SOS immigrazione, in Vaticano si predica male e si razzola peggio

È facile avanzare sempre con condanne per decisioni che si prendono quando si tratta di regolamentare questi flussi, ma nessuno – e neppure il Vaticano – sanno dare risposte adeguate al problema lasciando, alla fine della fiera, che lo scontro avvenga tra le persone, o che le soluzioni diventino così facile preda ideologica.

Non pensiate che ci divertiamo a “fare le pulci” alle notizie ufficiali di Radio Vaticana, ma dobbiamo pur rispondere a quanti ci scrivono ponendoci delle domande, ed è compito proprio del laico battezzato, affiancarsi al proprio ambiente ecclesiale per aiutarlo, spesse volte, a comprendere quelle “cose del mondo” che solitamente sfuggono a chi vive solo in – e di – ambito ecclesiale.

Radio Vaticana, dalla voce del papa al megafono delle vaticanate.
Radio Vaticana, dalla voce del papa al megafono delle vaticanate.

Ci risiamo, Radio Vaticana continua a punire quegli Stati che decidono di proteggere i propri cittadini dalle invasioni – incontrollate – migratorie di questi tempi. È di oggi l’ennesimo affronto, anzi dileggio da parte della fonte ufficiale del Vaticano contro chi cerca di proteggere il proprio Paese – vedi qui -.

Noi avevamo già affrontato l’argomento chiedendo chiarimenti al Segretario di Stato Vaticano cardinale Parolin – vedi qui -, chiarimenti ovviamente mai avvenuti, anzi, si assiste piuttosto ad una pressione inaccettabile da parte di uno Stato, quello del Vaticano, in cui sono vigenti le Norme più rigide al mondo e, per le quali, c’è il divieto assoluto di ospitare ogni tipo di migrazione e di migrante.

La notizia di oggi quale è? che in alcuni Paesi europei è stato sospeso il trattato di Schenghen – per chi volesse saperne di più e di cosa tratta cliccare qui -.

Radio Vaticana si dice esterrefatta, dispiaciuta. “Niente più treni diretti tra Danimarca e Svezia, sarà negato attraversare il ponte di Orensud, che collega la città svedese di Malmoe con quella danese di Copenhagen, senza essere in possesso dei documenti necessari e controlli anche ai confini con la Germania. Convenzione di Schengen sospesa nei due paesi del nord Europa, per porre un argine al flusso di migranti che premono alle frontiere. Una decisione analoga è stata presa anche da altri quattro Paesi, Norvegia, Austria, Germania e Francia…”.

Definendo così la decisione: “uno stravolgimento culturale e civile, che infrange uno dei pilastri dell’Europa unita da 60 anni, soprattutto per la Svezia mèta fra le più ambite e, fino a ieri, il Paese europeo più aperto ai profughi: solo nel 2015 ha ricevuto richiesta di asilo da 150.000 persone…”

Ma ci chiediamo: come fa il portavoce ufficiale di uno Stato che vieta ogni migrazione e l’ingresso ad ogni migrante nel proprio piccolo lembo di terra, a ritenersi scandalizzato e inorridito contro quegli Stati che da anni hanno fatto entrare chiunque nel proprio paese?

Ciò che sconcerta davvero è il fatto che il Vaticano non spiega mai come poter risolvere il problema di un flusso inadeguato anche per i Paesi più aperti e dinamici, ma sempre pronto ad imporre CONDANNE in nome di una sempre più strumentalizzata parabola del Samaritano e laddove, questo Samaritano, è inesistente nella politica vaticana sull’immigrazione. Ricordiamo che attualmente la parrocchia di sant’Anna e quella di san Pietro – dipendenti dal Vaticano – hanno accolto solo 80 famiglie ma non “dentro” il Vaticano, alloggiati esternamente e pagati di tutto con supporti statali (che significa anche con i soldi nostri delle tasse).

Radio Vaticana appoggiando la lamentela del governo tedesco che fa proprio, sottolinea che: “la soluzione non è blindare i confini nazionali, ma prendere decisioni al livello europeo”.

E su questo siamo senza dubbio d’accordo, ma perché anche il Vaticano non si decide a prendere decisioni a livello europeo in modo da dare un valido segnale, accettabile da molti, e di esempio per tutti?

È facile avanzare sempre con condanne per decisioni che si prendono quando si tratta di regolamentare questi flussi, ma nessuno – e neppure il Vaticano – sanno dare risposte adeguate al problema lasciando, alla fine della fiera, che lo scontro avvenga tra le persone, o che le soluzioni diventino così facile preda ideologica.

In sostanza nel Trattato di Schenghen – al quale ha aderito anche il Vaticano 1985-1996 – si eliminava il “controllo delle persone” all’ingresso degli Stati membri dell’Unione Europea, ma a quanto risulta non è mai stato applicato dalla Città del Vaticano, fa dunque sorridere che oggi Radio Vaticana si lamenta – con la Germania – della decisione presa di sospendere questo trattato per tornare a controllare le persone che varcano i confini degli Stati.

Diciamo bugie? Se ne siete convinti preparate una valigia e recatevi a Città del Vaticano come migranti, poi raccontateci come è andata a finire.


Buon Anno!

2 pensieri riguardo “SOS immigrazione, in Vaticano si predica male e si razzola peggio

    1. Purtroppo la gerarchia vaticana e’ complice e corresponsabile di questa situazione. Un sacco di italiani stanno precipitando nella miseria, ma al CLERICALMENTE CORRETTO non gliene frega meno di niente, perché i poveri italiani non fanno “siamo buoni perche’ siamo tanto ecumenici e accoglienti” e non fanno lacrima facile come i (sedicenti) profughi.

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