Attenti all’immagine

di Gregorio Vivanco Lopes

È una legge non scritta, secondo la quale molte cose influenzano di più attraverso una loro immagine che viene proiettata, anziché per la loro reale esistenza.

Non tutto è come appare. Non tutto appare com'è.
Non tutto è come appare. Non tutto appare com’è.

La propaganda usa molto questo sistema per presentare i suoi prodotti sotto un prisma attraente e gradevole, non sempre consono alla realtà: una prelibatezza super saporita, che al palato del cliente si rivela amara; una sedia confortevole, che in effetti è scomoda; un computer di ultimo tipo, che presenta una serie di difetti; e via dicendo.

Si deve quindi essere cauti nei confronti delle immagini confezionate. Da questa regola non si salvano nemmeno i politici, i capi di Stato, gli ecclesiastici, e neppure lo stesso Papa, quando li vediamo focalizzati dalle lenti spesso deformanti dei media e della propaganda in genere.

Parliamo del Papa. È un dato di fatto che nei suoi confronti vengono pubblicate tante, e persino tantissime materie sui mezzi di comunicazione: le radio, i giornali, le televisioni, in internet ecc. Come lo presentano? Vale la pena soffermarci su questo argomento, anche se in modo breve, perché è di massima importanza come elemento per farci capire il corso attuale dei fatti e delle menti.

Non vi è nulla di più augusto, di più elevato, di più santo del Papato. Attraverso i secoli, la Chiesa ha sempre venerato il Papa come il “dolce Cristo in Terra”. Mi associo con tutta l’anima a questa venerazione. Un’altra cosa, però, è la figura che la propaganda vuole presentare, al giorno d’oggi, di Papa Francesco. Ed è della figura, soltanto di questa, che voglio occuparmene qui.

Essa si trova in un’intima connessione con l’immagine che si è creata a proposito dell’America Latina, che sarebbe un continente di povertà, scartato dai settori ricchi e sviluppati del mondo, emarginato ed oppresso.

Della formazione cristiana del Brasile – per esempio, le sue magnifiche realizzazioni come la catechesi degli indios, le chiese e la musica barocche, le famose sculture dei “profeti” dell’Aleijadinho, gli eroi della battaglia di Guararapes – e delle speranze che sbocciarono in queste terre, non se ne parla più.

Un pesante silenzio cade su questo passato glorioso, per dare il posto alla propaganda dell’MST [Movimento dei Senza Terra, invasore delle fattorie], dei senza-tetto, dei black blocs. I negri e gli indios, anche loro formatori della nostra nazionalità, sono presentati soltanto come categorie calpestate che devono ribellarsi e rivendicare diritti in nome della lotta di classe e di razze. Nel frattempo accade pure qualcosa di simile nelle nazioni sorelle, di origine ispanica.

56501Stando a questa prospettiva, l’ascensione di un Papa latino-americano al trono di Pietro significherebbe – sempre secondo quest’immagine – l’inizio di una insurrezione dei poveri contro i ricchi, del MST contro i latifondiari, dei senza-tetto contro gli industriali e i commercianti, degli indios e dei negri contro i bianchi e, infine, dell’America Latina, povera e calpestata, contro il capitalismo nordamericano oppressore, così come contro le tradizioni di ostentazione di un’Europa cristiana millenaria. E in questo modo si avrebbe insediato sulla Cattedra sacrosanta di Pietro, non più il Padre della Cristianità, il Difensore della Fede, il Vicario di Cristo, ma un promotore, a livello religioso-universale, dei principi marxisti.

Mi rendo ben conto che questa presentazione ha odore di blasfemia. Ma non viene da me. Io sto soltanto esplicitando ciò che tutti avvertono nel leggere i giornali, le riviste, assistendo alla televisione, ma che non riescono ad esserne interamente consapevoli.

Ecco l’immagine con cui si vuole presentare Papa Francesco.

Insisto: sto discorrendo soltanto dell’immagine. Ma succede che questa immagine può influenzare talmente a fondo le mentalità di coloro che la prendono per realtà, che può produrre un danno irreparabile nelle anime di molti dei nostri contemporanei, soprattutto dei cattolici. È importante, quindi, conoscerla per difendersi.

© “Catolicismo” (Maggio 2014)

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