Il Vaticano dovrebbe scusarsi con Scalfari. Gli esorcismi del 2012

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Il Mastino (16/04/2014)

Le interviste stravaganti, quando non eterodosse, del papa a Scalfari. Una volta che tutto è compiuto, si dà il via all’ormai solito stracco spettacolo circense – che sta facendo sghignazzare mezzo mondo – dei ripensamenti, delle smentite brutali, che presto si fanno mezze smentite e poi smentita della smentita, per infine concludere che è un problema solo di virgolette.

L’EROICO INTROVIGNE

Quindi arriva Massimo Introvigne, specialista del “definitivo” e quasi “scientifico” spiegare l’inspiegabile, in questo caso con un “è tutta colpa di Eugenio”, e chiamando perciò a testimone nientemeno che quel ciambellano di padre Lombardi. Prima di essere smentito a sua volta dai fatti del giorno dopo, magari annunciati da Lombardi stesso. Essendo che i criteri di Bergoglio poco hanno a che fare con la logica, la scienza e anche la teologia, quella cattolica almeno: Introvigne, lui filosofo e sociologo, uomo dei numeri e della logica, cerca di spiegare secondo ragionevolezza ciò che ragione non ha. Almeno non una ragione compatibile con l’ufficio papale. C’è da mostrare solidarietà all’eroico sociologo cattolico torinese: così si comporta un cattolico esemplare, che certosinamente giorno dopo giorno cerca di tradurre in simultanea atti e pensieri di Francesco, di tradurli in lingua cattolica. Per dimostrare che è tutto a posto, come prima, magari pure meglio… mentre annusi dall’inchiostro di Introvigne stesso il suo taciuto dramma interiore. Non è che cerca di salvare il papa, cerca di salvare i fedeli, fornirgli ancora qualche pretesto… alibi per non trarre somme e conclusioni nocive per la loro fede, dinanzi a questo strano, stravagante pontificato che non sembra affatto interessato alla sorte dei cattolici. Peraltro giornalmente fatti bersaglio di rampogne, epiteti offensivi, atti di disistima, e non dai laicisti, dal papa stesso. Il papa ricolloquia con Scalfari, dunque. Fatto scoppiare il casino, il papa sparisce dalla circolazione. Passa la patata bollente a Lombardi. Il giorno dopo, inizia il circo mediatico, con i soliti titoli: si titola Francesco ci ricasca; Scalfari ci ricasca; Repubblica ci ricasca e via con le volpi che non perdono il vizio… Scalfari è bugiardo, è mezzo bugiardo, ha detto mezza verità, ha sbagliato solo le virgolette, è sul sito Vaticano ed è intervista ufficiale, non è un’intervista, è solo un colloquio, anzi non è proprio niente, sono confidenze papali, Scalfari non ha mai parlato col papa. Finché non scopriamo che è tutto falso, prima di riscoprire che è tutto vero. Affermazione, negazione dell’affermazione, negazione della negazione… (poi si lamentano se qualcuno dice che cattolico=spostato). L’unico che afferma senza mai negare resta il papa. Che confusione!… sembra di rivivere le scene del film “La follia di Re Giorgio”. Mancano solo le sgualdrine e i valletti… anzi no: ci stanno, le sgualdrine ci sono alla corte di Santa Marta, ci stanno pure i valletti, sovente invertiti come da tradizione cortigiana inveterata.

SOLIDARIETÀ A SCALFARI

Tutto ‘sto macello per non dover ammettere l’unica sola verità vera e disarmante per il cattolico, per il povero cattolico papista, per uno come Introvigne insomma, ed Introvigne è tutti noi: il papa ha voluto essere più volte intervistato da Scalfari, non ha mai smentito quel che Scalfari ha riportato, tant’è che l’ha invitato di nuovo per una intervista; il papa voleva davvero essere intervistato e far scoppiare il pandemonio (una strategia della tensione?); il papa ha veramente detto tutto quel che Scalfari ha riportato, e se imprecisione c’era non era dovuta a Scalfari ma all’italiano approssimativo di Francesco. Il papa crede esattamente quel che Scalfari di lui ha scritto. E lo ha dimostrato in una miriade di altre parole e atti successivi alle interviste. Scalfari ha detto la verità, né si sarebbe mai permesso di mentire in una occasione tanto solenne e importante per lui, una situazione che oggettivamente lo intimidiva… in ogni riga ha trattato con riverenza persino chirichiettistica le affermazioni del papa, e la sua soggezione è evidente. Tant’è che il vecchio potente giornalista più volte, l’anno scorso, ha chiesto al Vaticano, al papa di rivedere l’intervista prima della pubblicazione. Il papa ha detto che si fidava: sapeva quel che aveva detto, sapeva che Scalfari l’avrebbe riportato, era consapevole delle polemiche che ne sarebbero nate, specie tra i cattolici ortodossi, verso i quali Bergoglio non nutre nessun sentimento di simpatia e men che meno paterno, percependoli come un fastidioso corpo estraneo all’interno della Chiesa così come lui l’immagina, e che non è affatto quella normale. Bisogna dare solidarietà a Scalfari, che, per aver fatto solo il suo mestiere, pazientemente ora sopporta le contumelie, le smentite, le insolenze e le vere e proprie menzogne di una Chiesa, di un Vaticano impazzito che lo usa come foglia di fico per dissimulare le sue vergogne, come capro espiatorio per schivare le proprie responsabilità. C’è dentro la Santa Sede, da qualche tempo, una dirompente e misteriosa tensione autodistruttiva di origine oscura.

GLI ESORCISMI AGGHIACCIANTI DEL 2012

Non mi meraviglio. In un certo senso me l’aspettavo. Già lo sapevo. Da notizie inquietanti che mi erano giunte nel novembre del 2012, e che il cuore mi diceva essere vere. Se non le ho riferite in giro è per prudenza, per non essere perculato. Una voce che era stata sussurrata al convegno internazionale degli esorcisti cattolici del 2012. Una voce che li aveva allarmati tutti e che decisero di soffocare presto, rimandando alla preghiera vigile. In quel periodo, nello stesso lasso di tempo, ad ogni latitudine della terra, c’erano stati casi di possessione demoniaca, da parte di una Entità infernale di prim’ordine: dal Brasile, all’Argentina, agli Usa, all’Italia, alla Germania. Ovunque!

E ovunque – è questo che fece rabbrividire gli esorcisti, quando se ne accorsero –, ovunque e nello stesso momento l’Entità aveva detto la stessa medesima cosa: «Nel 2013 assalterò il Papa. Nel 2014 attaccherò dall’interno, da cima a fondo, l’intera Chiesa».

Lo disse nell’ottobre 2012. Nel febbraio 2013, come annunciato, precipita il pontificato di Benedetto XVI letteralmente assaltato dai “lupi”. Succede Bergoglio. Nell’ottobre 2014, a due anni esatti dall’agghiacciante “promessa” venuta fuori negli esorcismi dell’ottobre 2012, ci sarà il Sinodo della discordia. In quei giorni, prepariamoci, sembrerà venire giù l’intero Edificio Cattolico con le sue stesse supreme gerarchie. Saremo a un passo dal rinnegamento pubblico e ufficiale dei Fondamentali stessi che stanno nel Vangelo, a un passo soltanto dall’inizio della grande apostasia generale. Stiamo allerta! Il Demonio è accovacciato nella Sacre Stanze, in attesa del gran balzo felino che ha promesso… che gli è stato imposto di ammettere, affinché non ci colga impreparati, e corriamo in anticipo ai ripari.  Scuoto la testa quando sento certi commentatori dire che, guardate, il papa nell’intervista a De Bortoli ha lodato Paolo VI che ebbe il coraggio di firmare la Humanae Vitae contro tutto e tutti, contro la maggioranza dei vescovi: anche Bergoglio avrà quel coraggio di andare controcorrente. Scuoto la testa perché non sanno neppure far di conto, non hanno capito niente di quel che voleva dire e anzi annunciare Bergoglio. E cioè che intende seguire sì l’esempio di Paolo VI andando contro la maggioranza dei vescovi con ogni mezzo e pressione, ma per lo scopo opposto stavolta: per andare incontro alla mondanità, non per sfidarla come fece Paolo. Perché si dà il caso che sui temi cruciali in agenda per il Sinodo, la maggioranza dei vescovi dell’Orbe Cattolico sia contraria alla risoluzione Kasper. Che Bergoglio ha propiziato, imposto, appassionatamente e pubblicamente difeso quando era stata già dilaniata dall’altro episcopato. E che, in una parola, riproporrà immutata al Sinodo di ottobre.

LA SOLLEVAZIONE DEI CARDINALI “PEDOFILI”

Ci risiamo, affermazione, smentita, mezza smentita, smentita della smentita, riaffermazione. Non ho ancora capito perché al quotidiano Libero abbiano sottovalutato un mio pezzo piuttosto informato di domenica, tanto da sorvolarci e infine lasciarlo cadere. Eppure gli dicevo che quella stessa domenica c’era stato un evento inaudito, dopo che il papa per bocca di Scalfari aveva dato del “pedofili” pure a certi non meglio identificati cardinali. Il Sacro Collegio in poche ore era diventato un nido di aspidi invelenite contro il papa, un vero “alzamiento”, una sollevazione del Sacro Collegio che ha bombardato padre Lombardi e la Segreteria di Stato: o si smentiva, e subito, o sarebbero stati guai stavolta, per colui che avevano plebiscitariamente eletto. Tant’è che di questa cosa ha parlato poi diffusamente Il Foglio, molte ore dopo. Il papa non ha ceduto, si dice, ma capito il pericolo ha ceduto la Segreteria di Stato e la Sala Stampa. Hanno smentito al posto del papa. Il papa ne è stato indispettito, com’era prevedibile e ha fatto buon viso e cattivo gioco: è un argentino, tu prova a dire a un argentino “devi fare così!” e quello per dispetto farà il contrario. Questo si dice nelle ultime ore.

IL RITORNO DELL’INTERVISTA N°1: LA VENDETTA

E infatti, come suo solito, Bergoglio se l’è legata al dito, in attesa del momento giusto per ricambiare il favore. Momento giusto che naturalmente è il più sbagliato, e perciò il più emblematico, esplosivo: voi mi smentite la secondo intervista scalfarina? E io vi impongo di nuovo la prima, che è pure peggio! Ha dato disposizione, a quanto pare, che l’intervista praticamente eterodossa concessa a Scalfari l’anno scorso, smentita dal Vaticano – ma non da lui: tant’è che ha reinvitato Scalfari a fargliene un’altra, senza preavvertire nessuno –, poi rimossa dal sito della Santa Sede – che l’annoverava tra gli atti magisteriali – e condannata alla damnatio memoriae, fosse praticamente resa di nuovo pubblica (vedi QUI e QUI). E che passasse dal rango di “colloquio privato” a quello di “intervista ufficiale” e dunque a pieno titolo fosse riammessa nel magistero ufficiale della Chiesa. Il fatto è che quell’intervista oltre che confusa, è, a detta di tutti, anche eterodossa, per non dire eretica. E questo sta a significare, al di là degli aspetti di mera rivalsa contro gli alzamientos cardinalizi, che egli, Jorge Mario Bergoglio non solo riconosceva quella prima intervista, non solo riconosceva anche la seconda, ne sottoscriveva finanche il pensiero e lo infliggeva alla Chiesa tutta. Di più: sta smentendo la smentita della Sala Stampa Vaticana. E con questo manda un messaggio trasversale ai cardinali che hanno osato sfidarlo: se ne ricordassero per il Sinodo! Quelle eterodossie di un anno fa, da stamattina alle 10, sono di nuovo magistero ufficiale della Chiesa. Anche se vanno contro l’insegnamento tutto, ininterrotto e bimillenario della Chiesa stessa. Per la verità c’è anche una seconda versione, che circola, più deduttiva, ed è questa:

«A questo punto cadono davvero tutti i se e i ma. A questo punto, o qualcuno sta complottando contro il Papa per distruggerlo mediaticamente all’interno della Chiesa, o il Papa sta semplicemente distruggendo la Chiesa. Tertium non datur».

Aspettiamo di leggere che scuse tira fuori stavolta dal “cappello del mago” l’impagabile Introvigne… Che un hacker s’è impadronito del sito vaticano?

© QELSI

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