Se il Papa legge solo “la Repubblica”…

No, Santità, non ci faccia questo: non il giornale la cui redazione balla sui tavoli dopo il referendum irlandese, non il giornale che ascolta le procure come fossero portatrici della buona novella, non il giornale che tutti i giorni offre ai suoi lettori la dose quotidiana di relativismo spicciolo e di luoghi comuni sulla nuova antropologia.

di Eugenia Roccella

Papa Francesco, in un’intervista alla Voz del Pueblo, ha dichiarato che, avendo fatto un voto alla Madonna del Carmelo, non vede la tv. Quanto alla stampa, ha raccontato di limitarsi a leggere Repubblica, perché lo considera “il giornale della classe media”, sufficientemente rappresentativo della realtà italiana, e anche di quella mondiale, visto che, sempre nella medesima intervista, spiega che le informazioni sull’esito delle elezioni argentine le ha avute dallo stesso quotidiano.

Pope Francis during his weekly Wednesday General Audience in St.Peter's Square, Vatican City, May 20, 2015. FABIO FRUSTACI

No, Santità, non ci faccia questo: la nostra è una preghiera, un grido accorato dal basso, un appello che sale fino a Lei da cuori avviliti. No, Repubblica no. Non il giornale di uno Scalfari che sostiene, in un articolo di pochi giorni fa, che il progetto del Papa è di guidare la Chiesa cattolica verso una sorta di nuova riforma protestante (“Che Francesco stia operando per avvicinare le sette protestanti alla Chiesa cattolica non è un’interpretazione di chi segue la sua politica religiosa ma è una verità da lui dichiarata e ripetuta continuamente e avvalorata dai contatti continui con le comunità protestanti”).

Non il giornale la cui redazione balla sui tavoli dopo il referendum irlandese, non il giornale che ascolta le procure come fossero portatrici della buona novella, non il giornale che tutti i giorni offre ai suoi lettori la dose quotidiana di relativismo spicciolo e di luoghi comuni sulla nuova antropologia. No, Repubblica no. Come potremo sopportare noi l’arroganza (e già da quelle parti ne circola a sufficienza) di giornalisti che proclameranno di essere i preferiti del Papa, gli eletti, i migliori? Santità, non le chiediamo certo di leggere l’Occidentale, ma un’occhiata a qualche altro quotidiano, un rapido sguardo, per esempio, alle prime pagine di Avvenire, potrebbe darla? Sapere che lo fa ci sarebbe di conforto.

PS.
Avremmo però taciuto confidando nella Sua saggezza se non avessimo appena saputo dei “lavori a porte chiuse, a cui è stata invitata a partecipare, quale unico media italiano, la Repubblica”. Si tratta della Giornata di Studio organizzata per il Sinodo dei Vescovi del prossimo autunno, che si è svolta ieri a Roma e a cui hanno partecipato cinquanta fra teologi, porporati e professori universitari, fra cui, ad esempio, il Cardinale Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca, e l’Arcivescovo di Marsiglia Georges Pontier, presidente della Conferenza espiscopale francese, “tutti ospitati dal vicerettore dell’Università Gregoriana, Padre Hans Zollner”.

Fonte: loccidentale.it

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