Collegialità non ti conosco! “Bergoglionate” straordinarie per il Giubileo straordinario.

Il Pontificato di Papa Francesco è probabilmente straordinario per un tempo straordinario che stiamo vivendo (ognuno è libero di pensare poi se è un tempo favorevole o sfavorevole), e il Papa stesso ci sta abituando a gesti e fatti straordinari che – gestiti spesso dal marketing vaticano – sono poi usati dai Media per fare il bello o cattivo tempo nei confronti della Chiesa, diventata così, una Sposa usata e abusata.

Il termine che infatti più addolora è quel “la Chiesa DEVE cambiare”, dimenticando che dovrebbe essere l’uomo a cambiare e non la Sposa di Cristo. Questa Sposa davvero non piace! E siamo arrivati al punto che all’arrivo di un Papa “la Chiesa deve cambiare” e non procedere come Gesù comanda di fare da duemila anni, ma siamo arrivati al punto che la Chiesa deve diventare “come io la voglio”. Non ce lo stiamo inventando noi, lo disse Bergoglio da poco eletto: “come vorrei UNA CHIESA povera…” dimenticando il fatto che è lui, il clero, il popolo di Dio che devono essere “poveri di spirito”, che devono cambiare e non la Chiesa che di per sé è già “povera” ma anche “una, santa, cattolica ed apostolica”, Sposa del Cristo, colei che santifica e non che noi facciamo santa.

Ma veniamo al fatto del giorno.

Il Papa ha scritto una Lettera per specificare i termini delle indulgenze per l’Anno del Giubileo straordinario e per esprimere alcune categorie che a lui “stanno a cuore”. Per la Lettera ufficiale vedi qui; mentre per una riflessione pacifica sulla Lettera e che condividiamo, vedi qui.

Noi che qui siamo “meno pacifici” non abbiamo affatto compreso alcune scelte “straordinarie” del Papa.

0028 giubileo 3Per “bergoglionate”, sia bene inteso, non intendiamo, offendere il Pontefice, ma semplicemente sottolineare delle frasi o delle prese di posizioni estranee al mandato petrino perché non è affatto vero che un Papa perché tale può fare “quello che vuole”, egli per primo deve dare l’esempio di quell’attenersi a delle Norme che servono per il buon andamento delle cose.

Veniamo ai due atti straordinari presi dal Papa per questo Anno giubilare straordinario.

1) l’assoluzione dal peccato dell’aborto, fatto o procurato, incaricando “tutti i sacerdoti” a prescindere – interpretiamo noi dalle parole del Papa – da che ne pensano i Vescovi. Siamo così di fronte ad uno schiaffo tangibile della “collegialità” tanto urlata da certo clero progressista. Una bergoglionata davvero gesuitica e ben riuscita!

Va detto che già Giovanni Paolo II per il Giubileo del 2000 aveva dato una specie di indulto in tal senso incaricando, però, i Vescovi diocesani ad occuparsi della faccenda, cioè a nominare loro i sacerdoti o parroci ad esercitare questo indulto speciale verso chi aveva abortito o procurato l’aborto. Ma sempre alle medesime condizioni naturalmente: pentimento, riconoscimento del peccato grave compiuto e manifestazione privata e pubblica della conversione e quindi pronti a ricevere il perdono che, diversamente ad ogni indulto, è materia che può risolvere ordinariamente soltanto il Vescovo del luogo o la Santa Sede.

Qui il Papa non ha ascoltato neppure il parere dei Vescovi, ha agito di sua iniziativa mettendo però il Clero diocesano di fronte ad una situazione delicata: a questo punto a che mi serve un Vescovo?

2) il secondo punto è quello più clamoroso: il riconoscimento della validità delle assoluzione alla Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX).

Perché “clamoroso”, o diremo una bergoglionata?

0028 giubileo 9Nel momento in cui il Papa ha fatto riconoscere, per esempio, a Buenos Aires, la FSSPX – sia anche per motivi politici – tale riconoscimento ha dato loro anche il mandato lecito ad esercitare in una giurisdizione apostolica, in una Diocesi, di conseguenza, la concessione fatta loro per l’Anno giubilare non è altro che un atto COERENTE a quella scelta.

Resta quindi INSPIEGABILE perché ciò dovrebbe valere solo per questo Anno dal momento che la FSSPX – a Buenos Aires – amministra Sacramenti con il consenso – riconosciuto – dalla diocesi. Inspiegabile se dietro non bolle ben altro in pentola, ed inspiegabile se, nella peggiore delle ipotesi, il Papa sta facendo USO DEI SACRAMENTI IN MODO SOGGETTIVO, e questo sarebbe tipico del modo di fare dei gesuiti, ma sarebbe anche un atto GRAVE, forse il primo a memoria storica, di un Pontefice.

Chi potrebbe però sollevare la questione e far capire qualcosa dovrebbero essere proprio i Vescovi o un buon numero di cardinali sostenuti dai canonisti.

Noi però possiamo valutare i fatti oggettivamente e che sono questi:

i Sacramenti fanno la Comunione ecclesiale e sono UNITIVI ossia che ognuno di questi è legato indissolubilmente all’altro.

La scelta di Bergoglio di riconoscere per un Anno la validità del Sacramento della Riconciliazione alla FSSPX conduce ad alcuni problemi oggettivi:

1) se è valida la remissione dei peccati sono validi anche tutti gli altri: battesimi, matrimoni e… ORDINAZIONI…. se così non fosse ci troveremmo di fronte ad una DIVISIONE DEI SACRAMENTI il che sarebbe di una gravità inaudita senza precedenti nella storia della Chiesa;

2) che differenza passa dal fatto che un giorno prima l’Anno Giubilare e il giorno dopo l’Anno giubilare si tornasse a dire che quel Sacramento non sarebbe più valido nella FSSPX ? sarebbe la prova provata che i Sacramenti diventerebbero OGGETTO d’uso personale del Pontefice il quale, in verità, neppure in un Anno giubilare può farne uso a proprio piacimento.

In conclusione la scelta di Papa Francesco innanzi tutto ha messo KO la collegialità perché ha tenuto fuori i Vescovi da certe decisioni prese arbitrariamente da solo;

secondo aspetto si dovrebbero comprendere le reali intenzioni del Pontefice perché uno è innocente fino a prova contraria;

terzo aspetto noi sappiamo che la FSSPX non è affatto “scomunicata” come taluni vanno dicendo, ma tuttavia restava per loro un problema canonico ossia la mancanza di un mandato da esercitarsi all’interno di un’area geografica, la famosa giurisdizione apostolica-amministrativa, la quale però come abbiamo visto è venuta meno dal momento che a Buenos Aires gli è stato riconosciuto l’esercizio sacerdotale in una determinata area giuridica ecclesiale.

0028 giubileo 4Questa ricostruzione dei fatti, naturalmente, non ha alcuna pretesa e non vuole giungere ad alcuna conclusione. Abbiamo riportato solo oggettivamente alcuni fatti che non sono campati in aria. Ci consola da una parte che essendo laici non spetta a noi trarre delle conclusioni e davvero siamo spinti ad intensificare le nostre Preghiere per i Vescovi e Cardinali che dovrebbero assumersi la responsabilità di aiutare il gregge a capire che cosa sta succedendo e – fino a che punto – certe “bergoglionate” non siano nocive o rischiano di diventarlo.

Siamo comunque grati al Santo Padre per non aver appesantito le nostre riflessioni scegliendo di non accennare assolutamente alcun “privilegio” o strano indulto ai “divorziati-risposati”, lasciando intendere chiaramente che resta valida la dottrina e la Norma della Chiesa in materia di Riconciliazione fra le parti, in una parola “niente indulto straordinario” per i battezzati risposati, per oggi almeno nessuna bergoglionata. Del resto come insegna nostro Signore: ad ogni giorno basta la sua pena.

4 pensieri riguardo “Collegialità non ti conosco! “Bergoglionate” straordinarie per il Giubileo straordinario.

    1. Concordo pienamente, su questo non si discute. Leggendo l’articolo io penso che non sia stato rilevato questo problema, ma altro, ossia il caso della FSSPX e il rischio di fare del Sacramento un oggetto di cui disporre a piacimento o a seconda dei casi. Per esempio, in quali termini canonici o persino del Vangelo un sacerdote per un anno amministra validamente un Sacramento per poi perdere la concessione il giorno dopo la chiusura del Giubileo? La FSSPX ritiene (come io credo) di aver sempre dato lecitamente questi Sacramenti, ma Benedetto XVI spiegò che non erano validamente dati a causa della negata giurisdizione, ma a Buenos Aires il Papa attraverso il suo successore lì, li ha accolti: come è possibile che i Sacramenti allora sono validi da una parte sì e da un’altra parte del mondo no? O solo per un anno?
      Diverso è il caso dell’assoluzione per l’aborto, qui il Papa ha scavalcato semplicemente i Vescovi senza chiedere loro alcun parere, e senza dubbio poteva farlo e l’ha fatto con buona pace di chi arrogava il diritto di una collegialità paritaria con il Pontefice.

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  1. La fraternita” san pio x ha sempre amministrato i sacramenti in modo valido. Il papa per il giubileo afferma che essi saranno anche leciti. C’e’ differenza tra validita’ e liceita’.
    La mia domanda e’ piuttosto questa: perche’ questa concessione? Cosa c’e’ sotto? Non mi fido di Bergoglio e temo che questa sia una trappola.

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  2. Vedo qui che un canonista ha sollevato i medesimi dubbi e perplessità:
    Molto si parla in tutto il mondo cattolico della lettera, indirizzata a Mons. Rino Fisichella in qualità di Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, con cui il papa ha stabilito, per l’imminente Anno Santo, nuove condizioni, oltre a quelle tradizionali. Essa però ha sollevato diversi dubbi di legittimità canonica. In particolare la rivista National Catholic Register, del gruppo editoriale EWNT, ha pubblicato ieri un articolo del canonista Benedict Nguyen* che ha sollevato molto rispettosamente questioni giuridiche che dovrebbero essere necessariamente chiarite. Quella che segue è una rapida traduzione.
    http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2015/09/un-imminente-giubileo-che-lascia-aperti.html#more

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