Papa Francesco non piace a tutti i cattolici

02/04/2013

Il primo a fare notare che a tre settimane dalla sua elezione Papa Francesco incomincia a non essere gradito da alcuni cattolici tradizionalisti è stata Sandro Magistrer sul suo blog: “Alcuni gesti di papa Francesco hanno acceso nell’opinione pubblica dentro e fuori il cattolicesimo cattive tentazioni: dalla liquidazione del governo centrale della Chiesa alla scomparsa del titolo di Papa, dall’avvento di una ‘nuova Chiesa’ spirituale alla umiliazione della bellezza che celebra Dio, cioè della simbolica di riti, abiti, arredi, edifici sacri”. Da sottolineare che Magister è sempre stato un sostenitore di Bergoglio fin dal 2002.

La maggior parte del dissenso arriva dai siti cattolici tradizionalisti. Il sito “Rorate Coeli” ha criticato il Papa per aver lavato i piedi il giovedì Santo a due musulmani e ad una donna, ricordato che a questo rito vanno ammessi solo “uomini scelti” secondo i sacri testi della liturgia. Secondo il sito Pontifex Roma: “È vescovo di Roma ma anche Papa e dunque capo della cattolicità e questo farebbe bene a non dimenticarlo. Il populismo, il pauperismo e la demagogia lasciano il tempo che trovano”. Il sito Il sito Messa in latino addirittura ironizza chiamando Bergoglio, “Papa piacione”. E sottolinea con dissenso il suo desiderio di rimanere per ora ad abitare in una stanza della Domus Sanctae Martae e di voler pranzare e cenare con gli altri ospiti: “Speriamo solo che non aggiunga il suo appartamento del terzo piano del Palazzo Apostolico ai Musei Vaticani”. E poi altre critiche per il fatto che non usa la croce d’oro, che non utilizzi né la mazzetta né le scarpe rosse. Il sito Cantuale Antonianum rimprovera che “anche se il Papa si chiama Francesco, egli non è e non può essere un semplice fraticello che fa esortazioni evangeliche zampillanti al momento.

Con le reti televisive e la carta stampata invece continua la luna di miele con il nuovo Papa, l’unica eccezione la fa Roberto De Mattei, che sul Foglio del 28 marzo scrive, a proposito dell’incontro di Papa Francesco con Papa Benedetto: “La coesistenza di un Papa che si presenta come vescovo di Roma e di un vescovo (perché tale è oggi Joseph Ratzinger) che si autodefinisce Papa offre l’immagine di una chiesa “bicefala” ed evoca inevitabilmente le epoche dei grandi scismi. Non si comprende, a questo proposito, il risalto mediatico che le autorità vaticane hanno voluto dare all’incontro dei due Papi, il 23 marzo a Castel Gandolfo. L’immagine che ha fatto il giro del mondo e che lo stesso Osservatore Romano ha pubblicato in prima pagina il 24 marzo è quella di due uomini che il linguaggio dei simboli pone su un piano di assoluta parità, impedendo di discernere in maniera immediata, chi di essi è l’autentico Papa”.

© ROMAGNANOI.it

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