Medjugorje, la “bomba” di papa Francesco sui pellegrini

È l’ennesima dimostrazione di quanto siano pericolose e dannose queste conferenze stampa a ruota libera, in cui Bergoglio dimentica facilmente di essere papa Francesco e la responsabilità che questo comporta.

di Riccardo Cascioli (16-05-2017)

Comunque la si pensi sulle (presunte) apparizioni, quella del Papa nella conferenza stampa in aereo sabato sera, è stata una vera e propria bomba lanciata sui milioni di pellegrini che da 35 anni si recano a Medjugorje. Ed è l’ennesima dimostrazione di quanto siano pericolose e dannose queste conferenze stampa a ruota libera, in cui Bergoglio dimentica facilmente di essere papa Francesco e la responsabilità che questo comporta. Così le opinioni personali che vengono espresse su qualsiasi materia, sebbene opinabili, diventano per chi ascolta più magistero del Magistero vero.

Per quanto riguarda Medjugorje, ha fatto notizia il suo personale scetticismo sulle apparizioni, ma la cosa più grave è aver raccontato in poche battute il contenuto del “Rapporto Ruini”, frutto del lavoro della Commissione internazionale di studio su Medjugorje voluta da papa Benedetto XVI. Oltretutto integrato con opinioni personali che portano ancora più confusione laddove ci sarebbe invece bisogno di maggiore chiarezza. Da tre anni quel rapporto è chiuso in un cassetto malgrado ci si aspettasse una sua pubblicazione. Il motivo di questa segretezza appare chiaro proprio dalle parole di papa Francesco, il quale con molta disinvoltura ha spiegato che il “rapporto Ruini” separa le prime apparizioni (possibile che siano vere) da quelle attuali (su cui c’è scetticismo), ma riconoscendo che a Medjugorje ci sono molte conversioni e che quindi la situazione va seguita.

Si tratta di affermazioni pesanti che coinvolgono decine di milioni di persone oltre che la veridicità di apparizioni e messaggi. Una pubblicazione di questo rapporto, proprio per le implicazioni che comporta, richiederebbe parole ben misurate, ponderate spiegazioni e risposte credibili. Senza considerare che – come ha ammesso lo stesso papa Francesco – lo stesso “Rapporto Ruini” è sotto esame di altri esperti e non è neanche nato per essere la parola definitiva della Chiesa sui fenomeni di Medjugorje. Comprensibile dunque che si sia deciso in Vaticano di mantenerlo – almeno per ora – un documento ad uso interno. Come si può pensare di raccontarlo così, per sommi capi, parlando amabilmente con i giornalisti in aereo?

Se le cose nel Rapporto stanno come ha detto il Papa, quand’è che la Madonna avrebbe smesso di apparire? E se non appare più da 33 anni – come qualcuno ipotizza – vorrebbe dire che i veggenti sarebbero i responsabili di una truffa internazionale continuata senza precedenti nella storia. Una cosa da codice penale. Ma per lanciare un’accusa così infamante ci vogliono prove robuste.

In realtà il Papa qui ha detto anche di peggio, visto che lui sembra ritenere che la Madonna non sia mai apparsa escludendo che «la mamma di Gesù» possa dare appuntamenti per consegnare messaggi (a dire il vero in questo modo esclude praticamente tutte le apparizioni). Insomma i sei veggenti avrebbero congegnato da bambini un colossale inganno in cui continuano a cadere milioni di fedeli di tutto il mondo. E tutto questo è iniziato in pieno regime comunista. Una spiegazione razionale di messaggi quotidiani della Madonna per oltre 35 anni è difficile, ma sarebbe niente in confronto a una macchinazione ordita da sei bambini e adolescenti e tenuta viva per tutto questo tempo.

Un altro aspetto poi è ancora più delicato anche per le conseguenze teologiche e pastorali che avrebbe per tutta la Chiesa, non solo per chi va a Medjugorje. Visto che è inconfutabile la realtà di milioni di persone che grazie a Medjugorje hanno cambiato vita, si sono convertite, per non dire delle vocazioni religiose nate lì, come è possibile che tutto questo avvenga fondandosi su una menzogna? Non si era detto che l’albero si vede dai suoi frutti?

Come si vede si tratta di rispondere a domande molto delicate, che non possono essere liquidate con un “simpatico” modo di dire ai veggenti che sono dei “cazzari” e alla Madonna come dovrebbe manifestarsi.

A questo punto, visto che la frittata è stata fatta, sarebbe allora opportuno che a tutte queste domande si desse una risposta. Seria e credibile.

(fonte: lanuovabq.it)

4 pensieri riguardo “Medjugorje, la “bomba” di papa Francesco sui pellegrini

  1. La Commissione di studio presieduta dal card. Ruini ricevette nel 2010 l’incarico da Benedetto XVI (un nome, una garanzia). non c’è quindi alcun dubbio che tutti coloro che la componevano, a partire dal presidente, fossero all’altezza del compito per cultura, scienza e sapienza teologale.
    La Commissione ha lavorato per 4-anni-4 e, alla consegna del dossier, risulta che Ruini parlò di ‘conclusione articolata’ (come si sa essa non poteva porre un giudizio conclusivo sulla soprannaturalità, visto che il fenomeno, pur pluridecennale, è ancora in corso).
    Tralasciando il fatto che tre anni non sono bastati al Vaticano per rendere pubbliche quelle conclusioni (no comment…) si può almeno:
    * in concordanza con Riccardo Cascioli, strabiliare su come si possa buttar lì due battute – simil-pensionati-al-bar – per commentare il frutto di un lavoro pluriennale svolto da persone sicuramente serie e non stortate ideologicamente (l’anteporre, come da costume del protagonista, che ‘il lavoro è molto molto buono’, o che una persona ‘è molto molto brava’, per poi svilire un fenomeno o stroncare una persona, aggrava solo la situazione).
    * stupirsi per come il protagonista, che ripete a ogni piè sospinto di ‘essere [solo] il vescovo di Roma’, si cali nelle conferenze aeree nel ruolo di Papa per affrontare questioni SPINOSISSIME esternando a braccio e senza la minima pur breve riflessione sulle conseguenze dirompenti che quelle parole inesorabilmente avranno. Puntuali come un orologio svizzero.
    Viene un pensiero malizioso: non è che l’effetto bomba è esattamente quello – magari inconsciamente – sperato?

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    1. Sull’espressione ” Maria, la mamma di Gesù”:
      questo normalmente è quanto si racconta ai piccini dell’asilo per iniziare a parlar loro della Madonna senza entrare in questioni teologiche, vista la loro naturale acerbità mentale.
      Anche considerato il fatto che il protagonista è l’unico fra i papi moderni a non essere riuscito a conseguire il dottorato in teologia prima di essere eletto al Soglio, un credente si attenderebbe qualcosa di minimamente più ‘elaborato’ per descrivere la Madre di Dio.
      A meno che l’espressione non sia scelta volutamente per non urtare ‘la sensibilità’ di credenti in altre confessioni religiose o altre religioni.
      Della serie: continuiamo a svendere i gioielli di famiglia per tirarci in casa non si sa chi.

      E quanto alle espressioni “la Madonna postina” e “la Madonna capufficio delle poste”…. che landa desolata…

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  2. Concordo pienamente con Marisa. Sono addolorata e anche stanca delle esternazioni di un papa che parla a braccio come fosse al bar, facendo danni gravissimi alla Chiesa. Spero che questo periodo nerissimo passi al più presto. Non aspettiamoci chiarimenti, abbiamo visto come ha risposto ai dubia dei cardinalI!

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    1. Io invece sono addolorato nel vedere un sito pieno di persone che ‘sputano sentenze’ contro Papa Francesco. Il Sommo Pontefice è il Vicario di Cristo in terra, per tanto rispetto, ascolto e prego per chiunque è chiamato a reggere la Chiesa che diventa sempre più pesante proprio per voi personcine per bene!

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