonio culturale, che abbiamo ricevuto».

Anche qui c’è un miscuglio di verità e di falsità, mischiate in modo da nascondere il vero e far risaltare l’ideologia immigrazionista e il meticciato culturale: per prima cosa, le invasioni barbariche non furono solo un “arricchimento”, ma furono proprio delle invasioni, tutt’altro che indolori per i popoli che già erano in quei territori, anche per gli iberici, in quanto gli arabi non arrivarono lì pacificamente. E non furono i barbari che formarono la cultura europea, ma fu la cultura classica – sopravvissuta grazie ai monaci che si ritirarono dal mondo “multiculturale” – che riuscirono a risollevare la società e lo spirito dei conquistatori, i quali accettarono di ricevere ciò che era rimasto della civiltà precedente. Lascio cadere per pura carità cristiana il fatto che Bergoglio non è interessato alla cristianizzazione dell’Europa – lo avevano già capito tutti, in Sudamerica e non solo. Insomma, per Francesco il cristianesimo è una cultura, nulla più che un costume folkloristico e pittoresco. Un patrimonio. Che quindi può essere dilapidato, venduto e distrutto, come tutti i patrimoni del resto. E le azioni del Pontefice sono tutte in questo senso: fomentare l’invasione dell’Europa da parte degli immigrati islamici e africani è decisamente in contrasto con la conservazione del patrimonio culturale europeo. Spiace pensare che il Papa veda nel cristianesimo una semplice cultura, e non l’opera di salvezza divina sull’umanità: un po’ come gli atei che quando parlano di cristianesimo fanno solo riferimento alla morale.

«Oggi dobbiamo ripensare al concetto di “guerra giustaˮ. Abbiamo imparato, nella filosofia politica, che per difendersi si può fare guerra e considerarla giusta. Ma si può definire una “giusta guerra»”? O piuttosto una “guerra di difesa»ˮ? L’unica cosa giusta è la pace… Non mi piace usare il termine “guerra giustaˮ. Sentiamo dire: “Io faccio la guerra perché non ho altri mezzi per difendermiˮ. Ma nessuna guerra è giusta. L’unica cosa giusta è la pace».

No, abbiamo imparato dal Magistero della Chiesa. Non dalla filosofia politica. Anche qui le carte sono gesuiticamente mischiate per confondere tutto. Si confonde anche il fatto che l’optimum è la pace, la guerra non è mai l’ottimo. Ma esistono paci più ingiuste delle guerre: chi accetterebbe di essere ridotto in schiavitù pur di evitare di combattere? Torno però a ripetere che è la dottrina cattolica e lo stesso Vangelo che pongono le basi per la riflessione sulla guerra giusta, e non si può ridurre tutto a “filosofia politica”, dove si può cambiare idea senza problemi come banderuole. Il fatto grave è che Bergoglio qui ha fatto una dichiarazione del tutto in contrasto con la dottrina cattolica. Ma non è l’unico caso.

«Matrimonio tra persone dello stesso sesso? “Matrimonioˮ è una parola storica. Sempre nell’umanità, e non solo nella Chiesa, è tra un uomo e una donna… Non possiamo cambiarlo. Questa è la natura delle cose. Sono così. Chiamiamole “unioni civiliˮ. Non scherziamo con le verità. È vero che dietro c’è l’ideologia di genere. Anche nei libri, i bambini imparano che si può scegliere il proprio sesso. Perché il sesso, essere donna o uomo, sarebbe una scelta e non un fatto di natura? Ciò favorisce questo errore. Ma diciamo le cose come sono: il matrimonio è un uomo con una donna. Questo è il termine preciso. Chiamiamo l’unione dello stesso sesso “unione civile”».

Qui il Papa ha apertamente avvallato le unioni civili, dicendo che due omosessuali possono unirsi e avere tutti gli stessi diritti del matrimonio purché si chiami il tutto “unione civile”. Un partito nato con l’intento principale (se non unico) di contrastare le unioni civili cosa ha detto per bocca di uno dei suoi esponenti? Che il Papa è contrario al matrimonio gay. Qui la trappola è scattata ben oltre le più rosee aspettative.

Per concludere e non dilungarmi ulteriormente: da quanto riportato emerge la figura non di un cristiano, ma di un radicale che usa metodi di temporeggiamento per applicare un’agenda ideologica di estrema sinistra. Non c’è nulla di cristiano in queste dichiarazioni, ma noi cattolici su che discutiamo? Sul fatto che Bergoglio andò dall’analista per 6 mesi. Qui c’è da chiedersi se il Papa sia cattolico, e invece ci si concentra sulla sua vita privata. Ma se ai cattolici normalisti va bene un apostata radical chic che li guida, ricordo loro una frase di Joseph de Maistre: “Ogni popolo ha i governanti che merita”.

(fonte: campariedemaistre.com)

3 pensieri riguardo “Bergoglio e Freud, specchietti per catto-allodole

  1. Per me gran parte della responsabilita’ di avere un Bergoglio come papa e’ di Woytila. Bergoglio e’ il tipico cardinale woytiliano: ignorante,progressista, demagogo, antitradizionale. Woytila ha fatto un sacco di cardinali del genere senza porsi troppi problemi. Inoltre ha contribuito non poco allo sfascio della Chiesa attuale, lasciando andare su un sacco di cose, non intervenendo, eccetera. L’annacquamento della dottrina e’ iniziato con lui. Con lui e’ iniziata la moda degli “indulti” invece di intervenire a dovere. La gente cominciava a ricevere la comunione sulla mano invece che in bocca? Indulto. I religiosi cominciavano a smettere l’abito e andare in giro vestiti come adolescentelli esibizionisti? Indulto. Adesso possiamo vedere a cosa questi indulti hanno portato. Eccetera eccetera. E si potrebbe andare avanti per ore.
    Non capisco l’adorazione per Woytila da parte di molti tradizionalisti oggi, considerato che costui porta responsabilita’ enormi per lo stato della Chiesa di oggi.

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  2. Si constata e sempre più si riceve in dono l’impegno di intellettuali (quelli veri, non quelli proposti come tali dagli agenti del Pensiero-unico-rifritto) per analizzare e stigmatizzare tutte le enormità del Bergoglio-pensiero.
    La cosa suscita in me addirittura commozione (quanta competenza, passione e talenti profusi da questi pensatori!) ma ritengo sia una fatica di Sisifo: infatti, come trovare una logica, pur contorta, in questi zibaldoni papali che contengono di tutto e di più:
    pseudopsicologia, pseudosociologia, pseudostoriografia, pseudoetica, pseudoeconomia, pseudodirittiumani, pseudopedagogia, pseudotuttologia, pseudoquelchesivuole e soprattutto ZERO cattolicesimo, ZERO Dottrina Sociale della Chiesa (che è un vero GIOIELLO DI SAPIENZA e di equilibrio umano e spirituale).

    Fatica di Sisifo che probabilmente va fatta, pena il cadere nel peccato di omissione e di omessa denuncia, ma con l’ormai avvenuta consapevolezza di quali possano essere i problemi personali con cui deve fare i conti chi argomenta (si fa per dire) in modo così ideologico sì, ma primariamente arruffato, caotico e soprattutto svincolato da qualsiasi dato di REALTÀ REALE.
    Da mal di testa.

    C’è qualcuno di noi, compos menti, che rischierebbe la faccia – per di più a livello mondiale! – raccontando in giro che i suoi attuali problemi personali e/o familiari sono dovuti alla responsabilità del suo tris-tris-tris-trisnonno che nel Medioevo si comportò sciaguratamente in un certo modo???

    Ohibo’, per qualche anno si è ritenuto che la responsabilità di certe esternazioni strabilianti fosse da imputare allo stile gesuiticamente gesuitante. Stile che ha certo lasciato la sua impronta ma che NON è certo la PRINCIPALE CAUSA del dramma in cui si trova oggi la Chiesa di Nostro Signore.

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  3. Si è voluto cercare a tutti i costi cose da criticare. Io non vedo niente di strano, eppure sono un tradizionalista, credo all’inferno, credo al catechismo della chiesa Cattolica ecc. Gesù ha detto che prima di venire come giudice giusto sarebbe venuto come re di misericordia. Ebbene, secondo me il papa sta mostrando il volto misericordioso di dio che è pronto ad accogliere tutti, purchè si riconoscano peccatori. Ha detto male dicendo che le coppie omosessuali non devono essere chiamate matrimoni? Sono i nemici della chiesa che vedono in queste parole (chiamateli “unioni civili” e basta) lo sdoganamento delle unioni civili. Non ha sdoganato nulla, ha solo preso atto che queste coppie esistono e bisogna dare un nome che non è “matrimonio”. Ha parlato chiaro contro l’ideologia gender che si vuole introdurre nelle scuole. Cosa doveva dire di più?

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