Udienza di Papa Francesco ai FFI / parte prima

ECCO A VOI L’INEDITA RISPOSTA INTEGRALE  di cosa disse veramente Papa Francesco ai FFI nel famoso incontro del 10 giugno 2014 è da leggere attentamente. Il Papa ordinò una cosa che Volpi non fece.

Papa Francesco incontra, per la prima volta dal commissariamento, i FFI con il commissario di allora Volpi. L’incontro è cordiale e apparentemente informale, ma ben si capisce di assistere ad un processo a degli imputanti assenti.

Cinque le domande fondamentali e la disponibilità e l’amabilità del Papa sono notevoli, confida ai presenti di essere reduce da febbri intestinali e quindi scusandosi chiede il permesso di poter rispondere alle domande da seduto.

Si comprende perché, nel famoso calendario 2015 citato da Blondet dove vengono riportate alcune frasi di cui non ci si capisce un granché, infatti, perché spezzate dal contesto, tutte le risposte del Papa sono state censurate specialmente la terza.

Noi qui vi proporremo tutte e cinque le domande con le risposte da noi trascritte dal video che potete trovare su youtube e che dura oltre un’ora, ma non in ordine, il perché è semplice, riteniamo così l’importanza alla sequenza delle domande.

È da tenere presente quanto segue:

1. il gruppo di frati a seguito di Volpi all’epoca Commissario dell’Istituto, hanno fatto delle domande tendenziose e abbastanza cariche di astiosità contro i confratelli che non hanno potuto difendersi (gli assenti), e domande a senso unico;

2. in questa specie di “processo” – perché tale è quando si portano delle accuse e degli accusati – il “banco degli imputati” È VUOTO, manca il contraddittorio e mancano gli accusati appunto, gli accusati non possono difendersi.

3. Il papa (come in tutte le risposte fatte a braccio) nella sua risposta lucida e chiarissima fa emergere, alla domanda 3 sulla liturgia antica, un ordine che lui ha dato di suo pugno e che a quanto pare non è stato rispettato… ma di questo non dice nulla a Volpi, gli fa solo capire che quello era un suo ordine preciso… mancano così i testimoni che avrebbero potuto raccontare che il Volpi non rispettò quell’ordine.

4. il papa parla bene, e conferma di non aver agito da solo ma di essersi consultato (congregazione per gli istituti di vita consacrata e del clero) tuttavia fa capire che pur essendosi consultato con tutti quelli che c’erano da consultare, non ha ascoltato i diretti imputati… di fatto così già condannati senza mai averli ascoltati.

5. appare evidente che questo gruppo di FFI erano quelli che iniziarono ad andare in fibrillazione dal 2007 con la liberazione della Messa antica spingendo Benedetto XVI a far fare una prima “visitazione apostolica” che si concluse subito nel 2011 con un nulla di fatto.

6. per comprendere alcuni passaggi abbiamo ritenuto di arricchire gli interventi con delle Note nostre.

Questo spiegherebbe perché il nuovo Decreto per il Commissariamento delle Suore dell’Immacolata porta la data protocollare del 2012 e l’atto esecutivo è invece firmato ad ottobre 2015. Era tutto preparato!

Domanda 3:

Alcuni nostri confratelli, sacerdoti e studenti, in nome della fedeltà al fondatore (1), stanno chiedendo di uscire dall’Istituto, alimentando un clima di divisione da essi stessi provocato, il cambiamento del carisma… e il cambiamento della pratica liturgica secondo il Vetus Ordo, Di fronte allo scoraggiamento di tanti e la tentazione di seguire questa dinamica, quale è la sua parola di maestro e pastore?

PapaFranc FI1

Il Papa risponde (trascrizione fedele ed integrale):

Scappare da casa è una tentazione solitamente nota nell’adolescenza. Quante volte: “ma no, io me ne vado…”, me ne vado da solo, vado a casa della nonna, della zia… perché c’era qualcosa che non piaceva… ma questo è normale. Ma una fuga non fa la soluzione. L’imitazione di Cristo dice una cosa molto bella: il cambiamento dei posti, l’uscire per esempio, ha ingannato tanti, è un arma del diavolo uscire da casa, uscire dalla comunità.

Io penso a quei due di Emmaus quando, quella mattina, hanno visto le donne un po’ isteriche… a loro sembravano isteriche perché non credevano nella risurrezione, hanno fatto: “mah! andiamocene via, andiamocene perché questa non è cosa… (..) Uscire mai fa bene…

I problemi in famiglia si soluzionano in famiglia. E se in questo dialogo si dice una parola un po’ forte, ma che si dica… ma tra fratelli. Ma pensate che in alcuni concili, primi concili i vescovi, alcuni vescovi sono andati a pugni eh, fra loro, c’era discussione eh ma alla fine erano fratelli, questa è storia della Chiesa. Io non dico adesso che voi…. Ma uscire per difendere un carisma, che si crede un vero carisma, non è la soluzione, questo è dissoluzione, una dissoluzione eh, questo è seguire una leadership che non è la leadership di Gesù Cristo. Perché è questo che vuole Satana no?! vai via, vai via.. vai via.

E la celebrazione del Vetus Ordo, antico, detto San Pio V… Papa Benedetto con tanta generosità lo ha fatto ripristinare perché tutti i cattolici che avevano questa nostalgia, che avevano vissuto questo, potessero celebrarlo (2) – E IO SONO D’ACCORDO – eh… ma è libero! libero! Se c’è un sacerdote che lo vuole fare, fa discernimento con il superiore, con il proprio vescovo e si decide se farlo o non farlo, ma È LIBERO.

E io voglio dirvi una verità.

Quando io ho ricevuto le conclusioni dello studio fatto della Congregazione per la vita consacrata, io sapevo che c’era un problema su questo della celebrazione, e quale problema? Avevo sentito da tante voci che non c’era libertà (3), e allora ho detto – e questo non c’era scritto – io ho scritto: “si tolga il permesso di celebrare in questo rito e quello che uno vuole fare (celebrare) chieda al commissario il permesso e il commissario lo darà”, perché nessuno si sentisse che era obbligato a farlo, per ripristinare la libertà.

(Guardando a Volpi dice) questo – da me – è l’ordine che lei ha ricevuto… non si parla di pressione, questo è libero, MA LEI DEVE DARE IL PERMESSO con dialogo, a quelli che lo vogliono… (4)

Ma utilizzare il vecchio rito come una bandiera, non è un buono spirito. … adorare Dio “mah io sento che per adorarlo in questa maniera è meglio” ma fallo!! chiedi il permesso e fallo! Ma non farlo perché dice una certa pressione per farlo… come non fare il contrario eh!! che nessuno può celebrare in questo rito… NON SI FA MAI, QUESTA NON È UNA COSA BUONA! È UNA COSA CATTIVA! questo è il senso in relazione a questo diritto eh! …

Si è capito bene quale è l’atteggiamento davanti a questo? LA LIBERTA’, IL DIALOGO col superiore e si fa, MA NESSUNO PUO’ CONDANNARE A QUELLO, chi non vuole celebrare quel rito, e nessuno può condannare quello che vuole celebrare il vetus ordo.

Poi si sa, i consigli pastorali per la gente… e, queste sono cose… si capisce no?! “ma guardi questa messa la gente non capirà, fai quest’altra messa…” ma sono cose pratiche, ma il principio è quello e sappiate che questo L’HO SCRITTO IO A MANO PER SALVARE QUELLI DI VOI CHE AVEVANO DICHIARATO DI ESSERE COSTRETTI DI CELEBRARE CON IL VETUS ORDO. SI PUO’ CELEBRARE MA LIBERAMENTE… (5)

________

Note

1) “in nome della fedeltà al fondatore”… questo è falso!!! sia i Frati quanto le Suore hanno spiegato che NON esiste un voto in nome al fondatore o alla fedeltà a lui… ma quel giorno davanti al Papa non c’era nessuno che poteva dirlo, a Padre Manelli è stato proibito incontrare il Papa.

2) qui ci permettiamo di “correggere” il Santo Padre Francesco perché ha assunto, è chiaro, del Motu Proprio Summorum Pontificum sulla liberalizzazione del Messa nella forma antica, l’interpretazione modernista della storiella dei nostalgici. Disse invece Benedetto XVI sull’atto che non era un gesto per i “nostalgici”, ma molto di più: ” In tal modo la sacra Liturgia celebrata secondo l’uso romano arricchì non solo la fede e la pietà, ma anche la cultura di molte popolazioni (…) il Messale Romano promulgato da S. Pio V e nuovamente edito dal B. Giovanni XXIII deve venir considerato come espressione straordinariadella stessa “lex orandi” e deve essere tenuto nel debito onore per il suo uso venerabile e antico. Queste due espressioni della “lex orandi” della Chiesa non porteranno in alcun modo a una divisione nella “lex credendi” (“legge della fede”) della Chiesa; sono infatti due usi dell’unico rito romano…”. Non è pertanto per “i nostalgici”, ma parte integrante – seppur nella nota straordinaria – dell’unico rito romano, se si eliminasse questa forma oggi straordinaria, ma di questo unico rito, verrebbe a mancare qualcosa di prezioso alla Liturgia della Chiesa e la Riforma detta Paolo VI si reggerebbe sul nulla.

3) Avevo sentito da tante voci che non c’era libertà… ecco il punto dolente, il Papa ha sentito delle voci solo di parte, ma non ha voluto ancora ad oggi ascoltare direttamente i fondatori, gli unici che potrebbero chiarirgli le idee e far luce su queste voci… Il papa risponde bene, tuttavia non ha una visione completa dei fatti e lo dice lui stesso, e “tante voci” non vogliono dire che è la verità quella che dicono.

4) ripetere giova: guardando a Volpi il papa dice: questo – da me – è l’ordine che lei ha ricevuto… non si parla di pressione, questo è libero, MA LEI DEVE DARE IL PERMESSO con dialogo, a quelli che lo vogliono… bene! il papa ha detto cose giuste, ma perché non ha ascoltato ancora le voci contrarie? perché non ha chiarito se questo ordine è stato eseguito? e perché questo ordine non viene diramato in tutte le diocesi dove i vescovi vietano questa liturgia e a chi la fa viene tolta ogni libertà?

5) ciliegina sulla torta… il papa confessa di aver vietato la celebrazione del VO all’interno delle comunità dei FFI non per non far fare il rito antico ma per “salvare quelli che avevano DICHIARATO che celebravano antico perché obbligati”, ma i frati che avessero voluto celebrarla dovevano chiederlo liberamente e Volpi doveva dare loro il permesso, cosa che non ha fatto e che viene vietato così anche oggi e in aggiunta al ramo femminile, le Suore appena commissariate.

Il discorso del Papa, allora, non fa una grinza, è perfetto in sé e logico, dove s’inceppa è che non abbia voluto ancora incontrare i fondatori dell’Istituto per capire se quelle dichiarazioni erano vere. Perché? Dunque il Papa vieta la celebrazione del VO per difendere coloro che hanno dichiarato di esservi stati costretti, ma al tempo stesso lasciava la libertà a quelli che volevano celebrarlo, di poterlo fare.

Volpi è morto, e renderà conto solo a Dio delle risposte rimaste senza soluzione… ci chiediamo però perché il Papa tardi ancora ad incontrare i Padri fondatori tenuti come prigionieri in una sala d’attesa che è peggio di un’anticamera dell’inferno, perché bollati come coloro che hanno mandato a ramengo un Carisma di cui il Papa dirà poi – lo vedremo nella prossima puntata – assolutamente da salvare.

Ave Maria.


Segue il video dell’appello di Padre Stefano Manelli affinché il Papa lo ascolti, lo riceva personalmente e ascolti quella difesa che fino ad oggi gli è stata negata.

Fonte: cooperatoresveritatis.net

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