La lezione ecclesiastica di papa Francesco

Che piaccia o no, anche il Papa deve fare, come sempre ha fatto storicamente, i conti col mondo come è, evitando di propagandarne uno che non c’è.

di Piero Ostellino

Nel passato, la Chiesa si era costantemente caratterizzata per il rigore col quale sceglieva la propria dirigenza. Non diventava cardinale e, forse, neppure vescovo, tanto meno Papa, chi non possedeva una forte cultura storica e politica, oltre che teologica. Ma, recentemente, l’ultima elezione del Pontefice, sotto l’influsso del populismo dilagante, ha rotto tale tradizione.

Francesco, questo gesuita – altra novità – vanitoso ed esibizionista, parla molto, ma mostra spesso di farlo a sproposito. È il caso dell’ultimo discorso, nel quale ha auspicato la distruzione delle armi di uccisione di massa, identificandole, tra l’altro piuttosto surrealmente, col respingimento degli immigrati. Egli ha prefigurato, così, la regressione del sistema internazionale al Novecento, quando la Germania di Hitler, grazie alla propria forza militare convenzionale, si era illusa di poter dominare l’Europa e il mondo; uscendone, peraltro, rovinosamente sconfitta, dopo aver fatto milioni di morti.

Ora, tutti sanno che il mondo ha goduto di un lungo periodo di pace nel Secondo dopoguerra proprio grazie agli armamenti nucleari. Con l’auspicarne la distruzione, Francesco ne ha di fatto prefigurato la regressione all’epoca in cui una potenza militare convenzionale poteva aspirare a dominare il mondo facendo ricorso alla guerra e vincendola. La sensazione della propria catastrofica vulnerabilità, che ciascuna potenza nucleare ha rispetto alla controparte in caso di un proprio atto aggressivo, e la certezza della distruzione dell’intera umanità, hanno di fatto impedito lo scoppio di una guerra nucleare e favorito la nascita di organismi internazionali per la prevenzione delle crisi. Il mondo ha goduto di un periodo di pace più lungo di quanto mai gli era accaduto nel passato.

Tutti sanno che è stato il cosiddetto «equilibrio del terrore» – cioè l’impossibilità di fare, e vincere, una guerra nucleare senza subirne i danni – a garantire la pace, non la sola buona volontà degli uomini. Singolare è che mostri di non saperlo il Papa. Che egli si esprima ad un livello morale più alto del realismo politico è nell’ordine delle cose. Ciò che non lo è, è che non se ne renda conto, continuando ad auspicare un mondo che non c’è e che non sarebbe affatto pacifico. La predicazione morale religiosa, lo dico da laico, ha anche una funzione pedagogica, quando, e se, è rivolta agli «spiriti semplici», che sono i credenti senza se e senza ma. La tradisce, però, anche e soprattutto nei confronti di questi ultimi, se perde di vista la realtà.

Che piaccia o no, anche il Papa deve fare, come sempre ha fatto storicamente, i conti col mondo come è, evitando di propagandarne uno che non c’è, che non sarebbe affatto pacifico e la cui prospettiva finirebbe immancabilmente col generare pericolose illusioni negli «uomini cosiddetti di buona volontà», dando vita a ideologie non concretabili nella realtà effettuale se non a costo della creazione di regimi dispotici. La lezione del comunismo realizzato dovrebbe pur dire qualcosa al Papa… È un fatto incontrovertibile che gli uomini non li si cambia con le prediche o con le utopie razionalistiche e religiose che siano. Essi vanno governati per quello che sono e per come si comportano. La superiorità del liberalismo su tutte le altre dottrine politiche sta tutta qui. Non si fa, né genera, illusioni, ma si attiene ai fatti. Non auspico un Papa liberale, perché non può esserlo per la dogmatica contraddizione del suo stesso ruolo, che non lo consente.

No, non ci siamo. Questo Papa, che pur piace a molti, sta danneggiando la Chiesa e compromettendone la storia.

Non dico si stia realizzando la profezia di Nostradamus – che aveva previsto «un Papa della Compagnia» (leggi un gesuita), che avrebbe distrutto la Chiesa. Ma non ne siamo neppure molto lontani.

© Il Giornale (17/08/2015)

Un pensiero riguardo “La lezione ecclesiastica di papa Francesco

  1. Piero Ostellino non ha tutti i torti nella sostanza dei fatti ma, da laico qual dice appunto di essere, ragiona da laico e da laico pretende di “comprendere” la missione del Pontefice 😉 e questo porta ad una serie di errori di valutazioni che ha fatto.
    1) è assurdo dover essere minacciati e ricattati dagli armamenti nucleari per non doverli usare per avere un tempo di pace…. la pace vera non si genera con i ricatti o sotto l’oppressione di una distruzione di massa. E’ vero che abbiamo avuto e stiamo avendo un “tempo” di pace anche (anche) a causa della minaccia costante dell’uso di armi di distruzione mondiale, ma è anche vero che, come ha detto lo stesso Papa Francesco, la guerra si è SPOSTATA dalle armi alla sostituzione dell’uomo che si è FATTO DIO di se stesso 😉 stiamo già combattendo da tempo una guerra ancora più subdola delle armi nucleari e che sta distruggendo l’uomo dal di dentro, è la guerra ETICA E MORALE e la stiamo perdendo!

    2) San Paolo specifica che la nostra battaglia non è contro le persone ma contro le potenze dei Principati, delle tenebre che avanzano e il cui principe è il Demonio, gli spiriti demoni che assetati di vendetta contro Cristo, cercano l’uomo per spingerlo alla distruzione e questa battaglia ci sarà fino alla fine del mondo… il Papa sta cercando di spingere l’attenzione su questo tema spiegando, appunto, l’inutilità degli armamenti nucleari i cui soldi potrebbero essere spesi a favore delle famiglie e delle comunità povere….

    3) il Liberalismo non è affatto la soluzione ai problemi, un Papa deve tentare di spingere il mondo ALLA FEDE RAGIONEVOLE, o alla ragione della fede 😉 certo, non ad un mondo fondato sull’utopia o sull’utopico paradiso terrestre, il mondo è governato dal Demonio e perciò in esso non ci sarà mai la pace predicata dal Cristo, ma possiamo avere “tempi di pace” nei quali e durante i quali, si lavora meglio per la predicazione e la formazione delle anime.

    4) Madre Teresa di Calcutta diceva che nel mondo non ci sarà mai la vera pace se questa non comincerà dal GREMBO MATERNO. Uno Stato che per legge UCCIDE il proprio futuro nei concepiti, che razza di futuro o di pace va cianciando? Avrà piuttosto la sua propria rovina, la sua fine.
    Ostellino dice infatti che: “gli uomini non li si cambia con le prediche o con le utopie razionalistiche e religiose che siano. Essi vanno governati per quello che sono e per come si comportano. La superiorità del liberalismo su tutte le altre dottrine politiche sta tutta qui.”

    Ma questa è una bestemmia!!!
    l’utopia certo che no! ma una predica razionale Sì! lo stesso liberalismo che lui auspica è una delle peggiori utopie generate dal Protestantesimo di Lutero e Calvino e che ci ha condotti a questa devastazione umana, antropologica, antropocentrica, alla distruzione della vita umana con tutte le armi COMPRESE LE LEGGI E LA LEGGE SULL’ABORTO che è un’arma in fondo più micidiale della bomba atomica e che ha già causato milione di morti INNOCENTI. altro che la strage di Erode, l’uomo del secondo millennio ha superato Erode in tutti i sensi.
    Senza dubbio abbiamo un Pontefice esibizionista, gesuita e piacione, ma santo Iddio! fare certe lezioni al Papa è piuttosto scoraggiante quando, per altro, non si arriva mai al nocciolo dei veri problemi che stanno portando il mondo al baratro e senza sganciare alcuna bomba nucleare!

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