Dopo Caserta, il sedefreghismo?

di Daniele Casi (04/08/2014)

Rassicuro tutti. Questa breve riflessione “estiva” non vuole aggiungere nulla a quanto è già stato sapientemente detto e scritto sugli allucinanti “fatti di Caserta” (si veda, ad esempio, qui, qui, qui e qui). Mi sembra particolarmente interessante segnalare anche quanto ha dichiarato, (qui), il “pastore” Silvano Lilli, Presidente della Chiesa Evangelica Internazionale e vice presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche Pentecostali in Italia.

Interessante perché mette lapidariamente a fuoco ed extra muros: l’inutilità dei gesti ecumenici di Papa Bergoglio (come di tutti i suoi predecessori, n.d.r.), la sua capacità di scontentare tutti, la sua sempre più evidente caratterialità, nonché l’incapacità della Curia Vaticana di “contenerlo”.

Direte: quid novi? Niente di nuovo, in effetti. Almeno per chi sa che, a sostenere la sua fede, ci sono venti secoli di Dottrina, l’esempio dei Santi e dei Martiri e soprattutto questo: il Santo Sacrificio della Messa. Però, c’è un però. Chi è cattolico sa che le chiavi del regno dei cieli le tiene San Pietro che le ha trasmesse ai suoi successori, fino a Francesco che, con Santa Caterina da Siena, dovremmo continuare a chiamare “dolce Cristo in terra”. Il cattolico sa, anche, con S. Bernardo, che: «Il Papa è assertore della verità, difensore della fede, guida dei cristiani, ordinatore della Chiesa, pastore dei popoli, padre dei re, martello dei tiranni, sale della terra e luce del mondo».

Eppure quanta nebbia, quanta confusione, quanti dubbi… da quel 13 marzo!

Non ci è stato risparmiato niente e quotidianamente, sì, proprio ogni giorno che ci è dato da vivere, ci giungono le più disparate notitiae dalle ‘Sacre Mura’. Mentre scrivo, ad esempio, un solerte dispaccio dell’ANSA – no, dico, la prima agenzia d’informazione nazionale! – informa che il Santo Padre, stamane, si è recato dal dentista, addirittura andando a piedi per i viali del Vaticano e, bontà sua, s’è fermato nella Farmacia a salutare il Direttore!

Un giorno, sconfortato, descrivevo ad un Sacerdote, non ricordo più quale ‘bergogliata’ e con dolce fermezza egli m’ha ripreso: «Basta. Non lo ascolti più. Non legga di lui. Non lo guardi alla tv. E preghi».

Non so se riuscirò in tanta virtù, ma ad un cattolico perplesso, in tempi bui, un po’ di “Sedefreghismo” potrebbe far bene.

© UNAVOX

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