Prima di accogliere Francesco, così la CEI ha messo la casa in ordine

di Sandro Magister

Nel pomeriggio di lunedì 18 maggio, mentre cardinali e vescovi affluivano in Vaticano per l’apertura assieme al papa dell’assemblea plenaria della conferenza episcopale italiana, è accaduto qualcosa di insolito. I giornalisti al varco si sono avventati in massa non sul presidente o sul segretario della CEI, ma sul semisconosciuto cardinale Agostino Vallini, visibilmente colto di sorpresa da questo pacchetto di mischia per lui così inusuale.

Il motivo di tanto interesse giornalistico c’era. Di Vallini era uscita il giorno prima, nell’edizione domenicale del giornale della CEI Avvenire, un’intervista clamorosamente agli antipodi della sua abituale ritrosia. Il titolo a tutta pagina andava subito al sodo: “Intervista al cardinale vicario Agostino Vallini. ‘Niente nemici. Letture giornalistiche false. Papa Francesco non è isolato. Tutta la Chiesa gli vuole bene’”.

Che cosa era successo per indurre il cautissimo Vallini a prendere con tanto fragore le difese del papa di cui è vicario?

Un indizio rivelatore era in un passaggio dell’intervista: “Non escludo che qualche espressione di qualche cardinale o altro ecclesiastico possa prestarsi a una errata interpretazione complessiva della vita della Chiesa; e dunque sarebbe meglio essere più cauti. Ma da questo a figurare una lotta tra il papa e la curia, ci corre. Sono membro di vari organismi della curia, partecipo regolarmente ad incontri e riunioni riservate, non ho mai ascoltato giudizi o pareri che qualche giornale vorrebbe accreditare”.

In effetti, non “qualche giornale”, ma uno in particolare aveva sollevato alcuni giorni prima un micidiale vespaio dentro e fuori la curia: il mensile tedesco di politica e cultura “Cicero“, con papa Francesco in copertina e col titolo “Der Kampf um Rom”, la battaglia per Roma. L’autore del servizio era un inappuntabile giornalista svizzero, Giuseppe Rusconi, con grande esperienza di vaticanista a Roma, il quale aveva allineato una serie di valutazioni sul pontefice regnante diligentemente raccolte da cardinali e alti dirigenti della curia romana, con l’impegno – perfettamente rispettato – di non rivelarne i nomi in cambio della schiettezza dei giudizi espressi da ciascuno.

Rusconi, che è del Canton Ticino, ha pubblicato la versione integrale italiana della “cover story” di Cicero sul suo blog RossoporporaCosì parlò la curia profonda, al tempo Francesco.

E poche ore dopo ha provveduto a rilanciare questo servizio e a dargli risonanza mondiale nientemeno che l’ufficioso sito vaticano Il Sismografo, rassegna giornaliera degli articoli in tutte le lingue riguardanti la Chiesa e il papa, controllata dalla segreteria di Stato. In realtà, nessun alto dirigente di curia è stato mai minimamente sfiorato dal dubbio che i giudizi riferiti da Rusconi tra virgolette non fossero autentici. A cominciare da quello che apre il servizio: “Francesco resta con il cuore e con la mente arcivescovo di Buenos Aires. Tutto a posto… se non fosse che da due anni è vescovo di Roma e dunque papa della Chiesa universale”. C’era però incombente, per i vescovi e i cardinali italiani, l’annuale assemblea plenaria della CEI, che proprio il papa aveva deciso di introdurre di persona, con lo stile che gli si conosce e con le immancabili strigliate che lo vivacizzano. Da qui la naturale, comprensibile precauzione di arrivare all’assemblea con la casa in ordine. Vale a dire con una preventiva, esplicita presa di distanza dalle critiche d’alto livello al presente pontificato e con una esplicita riconferma della piena adesione ad esso. Missione compiuta, con l’intervista del cardinale Vallini.

Ma non è tutto. Poche ore prima dell’apertura dell’assemblea il Servizio Informazione Religiosa, cioè l’agenzia on line della CEI, ha fatto il possibile anche per riabilitare, con nobili domande sui temi dell’assemblea stessa, un personaggio quale l’arcivescovo e teologo argentino Víctor Manuel Fernández, vicinissimo al cuore e alla mente di papa Francesco ma caduto nel generale discredito, in curia e fuori, specie dopo una sua sconclusionata intervista al “Corriere della Sera” di domenica 10 maggio, come spiegato in dettaglio da questo post di Settimo CieloE questo sarebbe il teologo di fiducia del papa?

Va segnalato che anche questo post, pur così critico nei confronti del personaggio, è stato prontamente rilanciato da quel fedele indicatore dei nascosti pensieri della curia vaticana che è Il Sismografo.

© Settimo Cielo (18/05/2015)

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