Cristo ci ha lasciato la sua Pace, non lo “spirito di Assisi”

La Pace di Cristo non è quello che s’intende oggi per “pace nel mondo”.

Abbiamo cercato, con tutto il cuore, di evitare polemiche su questo incontro ad Assisi, e abbiamo mantenuto la promessa. Tuttavia, a discorsi terminati, non possiamo tacere, poiché «Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre» (Lc19,40), e perché, fra gli interventi del Pontefice, rileviamo due modi diversi di esprimersi che rischiano di contraddirsi.

Nella prima Meditazione che ha tenuto infatti, vedi qui, essa è impeccabile e condivisibile. Ha parlato di Gesù Cristo (assai raro nella pastorale modernista) e lo ha fatto davvero bene. In basso nel medesimo collegamento c’è però anche il Discorso ufficiale e qui, purtroppo, avanziamo nelle tenebre più fitte.

Dice innanzi tutto papa Francesco: «Oggi non abbiamo pregato gli uni contro gli altri, come talvolta è purtroppo accaduto nella storia…».

Siamo basiti e scandalizzati! Quando mai la Chiesa Cattolica ha pregato – con i Sommi Pontefici del passato – “contro” qualcuno? Quando mai ha fatto Messe o suppliche per desiderare il male a qualcuno o a qualche religione… A cosa si sta riferendo e di chi sta parlando? Facesse nomi e cognomi senza trattare la Sposa di Cristo come una prostituta, o quasi fosse lui l’unico Pontefice “buono e santo” che la Chiesa abbia avuto in duemila anni di storia! Non sarebbe ora di finirla con queste accuse bugiarde tendenti a dipingere la Chiesa del passato come un mostro? Questa – detta da un Papa – dovevamo ancora udirla: la Chiesa del passato avrebbe pregato contro qualcuno!

Poi il Papa dice: «Senza sincretismi e senza relativismi, abbiamo invece pregato gli uni accanto agli altri, gli uni per gli altri…».

No! Questi incontri sono sincretismo allo stato puro! Caro Papa Francesco, pregare gli uni accanto agli altri, e gli uni per gli altri, d’accordo, ma se ognuno si rivolge al “proprio dio” per chiedere qualcosa, pubblicamente, che solo il vero Dio può dare, di chi stiamo parlando? Di quale Dio? Il sincretismo è l’incontro fra culture diverse che genera mescolanze, interazioni e fusioni fra elementi culturali eterogenei. E l’ambito in cui maggiormente è applicato tale concetto è proprio quello religioso, con l’antropologia dei sistemi religiosi fatta di “suppliche alle proprie divinità” per creare, appunto, un clima di “pace” e di accordi fra le diversità. Per intenderci, ciò che avviene ad Assisi, è il conciliarismo, è una forma di concordato, è un mettersi d’accordo imponendo al Dio unico e vero le nostre regole! Via le dottrine, e si avanzi con un accordo comune per raggiungere uno scopo comune a livello mondiale. Non l’uomo piegarsi, inginocchiarsi a Dio, ma Dio piegarsi agli uomini accordati fra di loro.

Dice poi papa Francesco: «Noi qui, insieme e in pace, crediamo e speriamo in un mondo fraterno. Desideriamo che uomini e donne di religioni differenti, ovunque si riuniscano e creino concordia, specie dove ci sono conflitti. Il nostro futuro è vivere insieme…».

In parte è vero, ma il Paradiso e l’Inferno, il Regno di Dio, la Gerusalemme Celeste che fine hanno fatto? Dire che “il nostro futuro è vivere insieme” è corretto se si specifica e si insegna dove e come, mentre è ambiguo, falso ed ingannatore lasciare la frase incompleta così come è stata detta, lasciando quasi intendere che questa felicità sia una sorta di nuovo paradiso terrestre creato da questa pace “artigianale” fra tutte le religioni…. O che ognuno sia libero di credere ad un suo paradiso personalizzato dal proprio credo. Il nostro futuro è certamente “vivere insieme” ma dove? e con Chi? Con quale Dio, in quale eternità?

Oh! Ora viene il bello perché, in questa frase che segue, naturalmente, è utili sentirci anche coinvolti, visto che scriviamo queste “cronache di Papa Francesco”, il Papa ammonisce: “La preghiera e la volontà di collaborare impegnano a una pace vera, non illusoria: non la quiete di chi schiva le difficoltà e si volta dall’altra parte, se i suoi interessi non sono toccati; non il cinismo di chi si lava le mani di problemi non suoi; non l’approccio virtuale di chi giudica tutto e tutti sulla tastiera di un computer, senza aprire gli occhi alle necessità dei fratelli e sporcarsi le mani per chi ha bisogno. La nostra strada è quella di immergerci nelle situazioni e dare il primo posto a chi soffre; di assumere i conflitti e sanarli dal di dentro; di percorrere con coerenza vie di bene, respingendo le scorciatoie del male; di intraprendere pazientemente, con l’aiuto di Dio e con la buona volontà, processi di pace…”.

Senza dubbio questo è un ottimo esame della coscienza anche per noi che portiamo avanti queste “cronache” e che sempre tentiamo di farlo con rispetto verso la Persona del Santo Padre, ma soprattutto verso Nostro Signore Gesù Cristo, il Vangelo e la Santa Chiesa di ieri e di oggi… Non basta infatti scrivere qualcosa sul computer e poi vivere come se la vita vera fosse quella virtuale, o incoerentemente con le virtù insegnate dai Vangeli, bisogna essere infatti coerenti con quanto si vuole trasmettere ed essere, per primi, testimoni di ciò che si vuole difendere. Chiarito ciò ricordiamo però, al Santo Padre, che queste parole dovrebbe rivolgerle principalmente al suo grande amico ateo, ed anticattolico, Scalfari, il quale guida un giornale che da anni si batte a favore dell’aborto, dell’eutanasia, della politica del più forte, e chi più ne ha più ne metta, questo è solo un esempio!

Andiamo verso la conclusione. Dice il Papa: “… siamo chiamati a liberarci dai pesanti fardelli della diffidenza, dei fondamentalismi e dell’odio. I credenti siano artigiani di pace nell’invocazione a Dio e nell’azione per l’uomo! E noi, come Capi religiosi, siamo tenuti a essere solidi ponti di dialogo, mediatori creativi di pace…”

“E noi, come Capi religiosi” ???? Abbiamo letto bene? Prima dichiara che questo non è sincretismo religioso, poi si definisce, alla pari, come “capo” di una religione fra le tante. Dunque il Cristianesimo è “una delle tante religioni” e il Papa è un Capo religioso come gli altri! Lo abbiamo capito male noi? Senza dubbio sì, se restiamo fedeli al Catechismo, diversamente è la parola del Papa contro il nostro evangelico ragionamento. E non è un caso se Nostro Signore, nei Vangeli, nell’affidare il compito di “Vicario di Cristo” a Pietro, non usa mai termini mondani come questo “capo religioso”, il Papa non è affatto un “capo religioso”, ma è “Custode” della vera Fede nel Dio unico, Vivo e vero.

Ora, come si combatte l’indifferentismo, l’odio, la diffidenza, i fondamentalismi? Convertendosi al Cristo: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto» (Gv 14,6-7). Ci sono forse altre strade che il Vangelo insegna e che a noi son rimaste sconosciute? Certo, le vie del Signore sono infinite, ma Pietro esiste per “confermare gli altri nella fede” in Cristo: «Simone, Simone, ecco Satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (Lc 22, 31-32), e non per “definirsi” uno tra i Capi “religiosi”.

Giovanni Paolo II, canonizzato dallo stesso Francesco, spiegava così queste parole:

«La prospettiva in cui va considerato il compito di Pietro – come tutta la missione della Chiesa – è dunque storica e nello stesso tempo escatologica. È un compito nella Chiesa e per la Chiesa nella storia, dove ci sono prove da superare, cambiamenti da affrontare, situazioni culturali, sociali, religiose in cui operare: ma tutto in funzione del Regno dei cieli, già preparato e disposto dal Padre come termine finale di tutto il cammino storico e di tutte le esperienze personali e sociali. Il “Regno” trascende la Chiesa nel suo pellegrinaggio terreno, ne trascende i compiti e i poteri. Trascende pure Pietro e il Collegio apostolico, e dunque i loro successori nell’episcopato…» (vedi qui).

Ma di questo “Regno dei cieli”, ad Assisi, neppure una parola, di conversione a Cristo, neppure una parola! La situazione sembra capovolta, e lo ripetiamo da tempo portando ogni prova: il Papa di oggi trascende piuttosto la Chiesa, Sposa di Cristo, conducendola dove egli la vuole e come la vuole, arrivando persino a dire che in passato, questa povera Santa Chiesa, avrebbe pregato contro qualcuno… Che tristezza!

Da una parte si invoca la pace, dall’altra si continua a combattere l’insegnamento della Chiesa passata, quasi fosse Lei lo scandalo e la responsabile della situazione in cui i popoli oggi vivono. Si attaccano e si condannano i fondamentalismi, giustamente, senza accorgersi che oggi, all’interno della Chiesa, si vive come se regnasse un Soviet, con cardinali e vescovi che la fanno da padroni, se non si è d’accordo con il nuovo regime… E qui ci fermiamo perché non vogliamo avanzare alcun processo, ma restare fermi alla cronaca, lasciando a Voi lettori di usare la ragione e la fede -cattolica- insieme, per comprendere la confusione che regna sovrana.

Vogliamo concludere con le parole di Sant’Alfonso Maria de Liguori, che sembrano giungere quasi in soccorso per debellare e schiarire questa grande confusione.

Leggete, e se non volete credere a noi, riflettete almeno su ciò che lui dice:

No, che non è stato Gesù Cristo, né la Chiesa la cagione delle guerre e sedizioni; sono stati i nemici della verità, che è insegnata dalla chiesa col volersi separare da quella e dalle sue dottrine. La religione che professa la nostra chiesa, col vietare i peccati e promuovere i buoni costumi, promuove insieme la pace comune. Questa è una verità che chiaramente si prova colla sperienza: in quei regni, ove più si osserva l’ubbidienza alla chiesa, ivi più si vede regnare la pace. (..) Ma dicono: Iddio vuole la pace comune. E chi lo nega? ma non la vuole con discapito della sua fede; egli ch’è il principe della pace, la vuole, e ci comanda di conservarla con noi e cogli altri: Inquire pacem, et persequere eam. Ma di qual pace intende parlare il Signore? Parla della pace vera, che si acquista e si mantiene coll’esercizio delle virtù: Fiat pax in virtute tua. Parla di quella pace che si ottiene collo stare unito con Dio e col prossimo; e questa ci conduce poi alla felicità eterna. Non parla già della pace falsa, che si suppone ottenersi col tollerare coloro che voglion credere ed operare a lor piacere contra quel che Dio ha rivelato; questa è la pace degli empi che dormono nella lor perdizione; questa pace di morte non la vuole il nostro Salvatore, ma egli è venuto a discacciarla dalla terra: Nolite arbitrari (disse), quia pacem venerim mittere in terram: non veni pacem mittere, sed gladium. S. Luca in vece di gladium scrisse separationem; sicché Gesù Cristo è venuto a separare gl’infedeli da’ fedeli, acciocché i fedeli non si perdano col comunicare cogl’infedeli, come spiega lo stesso s. Luca, dicendo: Cum autem vadis cum adversario tuo ad principem, in via da operam liberari ab illo, ne forte trahat te ad iudicem, et iudex tradat te exactori, et exactor mittat te in carcerem. Ecco il precipizio, al quale conduce la tolleranza col comunicare coi nemici della fede…”

(Sant’Alfonso Maria de Liguori, Difesa della verità sulla Divina Rivelazione, vedi qui).


Vi suggeriamo anche la lettura di questa precedente “cronaca”: L’uomo come dio di se stesso? La svolta antropologica della nuova “Chiesa”.

10 pensieri riguardo “Cristo ci ha lasciato la sua Pace, non lo “spirito di Assisi”

  1. Sperare che papa Bergoglio sappia essere nelle sue argomentazioni:
    1) specifico;
    2) netto (sì, sì – no, no);
    3) non ambiguo;
    credo sia come sperare che egli riesca a remare contro la sua stessa natura psicologica, impresa titanica in un ottantenne, per di più decisissimo da sempre a fare di testa propria senza ascoltare nessuno.

    La famosa PACE di cui papa Bergoglio parla è in realtà il QUIETO VIVERE (= sorridersi e volersi bene a scapito della Verità che è Nostro Signore) che piace tanto al mondo e porta, questo sì, all’indifferentismo tanto da lui deprecato.

    Quanto al fatto che ‘nella storia si sia pregato gli uni contro gli altri’ può essere che si riferisca alla definizione di ‘deicida’, da parte della Chiesa cattolica, del popolo ebraico? – abbandonata se non erro solo col CVII – anche se immagino che questo portasse la Chiesa a pregare PER LA CONVERSIONE degli ebrei e non contro di essi, per la loro perdizione.,

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  2. Cara Marisa, condividendo quanto hai riflettuto, mi accingo a specificare la questione del “deicidio”
    Si tratta di due cose diverse: la prima l’accusa del deicidio che la predicazione della Chiesa rivolgeva agli Ebrei in quanto colpevoli e responsabili materialmente della crocifissione, e qui – a dispetto di quanti si scandalizzano ancora – è proprio riportato negli Atti degli Apostoli 😉 quindi la Chiesa riportava qualcosa di vero: “fu consegnato a voi, voi l’avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l’avete ucciso…” (Att.2,22-24)
    Fu proprio il Concilio di Trento a risanare questa ferita….. ma nessuno lo dice. In quel Concilio si volle superare la questione della responsabilità materiale non imponendo più agli Ebrei che non ne avevano colpa alcuna (materiale) di quella uccisione, pesi che non erano loro…..
    Il Catechismo ultimo riporta per altro proprio le parole del tridentino
    Scrive il Catechismo di Trento(1546): ” In Gesù Cristo Nostro Signore si verificò questo di speciale: che morì quando volle morire e sostenne una morte non già provocata dalla violenza altrui, ma una morte volontaria, di cui aveva egli stesso fissato il luogo e il tempo. Aveva scritto infatti Isaia: è stato sacrificato perché lo ha voluto ( Isa LIII,7 ). E il Signore stesso disse di sé prima della passione: Io do la mia vita per riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie; ma io la do da me stesso e sono padrone di darla, e padrone di riprenderla ( Giov., X, 17,18 ).(…)
    Chi indaghi la ragione per la quale il Figlio di Dio affrontò la più acerba delle passioni, troverà che, oltre la colpa ereditaria dei progenitori, essa deve riscontrarsi principalmente nei peccati commessi dagli uomini dall’origine del mondo sino ad oggi, e negli altri che saranno commessi fino alla fine del mondo. Soffrendo e morendo, il Figlio di Dio nostro salvatore mirò appunto a redimere ed annullare le colpe di tutte le età, dando al Padre soddisfazione cumulativa e copiosa. (…)
    Più strettamente sono avvinti da questa colpa coloro, che più di frequente cadono in peccato. Perché se i nostri peccati trassero Gesù Cristo Nostro Signore al supplizio della Croce, coloro che si tuffano più ignominiosamente nell’iniquità, di nuovo, per quanto è da loro, crocifiggono in sé il Figlio di Dio e lo disprezzano ( ib. VI, 6 ). Delitto ben più grave in noi che negli Ebrei. Questi, secondo la testimonianza dell’Apostolo, se avessero conosciuto il Re della gloria, non l’avrebbero giammai crocifisso ( I Cor.II,8 ); mentre noi, pur facendo professione di conoscerlo, lo rinneghiamo con i fatti, e quasi sembriamo alzar le mani violente contro di Lui “. ( Catechismo Tridentino, catechismo ad uso dei parroci, pubblicato dal Papa S. Pio V per decreto del Concilio di Trento, trad. italiana a cura del P. Tito S. Centi, O.P., ed. Cantagalli Siena 1981, p. 79 e pp.82-83 ).

    Riguardo al “perfidus” delle Preghiere del Venerdì Santo, non era comunque una preghiera contro gli Ebrei, ma per la loro conversione 😉
    Il termine perfidus non era quello che si intende oggi “perfidi”, ma significava semplicemente indicare coloro che rifiutavano di professare la vera rivelazione.
    Pochi sanno che Pio XII è stato il primo Papa, dopo più di dieci secoli, ad inserire nella liturgia dei miglioramenti in favore degli Ebrei. E che lo ha fatto anche su
    esplicita richiesta di Eugenio Zolli: che fu Rabbino di Roma, suo grande amico, che poi si convertì al cattolicesimo. Fin dal pontificato di Gregorio Magno, nella celebrazione del Venerdì Santo si faceva
    riferimento ai perfidi Judaei e alla perfidia Judaica. Come tutti i filologi sanno, il termine perfidi in latino ha soltanto il significato di miscredenti, riferito a coloro che non vogliono accettare la fede cristiana. Nessuno ha mai detto “perfido” ad un giudeo, nel termine che si traduce oggi. La falsa interpretazione del termine va a Voltaire…. fu lui ad usarlo contro la Chiesa Cattolica modificandone il senso….
    I Padri della Chiesa gli dicevano “perfidus”, cioè “che non crede” nella seconda Persona della Santissima Trinità. Infatti i giudei non credono nella seconda Persona della Santissima Trinità. Ma con l’introduzione dei messalini in lingua volgare e le traduzioni, quel perfidi dal latino chiarissimo, iniziò ad assumere una interpretazione deviata.
    Da una constatazione si era così passati a una condanna morale. Zolli, chiese a Pio XII di cancellare l’espressione. Il Papa rispose che il significato della parola latina non conteneva un giudizio morale, ma soltanto la constatazione che i giudei rifiutano la fede cristiana ed erano dunque infedeli. Ma fece fare una precisazione sull’argomento dalla Sacra Congregazione dei Riti, pubblicata il 10 giugno 1948. Dunque i perfidi Judaei erano soltanto i giudei infedeli e non perfidi come lo si intende nel volgare.
    L’espressione sarà definitivamente abolita da GiovanniXXIII. con la riforma del Messale del 1962…. Oggi nella
    liturgia del Venerdì Santo i cristiani pregano soltanto “per gli Ebrei”, senza l’aggiunta di aggettivi. 😉

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    1. Gentile LDCaterina63, grazie mille per questa ricca riflessione, che mi ha dato lo spunto per approfondire l’argomento:
      https://it.wikipedia.org/wiki/Toledot_Jeshu

      Dopo la lettura dei particolari sul Toledot Jeshu e successive ‘opere’, mi dico che i suoi autori sono stati non solo dei perfidi – nell’accezione di cui alla tua risposta – ma anche dei felloni.
      E malgrado questo la Chiesa cattolica non ha mai smesso di pregare per loro.
      In ogni caso mi auguro vivamente che papa Bergoglio possa leggere la tua risposta con onestà intellettuale e libertà di cuore.

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  3. Non aggiungo molto. Dico solo che l’attualità che stiamo vivendo è solo l’ultimo anello di una catena che parte dalla distorsione del CVII. Lo spirito di Assisi parte per primo da san Giovanni Paolo II. Molti passaggi ci sfuggono se non si tiene presente la grande infiltrazione della massoneria all’interno della Chiesa. Mi fermo qui…ma ritengo poco utile continuare a prendersela con papa Francesco, ultimo di una serie.

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    1. La mia piccola opinione è che papa Giovanni Paolo II e papa Benedetto XVI con la loro fede adamantina, il loro essere innamorati di Cristo e di Maria Vergine e la loro grande credibilità personale (che non significa ovviamente perfezione) hanno dato un forte contrappeso alle ‘storture’ – se così si possono definire – generate dal Concilio Vaticano II.
      Per quanto concerne il momento presente, c’è qualcuno che ha già dimenticato gli inauditi e mai visti spettacoli che sono andati e stanno andando in scena?

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  4. Ringrazio Marisa per la risposta sopra 🙂
    Quanto dice Luca, concordo, ma non credo che qui se la prendano con il Papa, diversamente non firmerei alcun commento… e attaccare un Papa non è mai utile…. 😉
    Un conto, infatti, è attaccare il Papa, altra cosa è ragionare sulla cronaca degli eventi che si succedono e che vanno peggiorando sempre di più. Concordo, infatti, quando Luca sottolinea che lo “spirito di Assisi” ha avuto inizio nel 1986 con Giovanni Paolo II, tanto che lo stesso Ratzinger allora Prefetto, comprendendo il rischio di una incomprensione e del sincretismo religioso, non volle partecipare a quell’incontro….. Dopo incontri e approfondimenti, Giovanni Paolo II volle allora il famoso documento Dominus Jesus che uscì nel 2000, per mettere riparo contro l’ecumania sincretista, ed uscì, nel 2005 la Ecclesia de Eucharistia con la quale, enciclica, il Papa, canonizzato, firmò contro l’intercomunione con i protestanti….
    Ora…. da quel che appare chiaro, sotto questo pontificato, le cose sono peggiorate e questi Documenti appena citati sono stati letteralmente fatti scomparire…. 😦
    I Papi precedenti, responsabili (secondo il mio modesto parere) di molte derive perchè, con lo spirito del concilio non si doveva condannare più nessuno…. hanno tuttavia cercato di mantenere stabile il fondamento dottrinale… questo pontificato, invece, sta sfaldando le fondamenta dottrinali, anche senza apportare alcuna modifica autorevole…. e questo non è detto che sia fatto con intenzione di dolo….. bisogna allora aiutare il Papa e non attaccarlo, perché io credo che le sue intenzioni sono buone, ma….. i frutti o stanno marcendo, o non escono affatto….
    Per capire questo pontificato ritengo che sia indispensabile conoscere la deriva dei Gesuiti dagli Anni ’50, e il gesuitismo di Pedro Arrupe….. la dottrina eretica del gesuita Karl Rahner della quale è infarcita, purtroppo, la pastorale di questo pontificato…. 😉

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    1. Carissima Caterina e amici…intanto grazie delle risposte pacate, sobrie e ben argomentato che condivido. Il mio vuole essere solo un pungolo, per vedere le cose un po dall’alto della storia, ogni tanto…anche se il tempo e le parole sono tiranne. Ho motivi per credere che anche i precedenti pontificati abbiano gravi responsabilità se non altro per aver taciuto. Ma questo è un mio parere che purtroppo non posso qui argomentare. Sono d’accordo sul giudizio che Caterina da su Rahner e pastorale da lui derivata. Durante i miei studi di filosofia e teologia rimasi all’inizio affascinato da questo è altri autori simili. Li ho approfonditi ma avevo anche buoni anticorpi tomisti. Ora, come diceva un vecchio professore, ogni teologia cattiva nasce da una filosofia cattiva…e quella rahneriana nasce dal l’idealismo kantiano che di suo è molto rischioso. Tirate voi le somme. So per certo che tutta la pastorale e anche molti regolamenti di ordini religiosi (rinnovati nel 1983) hanno queste basi. Purtroppo oggi la grande maggioranza ignora queste cose, per cui è difficile parlarne. Ma un buon medico non si può basare solo sugli effetti per cercare di guarire il malato. Deve andare sulle cause, anche remote. Scusate la lunghezza ed eventuali imprecisioni.

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      1. Egregio Luca, non ho gli strumenti teologici per seguirla nelle sue affermazioni.
        Se però le cose stanno come dice lei, cosa della quale non ho motivo di dubitare, questo significa solo che la Chiesa va riformata urgentemente, riforma proprio nel senso di riportarla alla sua forma d’origine, che attualmente è molto malconcia.
        E la tristezza e sconcerto che provano molti credenti viene dal fatto che i vertici della Chiesa hanno preso, da tre anni a questa parte e in modo vertiginoso, giusto la direzione opposta, si imbocca la direzione nord per andare a sud o viceversa, e per di più in contromano (= il fare pulizia nelle vecchie stanze coincide col gettare nell’immondizia tutto l’oro di famiglia e quanto di più prezioso essa ha ereditato dai propri avi).

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  5. Leggevo ora dalla Nuova Bussola questo articolo
    http://sinodo2015.lanuovabq.it/il-cardinale-vallini-e-linterpretazione-di-amoris-laetitia-per-i-divorziati-risposati-un-si-molto-condizionato/
    nel quale il cardinale Vallini cerca di frenare gli entusiasmi di quei sacerdoti che già danno la comunione ai divorziati risposati, affermando che non è questo che il papa spinge a fare.
    Leggendo poi questo articolo qui sopra, mi chiedo: ma non è Gesù stesso che dice che la fede è davvero per i piccoli e i semplici? A me sembra che a forza di voler dialogare a tutti i costi, si è creata oramai una tremenda confusione e distorsione del Vangelo, da non capirci più nulla. Se vuoi entrare nella vita eterna, dice Gesù, osserva e metti in pratica tutti e dieci i comandamenti! Confesso che ho seguito la diretta dell’incontro di Assisi e ne sono rimasto turbato. Intanto mi chiedevo: ma tu dove sei Gesù, mio Signore e mio Dio? Chi era il protagonista dell’incontro? Non certo il Dio vero!
    Ho provato anche di pregare un Rosario mentre vedevo l’evento, ma non ho avvertito alcuna comunione. Il vero desiderio della vera pace non è l’appagamento di un accordo raggiunto, ma il tormento della conversione, l’inquietudine di cercare Dio e la gioia di trovarlo in Gesù Cristo; non sono gli applausi finali, voli di colombe o far girare i bambini tra le file dei potenti della terra. All’incontro il grande assente era proprio Dio perché nessuno lo ha invocato, dal momento che ognuno invocava la propria immagine errata di dio.
    E il Vicario di Cristo che si reputa un capo religioso fra i tanti, ha messo da parte Gesù Gesù Cristo: come il suo vicario infatti si è fatto da parte, così ha messo da parte Colui che avrebbe dovuto mettere al centro.

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  6. Gentile Luca, la ringrazio dei suoi interventi perché, benché immeritatamente e con profonda amarezza, purtroppo conosco la situazione e so di cui parla, e non per sentito dire, ma per studi approfonditi.
    Le suggerisco di leggere i Gesuiti di Malachi Martin per comprendere almeno in parte quelle fondamenta, le cause 😉 di cui accenna per trovare la cura…. Il libro non è in vendita, ma in qualche biblioteca si trova….
    Il libro descrive la “rifondazione” dei Gesuiti con, ovviamente, la nuova teologia di Rahner che ha anche radici in Teilhard de Chardin…. questi scomunicato, Rahner Karl, no….. Pedro Arrupe ha fatto proprie quelle derive e le ha imposte lentamente al nuovo gesuitismo di cui, è amaro dirlo, il giovane pupillo era proprio Bergoglio….
    Bergoglio, pur prendendo le distanze dalla Teologia della liberazione, ha finito per far propria la Teologia del Popolo che altro non è che una trasformazione della prima…. a tal proposito suggerisco anche il libro del prof. Loredo:
    https://cooperatoresveritatis.wordpress.com/2015/05/13/teologia-della-liberazione-non-per-i-poveri-ma-per-la-poverta/
    La cura, comunque, a mio modesto parere, resta una sola: tornare al Catechismo….. Non per nulla Giovanni Paolo II lo rifece più grande e più approfondito, nel quale potessero rientrare anche le tematiche moderne….
    Ad ogni modo vorrei segnalare che nell’ultimo articolo, qui https://cronicasdepapafrancisco.wordpress.com/2016/09/26/quando-il-pastore-lascia-che-il-gregge-si-disperda/ hanno postato due video interessanti uno di mons. Negri, l’altro di mons. Livi dove affrontano questi problemi e danno sagge risposte 😉
    Grazie ancora per questo scambio di idee cattoliche, ne abbiamo bisogno un pò tutti e preghiamo!

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