Vaticanate, la Maddalena al posto di Maria?

I novatores, ormai padroni del Vaticano, stanno cercando di strumentalizzare la figura di Maria Maddalena per accantonare la mariologia e l’ecclesiologia.

Una notizia passata quasi sotto silenzio, ma molto importante per coloro che praticano e vivono la Chiesa. Una bella notizia (vedi qui) e che tuttavia potrebbe essere usata e strumentalizzata per far passare, filtrare, ben altri messaggi. Noi mettiamo le mani avanti, prevenire è meglio che curare.

“La celebrazione di Santa Maria Maddalena, oggi memoria obbligatoria nel giorno 22 luglio, sarà elevata nel Calendario Romano generale al grado di festa. Per espresso desiderio del Papa la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha pubblicato il relativo decreto“.

È vero, come viene detto nel testo di presentazione, che la figura, il ruolo, di Maria Maddalena si sviluppa sotto il Pontificato di Giovanni Paolo II per far rifiorire l’autentico ruolo della donna nella Chiesa e nel mondo, tuttavia occorre ricordare che il caso scatenante furono le farneticazioni di Dan Brown col suo perverso romanzo — che molti presero alla lettera come testo storico — Il Codice da Vinci nel quale la Maddalena viene fatta passare per “moglie di Gesù”… e il famoso santo Graal non sarebbe il tanto bramato calice dell’Ultima Cena, ma la Maddalena stessa. Qui ora non possiamo dilungarci troppo e perciò vi invitiamo a leggere il libro tascabile del domenicano padre Giorgio Maria Carbone, nel quale ricostruisce tutto il percorso storico e teologico della Maddalena nei Vangeli e nella tradizione della Chiesa (1).

Se Dan Brown ha giocato di fantasia usando la Maddalena, qui dentro la Chiesa troviamo una rischiosa strumentalizzazione della Misericordia, usando la Maddalena dove, per altro, si rischia di far saltare il più patristico parallelismo Eva-Maria (la Madre di Dio), con la “nuova immagine” Eva-Maddalena… Non ce lo inventiamo noi!

La Maddalena e il Risorto.
La Maddalena e il Cristo Risorto.

Nell’articolo di commento firmato dal segretario, mons. Artur Roche si segnala il “contrasto tra Eva, donna del giardino del paradiso e Maria Maddalena”, donna del giardino della risurrezione.

La prima diffuse la morte dove c’era la vita; la seconda annunciò la Vita da un sepolcro, luogo di morte. “È giusto – conclude l’articolo di commento – che la celebrazione di questa donna abbia il medesimo grado di festa dato alla celebrazione degli apostoli nel Calendario Romano Generale e che risalti la speciale missione di questa donna, che è esempio e modello per ogni donna nella Chiesa”. Anche se il termine parallelismo non è usato, non possiamo che domandarci: perché sottolineare il presunto “contrasto”? Ci troviamo un poco spaesati e proviamo a spiegare i motivi.

Innanzi tutto, Maria Maddalena, non ha mai cessato di essere, nella Chiesa, l’immagine della donna convertita, della femminilità della Chiesa convertita, una delle più grandi Sante che la Chiesa ha sempre celebrato fin dai primi secoli, sempre associata indissolubilmente anche alla gioia dell’annuncio del Risorto, dopo la sua conversione. Ma far passare questa festa, ora, come una presunta novità con una “speciale missione”, significa averla dimenticata per anni, significa averla ignorata per anni (diciamo negli ultimi cinquant’anni?), nonostante i ripetuti appelli e inviti già rilanciati durante il pontificato di san Giovanni Paolo II.

Il punto che ci lascia più preoccupati però è questo “nuovo” parallelismo, di cosa stiamo parlando? Si tratta proprio del cuore della mariologia primitiva e che non è bene andare a toccare proprio per non rischiare di andare a fare confusione con l’identità del Cristo. Infatti parliamo dei primi secoli quando la Chiesa combattendo contro le eresie che minacciavano la Persona di Cristo – vero Dio e vero uomo – andava rafforzando le proprie dottrine e dogmi sull’identità di Maria Santissima, per chiarire e proteggere l’identità del Figlio Divino. Ci troviamo davanti a san Giustino, martire nato intorno all’anno 100 d.C. il quale è il primo a parlare di questo “parallelismo” Eva-Maria nel suo Dialogo con Trifone.

San Giustino parte da una “stonatura” che è necessario spiegare anche a voi lettori. Nell’A.T. Eva viene chiamata la “madre dei viventi” (Gn 3,20), ma ai Padri apparve subito “stridente contrasto” tra una tale denominazione e il ruolo svolto dalla progenitrice del genere umano nel destino dei suoi discendenti, giacché se è vero che Eva trasmise a questi la vita fisica, con il suo peccato fu per essi causa di rovina e di morte… Questa riflessione farà scaturire nei Padri e negli Autori cristiani la tendenza a vedere nel titolo di “madre dei viventi” attribuito all’antica Eva, la profetica raffigurazione di una NUOVA EVA, la quale sarebbe divenuta appunto la “madre dei viventi” nel senso più pieno della parola perché, tutti noi, siamo “viventi in Cristo e per Cristo suo Figlio” mediante il Battesimo, e dunque rigenerati. Da qui Giustino parla chiaramente e dice: “La Nuova Eva doveva essere la Vergine Maria!”. Da questa intuizione è scaturito il noto parallelismo EVA-MARIA, che ha portato la Chiesa primitiva sin da subito alla formulazione di una dottrina che rappresenta il primo tentativo, felicemente andato in porto, di riflessione teologica sulla Madre di Gesù. (2)

È da questa prospettiva che sorgerà quale conseguenza l’interesse per le condizioni personali di Maria, da qui si comincerà a sottolineare in seguito alcune prerogative bibliche quali la “maternità divina” , titolo che trionferà al concilio di Efeso: Theotókos, in greco Θεοτόκος; in latino Deipara o Dei genetrix, e la sua “verginità”, ma tutte in funzione del ruolo dentro il progetto di Dio, anche mediatrice e corredentrice col Figlio.

Ora voi ci direte: ma che c’entra tutto questo? Non state un tantino esagerando? No! Se non capite il parallelismo patristico Eva-Maria e il perché i Padri si batterono con forza, allora non comprenderete che il rischio di modificare la persona all’interno di questo schema, rischia di andare a scalfire l’identità di Gesù Cristo. Questo parallelismo permise alla Chiesa di reggere magnificamente il confronto contro l’eresia ariana, vincendolo dopo anni di accesi ed incandescenti dibattiti. Adamo e Cristo il Nuovo Adamo; Eva e Maria la nuova Eva, punto!

Maria Maddalena ha già una sua posizione distinta, santa, perfetta e siamo anche felici della festa elevata in suo onore, ma si commette un torto alla Madre di Dio togliendoLe il parallelismo che tra l’altro si sviluppa proprio dalle parole di San Paolo riguardo al Figlio: “Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.” (Rm 5,14); “il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l’ultimo Adamo divenne spirito datore di vita.” (1Cor 15,45 e vv. 21-22); “e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione” (1Tim 2,14).

E vale la pena ricordare come lo spiega il venerabile Pio XII: “… se Maria, nell’opera della salute spirituale, per volontà di Dio, fu associata a Cristo Gesù, principio di salvezza, e in maniera simile a quella con cui Eva fu associata ad Adamo, principio di morte, sicché si può affermare che la nostra redenzione si compì secondo una certa «ricapitolazione», per cui il genere umano, assoggettato alla morte, per causa di una vergine, si salva anche per mezzo di una Vergine; se inoltre si può dire che questa gloriosissima Signora venne scelta a Madre di Cristo proprio «per essere a lui associata nella redenzione del genere umano» e se realmente «fu lei, che esente da ogni colpa personale o ereditaria, strettissimamente sempre unita al suo Figlio, lo ha offerto sul Golgota all’eterno Padre sacrificando insieme l’amore e i diritti materni, quale nuova Eva, per tutta la posterità di Adamo, macchiata dalla sua caduta miseranda»; se ne potrà legittimamente concludere che, come Cristo, il nuovo Adamo, è nostro re non solo perché Figlio di Dio, ma anche perché nostro redentore, così, secondo una certa analogia, si può affermare parimenti che la beatissima Vergine è regina, non solo perché Madre di Dio, ma anche perché quale nuova Eva è stata associata al nuovo Adamo.” (3)

Che cosa ci vediamo, dunque, di così inquietante? Che all’antitesi, sempre predicata dai Padri, tra Eva e Maria, la Madre del Signore, si va sostituendo quella tra Eva e la Maddalena, che sebbene è annunciatrice della Resurrezione, si fa dimenticare o passare insignificanti due aspetti: il primo che la Madonna “sapeva” già, prima di tutti gli altri, che il Figlio sarebbe risorto e il parallelismo Eva-Maria sottolinea anche l’aspetto della Vergine Santa quale mediatrice e corredentrice; il secondo aspetto è che si vorrebbe obliare che, prima di risorgere, anche la Chiesa è chiamata a rivivere la Passione del suo Signore. Questa nuova immagine e nuovo parallelismo Eva-Maddalena, va evidentemente nella direzione oramai ampiamente prevedibile, del superamento del Sacrificio espiatorio di Cristo sulla Croce, quale strada necessaria per accedere al Regno. Forse penserete che stiamo esagerando ma, perdonateci, non è stata già fatta passare la messa per banchetto e ora di ricreazione danzante, al posto del più significativo momento espiatorio e di sacrificio? E perdonateci se insistiamo, ma questa è la dottrina di Rahner, il gesuita purtroppo mai scomunicato, che sta alle fondamenta della “nuova” chiesa, il quale tra l’altro si vantava del proprio “minimalismo mariologico”.

Ci piace ripetere con San Tommaso d’Aquino che la Maddalena è apostolorum apostola, poiché annuncia agli apostoli quello che, a loro volta, essi annunceranno a tutto il mondo, ma non si faccia alcun parallelismo Eva-Maddalena, vi supplichiamo, perché non è corretto.

Può sembrare un allarme esagerato il nostro, ma non è così: la prima riflessione della Chiesa sul rapporto fra Maria e Cristo non è stato stabilito a livello della divina maternità, come pure chiaramente suggerivano i Vangeli, ma a partire dal parallelismo Cristo-Adamo da una parte e Maria-Eva dall’altra; il tutto per meglio affermare e comprendere la salvezza operata da Cristo con Maria, sua Madre, Mater Ecclesiae. Se si toccasse anche solo con l’immaginazione, o qualche associazione di idee questo parallelismo Eva-Maria, si rischia di sfaldare il cuore stesso dell’intera cristologia cattolica.

Ripetiamo allora con sant’Ireneo: «Come Eva, la quale, pur avendo come marito Adamo, era ancora vergine… disobbedendo divenne causa di morte per sé e per tutto il genere umano, allo stesso modo Maria, che, pur avendo lo sposo, era ancora vergine, obbedendo divenne causa di salvezza per sé e per l’intero genere umano. Così dunque il processo della disobbedienza di Eva trovò la soluzione grazie all’obbedienza di Maria. Ciò che Eva aveva legato a causa della sua incredulità, Maria lo ha sciolto mediante la sua fede» (Adversus Haereses, 3,22).

Note

1) P. Giorgio M. Carbone O.P. “Maria Maddalena – Il Codice da Vinci o i Vangeli?” (vedi qui).

2) “Maria nel pensiero dei Padri della Chiesa”, L. Gambero, Ed. Paoline 1991.

3) Pio XII, enciclica Ad Caeli Reginam, dignità regale della Santa Vergine Maria, 11-X-1954.

9 pensieri riguardo “Vaticanate, la Maddalena al posto di Maria?

  1. Io voglio solo pensare alla profezia di san Montfort scritta nel 1700 nel Trattato della vera devozione a Maria. Egli ha previsto un’attacco feroce contro la Madonna, un’attacco subdolo, non dichiarato, ma sottile e strisciante:
    « 114. Prevedo molte belve arrabbiate, che arriveranno con furia per strappare con i loro denti diabolici questo piccolo scritto e colui del quale lo Spirito Santo si è servito per scriverlo, o almeno per avvolgerlo nelle tenebre e nel silenzio di un baule, affinché non venga Lui conosciuto; costoro anzi attaccheranno e perseguiteranno quelli e quelle che lo leggeranno e cercheranno di metterlo in pratica. Ma non importa! Anzi, tanto meglio! Questa previsione mi incoraggia e mi fa sperare un grande successo, cioè una grande schiera di valorosi e coraggiosi soldati di Gesù e di Maria, dell’uno e dell’altro sesso, per combattere il mondo, il demonio e la natura corrotta, nei tempi difficili che sempre più si avvicinano! “Chi legge comprenda”. “Chi può capire, capisca” (Trattato della Vera Devozione a Maria)».
    https://oracolocooperatoresveritatis.wordpress.com/2016/01/03/il-centenario-di-fatima-e-vicino-prepariamo-con-la-preghiera-e-la-penitenza/

    Mi piace

  2. Non so se la preoccupazione per l’elevazione a festa della memoria di S. Maria Maddalena sia eccessivo.
    So per certo però che i motivi di allarme PREVENTIVO ci sono tutti, vista la sistematicità con cui in Vaticano taluni soggetti stanno perseguendo il caos per il caos.

    Mi piace

    1. Gentile Marisa,
      infatti noi siamo contenti di questa elevazione a festa della memoria di santa Maria Maddalena. Forse pochi sanno che proprio in passato, la Maddalena, è stata qualificata con termini sublimi senza dubbio quasi al pari di quelli usati persino per la Vergine Santa. Ma quello che occorre capire è la distinzione chiarissima che la Chiesa ha sempre fatto sia del ruolo sia della posizione fra le due Donne.
      La preoccupazione, come anche lei giustamente osserva, è la manipolazione e strumentalizzazione che si sta attuando dentro le sacre Stanze a nostra insaputa, e quando tutto uscirà allo scoperto soltanto a cose fatte.
      Temiamo, anche se nell’articolo non lo abbiamo messo, ma è sottointeso laddove parliamo della litrugia, temiamo che si voglia usare il caso della Maddalena per i seguenti scopi futuri:
      1. l’equiparazione del senso teologico del sacerdozio Ordinato con quello dei laici, così da venire incontro alle pressioni di campo protestante;
      2. una svalutazione della Passione di Cristo in termini di spinta alla nostra personale conversione, basti pensare a cosa è stata ridotta la Messa nelle nostre parrocchie per renderci l’idea;
      3. il punto due ci porta alla conseguente mistificazione della Misericordia associata non più alla passione di Cristo in croce, ma al gasudio della risurrezione, come a dire: basta accogliere il fatto del Cristo risorto, prenderlo come “compagno” di vita, e il gioco è fatto, la salvezza è in tasca;
      4. infine, ma solo per essere brevi, c’è da anni un’attacco inaudito contro il culto mariano. Sattimanale sopra ci ha ricordato la profezia del Montfort. Il presunto parallelismo Eva-Maddalena racchiude anche i germi teologici e dottrinali della Salvezza, di come la si ottiene e le vie per ottenerla. Gesù ai piedi della croce, morendo, ci consegnò Maria, la Madre, e a Lei consegnò quel cammino per condurci a Lui: Via, Verità e Vita, con tutto ciò che questo comporta.
      Parlare ora di Eva-Maddalena, ribalta il Calvario quale percorso della salvezza, e fa passare il cammino come una cosa solamente personale e che parte dalla risurrezione: dal giardino di Eden dove fummo cacciati a causa del peccato, al giardino della risurrezione dove la fede della Maddalena ricomporrebbe lo strappo tra l’umanità e Dio.
      Forse siamo noi che voliamo con la fantasia, ma questa è la dottrina di Rahner, e non troviamo casuale che dal Vaticano ci giungono queste note stonate.
      Santa Maria Maddalena è davvero una grande Santa, speriamo in lei e nella sua intercessione, pertanto affinché le nostre riflessioni, alla fine, si renderanno inutili.
      La ringraziamo per averci dato la possibilità di specificare meglio la spinosa questione.

      Mi piace

  3. Facendo una ricerca ho ricordato un’altra vaticanata , quella del papa che ha abolito la Messa papale nel giorno fra i più solenni per la Madre di Dio, l’Assunta al cielo, il dogma fatto da Pio XII.
    Non capisco dove si voglia arrivare, ma sembra certo che la Chiesa sta svendendo la sua fede forse in nome dell’ecumenismo, questa Madre di Dio è troppo scomoda ed è troppo “presente”, bisogna si amarla e invocarla, ma che lo faccia mettendosi da parte e lasciando lavorare le membra gerarchiche.
    https://cronicasdepapafrancisco.wordpress.com/2015/08/20/una-vaticanata-allassunta/

    Mi piace

    1. L’abolizione della Messa dell’Assunzione è un usanza oramai consueta da tempo, la Messa dell’Assunzione viene celebrata in forma strettamente privata dal Papa o in Cappella privata o nella Parrocchia di Castel Gandolfo. Fosse solo questo il problema, in Vaticano non ho mai sentito fare la Novena all’Immacolata o la Messa Solenne in suo onore. Anzi la Solennità del 1 Gennaio festa della Madre di Dio non è mai stata solennizzata in Santa Maria Maggiore, ovvero il luogo di culto Mariano di Roma, ma bensì sempre in San Pietro. Un altro fattore allarmante è che in questo pontificato il ruolo dell’Apostolo Paolo viene sempre messo di più al margine, tanto che l’apertura della Porta Santa di San Paolo fuori le mura è passata del tutto inosservata.
      Un altro punto è quello in cui per molti vaticanisti dopo il Santo Concilio Tridentino si sia dato troppo risalto alla figura di Maria SS quale regina delle Vittorie, e sappiamo che i protestanti non amano particolarmente Maria SS. Quindi vedremo in questi anni in cui ricoreranno i 500 anni della riforma (Lutero per fonti mistiche e di Santi etc… è sempre collocato all’Inferno). Una cosa che molto apprezzo però è la grande devozione che ha caratterizzato Pio XII, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI per la Vergine Maria. Non mi dispiace dell’elevazione della Festa di Maria Maddalena al rango apostolico, in fondo lei è stat la più fedele dei discepoli, ed’è salita sul calvario quando quasi tutti (Tranne Maria SS e San Giovanni) erano fuggiti.
      Però si guardi bene dal dire certe frasi che potrebbero favorire fraintendimenti catastrofici (come i fanatici di Dan Brown) o quelli che sostengono altre giustificazioni immorali che poco hanno a che fare con l’insegnamento della dottrina. Il Binomio EVA-MADDALENA non ha un senso anche perchè Maria Maddalena non fu preservata dal peccato al contrario di Maria Madre di Dio. E anche nella Genesì nel brano che si legge nella Solennità dell’Immacolata Concezione la stirpe di Eva ed Adamo è quella di Maria SS, infatti a lei e Cristo è data la potesta sul maligno. Se si vuole pescare il ruolo di Maria bisogna partire dalla Genesi’. Prima che il Mondo Fosse, Dio già aveva nel cuore la Madre sua SS.

      Mi piace

      1. Gentile Filippo, lei dice:
        “L’abolizione della Messa dell’Assunzione è un usanza oramai consueta da tempo, la Messa dell’Assunzione viene celebrata in forma strettamente privata dal Papa o in Cappella privata o nella Parrocchia di Castel Gandolfo…”
        Non è propriamente così.
        Fino a Benedetto XVI, la Messa per l’Assunta, si faceva a Castelgandolfo ma non era affatto in forma privata, bensì con la comunità ecclesiale della piccola località in cui il Pontefice trascorreva un breve periodo di vacanze dedite ai compiti del suo ministero.
        La forma strettamente privata non prevede alcuna presenza esterna, alcuna comunità ed è a porte chiuse.
        Da Castelgandolfo, invece, proprio dove il Papa risiedeva in forma privata, il giorno dell’Assunta al Cielo, era l’occasione per incontrarsi con la gente del posto, persino familiarizzare dal momento che il Pontefice se la faceva a piedi, dalla Casa alla parrocchia, incontrando la gente. Infine si chiudeva la mattinata con l’Angelus, accogliendo i pellegrini.
        Ciò che non si comprende è perchè questo Pontefice regnante abbia abolito tutto ciò, umiliando intanto l’ultima Solennità mariana e poi umiliando anche la piccola comunità che si è vista impoverire anche per questioni di lavoro e di disoccupazione a causa proprio del fatto che il Papa non vada più lì.
        Non c’è stata alcuna spiegazione ufficiale, e questo rattrista gli animi, rattrista i devoti di Maria Santissima e rattrista la piccola comunità di Castelgandolfo.

        Mi piace

  4. Dopo le due risposte di Le cronache di Papa Francesco e di Settimanale, il mio livello di allarme cresce.
    Mi rendo conto che occorre stare con le antenne ancora più deste di quanto già non siano.
    A forza di sbrodolate di ‘misericordia-accoglienza-spiritualitàdellefrontiere-e-di-Amoris-Melassa’ stanno contrabbandando indegne falsità per svendere Gesù Cristo, sperando in un popolo di Dio imbolsito che ormai si beve di tutto…

    Mi piace

  5. A me sembra che ci sia davvero un popolo “imbolsito che ormai si beve di tutto”, la preoccupazione aumenta di fronte al silenzio assordante di vescovi e cardinali che fanno finta di niente. I sacerdoti tacciono, minimizzano o lodano Bergoglio definendolo un grande papa…. E’ difficile rimanere calmi e saldi di fronte a questa specie di frana. A volte mi chiedo se sono io che esagero con i miei dubbi e sospetti, mi sembra di essere di fronte ad un papa eretico e ad una Chiesa cattolica in disfacimento. So che “non praevalebunt”, ma chissà quando! Nel frattempo, si parla dei festeggiamenti per la riforma di Lutero e mi scandalizzo ancora di più: cosa diavolo abbiamo noi cattolici da festeggiare!?!!???? Mi sembra tutto assurdo. Scusate lo sfogo.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...