Se il Papa si vergogna di testimoniare Cristo…

Dalla severa analisi – di Antonio Socci – dei fatti che hanno accompagnato il Papa Francesco in visita all’Università degli Studi Roma Tre, non possiamo tacere su ulteriori aspetti che davvero inquinano ed inquietano gli animi, andando ad aumentare la costruzione della nuova Babele interna alla Chiesa.

Venendo al sodo vi invitiamo a leggere il testo ufficiale che il Papa si è rifiutato di usare in pubblico. Qui è obbligatorio riportare il cuore del messaggio che era, tra l’altro, molto bello:

E parlando di trascendenza, voglio parlarvi da persona a persone, e dare testimonianza di chi sono. Mi professo cristiano e la trascendenza alla quale mi apro e guardo ha un nome: Gesù. Sono convinto che il suo Vangelo è una forza di vero rinnovamento personale e sociale. Parlando così non vi propongo illusioni o teorie filosofiche o ideologiche, neppure voglio fare proselitismo. Vi parlo di una Persona che mi è venuta incontro, quando avevo più o meno la vostra età, mi ha aperto orizzonti e mi ha cambiato la vita. Questa Persona può riempire il nostro cuore di gioia e la nostra vita di significato. E’ il mio compagno di strada; Lui non delude e non tradisce. E’ sempre con noi. Si pone con rispetto e discrezione lungo il sentiero della nostra vita, ci sostiene soprattutto nell’ora dello smarrimento e della sconfitta, nel momento della debolezza e del peccato, per rimetterci sempre in cammino. Questa è la testimonianza personale della mia vita. Non abbiate paura di aprirvi agli orizzonti dello spirito, e se ricevete il dono della fede – perché la fede è un dono – non abbiate paura di aprirvi all’incontro con Cristo e di approfondire il rapporto con Lui. La fede non limita mai l’ambito della ragione, ma lo apre a una visione integrale dell’uomo e della realtà, preservando dal pericolo di ridurre la persona a “materiale umano”. Con Gesù le difficoltà non spariscono, ma si affrontano in modo diverso, senza paura, senza mentire a sé stessi e agli altri; si affrontano con la luce e la forza che viene da Lui. E si può diventare, come ha detto Riccardo, “operatori della carità intellettuale”, a partire dalla stessa Università, perché sia luogo di formazione alla “sapienza” nel senso più pieno del termine, di educazione integrale della persona. In questa prospettiva l’Università offre il suo peculiare e indispensabile contributo al rinnovamento della società”.

Ora, se “in questa prospettiva” del trascendente, Gesù Cristo – questa “Persona” come viene espresso magnificamente nel testo ufficiale, E’ INDISPENSABILE e auspicabile nelle Università per l’educazione “integrale della persona” e per la sua formazione “sapienziale”, perché il Papa si è rifiutato di dire queste cose pubblicamente? Non venite a dirci che “lo fa abitualmente” perché questa è solo una scusa.

Chi gli avrebbe impedito, infatti, di riportare anche a braccio i medesimi pensieri come del resto, a braccio, ha riportato altri contenuti scritti nel testo ufficiale?

«Oh, come sarebbe davvero doloroso e deplorevole, se la fede cattolica non fosse custodita proprio nella Sede Apostolica…» (San Colombano Abate, Lettera al Papa Bonifacio IV, AD 613).

Noi che abbiamo seguito, poi, il discorso a braccio, siamo rimasti letteralmente scandalizzati: “questa Persona” (Nostro Signore Gesù Cristo) che pure ha dato e ha fatto tanto per Bergoglio, come lui stesso testimonia, evidentemente non meritava la testimonianza pubblica! E questo sì che è sconcertante. Perché, un Papa, di che cosa deve parlare alla gente? Di sociologia? Di scienze? Di immigrazione? Che cosa ha predicato l’Apostolo Pietro dal giorno della Pentecoste e fino alla morte? Vi preghiamo, non venite a parlaci dei “tempi che sono diversi”, è una vera bufala dell’inquilino del piano di sotto, del demonio!

_011-papatace-gesu-2E’ vero che l’unica “rivoluzione” che Papa Francesco (non chiamatela riforma, per favore) sta facendo è quella contro la Tradizione e se cliccate qui ve lo abbiamo dimostrato con le prove, ma qui si esagera.

Se di esagerazioni vogliamo parlare bisogna infatti tornare indietro al gesuitismo di Pedro Arrupe per comprendere  le radici di questo Pontificato.

Vedete Amici, qui non si tratta di “criticare” il Pontefice, ma di difendere IL VERBO, IL LOGOS, “Questa Persona” – Nostro Signore e Dio, Gesù Cristo –  che ha detto anche:

«Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua….. Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi» (Mc 8,34-38)

Queste sono le condizioni che Pietro deve applicare nella predicazione. Forse che noi non siamo “quella generazione adultera e peccatrice” da dover essere trattati diversamente, da come parlò a loro Gesù Cristo? Ma stiamo pazziando? Stiamo apostatando e diciamo, ai difensori di questo Pontificato, che qui non si tratta di attaccare il PAPATO, scordatevelo di avere successo con le vostre stolte accuse. Noi siamo papisti e proprio perché DIFENDIAMO IL PAPA, denunciamo l’apostasia in corso.

Altro fatto curioso dell’avvenimento è stato che, all’inizio del filmato originale, cliccare qui, lo speaker annuncia che il Papa andrà a “benedire” la Cappella interna all’Università… Una notizia davvero curiosa ed anomala dal momento che accanto al Papa, come solitamente avviene per gli incontri di carattere – diciamo – ecclesiale, ci sarebbe dovuto essere il cardinale suo vicario per la città e qualche vescovo ausiliare.

Nulla di ciò, il Papa era completamente solo, circondato dai suoi fidatissimi “man in Black”, un solo sacerdote in talare e il tutto si è svolto all’esterno, con una breve rientranza per il consueto “bagno di folla”, il discorso tutto “pappa e ciccia” e via a casa per il pranzo. Naturalmente nessuna benedizione, neppure una Preghiera, neppure il “pregate per me”… quindi, di quale Cappella da benedire cianciava lo speaker? Resta un mistero.

Una visita, diremo, tutta mondana, arricchita da quello “spirito mondano” del resto poi condannato dal pontefice, ma senza mai nascondere quel desiderio irrefrenabile di contatto con la folla osannante e, soprattutto, la gioia di aver fatto un discorso così umano, ma così umano, tanto da essersi sbarazzato di Nostro Signore Gesù Cristo di cui, Bergoglio, è Vicario e non il successore come, ahimè, ci è toccato sentire in un commento fra gli universitari, dei veri “sapienti”, non c’è che dire… ma la gravità non sta nell’ignoranza di chi dice cose che non conosce, ma in chi, potendo correggere l’errore, preferisce i bagni di folla e tace la Verità, quella con V maiuscola e pure minuscola.

3 pensieri riguardo “Se il Papa si vergogna di testimoniare Cristo…

  1. Non legge i i testi scritti per un motivo molto semplice: perchè non li scrive lui, i testi ufficiali non sono di suo pugno ma li scrivono altri per lui e nemmeno li legge prima, non gliene importa niente: sono per lui una pro-forma… magari li leggesse, quanto meno eviterebbe figuracce!

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  2. Da quello che dice e fa, da quattro lunghissimi anni, J.M. Bergoglio, è ormai ultrapalese che Nostro Signore Gesù Cristo è stato SFRATTATO IN VIA DEFINITIVA dalla sua Chiesa, e che al posto del Padrone di casa si è insediato il suo vice

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  3. L’articolo è interessante e coglie in effetti il senso vero di questo pontificato. Bergoglio ama il bagno di folla e tace la Verità. Immaginiamo per un attimo cosa sarebbe successo se lui avesse letto il testo ufficiale: praticamente nulla, forse la notizia alla tv del Papa che va a visitare l’Università di Roma Tre sarebbe passata quasi inosservata. Certo, attrae molto di più parlare a braccio di sociologia, disoccupazione, discriminazione delle minoranze, migranti, invece del rapporto fra fede e ragione. Ormai questo Papa sembra parlare come un capo di Stato, tipicamente di sinistra, che argomenta discorsi molto vicini alla gente comune e critica nel contempo l’operato di molti all’interno della Chiesa cattolica. Ormai credo che lui abbia capito come ci si debba rivolgere al popolo: niente teologia, niente argomenti spinosi come ad esempio il terrorismo islamico, ma immigrazione a volontà, ormai il disco ripete sempre la stessa musica. Il nocciolo del problema è che questo modo di comportarsi sta invadendo ormai la gerarchia ecclesiastica a tutti i livelli, fino alle parrocchie: insegnare il catechismo è diventato solo un’optional, per dirne una. Sarà pur vero che c’è un’apostasia in corso, ma sicuramente la gente comune non se n’è accorta. Finché si continuerà ad avere il 90% dei mass media dalla parte di Bergoglio, le cose non cambieranno; l’articolo è molto eloquente e condivisibile in molti punti, ma resta un bicchier d’acqua in mezzo all’oceano. La lotta all’apostasia non può partire dal basso né 5 cardinali possono bastare per cambiare lo stato delle cose; forse l’unico modo per “salvare” la Chiesa cattolica dallo sfascio è che una parte cospicua di cardinali e di vescovi faccia sentire veramente la propria voce perché non posso credere che la maggior parte di loro tace e acconsente a questo disastro; bisogna difendere la fede in modo forte e non aver paura dell’accusa di criticare il Papa, altrimenti si arriverà prima o poi allo scisma senza che qualcuno se ne accorga o comunque senza che il popolo ne capisca le ragioni.

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