Lutero una “medicina” per la Chiesa?

Prepariamoci alla “canonizzazione” ufficiale di Martin Lutero (anche se, in verità, è stato più una purga che una medicina) nel prossimo 1° novembre da parte di papa Francesco.

Il titolo a questo editoriale è stato ispirato da papa Francesco nell’intervista sull’aereo che lo riportava dall’Armenia: il punto di domanda, naturalmente, è nostro e di tutta la cattolicità dato che, ancora una volta, non è ben chiaro cosa intenda il Vescovo di Roma per “medicina”.

E pensare che Sant'Ignazio di Loyola fondò la Compagnia di Gesù proprio per combattere l'eresia protestante!
E pensare che Sant’Ignazio di Loyola fondò la Compagnia di Gesù proprio per combattere l’eresia protestante!

La domanda del giornalista è stata molto provocatoria: «Visto che Lei andrà – fra quattro mesi – a Lund per commemorare il 500° anniversario della Riforma, io penso che forse questo è il momento giusto anche per non ricordare solo le ferite da entrambe le parti, ma anche per riconoscere i doni della Riforma, e forse anche – e questa è una domanda eretica – per annullare o ritirare la scomunica di Martin Lutero o di una qualsiasi riabilitazione. Grazie».

Riportiamo un passo della risposta, il resto lo trovate qui, nel testo ufficiale:

«Io credo che le intenzioni di Martin Lutero non fossero sbagliate: era un riformatore. Forse alcuni metodi non erano giusti, ma in quel tempo, se leggiamo la storia del Pastor, per esempio – un tedesco luterano che poi si è convertito quando ha visto la realtà di quel tempo, e si è fatto cattolico – vediamo che la Chiesa non era proprio un modello da imitare: c’era corruzione nella Chiesa, c’era mondanità, c’era attaccamento ai soldi e al potere. E per questo lui ha protestato. Poi era intelligente, e ha fatto un passo avanti giustificando il perché faceva questo. E oggi luterani e cattolici, con tutti i protestanti, siamo d’accordo sulla dottrina della giustificazione: su questo punto tanto importante lui non aveva sbagliato. Lui ha fatto una “medicina” per la Chiesa, poi questa medicina si è consolidata in uno stato di cose, in una disciplina, in un modo di credere, in un modo di fare, in modo liturgico.  Ma non era lui solo: c’era Zwingli, c’era Calvino…».

Innanzitutto, non è vero che “con tutti i protestanti” siamo d’accordo con la rivisitazione sulla Giustificazione. Il mondo protestante è frastagliato, è diviso al suo interno, e non vige assolutamente un “magistero” comune a tutte le comunità. Secondo aspetto non è affatto vero che Lutero “protestò” per la corruzione interna alla Chiesa, questa fu semplicemente la manna per Lutero, per attaccare la Chiesa gerarchica. Il Santo Padre Francesco non può ridurre quella “protesta” ad una colpa della corruzione nella Chiesa. Senza dubbio l’immoralità era alta, e se nella Chiesa il Clero viveva nella corruzione, Lutero studiava il modo di uscire dal convento perché non accettava più la castità e il celibato.

«È molto importante sottolineare che il lusso e lo sfarzo, come pure anche la corruzione di buona parte della Curia Romana, non scandalizzarono più di tanto Lutero (come oggi si vuol far credere) — ha scritto il padre domenicano Roberto Coggi –, il quale, a quanto ci risulta, non trasse da ciò alcun turbamento nella sua fede cattolica e nella sua fedeltà nel Romano Pontefice. È quindi falso attribuire la ribellione di Lutero all’autorità ecclesiastica, quale si verificò pochi anni più tardi, a una sua indignazione contro i costumi corrotti del clero» [1].

Papa Francesco esprime alcune opinioni personali (“io credo”, dice), e sbaglia, forse perché è malamente informato, o forse perché vuole arrivare ad una canonizzazione di Lutero per fare unità con alcune frange protestanti. La qualcosa ci andrebbe anche bene, ma non a discapito della verità, non certo dipingendo Lutero per ciò che non era.

La giustificazione, per Lutero, non consiste come insegna la dottrina cattolica nella purificazione, rigenerazione-conversione e santificazione interiore dell’anima, ma in una “non imputazione” del peccato; l’anima quindi resta passiva perché la grazia non agisce sull’anima, ma solo il “favore di Dio” che non condanna (se proclami la fede in Lui), che “fa grazia”… Ogni opera che l’uomo compie è, in sostanza, ammalata, è peccato! La concupiscenza è per Lutero il vero tarlo insuperabile, insanabile (motivo per cui non crederà più nella grazia del celibato), invincibile che perdura per sempre allo stato di vero peccato personale anche dopo il Battesimo. Quindi ogni azione dell’uomo è per lui inutile in rapporto alla salvezza. Siamo alle fondamenta del Sola Scriptura del Sola Fidei del Solo Christo.

Per Lutero l’uomo, corrotto dal Peccato Originale, non ha in verità alcun modo di riscattarsi, nessuna azione che potrà compiere, per quanto egli si sforzi di fare il bene, potrà meritargli la redenzione, siamo di fronte alla filosofia del pessimismo che da questo momento impernierà gran parte della stessa teologia protestante.

La Chiesa, nel pontificato di Giovanni Paolo II, si prodigò per fare il Documento sulla Giustificazione, ma il testo non fu affatto accolto da tutta la comunità protestante, ancora oggi c’è chi lo rigetta e chi, da parte cattolica, sostiene che quel testo è un grave passo verso il sincretismo dottrinale. Nei vari racconti biografici e storici, si evincono due periodi di Lutero durante la sua permanenza da monaco agostiniano: la prima parte molto regolare e serena, ma sopraggiunta una certa rilassatezza e a causa di un temperamento eccitabile e nervoso, cominciò a non sopportare più le privazioni soprattutto quelle legate al celibato e dunque alla continenza e piuttosto che ammettere di non essere magari portato alla vita monastica, tentò di trovare nella Scrittura una sorta di “nuova giustificazione” ai suoi tormenti e tentazioni legate sempre alla concupiscenza, alla carne.

Lutero era tormentato dal sentimento di trovarsi sempre in uno stato di peccato e fatte le dovute confessioni,  penitenze,  digiuni ripetuti con ansia sempre più inquieta, cede davanti al dubbio atroce di non poter resistere davanti all’inesorabile maestà di Dio; di qui inizia l’atroce dubbio, l’ossessione, di ritrovarsi nel numero dei dannati. Questa tensione crebbe a livelli davvero esasperati da farlo diventare davvero morbosamente angoscioso ed inquieto.

Da qui inizia — ma solo qualche anno più avanti dando il via alla seconda parte della complessa figura di Lutero — la sua critica aspra e amara contro gli abusi veri o presunti degli uomini di Chiesa, da qui la sua autoaffermazione di “riformatore”. Lutero userà la corruzione nella Chiesa per portare avanti la sua propaganda.

Con queste basi dunque, Lutero inizia le sue prediche contro la dottrina cattolica sulla santificazione mediante atti di volontà, contro l’efficacia delle opere buone mettendo da parte, diceva, in secondo piano la fede e la grazia.

Lutero voleva ritornare alla purezza originale di Sant’Agostino, ma di fatto finì con l’esasperare la dottrina anti-pelagiana di Agostino circa il peccato, la grazia e la predestinazione. Di fatto la teologia di Lutero fu uno specchio fedele alla sua personale battaglia interiore per la salvezza della sua anima: la sua nuova concezione teologica fu per lui, di fatto, un atto di vera liberazione dai tormenti che viveva dando origine, così, ad una nuova forma di fede.

Seguendo ciò, tre sono i punti fondamentali della nuova dottrina luterana:

  1. la giustificazione mediante la sola fede;
  2. la negazione del libero arbitrio;
  3. la certezza di essere salvati solo per chi crede con fiducia, indipendentemente dalle opere e dalle azioni che si compiono, dunque “abolizione” del senso del peccato.

Oggi molti onesti studiosi di Lutero concordano nel dire che probabilmente egli non si rese conto, nell’immediato, della portata delle sue affermazioni, come pure non ebbe probabilmente chiaro le conseguenze che questo pensiero avrebbe avuto sul piano soggettivo, così come su altri aspetti.

Le sue tesi comportavano già alla radice il ripudio ai Sacramenti, al Sacerdozio Ordinato, alle indulgenze contenute persino nella Messa, in sostanza a tutto il sistema dell’unica Chiesa di Cristo della quale egli stesso faceva parte, fondata sul diritto divino, affidata a Pietro e al collegio degli Apostoli.

Martin Lutero (1483-1546). La beata Suor Serafini Micheli (1849-1911) vide la sua anima all'inferno, durante una visione mistica del 1883, mentre in Prussia festeggiavano festeggiano il 400° della nascita.
Martin Lutero (1483-1546). La beata Suor Serafini Micheli (1849-1911) vide la sua anima all’inferno, durante una visione mistica del 1883, mentre in Prussia festeggiavano festeggiano il 400° della nascita.

L’iniziativa, poi, delle famose 95 Tesi di Lutero spostarono la discussione per le strade e nella politica, il successo che egli raccolse non è che avveniva perché chi le accoglieva volesse abbandonare la Chiesa, ma perché attraverso queste “Tesi” la Chiesa si attivasse per una autentica e sospirata Riforma.

Lutero divenne senza dubbio l’eroe del giorno contro gli abusi e l’immoralità interna alla Chiesa, forse è in tal senso che Papa Francesco lo definisce una “medicina”, ma non è così. Senza dubbio è invece il fatto che Nostro Signore Gesù Cristo si servì degli attacchi di Lutero per una Riforma che la Chiesa fece, infatti, con il Concilio di Trento dal quale, e in poi, la Chiesa vide e visse una grande fioritura di Santi. Più che medicina, perciò, Lutero fu un “castigo”.

Fu chiesto, nel 1985, all’allora cardinale Ratzinger: «Ma perché proprio il protestantesimo – la cui crisi non è certo minore di quella cattolica – dovrebbe oggi attirare teologi e fedeli che sino al Concilio erano restati fedeli alla Chiesa di Roma?».

Il cardinale rispose: «Non è certamente una cosa facile da chiarire. Si impone tuttavia la seguente considerazione: il protestantesimo è nato all’inizio dell’epoca moderna ed è pertanto molto più apparentato che non il cattolicesimo con le idee-forza che hanno dato origine al mondo moderno. La sua attuale configurazione l’ha trovata in gran parte proprio nell’incontro con le grandi correnti filosofiche del XIX secolo. È la sua chance ed insieme la sua fragilità questo suo essere molto aperto al pensiero moderno. Così può nascere l’opinione — proprio presso teologi cattolici che non sanno più che fare della teologia tradizionale — che nel “protestantesimo” si possano trovare già tracciate le vie giuste per l’intesa fra la fede e il mondo moderno». [2]

Torniamo a ripeterlo, forse alla nausea, ma il problema di questo pontificato e di certe risposte come queste, sta alla base dell’eresia di Karl Rahner, il gesuita che ha influenzato tutta la discussione teologica, etica e morale del nostro tempo moderno. I Gesuiti sono, dagli anni sessanta, i maggiori responsabili di questa “nuova teologia” –insieme anche ad alcuni domenicani e francescani — non solo aperta al pensiero moderno, ma che ha fatto proprio il Modernismo trasformandolo nella nuova teologia.

Per Lutero ciò che conta non è tanto conoscere “chi è” Dio o “che cosa” Egli ha fatto per noi, quanto sapere semplicemente “in che modo io posso raggiungere la salvezza”. Ed è quanto sostiene Rahner, e molti gesuiti oggi, in forma diversa, eliminando il senso del peccato. Poiché, in definitiva, l’uomo basta a se stesso e può salvarsi da solo.

La prospettiva luterana è apparentemente la via più pratica, forse anche più facile… ma anche la più pericolosa perché in sostanza Lutero dice: “che Gesù sia o non sia il Figlio di Dio non è importante; importa solo che Egli sia il Salvatore”.

È una affermazione gravida di conseguenze nocive per l’identità stessa del Cristo, per l’identità stessa del Cristianesimo, per l’affermazione stessa della Santissima Trinità e che segna, al di la delle intenzioni stesse di Lutero, un decisivo distacco dalla Tradizione cristiana dei secoli precedenti: si pensi solo ai cristiani del tempo del Concilio di Nicea, disposti a dare la propria vita pur di difendere la divinità ed insieme l’umanità acquisita di Gesù Cristo, Figlio di Dio, ma anche Dio; si pensi ai Padri della Chiesa quanto hanno lottato contro l’eresia ariana e di altre eresie che mettevano a rischio l’identità del Cristo.

Per Lutero non è importante il dogma, non conta la conoscenza della realtà obiettiva, della realtà in se stessa, e neppure di Dio (o di Gesù Cristo) in se stesso, ma conta solo ciò che Dio (o Gesù Cristo) è “per me”. Anche in questo, Rahner è molto più vicino a Lutero, anziché alla dottrina cattolica.

Per il gesuita tedesco, il dogma è relativo ad un determinato periodo storico — relativismo storico o storicismo — che non può avere nessun tipo di relazione con la coscienza individuale. Ciò che conta davvero è quello che il mio IO — spiega Rahner — pensa di Dio.

Non a caso la Chiesa Cattolica ha messo nel Catechismo le tre virtù teologali di cui una è il famoso Atto di fede: «Mio Dio, poiché sei Verità infallibile, credo fermamente tutto quello che Tu hai rivelato, e la Santa Chiesa ci propone a credere. Ed espressamente credo in Te, unico vero Dio in tre Persone uguali e distinte…», per Lutero invece la fede non è tanto l’adesione  a delle “verità rivelate” e quindi ai dogmi o dottrine, ma semplice abbandono fiducioso in Dio.

Intendiamoci: il concetto di fede in se di Lutero non è del tutto sbagliato perché si possono conoscere a memoria le formulette, ma non essere in grado (per difetto o per dolo) di metterle in pratica… il problema suscitato da lui, però, è quello di una fede affettiva contro quella conoscitiva mentre la Chiesa ha sempre insegnato l’equilibrio di entrambe le sfere: affettiva (ti amo mio Dio, ti dono me stesso) e conoscitiva (ti cerco mio Dio, Dio mio perché mi hai abbandonato?). Questo fa comprendere anche perché, oggi, si ha la tendenza ad abbandonare i testi di grandi Santi come sant’Alfonso de Liguori che di questo “Ti amo, o mio Dio”, hanno scritto pagine immense, preferendo testi moderni imbevuti di frasi che non convertono.

Nel saggio Lutero e la salvezza dell’anima — riporta sempre P. Coggi nel suo Ripensando Lutero, dopo aver ribadito che “Il vero motivo dell’abbandono della Chiesa cattolica da parte di Lutero non sta […] nella grave crisi morale e anche, se vogliamo, dottrinale, che travagliava il cattolicesimo dell’epoca del Rinascimento, e neppure nella scarsa conoscenza che Lutero avrebbe avuto della genuina dottrina cattolica”, — l’autore sottolinea come molto spesso non sia stato tenuto nella dovuta considerazione l’aspetto del temperamento e della costituzione psichica dell’eretico di Eisleben.

Così, molto opportunamente, riporta questo giudizio del teologo luterano Gerhard Ebeling: «Lutero appare una personalità prevalentemente ciclotimica, di costituzione picnica e di una scala alternante nell’umore fra gli stadi iper e ipotimici, combinata in pari tempo con una costituzione stenica degli impulsi».

Commenta padre Coggi: «Questo referto medico, per chi sa leggerlo, è notevolmente preoccupante» (pag 66). E aggiunge: «Lutero è irremovibile nella sua idea. Egli scrive nel 1522: “Io non ammetto che la mia dottrina possa venire giudicata da alcuno, neanche dagli angeli. Chi non riceve la mia dottrina non può giungere alla salvezza”» (pag. 73).

Non è necessario commentare ulteriormente quella frase. Ce ne sono moltissime altre del sedicente “riformatore” contro la Messa, contro il Papato, contro i Sacramenti. Come del resto ha già fatto rilevare la storica Angela Pellicciari in un suo recente articolo, a conferma di ciò che scriviamo.

Comunque la pensiate, noi alziamo, come si suol dire, la “posta in gioco” e sosteniamo che, il 1° novembre 2016, Lutero sarà in qualche modo “canonizzato” da parte di papa Francesco (vedi qui). Nella cover dell’articolo, vi riproponiamo un’immagine che spiega come – quanto a queste previsioni di “canonizzazione” – non siamo affatto lontani.


Note

  1. Ripensando Lutero, di Padre Roberto Coggi O.P.
  2. Rapporto sulla fede, Vittorio Messori a colloquio con Joseph Ratzinger

8 pensieri riguardo “Lutero una “medicina” per la Chiesa?

  1. Disforia, ego ipertrofico, critica amara contro abusi veri o presunti di uomini della Chiesa, emozionalita’, l’uomo al centro di sé stesso e della percezione che ha di Dio al di là del deposito della fede (‘io credo’ , ‘io penso’, io…. io… io…): curiosamente queste e altre caratteristiche accomunano i personaggi di questa vicenda, Rahner compreso (ci sta dentro anche il signor Scalfari-“io sono Io”).

    Sulle marchiane inesattezze, chiamiamole così, di papa Bergoglio: ormai la sua credibilità sta a zero presso le persone sane di mente che ritengono loro dovere informarsi e presso gli ecclesiastici veri e presso gli studiosi e giornalisti seri.

    È ormai risaputo che questa personalità è un mix al fulmicotone di molti elementi, alcuni forse anche non dolosi.

    Su Lutero “medicina”: in farmacopea esistono moltissimi veleni usati a scopo terapeutico, l’arsenico, la digitale, la belladonna…, quindi perfetta la nota dell’autore: la Chiesa, costretta da questo veleno, si è purificata ed emendata in modo radicale.
    Quel che fa male tuttavia è il deragliamento dei concetti, stortati in malafede da Bergoglio. E’ ormai palese che egli è amico del giaguaro, non amico della Chiesa e men che meno di Nostro Signore. Lo fosse, si sciacquarebbe la bocca e conterebbe fino a 33 prima di parlare.

    Quanto ai gesuiti, senza voler fare un fascio di ogni erba pare proprio un ordine avviato al tramonto per manifesta eresia. Fossero soppressi (ma da chi?) non sarebbero né il primo né l’ultimo ordine a prendere la strada della damnatio memoriae.

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  2. Io sono d’accordo e condivido l’editoriale del Cascioli che a quanto pare sottolinea le medesime preoccupazioni:
    “Purtroppo siamo davanti al solito corto circuito comunicativo frutto di conferenze stampa “senza rete”, ovvero senza avere le domande in anticipo in modo da preparare le risposte. Anche questo sembra inutile ripeterlo, visto che ormai è successo tante volte che non si può onestamente attribuire questi incidenti al caso. Fatalmente in conferenze stampa di questo genere, a domande impegnative che magari richiederebbero risposte ponderate e precise nei termini, arrivano invece risposte approssimative e spesso confuse, tipiche di una chiacchierata colloquiale: gioia per i giornali che hanno assicurato un titolo ad effetto, motivo di disorientamento e confusione per i normali fedeli.
    Non solo le scuse ai gay, nel viaggio di ritorno dall’Armenia un altro punto fortemente critico è venuto dalla risposta su Lutero, presentato come «un riformatore» che forse ha sbagliato un po’ nei modi ma che in fondo aveva anche ragione su tante cose. In particolare, ha detto il Papa, «oggi luterani e cattolici, con tutti i protestanti, siamo d’accordo sulla dottrina della giustificazione: su questo punto tanto importante lui non aveva sbagliato». In realtà la questione è più complessa, la dichiarazione comune luterani-cattolici del 1999 non ha affatto risolto tutti i problemi legati alla dottrina della giustificazione. Ma certo sono questioni difficili da spiegare in due battute rispondendo a un giornalista che chiede se non sia arrivata l’ora di riabilitare Martin Lutero..
    Sta di fatto che, a prescindere dalle intenzioni di papa Francesco, in un momento in cui tanti vescovi e sacerdoti sono sotto tiro per annunciare con chiarezza la verità sulla sessualità umana e sui rapporti uomo-donna, l’opinione pubblica è portata a pensare che il Papa sia contro di loro. Non c’è dubbio che ad alcuni in Vaticano questo faccia comodo, ma se c’è qualcuno tra i suoi collaboratori che vuole davvero bene a papa Francesco, che almeno lo renda consapevole…”
    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-lutero-scuse-ai-gay-e-il-rischio-della-confusione-16618.htm

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  3. Bergoglio sarà pure sudamericano con radici italiche ma quando a funzionamento è un Panzerfaust tedesco, un lanciagranate per uso controcarri.
    Inutilissime con lui le rispettose riflessioni teologiche e le dotte ed educate esegesi di rettifica ai suoi pronunciamenti, o le proteste dei fedeli per un ritorno all’ortodossia dottrinale.
    Lui procede elmetto in testa, scarponi chiodati e lanciagranate in spalla, e fa e dice quello che vuole, ossia quel che l’estro del momento gli suggerisce.
    Lui lo chiama lo Spirito che porta le novità, di cui lui è profeta e portavoce.
    Le novità son nuove di sicuro perché lo spirito che parla è quello bergogliano che non si rifà a nulla se non a se stesso.
    O meglio: i suoi grandi ispiratori sono gli ex credenti rivoltosi, superbi, anarchici e ribelli, che lui non vede l’ora di portare alla ribalta delle cronache e in Vaticano, e di promuoverli vescovi e cardinali.
    Quando non addirittura di promuoverli alla gloria della Chiesa e degli altari come il tizzone d’inferno Martin Lutero.
    Che poi il Signore nella sua Provvidenza abbia scritto diritto sulle righe storte di un Lutero per emendare la Chiesa di allora non è cosa che autorizzi MINIMAMENTE Bergoglio o chi per lui a contrabbandare male per bene, nè moneta falsa per oro zecchino.

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  4. Per settimanale: siamo davvero sicuri che papa Francesco abbia bisogno di essere reso consapevole? Forse l’esposizione delle argomentazioni è un pò confusa ed incerta, vuoi per la non perfetta conoscenza della lingua, vuoi per quel che appare una non solida preparazione, ma a mio avviso il nostro sa perfettamente cosa vuol dire e dove vuole arrivare. Purtroppo.
    Non so se il tempo sia già maturo per la canonizzazione di Lutero: la mossa, pur assolutamente conseguente con quanto abbiamo dovuto progressivamente sorbirci negli ultimi tre anni, risulterebbe forse ancora troppo scoperta (e all’uomo non manca certo l’astuzia), anche se con l’aria che tira e il trattamento riservato ai pur rari cuor di leone che annovera la gerarchia ed il clero tutto, non mi sorprenderei che, col solito appoggio della stampa, anche un’enormità come questa venisse accolta come il nuovo, straordinario trionfo della chiesa della misericordia e del suo grande interprete.

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  5. condivido un chiarimento lapidario de Il Timone 😉
    http://www.iltimone.org/34849,News.html
    IL CARD. SIRI: IN CONCILIO CI FU IL PERICOLO DI UNA CANONIZZAZIONE DI LUTERO, PAOLO VI NE EBBE PAURA
    Il card. Siri: in Concilio ci fu il pericolo di una canonizzazione di Lutero, Paolo VI ne ebbe paura
    «Che qualcuno sia venuto in Concilio con l’intenzione di portarlo a Lutero, cioè via la Tradizione divina e via il primato di Pietro, questo è verissimo, tanto che ad un certo punto si è avuto il pericolo, con quanta base non so, che qualcuno potesse proporre la canonizzazione di Lutero. E dicono che Paolo VI abbia avuto paura di questo».
    Testimonianza del cardinale Giuseppe Siri in Il Papa non eletto, di Benny Lai, p.233

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  6. nel tuo articolo ci sono troppi oops pagine non trovate o addirittura alcune “non visibili” come questa che io ho trovato ugualmente di cui i discorsi ho trovato plausibili. Non rimangiatevi le cose che scrivete al massimo rettificate. Io personalmente dal momento che la chiesa fa passi sempre più spediti verso il protestantesimo e stringe accordi con tutte le religioni mi riservo di non ascoltare più le parole di questo signore che tende a distrarci con le sue nuemerose bestialità per infiltrarci sempre più nella nuova mentalità. Io sono entrata a far parte di un altra Chiesa Cattolica molti anni fa e sono fedele SOLO a quel Messaggio!! Perciò se continua cosi, io prego perchè Dio ci separi da ciò che LUI non ha mai voluto!! Che decada questo pontefice al più presto e che il prossimo ridefinisca seriamente i trattati di questo sobillatore!! E ritorni l’ordine!! Se ciò non accadrà rimarremo orfani, ma Dio non ci abbandonerà. Ogni messa diverrà sacrilega perchè conterrà in se il seme malato del distruttore! Meglio essere chiamata folle qui ora che sentirmi dire :io non ti conosco!!! E’ dovere di tutti i cristiani prendere coscienza di Chi stiamo seguendo e in quale modo.

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    1. Gentile Vangeloevita,
      deve esserci stato un disguido nei collegamenti perché non abbiamo rettificato o tolto nulla, l’ultimo “vedi qui” è in questo link che ora comunque aggiusteremo:
      https://cronicasdepapafrancisco.wordpress.com/2016/01/26/credete-la-chiesa-doppia-protestante-e-luterana/
      tutti gli altri funzionano perciò, non esageri con dire che ci sono troppi oops e troppe pagine non trovate, si è trattato di uno ed è stato un disguido, ma grazie per averci avvisati.

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  7. si credimi la rete e non solo ai vostri link su un certo genere di informazioni mi restituiva oops o errore di link ho fatto tutti i controlli del caso “tecnicamente parlando” La rete non è più quella di una volta!! Sono stata fraintesa? mi dispiace ci sono troppe manipolazioni all’informazione sana e largo spazio a quella malata Se tu mantieni nella cache le stesse pagine é facile che le ritrovi io ho testato anche da diversi dns e linee non mi fermo mai alle prime impressioni, è lungo da spiegare , Se sai come aggirare i problemi te ne accorgi, Non era solo quel link Scusate se mi sono intromessa mi piacciono le vostre pagine. ho lo screener della pagina che mi usciva continuamente, e ce n’era anche un altra bianca che mi dava errore url.. ma non ho pensato di salvarla, mi dispiace!! Bye

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