Quando il vescovo è papista e non servile…

Papa Francesco ha esortato un vescovo autore di un intervento critico a continuare a parlare con franchezza, senza timidezze.

di Marco Tosatti (28/05/2015)

Varie fonti mi riportano esempi di franchezza incoraggianti accaduti durante l’Assemblea della Cei, sia durante l’incontro a porte chiuse del Papa con i vescovi sia in seguito. È noto quanto papa Francesco si sia espresso contro il clima da corte rinascimentale che corre sempre il rischio di riprodursi all’interno delle organizzazioni focalizzate su una singola figura carismatica, e in cui uno stuolo di cortigiani approvano sempre e comunque detti e fatti del Capo, una mancanza di sincerità che non gli è di aiuto. E infatti papa Francesco ha esortato il vescovo autore dell’intervento che succintamente riportiamo più sotto a continuare a parlare con franchezza, senza timidezze.

Il presule è titolare di una diocesi che nel passato ha sofferto per una catastrofe naturale. Nel suo intervento, che riportiamo con parole nostre, sostanzialmente ha affermato che l’immagine mediatica del Papa è talmente preponderante da cancellare in pratica il ruolo della Chiesa locale. E in temi difficili, come la questione dei padrini e delle madrine di battesimo, sembra che il Papa sia buono e il vescovo, che cerca di far rispettare le regole stabilite dalla Chiesa, cattivo. Così quando si dice agli interessati: la Chiesa dice che dobbiamo fare così, non possiamo interpretare, quelli rispondono: ma il Papa…

Ha poi messo in guardia il Pontefice dalle strumentalizzazioni; troppo spesso si sente dire: il teologo del Papa, il portavoce del Papa, uno che è vicino al Papa. C’è il pericolo, ha detto, che si servano di Lei. Il Papa, ha poi fatto notare, è spontaneo, istintivo. Una dote bellissima, ma il vescovo, scusandosi per osare dare un consiglio, ha detto che certe espressioni spontanee possono costituire motivo di sofferenza. Per esempio, quella data nell’intervista a Valentina Alazraki, sulla sensazione che il suo regno sarà breve. Ma sa come l’ha interpretata la gente? ha chiesto il presule. Che la uccideranno, ma non sarà l’Isis a farlo, ma la Curia romana. Non è bello!

Infine una richiesta di carattere diocesano. Sappiamo – ha detto il presule – che il Papa ha ricevuto a Santa Marta questa persone e quell’altra. Da anni ho chiesto udienza per essere ricevuto con i miei preti, che hanno lavorato e lavorano per sostenere la gente dopo il disastro. Ma ancora non c’è stata data la possibilità di concelebrare con il Papa; e credo che questi parroci ne avrebbero diritto.

Questo intervento è stato ripreso il giorno successivo da un altro presule, che rimarcando l’assenza di una risposta su problemi precisi, ha chiesto che il Papa si renda conto della necessità di formulare i suoi interventi in maniera precisa e articolata, dal momento che esiste tutto un magistero precedente e che la Chiesa ha una lunga storia e esperienza precedente.

Fonte: lastampa.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...