Il Papa non santificherà i trans! Ma sarà legittimato il cambio di sesso?

Adesso è chiaro, cambia la disciplina dei Sacramenti. Laddove l’ideologia del gender è chiaramente condannata da Papa Francesco, è però legittimato, in sordina, il cambiamento di sesso, e tutti potranno accedere all’Eucaristia!

Quanto segue è una umilissima riflessione – che rivolgiamo filialmente al Santo Padre, ai Vescovi e al Clero – a degli ottimi articoli recentemente pubblicati da La nuova Bussola Quotidiana, vedi qui, e da Sandro Magister, vedi qui, e non poteva mancare l’intervista dall’aereo, del Papa, di ritorno dalla visita apostolica in Georgia, vedi qui.

Ora, cercando di leggere il tutto senza paraocchi e con oggettivo atteggiamento di figli pazienti nella Madre Chiesa, non possiamo non constatare che questo documento, l’Amoris Laetitia, giunge a noi sempre più confuso per non dire, purtroppo, che appare sempre più chiaro che ci troviamo davanti ad una realtà sconvolgente: i Sacramenti della Chiesa stanno subendo – senza alcuna affermazione dogmatica – un drastico cambiamento nella disciplina che, di fatto, modificherà la dottrina.

Invitandovi ad aggiornarvi nelle pagine sopra indicate per non doverci ripetere, qui vogliamo far emergere alcuni problemi che, purtroppo, nessun giornalista-vaticanista ha saputo ancora far emergere.

Il primo è il seguente:

– ammessa e non concessa tutta la legittima azione misericordiosa di un Pontefice verso i “casi più disperati” per i divorziati-risposati, ciò di cui non si è mai parlato fino ad oggi è il problema di dare l’Eucaristia a chi non è sposato in Chiesa e riscontra ben due matrimoni: uno religioso abiurato, l’altro civile! Nel momento in cui si legittima la Comunione ai divorziati-risposati, resta il problema che questi non sono risposati in Chiesa, e di conseguenza: perché non dare, da domani, anche la Comunione ai conviventi, o a tutte le coppie sposate solo civilmente? Molte di queste coppie, infatti, non sono entrambe provenienti da un matrimonio cattolico, uno dei due è solitamente divorziato, l’altro/a no! E allora, se per ricevere l’Eucaristia (al di là di chi è divorziato e risposato) non è più importante essersi sposato in Chiesa, ma l’importante è l’unione a prescindere da perché non darla a tutti? È a questo che si vuole arrivare? Noi pensiamo di sì!

Riepilogando questo primo problema, dunque, ci troviamo davanti ad una evoluzione della dottrina sulla ricezione del Sacramento della Confessione e dell’Eucaristia. Papa Francesco sottolinea da sempre che non si deve fare proselitismo, e se per proselitismo intende quello a cui lui è stato abituato in terra dove pullula il pentecostalismo (del suo amico Traettino, ex-cattolico e comunista che comprese quanto arricchisse, in danaro, fare proselitismo a discapito della Chiesa Cattolica e contro la devozione mariana), va detto che è proprio il Papa che sta imponendo al Clero una forma di proselitismo aberrante in nome della misericordia,  quello di imporre (obbligare) una recezione dell’Eucaristia a persone che, sposate prima in Chiesa e poi divorziate e risposate solo civilmente, vivono contro la Legge di Dio, imponendo (cioè l’imposizione di riempire le chiese) a tutti i cattolici di cambiare mentalità sulla dottrina, quella che per duemila anni è stata insegnata e trasmessa dagli Apostoli!

In conclusione ci troviamo davanti al fatto compiuto: il Papa non farà alcuna affermazione dottrinale (non può farlo, e questo lo sa bene), ma nella prassi ogni Chiesa, ogni diocesi, ogni parrocchia, potrà disciplinare la recezione dell’Eucaristia a seconda del “caso per caso”, con tanti cari saluti alla disciplina dottrinale cattolica, ossia, UNIVERSALE.

È il ribaltamento delle priorità, e la cessazione della cattolicità catechetica: non più Dio al primo posto, sequenza evangelica attraverso la quale l’uomo deve piegarsi a Dio, noi dobbiamo piegarci alle Sue Leggi e ai Suoi Comandamenti, quanto piuttosto ci ritroviamo a piegare Dio alle nostre “necessità”. Se il sesto Comandamento dice appunto di non falsificare lo stato matrimoniale per il quale Gesù ha fatto il Sacramento del Matrimonio, ecco che con la nuova prassi si dice a Cristo: “Signore! il tuo carico è troppo pesante, non possiamo portarlo! Oramai conviviamo da dieci anni, abbiamo dei figli, indietro non possiamo tornare, perciò… devi piegarti TU alle nostre esigenze ESISTENZIALI, perché noi abbiamo il diritto come gli altri di ricevere l’Eucaristia…”

Tutto è fatto, infatti, nella nuova prassi, con l’errata idea che i Sacramenti sarebbero un “diritto”, ma questo non è scritto in nessuna pagina del Vangelo! Al contrario: i Sacramenti sono un onere tremendo che danno, senza dubbio, forza, Grazia, consolazione e sostegno alla vita su questa terra per coloro che vivono – pur peccatori – sforzandosi di correggersi nei difetti e nei peccati, cercando di non commetterli più. Ma al contempo sono una responsabilità enorme per chi li riceve in stato di peccato. Ora: il sesto  Comandamento (come tutti gli altri  nove) vale per tutti, vale per coloro che sono sposati in Chiesa normalmente, come vale per coloro che non sono in regola con questo Sacramento, non esistono affatto “corsie preferenziali” come quelle che si stanno creando con questo Pontificato.

È assurdo, allora, che alle generazioni future si lascerà credere che l’Eucaristia può essere data a “tutti”, indipendentemente dallo stato in cui uno si trova, fosse anche in uno stato di ben due matrimoni: quello voluto dal Cristo e non risolto, al quale hanno abiurato con il divorzio civile, e quello civile per il quale non è ammesso ricevere l’Eucaristia, poiché la Chiesa lo tollera, ma non può legittimarlo.

E veniamo al secondo appunto:

dall’intervista sull’aereo il Papa ha fatto, contro la ideologia gender, un discorso chiarissimo di condanna ma, come è suo solito, doveva metterci la sua ciliegina personale così da far ripiombare nella confusione i lettori. Per spiegare cosa egli intenda per misericordia applicata, Papa Francesco riporta una testimonianza personale di una donna diventata un uomo (???) e qui , a voler essere buoni, non si capisce dove egli voglia arrivare. Qui è necessario riportare integralmente il pensiero espresso dal Papa: “Quando una persona che ha questa condizione arriva davanti a Gesù, Gesù non gli dirà sicuramente: “Vattene via perché sei omosessuale!”, no. Quello che io ho detto riguarda quella cattiveria che oggi si fa con l’indottrinamento della teoria del gender. Mi raccontava un papà francese che a tavola parlavano con i figli – cattolico lui, cattolica la moglie, i figli cattolici, all’acqua di rose, ma cattolici – e ha domandato al ragazzo di dieci anni: “E tu che cosa voi fare quando diventi grande?” – “La ragazza”. E il papà si è accorto che nei libri di scuola si insegnava la teoria del gender. E questo è contro le cose naturali. Una cosa è che una persona abbia questa tendenza, questa opzione, e c’è anche chi cambia il sesso. E un’altra cosa è fare l’insegnamento nelle scuole su questa linea, per cambiare la mentalità. Queste io le chiamo “colonizzazioni ideologiche”…”.

È vero che Gesù non ha mai cacciato via il peccatore che voleva, però, convertirsi dal proprio peccato, ma non si riscontra in nessuna pagina del Vangelo che Gesù abbia accolto i peccatori lasciandoli nel loro peccare! Che fine hanno fatto le parole di San Paolo? Così le riporta una Lettera voluta san Giovanni Paolo II: “.. in perfetta continuità con l’insegnamento biblico, nell’elenco di coloro che agiscono contrariamente alla sana dottrina, vengono esplicitamente menzionati come peccatori coloro che compiono atti omosessuali (cf 1 Tim 1, 10). (vedi qui testo integrale – Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, nel corso dell’Udienza accordata al sottoscritto Prefetto, ha approvato la presente Lettera, decisa nella riunione ordinaria di questa Congregazione e ne ha ordinato la pubblicazione.)

Dunque la “teoria gender”, dice giustamente Papa Francesco, è “contro natura”, ma subito dopo lascia intendere che l’operazione per cambiare sesso no, come se le due questioni fossero da separare…! E no, santità, non funziona così! Abbiamo forse capito male noi? No! Il discorso del Papa è chiaro: Una cosa è che una persona abbia questa tendenza, questa opzione, e c’è anche chi cambia il sesso. E un’altra cosa è fare l’insegnamento nelle scuole su questa linea, per cambiare la mentalità. Queste io le chiamo “colonizzazioni ideologiche”…”.

Ecco la "coppia" di cui parla papa Francesco.
Ecco la “coppia” di cui parla papa Francesco.

Se non vi è chiaro continuate a leggere il discorso del Papa che porta una testimonianza e degli esempi: “Ha cambiato la sua identità civile, si è sposato e mi ha scritto la lettera che per lui sarebbe stata una consolazione venire con la sua sposa: lui, che era lei, ma è lui. E li ho ricevuti. Erano contenti…”.

“Lui che era lei, ma è lui”, ma che razza di groviglio è mai questo detto da un pontefice? Lui che era “lei”, per la Bibbia, per Dio, resta “lei”; e lei che era “lui”, per la Bibbia, per Dio, resta “lui”! Non è una operazione chirurgica a cambiare il progetto di Dio sull’uomo creato o maschio o femmina, e non certo creato per cambiare sesso a seconda delle patologie ormonali… Non esistono delle “varianti in natura”, esiste il peccato a causa del quale anche la natura è soggetta, e Gesù non è venuto per assecondare le patologie degli uomini.

Giustamente, però, Papa Francesco mette subito le mani davanti e ammonisce: “Per favore, non dite: “Il Papa santificherà i trans!”. Per favore! Perché io vedo già i titoli dei giornali… No, no. C’è qualche dubbio su quello che ho detto? Voglio essere chiaro. È un problema di morale….”. Ne prendiamo atto ma, Santità, ci sono molto dubbi su ciò che ha detto… Che fine ha fatto il «Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno» (Mt.5,37), non è stato affatto chiaro!

Cambiare sesso non è solo un problema “morale” è un problema anche antropologico, genetico, non un problema “umano” da trattare umanamente o con la misericordina, ma un problema etico che riguarda l’identità di come Dio ci ha creati e voluti. Che fine fanno le parole: «Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre. Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo. Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra. Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro; i miei giorni erano fissati, quando ancora non ne esisteva uno.» (Sal.138,13-16); Dio «fa crescere i nostri giorni fin dal seno materno» (Sir 50,22).

Quindi, cerchiamo di capirci bene: se uno si sente omosessuale basta cambiare sesso, chirurgicamente, per essere in “ordine” con la coscienza e non fermarsi all’ideologia di genere, ma applicarla e poi sposarsi, magari in Chiesa, o forse no, perché tanto la Comunione sarà data a tutti indipendentemente da…? Ma qualcuno glielo ha detto al Papa che l’intervento chirurgico non modifica affatto il genere con cui si è nati? Il ritocco è solo esteriore e se un uomo diventa donna, non potrà mai partorire dei figli, motivo per il quale il matrimonio cristiano sarebbe già invalidato per difetto…. e se una donna diventa uomo non potrà mai generare dei figli a meno che, questi non vengano prodotti in laboratorio, e dunque comprati, commissionati o adottati… Perciò si dica chiaramente che la teoria gender, così come queste operazioni trans, hanno la stessa ideologia e la stessa matrice.

Infine:

– Papa Francesco ha giustamente affermato che a patire per la causa di un divorzio sono i bambini alla quale sofferenza, i divorziandi, non pensano…

Ora, Santità, un bambino adottato o COMPRATO da queste coppie trans, quando adolescenti scoprono che in realtà il papà era una donna… o che la mamma era un lui… Come reagirà, secondo Lei? Esiste una statistica alta di suicidi di adolescenti in queste condizioni di cui nessuno parla. O comunque, se non suicidi, una alta percentuale di questi diventano anch’essi trans o omosessuali, perché isolati ed incapaci di scoprire la propria identità. Il problema è che più si va avanti NORMALIZZANDO questa forma di peccato contro il ruolo che Dio ci ha dato fin dal concepimento (perché gay non si nasce), o maschi o femmina, non esiste una terza via o “la variante in natura”, più avremo casi di giovani adolescenti che non avranno chiara la propria identità, finendo col farsi del male appoggiati e sostenuti persino dalla Chiesa.

È vero perciò quanto Gesù afferma: «Senza di me non potete far nulla» (Gv.15, 5), e non intendeva certo legalizzare l’operazione chirurgica sessuale, al contrario, è solo con Lui che possiamo resistere alla tentazione di cambiare il progetto creatore di Dio in ognuno di noi! Gesù impone, sì IMPONE, come unica VARIANTE al problema sessuale, il celibato, la continenza: o ti sposi e fai figli, o abbracci la vita della continenza per farti, però, “tutto a tutti”, padri e madri di una moltitudine di figli spirituali.


Concludiamo questa volta con le parole di un Rabbino citato da Benedetto XVI nel Discorso alla Curia Romana il 21 dicembre 2012. Dice Gilles Bernheim, vedi qui.

«Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Gn 1, 27). La Genesi vede la somiglianza dell’essere umano con Dio solo nell’unione dell’uomo e della donna (1,27) e non in ognuno di essi preso separatamente. Ciò suggerisce che la definizione dell’essere umano è percettibile solo nella congiunzione dei due sessi. (…) La differenza sessuale va dunque interpretata come un fatto naturale, permeato d’intenzioni spirituali. Ne è prova il fatto che nella creazione in sette giorni gli animali non sono presentati come sessuati. A caratterizzarli non è la differenza dei sessi, ma la differenza degli ordini e, all’interno di ogni ordine, la differenza delle specie: ci sono i pesci del mare, gli uccelli del cielo, le bestie della terra, tutti gli esseri viventi sono generati, come un ritornello, «secondo la loro specie» (Gn 1, 21).

In questo racconto la sessuazione è menzionata solo per l’uomo poiché è proprio nel rapporto d’amore, che include l’atto sessuale mediante il quale l’uomo e la donna diventano «una sola carne», che tutti e due realizzano il proprio obiettivo: essere a immagine di Dio.

Il sesso non è dunque un attributo casuale della persona. La genitalità è l’espressione somatica di una sessualità che riguarda tutto l’essere della persona: corpo, anima e mente. È proprio perché l’uomo e la donna si percepiscono diversi in tutto il loro essere sessuato, pur essendo entrambi persone, che ci possono essere complementarietà e comunione.

«Maschile» e «femminile», «maschio» e «femmina» sono termini relazionali. Il maschile è tale solo nella misura in cui è rivolto verso il femminile e, attraverso la donna, verso il figlio; in ogni caso verso una paternità, sia essa carnale o spirituale. Il femminile è tale solo nella misura in cui è rivolto verso il maschile e, attraverso l’uomo, verso il figlio; in ogni caso verso una maternità, sia essa carnale o spirituale.

(…) A mo’ di contrappunto, il capitolo tre della Genesi presenta il peccato come il rifiuto del limite e quindi della differenza: «Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male» (Gn 3, 5).

L’albero della conoscenza del bene e del male — «l’albero del conoscere bene e del conoscere male» — simboleggia proprio i due modi di comprendere il limite:

il «conoscere bene» rispetta l’alterità, accetta di non sapere tutto e acconsente a non essere tutto; questo modo di conoscere apre all’amore e quindi all’«albero della vita», piantato da Dio «al centro del giardino» (Gn 2, 9);

il «conoscere male» rifiuta il limite, la differenza; mangia l’altro nella speranza di ricostituire in sé il tutto e di acquisire l’onniscienza. Questo rifiuto della relazione di alterità conduce alla bramosia, alla violenza e infine alla morte.

Non è proprio questo che propone il gender, ovvero il rifiuto dell’alterità, della differenza, e la rivendicazione di adottare tutti i comportamenti sessuali, indipendentemente dalla sessuazione, primo dono della natura? In altre parole, la pretesa di “conoscere” la donna come l’uomo, di diventare il tutto dell’umano, di liberarsi da tutti i condizionamenti naturali, e quindi «di essere come Dio»?

5 pensieri riguardo “Il Papa non santificherà i trans! Ma sarà legittimato il cambio di sesso?

  1. Io spero che il papa si sia espresso malamente, non posso credere infatti che egli possa pensare che Dio ha sbagliato nel creare queste persone, perché di questo si tratta alla fine, dire che Dio ha sbagliato e l’uomo rimette a posto l’errore con una operazione chirurgica. Un papa dovrebbe sapere che tutti gli errori in natura provengono dal peccato originale e che non serve una chirurgia plastica per rimettere a posto l’identità contaminata, serve la continenza e mettersi nelle mani di Cristo.
    La chirurgia è accettabile per coprire i difetti, curare le ferite, rimettere in ordine qualcosa venuta storta, ma non per cambiare la propria identità. L’identità ci è data da Dio creandoci, se uno era donna, donna rimane per l’eternità, se era uomo resta uomo per l’eternità, convertirsi è anche accettarsi per come si è nati, riconoscendo che non è Dio a sbagliare, ma se un papa riconosce la legittimità del cambiamento di sesso (che poi non funziona neppure, è tutto artificiale), sta ammettendo che Dio ha sbagliato!

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  2. …. conoscendo un certo gesuitismo…. penso che il Papa sia in buona fede anche se un poco pasticciando ciò che dice…. 😉 Mi ha fatto molta impressione una specie di profezia espressa da un sacerdote – guarda il caso, argentino – nel 1970 e il tutto riportato in un libro…..
    https://oracolocooperatoresveritatis.wordpress.com/2016/10/05/verra-il-pontefice-ambiguo-la-profezia-di-padre-julio-meinvielle/
    ecco cosa dice:
    «Non c’è difficoltà a riconoscere che c’è una “chiesa propaganda” che possa esser conquistata dal nemico, convertendo così la Chiesa cattolica in chiesa gnostica.Si possono avere due chiese. Una propaganda che divulga (dottrine) attraverso vescovi, sacerdoti e teologi “propagandisti” e persino con un Pontefice di attitudine ambigua. (…) Questo papa, con attitudini ambigue, porterebbe a mantenere l’equivoco, perché da una parte professerebbe una dottrina inattaccabile e sarebbe capo della chiesa delle promesse, dall’altra parte produrrebbe fatti equivoci e persino riprovevoli……”
    Non disprezzate le profezie (1Tess 5,20)

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  3. Il fatto e che qui, a furia di ‘pasticci gesuitici’ si accompagnano alla perdizione ogni giorno sempre più anime, invece di condurle alla salvezza!

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  4. Sarebbe bello capire se queste esternazioni papali derivano da:

    – vaneggiamenti da alta quota per difetto di pressurizzazione dei jet con conseguente anossia sul cervello;
    – stile gesuiticamente gesuitante;
    – malvezzo personale inclinato a furbizia (quel che si dice: “fare gli scemi per non pagare il dazio”);
    – patologie della quarta età (gli anni ci sono tutti);
    – altre ipotesi assortite (alcolreazioni, reazioni indesiderate di farmaci sulla capacità di raziocinio, interazioni indesiderate di farmaci col consumo di altre sostanze, nervini, stimolanti vari, ….;

    Quel che è certo è che, a furia di cercare di capire, non si capisce più quel che c’è da capire.

    E poiché c’è chi – con cognizione di causa e argomentando – afferma che un pontefice di questo tipo si autoscomunica latae sententiae, forse occorrerebbe trarne le debite conseguenze senza lasciar trascorrere dei decenni in caduta libera…

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