Il Cristo ha portato la spada, ma Lui porterà la pace…

Non “stracciatevi le vesti” per la citazione che state per leggere, soffermatevi piuttosto nel cuore del racconto: giudicate solo al termine della lettura, possibilmente argomentando. Grazie.

“La preferenza piena di amor proprio, che egli fa di se stesso nei confronti del Cristo, verrà giustificata da quest’ uomo con un ragionamento di questo genere: «Il Cristo è stato il riformatore dell’umanità, predicando e manifestando il bene morale nella sua vita, io invece sono chiamato ad essere il benefattore di questa umanità, in parte emendata e in parte incorreggibile. Darò a tutti gli uomini ciò che è loro necessario. Il Cristo, come moralista ha diviso gli uomini secondo il bene e il male, mentre io li unirò con i benefici che sono ugualmente necessari ai buoni e ai cattivi. Sarò il vero rappresentante di quel Dio che fa sorgere il suo sole e per buoni e per i cattivi e distribuisce la pioggia sui giusti e sugli ingiusti. Il Cristo ha portato la spada, io porterò la pace. Egli ha minacciato alla terra il terribile ultimo giudizio. Però l’ultimo giudizio sarò io e il mio giudizio non sarà solo un giudizio di giustizia ma anche un giudizio di clemenza. Ci sarà anche la giustizia ma non una giustizia compensatrice bensì una giustizia distributiva. Opererò una distinzione fra tutti e a ciascuno darò ciò che gli è necessario…”

(Vladimir Sergeevic Soloviev, I tre dialoghi e il racconto dell’Anticristo, 1900, cliccare qui per il pdf).

Vladimir Sergeevič Solov'ëv (1853-1900)
Vladimir Sergeevič Solov’ëv (1853-1900)

Ora, per favore, non stracciatevi le vesti per la fonte nella parentesi in fondo alla citazione, soffermatevi piuttosto nel cuore del racconto e leggetelo come è, un racconto sul quale riflettere e provate a formulare alcuni ragionamenti in piena libertà, insieme a quanto vi andremo a provare. Giudicateci solo al termine della lettura, portando argomenti di discussione. Grazie.

Per Bergoglio le religioni dovrebbero affratellarsi a partire da quelle monoteistiche“, naturalmente a prescindere dalle proprie idee, dottrine o riti, parola di Eugenio Scalfari, portavoce ufficiale di casa santa Marta, residenza di Papa Francesco, vedi qui, per la qual cosa La Nuova Bussola Quotidiana con un editoriale di R. Cascioli, molto interessante, dice: “Abbiamo sempre sostenuto, a ragione, e continuiamo a farlo che le interviste del Papa non sono Magistero, per cui vanno prese per quel che sono: un modo possibile per conoscere il pontefice regnante, capirne meglio il suo pensiero. E se qualcosa stona, sembra contraddire ciò che è stato finora, pazienza: una dichiarazione ai giornalisti, per quanto crei confusione o riveli giudizi discutibili, non può certo sostituire o cambiare ciò che è l’insegnamento della Chiesa…” (vedi qui).

Anche noi la pensiamo come Cascioli e vi aderiamo totalmente, ma c’è un problema da risolvere, e alla svelta… Alla giornalista Piquè, sempre in una intervista tanto per cambiare, pubblicata dall’OR nel dicembre 2014, quindi abbastanza ufficiale diremo, troviamo una risposta del Papa interessante ma anche problematica. La Piquè fa osservare al Pontefice che c’è qualche problema a comprendere il suo pensiero… leggiamo domanda e risposta:

Perché crede che ci sono settori che sono disorientati, che dicono che la «barca è senza timone»..?

«Guardi, ho scritto un’enciclica, a quattro mani, e un’esortazione apostolica. Faccio continuamente dichiarazioni e pronuncio omelie, e questo è magistero. Quello che c’è lì è ciò che io penso, e non quello che i media dicono che io penso. Vada lì e lo troverà, ed è ben chiaro; la Evangelii gaudium è molto chiara». (vedi qui intervista integrale).

Bene! Siamo contenti che il Papa abbia dichiarato che non è ciò che dicono i Media quel che lui pensa ma… la stessa cosa vale anche per Scalfari o a lui fa confluire il suo vero pensiero, quello che non sta negli scritti ufficiali? Perché, siamo onesti, i due pensieri non collimano, siamo alla schizofrenia del pensiero? Le recenti affermazioni rilasciate da Scalfari, attribuite a Papa Francesco e non smentite da lui, sono eresia pura, per questo abbiamo voluto postare quella citazione ad apertura articolo. 

Abbiamo Papa Francesco che si esprime nel magistero ufficiale e Papa Bergoglio che rilascia a Scalfari il suo pensiero più intimo da trasformare in magistero?

Felici noi se qualcuno potesse smentire queste nostre riflessioni! E quali sono questi pensieri eretici affidati a Scalfari? Ecco alcune risposte di Papa Francesco al suo amico giornalista, il testo integrale lo trovate qui, e che non possiamo ignorare dal momento che sono di dominio pubblico:

Papa Francesco: “Certo ci sono state guerre sostenute dalla Chiesa contro altre religioni… Ma avvenivano quando le varie religioni e la nostra, come e a volte più delle altre, anteponevano il potere temporale alla fede e alla misericordia”.

Domanda nostra: cosa intende per guerre “contro altre religioni”? Vogliamo sperare che non alluda alla Battaglia di Lepanto…. o alle Crociate , le prime, in Terra Santa, appoggiate e sostenute da San Francesco d’Assisi e da Santa Caterina da Siena… o che quella contro i Protestanti sia iniziata da noi… Dunque la “nostra religione” a volte più delle altre”, anteponendo il potere temporale alla fede e alla misericordia, era addirittura la più spietata. Questo è il pensiero storico (sbagliato o comunque una sintesi errata) di Bergoglio naturalmente, non il suo magistero pontificio…. è quello che dicono i media, non il suo magistero, ma intanto lo ha detto affidandolo al suo portavoce mediatico preferito. Non voleva forse che il mondo ne venisse a conoscenza?

Papa Francesco: “Più volte è stato detto e la mia risposta è sempre stata che, semmai, sono i comunisti che la pensano come i cristiani. Cristo ha parlato di una società dove i poveri, i deboli, gli esclusi, siano loro a decidere. Non i demagoghi, non i barabba, ma il popolo, i poveri, che abbiano fede nel Dio trascendente oppure no, sono loro che dobbiamo aiutare per ottenere l’eguaglianza e la libertà”.

Domanda nostra: in quale Vangelo il Papa trova scritto che Cristo ha parlato di una società dove i poveri siano loro a decidere? Ci sfugge, aiutateci a trovarlo! Noi piuttosto abbiamo trovato la mansuetudine del povero verso l’osservanza delle leggi di Cesare, quelle giuste ovviamente, e dove San Paolo esplicita maggiormente precise indicazioni alla comunità cristiana: “Ricorda loro di essere sottomessi ai magistrati e alle autorità, di obbedire, di essere pronti per ogni opera buona;  di non parlar male di nessuno, di evitare le contese, di esser mansueti, mostrando ogni dolcezza verso tutti gli uomini” (Tit 3,1-11); dove il “potere di Pilato”, e dunque del Cesare di ogni tempo viene da Dio: Rispose Gesù «Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande»(Gv.19.1-11). Per chi volesse comprendere il pensiero di Bergoglio affidato alla penna di Scalfari, è fondamentale conoscere il gesuitismo dagli anni ’50 agli anni ’70 quando con il generale Pedro Arrupe, dopo l’irruzione della Teologia della Liberazione sfociata nel sangue, si cominciò a parlare della Teologia del popolo. Qui si annida il vero pensiero di Bergoglio e si possono comprendere questi passaggi agghiaccianti.

Papa Francesco: “Abbiamo diffuso la fede prendendo esempio da Gesù Cristo. Lui fu il martire dei martiri e gettò all’umanità il seme della fede. Ma io mi guardo bene dal chiedere il martirio a chi si cimenterà ad una politica orientata verso i poveri, per l’eguaglianza e la libertà. Questa politica è cosa diversa dalla fede e sono molti i poveri che non hanno fede. Hanno però bisogni urgenti e vitali e noi dobbiamo sostenerli come sosterremo tutti gli altri. Come potremo e come sapremo”.

Domanda nostra: ma non è forse il Cristo che ha detto ai suoi di seguirlo sulla Croce, al martirio, come ha fatto Lui? Cioè, come si fa a pretendere un mondo giusto senza chiedere il sacrificio della propria vita? Che poi non si debba morire per forza trucidati questo è ovvio, esiste anche il martirio bianco, il martirio della sofferenza fisica… Quanti esempi di Santi Fondatori, proprio nelle opere di carità, ci insegnano di questa sofferenza e di questo martirio? E vi è anche contraddizione con quanto detto sopra perché: se devono essere i poveri, gli esclusi, gli emarginati a dover decidere (che cosa?) è ovvio che sperare di ottenere tutto solo con l’amore in un mondo governato da Satana è impossibile… neppure Cristo ha fondato la Chiesa senza spargimento del Suo Sangue.. ecco perché le parole di Soloviev riportate sopra, ci sembrano davvero calzanti, del pensiero di Bergoglio intendiamo, il pensiero affidato a Scalfari e non al magistero… “Sarò il vero rappresentante di quel Dio che fa sorgere il suo sole e per buoni e per i cattivi e distribuisce la pioggia sui giusti e sugli ingiusti. Il Cristo ha portato la spada, io porterò la pace…“.

Papa Francesco: “Quello che noi vogliamo è la lotta contro le diseguaglianze, questo è il male maggiore che esiste nel mondo. È il denaro che le crea…”.

P. Pedro Arrupe (destra) con il giovane P. Jorge Bergoglio.
P. Pedro Arrupe (destra) con il giovane P. Jorge Bergoglio.

Domanda nostra: ma non era il peccato in se il male maggiore che esiste nel mondo e dal quale partono tutti gli altri mali e dunque anche queste disuguaglianze? E quale è la soluzione portata dal Cristo? Non è forse la CONVERSIONE al Cristo, unica Via, Verità e Vita per ottenere un mondo più giusto, con l’abbandono del peccato? La lotta contro le disuguaglianze è il principio della Teologia della Liberazione che Bergoglio all’epoca aborriva perché veniva applicata con le armi, ma con Pedro Arrupe, trasformatosi in Teologia del Popolo e senza le armi, fu una rivoluzione sposata dal pensiero di Bergoglio. Infatti egli parla sempre di “rivoluzione” e non di riforma… Non è il danaro in se il colpevole, ma il come lo usiamo e Gesù stesso pagò la tassa del tempio procurandosi il soldo necessario, e faceva tenere un cassa ai discepoli, e fu contento quando fu usato per comprare dei profumi che sarebbero serviti in previsione della Sua sepoltura, rimproverando piuttosto Giuda per la falsa carità verso i poveri…. E Papa Francesco stesso riceve i ricchi, quelli che appoggiano e sostengono aborti ed eutanasia, dai quali non disprezza però copiose offerte in danaro, vedi qui.

Nella conclusione Scalfari dice: “Del resto Lei ha parecchi avversari dentro la sua Chiesa”.

Papa Francesco: “Avversari non direi. La fede ci unifica tutti. Naturalmente ciascuno di noi individui vede le stesse cose in modo diverso; il quadro oggettivamente è il medesimo ma soggettivamente è diverso. Ce lo siamo detto più volte, lei ed io”.

Domanda nostra: ma il Vangelo è un fatto oggettivo o soggettivo? La fede che Pietro deve confermare, conservare, tramandare, difendere a costo della propria vita… è oggettiva o soggettiva? Senza dubbio che anche un Papa può avere le sue riserve mentali, le sue opinioni personali e la sua visione soggettiva delle cose, ma in quanto Pietro non dovrebbe essere oggettivo e diffondere la vera Parola di Dio “in ogni occasione opportuna e inopportuna” (2Tim 4,1-4), come inopportuna può essere una intervista o le chiacchiere fra amici….? Specialmente quando poi egli sa bene che Scalfari ne avrebbe fatto un articolo diffondendo nel mondo questi suoi pensieri soggettivi, relativisti… Se la fede ci unifica tutti, come fa ad essere soggettiva e andare bene allo stesso tempo?

Su Lutero poi stendiamo un velo pietoso, rispondiamo solo attraverso le parole di Paolo VI che trovate qui e che ci sembrano lontane anni luce dal pensiero di Bergoglio e pure dal suo magistero petrino ecumenico: “[…] la triplice riforma, la quale voleva non solo mutare, ma addirittura abbattere il principio della tradizione con il principio individualista, non [ha] fatto altro che inaugurare un’altra tradizione, a cui non il dogma del vero oggettivo è sostegno, ma il dogma arbitrario e asseverante del riformatore...”, sostituite il termine riformatore con quello del rivoluzionario e avrete il pensiero individualista, soggettivo, tanto caro a Bergoglio.

Concludiamo con le parole di Riccardo Cascioli che facciamo nostre: “Quanto è citato alla lettera da Francesco, quanto è una approssimazione di Scalfari non è dato sapere, ma ciò che lascia a disagio è il fatto che il moltiplicarsi di interviste, dichiarazioni, conferenze stampa sta creando un Magistero di fatto che si afferma grazie alla grancassa offerta dalla grande stampa. E questo diventa motivo di scandalo, nel senso letterale del termine: disorienta e confonde molti cattolici, anche perché spesso si tratta di frasi che vengono poi usate e abusate da chi se ne serve per i sui scopi di distruzione della Chiesa. Basti pensare cosa Scalfari deduce dalle parole del Papa…”.


Carissimi visitatori e commentatori del Blog,

a proposito di veri poveri e di vera carità cristiana: questa volta vi chiediamo un piccolo aiuto non per il nostro servizio, ma per sostenere una famiglia di quattro persone già in difficoltà economica, aggravatasi recentemente quando sono stati rubati (clonando il conto bancario) i risparmi. La denuncia è stata subito presentata, ma ovviamente ci vorrà del tempo per venirne a capo, ma le fattura in scadenza non aspetteranno. Ogni piccolo – grande – contributo è prezioso, come l’obolo della vedova.

Vi porgiamo i ringraziamenti della famiglia in questione e che il Signore vi ricompensi cento volte tanto in questa e nell’altra vita.

PS: Per chi volesse avere maggiori informazioni, ci scriva qui.

donate-button
Cliccare sull’immagine per le donazioni.

 

3 pensieri riguardo “Il Cristo ha portato la spada, ma Lui porterà la pace…

  1. Certo che siamo alla schizofrenia del pensiero, e non da oggi o dall’anno scorso, perché il problema si è palesato fin dall’inizio.
    Non si vuole prenderne atto?
    Non si può prenderne atto?
    Occorrebbero doti virili per portare avanti la pubblica denuncia, doti che però son frequenti come le mosche bianche? (soprattutto in Vaticano, dove la gayezza cresce a vista d’occhio come la pasta di pane lievitata? – cfr le ultime news daa Pontificia Accademia per la Vita, che di soppiatto e contrabbando ha inserito la tematica gender nei documenti).
    Con l’occasione: a quando il primo gay pride con la sponsorizzazione, ‘misericordiosa’ obvious, dell’uomo biancovestito che crede che ogni parola che pronuncia sia ‘Magistero’ ? (?!?!?).

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    1. chi di gayezza vive, di gayezza perisce…..contenti loro…. davvero, al momento non mi sovviene altro commento e sorrido per non piangere, perché certa che “non sono questi i progetti di Dio” 🙂

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  2. concordo con l’autore dell’articolo. La citazione di Soloviev si adatta perfettamente a questo politicante pontefice. A tutto pensa, di tutti si impiccia tranne ad onorare la sana dottrina tramandataci nei secoli. Credo che si sia perso il senso del peccato e soprattutto non si voglia pronunciare le sue conseguenze sulla vita comune di ciascun cristiano e società in genere, (fa paura dire la parola castigo!). Mi consola il fatto che anche in passato ci siano stati pontefici il cui giudizio storico li ha tacciati come non aderenti alla scrittura testamentaria, che sono stati spazzati via da soggetti “umili e con con la spina dorsale solida”

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