Se gli amici di Bergoglio sono i nemici di Ratzinger…

Coloro che avevano attaccato il pontificato di Benedetto XVI si trovano ora a difendere quello di Francesco. Mentre scrittori cattolici come Messori e Socci vengono fulminati dal quotidiano della CEI.

Matteo Carnieletto

Siamo sinceri: Papa Francesco piace alle frange più progressiste della Chiesa. Le stesse frange che durante il pontificato di Benedetto XVI attaccavano il Pontefice, ora si trovano vestire i panni degli zuavi pontifici e si dimostrano sempre disponibili a difendere il Papa. Il Papa, attenzione, cioè Francesco. Non il papato in quanto istituzione.

Già all’epoca della pubblicazione di Non è Francesco di Antonio Socci i nuovi difensori della “Chiesa povera per i poveri” non avevano esitato a prender le difese del Papa, attaccando duramente il giornalista senese. Lo stesso è accaduto dopo la pubblicazione dell’articolo di Vittorio Messori lo scorso 24 dicembre. Anzi, Paolo Farinella, sacerdote e firma del Fatto quotidiano che aveva definito il pontificato di Benedetto XVI “una sciagura per la Chiesa”, ha lanciato un appello per fermare gli attacchi a Papa Francesco. Farinella convertito sulla via dell’ortodossia cattolica? Niente affatto: ha semplicemente trovato in Francesco un portavoce ideale.

Si segnalano, tra i firmatari dell’appello, anche Noi siamo Chiesa, che ebbe l’ardimento di apprezzare solamente le dimissioni di Benedetto XVI: “l’atto più innovativo del suo pontificato”; Alex Zanotelli, il missionario pacifista che ha affermato di aver compreso chi fosse Cristo grazie a Gandhi, Martin Luther King, don Milani e don Mazzolari; le Comunità cristiane di Base che sul loro sito ripropongono una recensione del libro Il Dio Queer, ovvero “il Dio frocio, il Dio ricchione”, pubblicato dalla casa editrice valdese Claudiana. E, infine (ma l’elenco potrebbe continuare), tra i firmatari c’è anche don Aldo Antonelli, “prete scomodo e prete rosso”, che – con candore – il primo novembre 2007, scriveva: “Caro papa Benedetto XVI, non ti capisco” e, dopo una lunga serie di consigli non richiesti, concludeva: “Nei miei studi di teologia ho imparato che i nostri (di noi sacerdoti) interlocutori privilegiati sono i Lazzari della terra. Ho impressione che tu preferisca dialogare con gli Epuloni”, ovvero con gli uomini ricchi e potenti.

Così, si invertono le parti: gli apologeti come Messori e Socci che sempre hanno difeso la Chiesa si trovano ora nella posizione di “antagonisti”, attaccati da coloro che, smessi i panni di preti di strada, indossano ora le divise pontificie.

© IL GIORNALE (03/01/2015)

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