Se il papa vuol apparire “più straccione” del Signore

di Antonio Margheriti Mastino

Ma dai!… farsi sdrucire apposta la manica della talare per mostrare umiltà, e che proprio perciò è quella “falsa umiltà”, dalla quale ci mette in guardia la Scrittura, che viene portata in processione come fosse il Santissimo Sacramento. Non solo si fa sdrucire la manica, fa pure in modo che tutti possano notarla: si crede meglio di Cristo che sdrucito in giro non ci andò mai. Spettacolarizzazione e sopravvalutazione della sua persona, portata motu proprio come “esempio” a tutti, a maggior ragione – qualora la manica incidentalmente si fosse sdrucita – se di talari integre ne hai un sacco a Santa Marta.

Bergoglio, quello oscuro e populista: la tentazione di voler essere e soprattutto apparire “meglio” degli altri conciandosi peggio. Questa tentazione terribile che oscura l’umiltà del Crocifisso e sotto i riflettori fa rifulgere orgogliosa la “sconcia umiltà” del suo servitore. Un servitore non si concia da mendicante per compiacere il suo padrone, cura se stesso per mostrare deferenza al suo datore di lavoro.

Ma tutti questiu sono trucchi da baraccone. Che lasciano il tempo che trovano; soprattuto non incantano nessuno: suscitano applausi certo, ma interessati, che mascherano il disprezzo. Il mondo disprezza queste cose, le apprezza sugli uomini di chiesa perché manifestano sentore di dissoluzione, di una Chiesa che nemmeno dal punto di vista della decenza, bellezza, decoro può lontanamente competere col mondo, e che perciò non attrarrà nessuno. Semmai distrarrà chi dentro la Chiesa già c’è, acuendone la smania di secolarizzazione. Per “modernizzarsi”, per apparire più presentabili, decenti in società. Il mondo non è, non è solo quattro straccioni alla periferia di Buenos Aires, la Chiesa non può ridursi a questo: il mondo e la Chiesa sono infinitamente più grandi.

C’è da dire che san Pio X, appena eletto papa, aveva affidato alle sorelle il compito di tingere di bianco la talare che aveva usato da vescovo, a sua volta tinta anch’essa da nera a rossa (semmai fosse possibile, ma questo si narra), ma qui è diverso perché san Pio X non dava a vederlo, mentre Francesco sì. Anche GPII andava con la talare impercettibilmente sdrucita, o per meglio dire lisa, ai piedi e al collo, ma mai in visita alle parrocchie o alle udienze. In privato.

Comportarsi da straccioni non è un dovere del cristiano, anzi è suo dovere avere cura di se stesso, come dice Paolo, specie quando non sta lì a rappresentare se stesso ma uno che andava in giro con una tonaca “senza strappi”. Non capire questo significa non capire qual è il compito di un prete sull’altare, avere le idee confuse sul sacramento che ha unto le sue mani, lanciare messaggi distorti che piuttosto che invitare alla vera e santa umiltà incitano alle manie di protagonismo in una gara demenziale che ha per meta il peggio. Quando un prete non ha rispetto della sua veste liturgica, che lo indica come “Alter Christus”, e cioè altro da se stesso, è segno che presto non avrà o non ha più rispetto della Chiesa e del sacramento che gli è stato conferito.

Sarebbe meglio per questo papa argentino imitare Cristo, anche nel decoro, piuttosto che invitare gli altri a imitare lui.

Fonte: papalepapale.com

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